ColPol – Venerdì 8 maggio 2020 – Non andrà tutto bene! – Tra CoVid19 e crisi economica.

Ne parleremo con Leonardo Bargigli professore di economia politica all’Univeristà di Firenze

Alle ore 18:00 sulla pagina Facebook del Collettivo Politico Scienze Politiche

Non andrà tutto bene!

Non andrà tutto bene!

Siamo entrati nella fase 2 e per quanto le nostre libertà individuali siano state riacquisite in maniera irrisoria, I settori economici che si erano fermati stanno progressivamente ripartendo. Appare così abbastanza chiaro come l’attenzione del governo sia ancora una volta orientata alla produzione e al consumo piuttosto che ai diritti dei cittadini. Sorge quindi spontaneo il dilemma: “Saremmo anche abbastanza sicuri per uscire, o non lo siamo neanche per produrre?”. La risposta è categorica: un sistema economico capitalista non può fermarsi a lungo, pena il collasso. Così, leader politici di oltreoceano e non, multinazionali e, per guardare in casa, Confindustria si agitano da mesi sminuendo l’entità della pandemia, temendo per il destino dei profitti.
Già ad oggi si può prevedere un forte aumento della disoccupazione e un’annessa decrescita del PIL a livelli mai visti dalla Grande Depressione. Non andrà tutto bene, la crisi ci sarà, di fatto già c’è e come tutte le crisi del capitalismo che abbiamo avuto modo di vedere ricadrà sulle classi meno abbienti.
Nella videoconferenza con Leonardo Bargigli, Professore di Economia Politica all’Università di Firenze, parleremo della natura endogena del CoVID-19 rispetto al nostro sistema economico, della risposta sanitaria Italiana e internazionale alla pandemia e delle conseguenze a breve e lungo termine di questo fenomeno sull’economia.
Quanto e come questo stesso sistema ha favorito l’evolversi della pandemia e aggravato il suo impatto sulle nostre vite? Quanto, ancora una volta, il profitto ha prevalso sui diritti e le necessità? Quali scenari ci aspettano?
Durante la diretta sarà possibile rivolgere domande al Professore.

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7 Maggio 1972, viene ucciso Franco Serantini

Il 5 maggio 1972 a Pisa è previsto un comizio di Beppe Niccolai, esponente dei fascisti del Movimento Sociale Italiano.
Il presidio indetto dagli antifascisti viene più volte attaccato dalla polizia e sul Lungarno Gambacorti Serantini viene arrestato dalla celere e trasferito nel carcere Don Bosco.

Qui giudice, guardie carcerarie e il dottor Mammoli, sicuri di sé visto che il giovane non aveva parenti, non giudicano grave lo stato fisico di Serantini, provato dai pestaggi.
Morirà due giorni dopo, il 7 maggio.

La direzione del carcere cerca in fretta e furia di seppellire il cadavere e la vicenda del 21enne anarchico con esso.
Ma subito la notizia dell’uccisione fa il giro della città, Luciano Della Mea, storico esponente antifascista pisano, si costituisce parte civile, l’8 maggio viene fatta l’autopsia sul corpo del giovane.
L’avvocato Giovanni Sorbi, dopo avervi assistito dichiarerà:
«È stato un trauma assistere all’autopsia, veder sezionare quel ragazzo che conoscevo. Un corpo massacrato, al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue. Non c’era neppure una piccola superficie intoccata. Ho passato una lunga notte di incubi»

Il 9 maggio si tiene il funerale, migliaia di solidali presenti infrangono le convinzioni di carcere e polizia sulla possibilità di oscurare il fatto, tanto da mantenerlo ancora vivo in chi oggi porta avanti quella stessa lotta.

“Ma invece è andata male, porci vi siete illusi,
perché al suo funerale tremila pugni chiusi”

Franco Serantini

Franco Serantini

Firenze Antifascista

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“neanche i Fratelli Cervi erano comunisti”

Queste parole sono andate in onda questo 25 aprile, pronunciate da Massimo Gramellini, editorialista del Corriere della Sera. Tuttavia, non una singola parola di quella frase è vera: i fratelli Cervi erano tutti rinomati come comunisti, tanto che anche un prigioniero fuggitivo russo che fu accolto da loro affermò che senz’altro quella famiglia era comunista. Inutile dire che anche il regime lo sapeva fin troppo bene, accusandoli di essere ribelli sediziosi e comunisti.

Ma si cela una volontà ben precisa dietro a questa dichiarazione.
Gramellini non è altro che uno dei tanti pennivendoli che, sotto forti interessi politici e volontà impresse dalla classe dirigente politica, vuole alterare la memoria partigiana e di classe a suo piacimento e favore. Chiaramente, come avevamo già denunciato più volte, c’è chi ancora vuole demonizzare i comunisti, come pure la sedicente “sinistra” che spesso non si fa scrupoli ad alterare la verità storica per rendere i partigiani, ai loro occhi, degni di esser ricordati: antifascisti sì, ma comunisti mai.

Essendo oggi l’anniversario della nascita di Alcide Cervi, vogliamo ricordare l’operato di quella famiglia, che ha dato tutto per la liberazione del paese. Ma la nostra memoria è completa, e così deve rimanere: come abbiamo ribadito questo 25 aprile è tramite la nostra pratica antifascista quotidiana, la quale si basa anche su un forte legame col passato, che possiamo mantenere vivo il ricordo di ciò che è veramente accaduto, a discapito delle volontà meschine dei fascisti come Fini o della “sinistra” di Gramellini.

Fratelli Cervi

Fratelli Cervi

Firenze Antifascista

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Bobby Sands, la lotta irlandese e il furto dei fascisti italiani.

“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.

Il 5 maggio 1981, dopo 66 giorni di sciopero della fame, moriva nel carcere di Long Kesh Bobby Sands.

Oltre centomila persone lo attenderanno lungo il percorso verso il cimitero di West Belfast, dove sono sepolti numerosi volontari dell’IRA.

Alcuni tra i figli migliori d’Irlanda, caduti nella lotta per una repubblica libera, unita, socialista.

Una lotta che non è stata esente dal revisionismo dei fascisti nostrani, evidentemente a corto di storia e di simboli.
Diversi gruppi organizzati di camerati, su tutti Casaggì, da anni rivendicano la lotta di autodeterminazione del popolo irlandese, le sue ricorrenze e le sue figure, Bobby Sands incluso, senza il minimo rispetto per ciò che queste rappresentano per il popolo irlandese e per gli oppressi di tutto il mondo.

Gli antifascisti e le antifasciste di Derry Anti-Fascists, schifati dalla strumentalizzazione delle proprie simbologie in chiave razzista hanno denunciato pubblicamente la cosa un anno fa:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1902908489838912&id=266716623458115

Chiunque abbia letto anche solo una pagina degli scritti dei compagni irlandesi saprebbe che la lotta per la liberazione della prima colonia britannica è strettamente legata alla causa dei lavoratori e delle lavoratrici, dell’annullamento delle disuguaglianze sociali, della costruzione di una società in cui tutti e tutte siano liberi da guerre, razzismo e sfruttamento. Non proprio le parole d’ordine dei neofascisti insomma.
Ma se tanto i fascisti tengono all’autodeterminazione dell’Irlanda come mai allora i vari National Front, lega di San Giorgio, British National Party e altri neofascisti di oltremanica sono così collaborativi con la destra dell’Ulster e con la polizia locale?

Facendo finta di nulla i prodi camerati qualche anno fa hanno persino organizzato un’iniziativa nel loro covo, alcune letture del libro “Le compagne di Bobby Sands” di Silvia Calamati, senza assolutamente curarsi dell’uso non casuale del termine “compagne”.

L’autrice, considerata la voce italiana dell’Irlanda del Nord, non ha solo smentito ogni coinvolgimento, mostrando sdegno nel vedere il proprio nome accanto a quello di un’organizzazione di estrema destra, ma ha anche ricordato come il Bobby Sands Trust abbia diffidato i gruppi di destra italiani per l’uso strumentale del nome del compagno irlandese.

Non ci aspettiamo niente di diverso da vermi che rubano la storia di chi davvero ne ha una, fatta di lotte e di rabbia verso chi tiene le redini di questo mondo.

Il popolo irlandese sputerebbe volentieri in faccia a coloro che da sempre fanno da mastino ai potenti e ancora una volta occupano egregiamente il posto che la storia ha loro assegnato: quello di infami.

Bobby Sands

Bobby Sands

★ Firenze Antifascista ★

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Giordano Cavestro, “Mirko”, viene fucilato per rappresaglia

Giordano Cavestro, “Mirko”, viene fucilato per rappresaglia a 18 anni dai nazifascisti, il 4 maggio 1944.
A 15 anni fondò di sua iniziativa un bollettino antifascista attorno al quale si raduna un gruppo che, dopo l’8 settembre 1943, si arma e diviene propulsore delle attività della resistenza nell’appennino parmense.

“Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.”

Giordano Cavestro

Giordano Cavestro

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La seconda settimana della raccolta di solidarietà a Campi Bisenzio sta per giungere al termine

La seconda settimana della raccolta di solidarietà a Campi Bisenzio sta per giungere al termine: che dire se non GRAZIE!

Grazie ai volontari e alle volontarie, grazie alle vostre donazioni, grazie al vostro sostegno che ci spinge ad andare avanti sempre di più! grazie grazie grazie!

Un po’ di numeri:
8 famiglie per un totale di 35 persone sostenute in questo periodo così complicato, 13 pacchi consegnati,
1200€ raccolti!

Ma non possiamo fermarci e per questo abbiamo ancora bisogno di voi. In particolare occorrono:
pasta, latte, riso, legumi in scatola, biscotti e tutto ciò che è a lunga conservazione.

Per info chiama 3713311785

Riprendiamo e facciamo nostro e vostro il motto delle dottoresse e dei dottori cubani: “Non offriamo ciò che ci avanza: condividiamo quello che abbiamo”

Anpi sezione Lanciotto Ballerini
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos
Arci Cittavisibili
Gruppo casa Campi Bisenzio

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

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Ogni giorno è il Primo Maggio!

Comunicato Stampa Ogni giorno è il Primo Maggio (PDF)

Non Ripartiremo tutti sulla stessa barca
La pandemia di Covid 19, ci ha tolto anche la possibilità di organizzare la giornata internazionale di lavoratrici e lavoratori del Primo Maggio.
Un momento di festa ma soprattutto di lotta che organizzeremo a fine quarantena per denunciare le problematiche del lavoro urgenti e gravose ma anche l’abuso, nella emergenza da Coronavirus, di Decreti Legge e di Dpcm da parte del Governo Conte, che ha sospeso i fondamenti costituzionali della repubblica parlamentare e sancito una pericolosa deriva autoritaria.
La pandemia ha soprattutto evidenziato il conflitto tra profitto e sicurezza. Confindustria ha esercitato continue pressioni sul Governo per limitare i blocchi produttivi, ha favorito la riapertura in deroga (con autocertificazione ma senza nessun controllo) e adesso freme per la riapertura totale delle aziende. Fretta sostenuta con passione anche dalle istituzioni locali, in particolare dal Sindaco di Firenze, Nardella. Per contro promettono di essere ancora stringenti le misure di limitazione delle libertà personali e civili. Cedere alle pressioni degli industriali mentre perdura un alto rischio di contagio sui posti di lavoro, è segno di come le istituzioni siano subalterne al capitale.
La ripartenza del 5 maggio ci lascia perplessi sulle reali possibilità di attuare distanziamenti, fornire Dpi idonei, rimodulare l’organizzazione del lavoro in modo da garantire la sicurezza di chi lavora.
Troppi sono già stati i morti in tutti i settori lavorativi, come nelle Poste, nei Trasporti, nell’Industria, nei Call Center, nei Servizi. Una mattanza che ha colpito con ferocia la Sanità, sia nel comparto ospedaliero che territoriale, sia nelle residenze protette per anziani e disabili, dove sono caduti in centinaia tra medici, infermieri, tecnici e lavoratori degli appalti spesso stranieri e a basso reddito, alla faccia delle ipocrite celebrazioni degli “eroi” di questi giorni.
Una strage colpevole, come dimostra la ridicola equiparazione, nel decreto governativo “Cura Italia”, delle mascherine chirurgiche a DPI (Dispositivi di Protezione Individuale per i lavoratori), regole condivise e ribadite in Toscana anche con le ultime ordinanze del Presidente del Consiglio Regionale, Rossi. Tale carenza di sicurezza per chi lavora ha generato una ondata di proteste e di scioperi in tutta Italia, che sono stati ostacolati e bloccati dal Governo; un vile attacco al diritto di sciopero che non sarà dimenticato. Inoltre sia prima che durante l’emergenza sono stati copiosi, anche in Toscana, i soprusi contro i diritti dei lavoratori, basti pensare alle vertenze Bekaert, Piaggio, Panorama, dove il cinismo delle multinazionali umilia il futuro di centinaia di persone ma anche a episodi emblematici come il licenziamento arbitrario di tre giovani lavoratori dalla cioccolatiera Venchi di Firenze, come la mancata riassunzione di apprendisti in Trenitalia, come i licenziamenti repressivi del Panificio Toscano a Prato, come l’ignobile licenziamento da parte di Ati (cooperativa in appalto di Alia) di un lavoratore della igiene ambientale che aveva denunciato la insufficienza di DPI nella pandemia, come alla condizione di sfruttamento di migliaia di lavoratori impiegati nel sistema degli appalti e subappalti con stipendi da fame.
Si aggiunge la vasta platea dei precari di cui fanno parte spesso anche partite iva e artigiani e la massa di disoccupati, ormai drammaticamente ampia anche nel sistema economico toscano. Inoltre fra le fasce meno abbienti sono tante le persone senza residenza che rischiano la vita perché, per effetto della normativa attuale, non possono accedere al medico di base né a nessuna forma di sostegno o aiuto economico dalle istituzioni. Una condizione grave che rischia il collasso con la sofferenza di settori portanti della economia regionale come il commercio e il turismo.
Sono pertanto urgenti misure di contenimento del dramma sociale, come la cassa integrazione al 100% del salario e il reddito di quarantena di 1.200 euro per chi è senza stipendio; ammortizzatori sociali ben più signifi
ativi delle elemosine previste da Governo, peraltro soggette al filtro burocratico dei Comuni.Vergognosa è inoltre la decisione del governo Conte di continuare a produrre aerei da guerra F-35, il cui costo singolo è pari a 7.113 respiratori polmonari. In ogni modo le misure emergenziali dovranno lasciare poi il passo a un discussione ampia sui modelli economici e sulla distribuzione della ricchezza e del lavoro, unica vera soluzione alle iniquità del sistema. È necessario colpire i grandi patrimoni e parallelamente ridurre l’orario di lavoro a parità di stipendio (lavorare meno per lavorare tutti). Rileviamo anche l’aggravamento dell’emergenza abitativa, già drammatica nella nostra Regione e che diviene insostenibile con la crisi economica, soprattutto se riprenderà la cinica esecuzione degli sfratti, che hanno colpito duramente, nei mesi precedenti all’emergenza, anche famiglie disagiate o momentaneamente insolventi, per questo ci batteremo per una moratoria a tempo indeterminato degli sfratti per gli indigenti e i morosi incolpevoli.
Va sottolineato che sono tante le iniziative importanti che in questa primavera non hanno avuto luogo a causa dei decreti di quarantena: L’8 Marzo come emblema delle parità di genere anche sul posto di lavoro, della denuncia della violenza sulle donne e del patriarcato, il 25 Aprile come celebrazione della resistenza antifascista e della liberazione dal nazi-fascismo, le manifestazioni per la tutela del territorio, in particolare contro Inceneritore, Aeroporto e TAV, quelle studentesche del Fridays for futures, per la tutela dell’ambiente e del clima. Sono inoltre state rimandate diverse iniziative contro le guerre imperialiste, che non si sono affatto fermate per la pandemia e che continuano a massacrare milioni di innocenti nel mondo. Il Primo Maggio è per noi sintesi di tutto questo, come presa di coscienza e lotta contro un sistema capitalista brutale e vigliacco, con il suo carico di privatizzazioni, tagli ai servizi e sfruttamento selvaggio di risorse e persone.
Per questo come Assemblea Unitaria per il Primo Maggio a Firenze, che riunisce i sindacati di base di Firenze e molte organizzazioni politiche e sociali della città, ci impegneremo per organizzare, con la massima sicurezza, un percorso di mobilitazione unitario che riunisca le vertenze del lavoro con quelle ambientaliste, quelle femministe, quelle contro la guerra, per la autodeterminazione, la libertà e i diritti dei popoli, quelle antifasciste, quelle in difesa dei beni comuni, quelle per il diritto alla casa e all’abitare, quelle per il diritto alla istruzione e per qualità e universalità della scuola, per la tutela del territorio, in particolare contro Inceneritori, Discariche, Aeroporti e TAV. Nondimeno controlleremo con accuratezza le reali tutele per lavoratrici e lavoratori e ci difenderemo con azioni di lotta sindacale e scioperi, rivendicando il diritto al lavoro sicuro, alla salute e ad una sanità pubblica ed efficiente.

Una battaglia che abbiamo iniziato in modo coeso e solidale e che proseguirà con determinazione, perché per noi ogni giorno è il Primo Maggio.

Ogni giorno è il primo maggio

Ogni giorno è il primo maggio

26/04/2020
Assemblea Unitaria per il Primo Maggio a Firenze

ADESIONI:
Cobas Firenze, Cub Firenze, Usb Firenze, Usi Cit Firenze, Cobas Sanità Università Ricerca, Collettivo Politico 13 Rosso, Presidio No Inceneritore No Aereoporti, Assemblea Beni Comuni/Diritti, Comitato San Salvi Chi Può , Cantiere sociale Camilo Cienfuegos, Comitato provinciale Firenze Pmli, Collettivo di Unità Anticapitalista Firenze, Movimento di Lotta per la Casa di Firenze, Fronte di Lotta No Austerity, Fondo Comunista Firenze, Unione Inquilini Firenze, Ateneo Libertario, Partito della Rifondazione Comunista Firenze.

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Raccolta alimentare a Campi Bisenzio

Raccolta alimentare a Campi Bisenzio

Raccolta alimentare a Campi Bisenzio

In questo momento difficile sosteniamoci a vicenda con la raccolta di alimenti di prima necessità per le famiglie in difficoltà economica.
Servono: pasta, riso, olio, latte UHT, pelati, prodotti in scatola.
Chi voglia fare un’offerta o partecipare alle attività ci contatti.

Chiunque si trovi a vivere un periodo di difficoltà economica non esiti a chiamarci! Siamo lavoratori e lavoratrici che si aiutano tra loro, la solidarietà è la nostra arma, nessuno deve sentirsi solo/a!++

[Consegniamo e ritiriamo i pacchi a domicilio, garantendo stringenti misure igieniche e discrezione]

Chi avesse in casa vecchi portatili, tablet o telefoni funzionanti e inutilizzati ci contatti, perché la continuità scolastica è un diritto di tutte le ragazze e i ragazzi.

Chi ha l’accesso fisso alla rete internet e vive in piccoli e grandi condomini, si organizzi tenendo la rete wifi accessibile liberamente a tutte/i, per una scuola a prova di ricarica telefonica!

Costruiamo reti di solidarietà!

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Nel 25 Aprile gli anticorpi al fascismo di ieri, al revisionismo e le ingiustizie di oggi!

A Firenze tante persone, compagne e compagni, spontaneamente o in maniera organizzata, sono uscite di casa per andare verso alle lapidi, ai cippi, alle targhe diffuse in molte parti della nostra città o della nostra campagna.
Da Piazza Puccini a Largo Bruno Fanciullacci, dal Monumento in Piazza Elia dalla Costa in Gavinana al Sacrario per i ragazzi del Campo di Marte, da Valibona alle pendici del Monte Morello a Piazza Giorgini sotto la targa di Orso.

I partigiani e le partigiane di ieri e di oggi, dunque, sono stati omaggiati come meglio si credeva e si è potuto, in tutta Firenze.
Sono spuntati attacchinaggi nelle strade, scritte sui muri e diversi striscioni alle finestre. In tanti modi si è espressa una volontà chiara, un sentimento diffuso.
Senza la piazza e i cortei forse, e in primis come senso di responsabilità collettiva, ma senza ridurci passivi e in silenzio.

Noi siamo andati in piazza, come avevamo detto di fare, sentendoci in piena legittimità di farlo, sia in piazza Tasso sia in piazza Santo Spirito.
Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto, in sicurezza e rispettando le distanze, in maniera autorganizzata e disciplinata, trovando altri/e antifascisti/e abitanti della zona ad aspettare il momento degli interventi, della deposizione della corona al Comandante Potente o ai Martiri di Piazza Tasso.
Dal momento dell’ingresso in piazza, Firenze Antifascista ha iniziato sui social (Fb e YouTube) più di 5 ore di diretta, con la volontà di esprimere e diffondere i contenuti, i messaggi e le lotte che da sempre animano la piazza del 25 Aprile e del nostro antifascismo: dalla memoria come strumento di lotta per le generazioni di oggi, alla militanza antifascista con ogni mezzo necessario.
Una “piazza in rete” che non è rimasta in silenzio a sua volta, ma che ha ribadito che essere antifascisti/e oggi significa immaginare una nuova società per il domani, combattere contro un sistema patriarcale, fatto di sfruttamento e guerre, significa intrecciare quei legami di solidarietà concreta e internazionale che vanno dalla Palestina al Kurdistan, dalla Brigata dei Medici Cubani al mutuo appoggio popolare con staffette solidali organizzate nei quartieri per far fronte alla crisi sociale che si sta diffondendo.
Una piazza virtuale attraversata però da esperienze di lotte reali, da quelle contro la violenza del sessismo a quelle per il diritto allo studio, dalle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità, a chi lavora in fabbrica o consegna le pizze, da chi è disoccupato a chi è costretto ad andare a lavorare in queste condizioni difficili.
Centinai di messaggi che hanno riempito di contenuti e partecipazione una piazza che è stata virtuale, ma univa esperienze, soggettività e percorsi collettivi, in una condivisione d’intenti.

Chi pensava che col virus si potesse dare un ennesimo colpo al 25 Aprile si è sbagliato, e tanti saluti ai La Russa di turno, chi invece lo vedeva oggi più di ieri come un giorno comodo e pacificato, anche.
Chi, come la direzione dell’ANPI Nazionale voleva limitarlo ad un flash mob con bandierina tricolore, la canzoncina buona per tutte le stagioni, e tutti fermi sul balcone alle 18, anche.
E così è accaduto in tutta la penisola, in un doppio livello di risposta spontanea o organizzata dai compagn*, a chi avrebbe voluto mettere in quarantena il 25 Aprile è ciò che rappresenta.

Tutta la nostra solidarietà va invece ai denunciati e agli antifascisti e le antifascista fermate Milano e Napoli. Insieme allo schifo per chi brandisce manganelli, prepotenza e abusi.

LIBERIAMOCI DAL VIRUS DEL FASCISMO
DALLO STATO DI POLIZIA
E DALLO SFRUTTAMENTO

Oggi come ieri, è tempo di Resistenza.
Firenze Antifascista

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

25 Aprile 2020

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Siamo a Valibona anche oggi, seppur con una piccola rappresentanza.

Siamo a Valibona anche oggi, seppur con una piccola rappresentanza.

La Festa della resistenza non è in vendita all’altare del revisionismo perché la memoria dei Partigian* è ancora viva ed è d’esempio a chi oggi combatte il fascismo in Rojava, in Palestina così come nelle piazze Italiane.
Un saluto a pugno chiuso al compagno Valerio e al Partigiano Sugo.
Ora e Sempre Resistenza

Video dell’intervento a Valibona:
https://www.facebook.com/1538844779699468/videos/842378642936055/

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