Su la testa, siamo antifascisti!

Novembre 2013, i leoni di casapound, ospitati alle Giubbe Rosse, aggrediscono due giovani compagni in piazza della Repubblica sotto gli occhi della digos fiorentina. Pochi giorni dopo Firenze Antifascista organizza un corteo che passerà molto vicino alla sede dei suddetti leoni (situata giusto di fianco a via Zara).

In quel corteo si respirava una giusta tensione, tanta voglia che la sentissero anche i vigliacchi nascosti nello sgabuzzino della questura che chiamavano sede. Tanti in quella piazza e tutti partecipi, fu espressa rabbia, solidarietà e compattezza. Una risposta pubblica che non aveva bisogni di scontri o dimostrazioni plateali: siamo tanti, siamo determinati, dovete tenere bassa la testa. Passa il tempo e arrivano le notifiche delle denunce prese quel giorno, travisamento c’è scritto, qualcuno aveva il casco, qualcuno la sciarpa sul viso, qualcuno aveva tirato su il bavero.

Oggi a distanza di 7 anni e due gradi di giudizio, quindici compagni/e hanno sul collo chi un anno, chi un anno e due mesi di condanne in appello, il massimo della pena erogabile all’epoca dei fatti. Se tutto ciò non bastasse ad alcuni è stata pure negata la condizionale.

Il 23 giugno avrà luogo l’ultimo atto di questo processo: la Cassazione. In un quadro che vede i fascisti garantiti dalle istituzioni, oggi come ieri, non ci aspettiamo altro da chi ha sempre difeso gli interessi delle classi padronali. Perché in fondo è utile difendere chi fomenta la guerra fra poveri e reprimere chi parla di riscatto sociale. Siamo coscienti di non essere sotto processo a causa di un casco in testa, ma perché antifascisti.In quanto tali rimaniamo determinati a non concedere spazi alle destre, a rivendicare le nostre pratiche, a far vivere ed estendere la solidarietà in tutti i modi di cui saremo capaci.

Corteo antifa

Corteo antifa

Firenze Antifascista

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Sabato 20 Giugno 2020 Da Gavinana a Pian d’Albero,ora e sempre Resistenza

Evento pubblico · Organizzato da CPA Firenze Sud

Pian d'Albero

Pian d’Albero

dalle ore 16:00 Piazza Elia Dalla Costa, 50126 Firenze
Da Gavinana a Pian d’Albero, ora e sempre Resistenza!

Pomeriggio in quartiere a rendere omaggio ai-alle cadut* di Pian d’Albero, per lo più gavinanini e gavinanine antifasciste saliti nella boscaglia per entrare nella Resistenza e formare la Brigata Sinigaglia che nell’agosto del ’44 liberò Firenze.
Il fascismo, il razzismo e il sessismo uccidono ancora oggi.
Combatterlo è necessario.

Nella memoria c’è l’esempio, nella lotta quotidiana c’è la pratica.

Evento in aggiornamento:
https://facebook.com/events/s/da-gavinana-a-pian-dalberoora-/270748594129954/

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16 Giugno 1944: 1.488 operai genovesi deportati a Mauthausen

All’inizio di giugno dello stesso anno un’ondata di scioperi travolge la città.
Gli operai prendono posizione contro la guerra fascista e il regime della Repubblica di Salò.
Per rappresaglia le camicie nere repubblichine al fianco dell’invasore nazista cattura quasi 1500 lavoratori, stipandoli nei carri ferroviari diretti al campo di concentramento tedesco di Mauthausen.

Sarebbe questo il cosiddetto “onore” che tutt’oggi i camerati vorrebbero difendere? Sono questi gli “eroi” commemorati ogni anno dai gruppuscoli fascisti nostrani? Basta menzionare Casapound e Casaggì in primis.
C’è chi scelse di resistere all’invasore tedesco e allo squadrismo fascista con i mezzi che aveva a disposizione e chi scelse di tradire collaborando con i nazisti, deportando civili e sparando sulla popolazione inerme.

I fascisti di ieri non sono troppo diversi da quelli di oggi: collaborazionisti e delatori, pronti ad asservirsi ai potenti e sempre dalla parte di chi reprime. Oggi come ieri la storia si ripete, mentre gli antifascisti lottano, ad esempio per l’istruzione e la sanità pubblica o anche solo praticando il mutualismo in periodi di emergenza, i fascisti pensano a reprimere e terrorizzare l’indesiderato di turno: dallo studente attivo politicamente al migrante, dal senza fissa dimora all’operaio in lotta.

16 Giugno 1944: 1.488 operai genovesi deportati a Mauthausen

16 Giugno 1944: 1.488 operai genovesi deportati a Mauthausen

Firenze Antifascista

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Sabato 13 Giugno 2020 tutti in piazza per Anna! Se toccano un@, toccano tutt@!

Fuori i fascisti dai quartieri

Fuori i fascisti dai quartieri

Sabato 13 giugno alle ore 17.00 saremo in piazza S. Croce per esprimere la nostra solidarietà e la nostra rabbia dopo l’aggressione fascista subita da Anna.

Sabato scorso eravamo in piazza per manifestare il nostro sostegno alle rivolte in corso negli Usa scatenate dall’omicidio di George Floyd ad opera della polizia.

La giornata ha visto la partecipazione di centinaia tra compagni e compagne e si è conclusa proprio in Santa Croce, mentre altre centinaia di persone erano ancora in presidio sotto il Consolato USA.

Crediamo che chi era in piazza si sia vissuto la giusta tensione per prendersi carico della solidarietà verso una compagna pestata da cinque vigliacchi, sentendo sulla propria pelle la rabbia contro una violenza del tutto simile a quella che ha lasciato a terra George Floyd, e non solo, sia negli Stati Uniti che nel nostro paese: in alcuni casi sono i fascisti e in altri è la polizia di stato. Due facce della stessa
medaglia!

L’aggressione è avvenuta mentre Anna, storica militante del Movimento di Lotta per la Casa, rientrava a casa poco dopo la fine della
manifestazione della Firenze Antifascista.

Già tre anni fa la compagna aveva subito un’aggressione simile: allora andò a farsi refertare in ospedale e la denuncia scattò d’ufficio visti i 20 giorni di prognosi.
Come spesso accade quando ad esser vittima della violenza è una donna e per di più una compagna, nella pratica fu lei ad esser messa sotto processo dai Carabinieri che sembrarono molto più interessati alla sua condotta che non a quella dei suoi aggressori.

L’impunità con cui i fascisti vengono sempre protetti da questo sistema non può che tradursi in legittimazione e questi sono i risultati.

Da qualche settimana la compagine fascista, mascherata in varie forme, è tornata a farsi sentire con i soliti slogan pieni di retorica e vuoti di contenuto: non è un caso che la loro frustrazione, nonostante gli appoggi, i finanziamenti e le connivenze, li spinga a comportarsi per quello che sono… fascisti!

Fascisti sono e da fascisti van trattati!

Noi sabato saremo in piazza per dare una risposta a quest’aggressione, dietro allo striscione “Antifascismo Militante”, per lanciare un segnale alla città tutta, perché la pazienza è poca e fatti così gravi non devono passare sotto silenzio!

Firenze Antifascista

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Il presidio di Firenze Antifascista in piazza della Repubblica è stato posticipato alle 16:00

Giornata antifascista

Giornata antifascista

Il presidio di Firenze Antifascista in piazza della Repubblica è stato posticipato alle 16:00 per consentire un migliore coordinamento con gli appuntamenti di lotta previsti per la giornata di domani.
Alle 17:00 ci muoveremo verso il consolato USA, per protestare contro l’assassinio di George Floyd e contro ogni forma di razzismo e di abuso e di violenza poliziesca che sono le naturali conseguenze di un sistema fondato sulla disuguaglianza, lo sfruttamento, il saccheggio delle risorse naturali e sulla guerra.
Durante questo pomeriggio di lotta, chiediamo a tutt* di rispettare le distanze di sicurezza interpersonali e indossare i dispositivi di protezione individuali, richiamandoci per questo alla responsabilità di ogni singolo manifestante.

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In piazza la solidarietà alla rivolta in Usa!

Sabato la Firenze Antifascista sarà in Piazza della Repubblica alle ore 15.00 per “smascherare” l’operazione di sciacallaggio che Casa Pound, seppur con numeri ridicoli, sta cercando di mettere in atto con le cosiddette “mascherine tricolori”. Trasformeremo il presidio in un corteo fin sotto le finestre del Consolato USA in una giornata che in tutto il mondo sta assumendo il carattere di un appuntamento internazionale di lotta e solidarietà con le rivolte statunitensi.

L’omicidio di George Floyd è stato l’ennesimo abuso razzista e classista ai danni della comunità afroamericana. Oggi tanti sentono la necessità di dire la loro sul tema, di schierarsi, scendere in piazza e questo è positivo: ma la figura di George Floyd non è e non deve essere un paravento dietro cui coprirsi e attraverso la quale snaturare il messaggio che arriva da quelle piazze -per esempio- con inutili richiami alla non-violenza.

Vogliamo esser chiari: se oggi la questione vive nelle piazze e nei giornali di mezzo mondo, se oggi quell’omicidio non è “uno dei tanti”, lo dobbiamo solo ed esclusivamente alle fiamme che si sono alzate dal commissariato di Minneapolis e sono arrivate fin davanti la Casa Bianca, lo dobbiamo a chi ha deciso di rispondere e dire basta.

Noi saremo in piazza per manifestare sostegno e la solidarietà ad i milioni di statunitensi -proletari, sfruttati, discriminati- che hanno scelto di alzare la testa, nonostante il coprifuoco in oltre 25 capoluoghi americani, e alle migliaia che in queste ore stanno subendo arresti e nuove violenze della polizia e dei gruppi nazifascisti e suprematisti bianchi.

Attorno alla morte di George Floyd si è catalizzata la rabbia e lo sdegno di coloro che sulla propria pelle vivono le vessazioni e la violenza in cui il controllo di polizia è solo un anello della catena di sfruttamento, di ingiustizia, di discriminazione.

La prateria si è infiammata e ad esser messo in discussione è un intero sistema: anche per questo Trump ha detto di voler dichiarare gli Antifa “organizzazione terroristica” e su questo dobbiamo fare molta attenzione perché le “liste nere” a livello internazionale sono sempre state ridefinite proprio dalle spinte delle politiche USA.

Questo stesso sistema, di cui i fascisti non sono che un tassello, in Italia si materializza negli stessi metodi usati dalla polizia e nelle politiche sempre più reazionarie di Confindustria che sta determinando condizioni di sfruttamento sempre peggiori, dalle campagne, passando per la grande distribuzione e i servizi pubblici, fino alle fabbriche e ai cantieri.

L’immagine del ginocchio piantato sul collo di George Floyd non è un’uscita soggettiva del suo assassino, ma un preciso metodo di fermo cui anche la nostra polizia è addestrata e neanche ci devono stupire le immagini delle pattuglie che forzano i blocchi dei manifestanti: forse qualcuno si è già dimenticato dell’omicidio di Riccardo Magherini o dei caroselli coi blindati in mezzo alla gente, da Genova a Piazza San Giovanni a Roma il 15 Ottobre 2011?

Quante volte ci siamo poi sentiti chiamare con gli stessi appellativi che oggi Trump usa contro i manifestanti: teppisti, banditi, saccheggiatori, devastatori, terroristi…Noi lo ribadiamo: chi bombarda, preda e saccheggia le vite di milioni di persone sono loro, non chi lotta in strada. E se qualcuno ora si riprende e ridistribuisce ciò che gli viene negato, noi stiamo dalla loro parte.

Qua ancora la prateria non si è incendiata, ma quando accadrà i fascisti, gli intellettuali di “sinistra” e i benpensanti forse avranno altro di cui lamentarsi rispetto a due fioriere rotte…
Firenze Antifascista scende dunque in piazza perché combattere i fascisti, i razzisti, gli abusi di polizia e i padroni qua da noi è la miglior forma di solidarietà possibile con chi lotta con coraggio e rabbia al di là dell’Oceano.

In piazza la solidarietà alla rivolta in Usa!

In piazza la solidarietà alla rivolta in Usa!

LA PRATERIA è IN FIAMME! SOLIDARIETA’ ai-alle RIVOLTOSI/E!
MAKE RACISTS AFRAID AGAIN!

Firenze Antifascista

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Raccolta alimentare – Aggiornamenti

Il momento non è facile. Campi è stato uno dei comuni più colpiti dal danno economico e sociale da Covid19 e 200/300 famiglie risultano non aver avuto accesso ai buoni spesa per mancanza di fondi, che comunque sono stati una tantum e probabilmente insufficienti.

Il nostro sostegno va avanti dall’inizio dell’emergenza e purtroppo non potremo continuare molto a lungo. Ma non dovrebbe essere questo il nostro ruolo, non dovremmo sostituirci alle istituzioni e al sistema di welfare. Il nostro pensiero allora va a tutte queste persone, attualmente ne seguiamo circa 70 (16 nuclei familiari).
Che cosa accadrà a queste famiglie? Quali risposte le istituzioni locali e nazionali daranno loro? O si cambia il sistema o non vediamo alternative possibili ed eque, in cui al centro vi sia la dignità e la giustizia sociale.

Ringraziamo ancora una volta tutte e tutti coloro che ci hanno aiutato a portare avanti questo progetto che ancora non si ferma. Le risorse scarseggiano e chiediamo a chi può di aiutarci con donazioni o spese.

¡Aqui no se rinde nadie!

A.N.P.I sez. Lanciotto Ballerini
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Arci CITTÀVISIBILI
Gruppo casa Campi Bisenzio

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Sabato 6 Giugno 2020 Presidio antifascista in piazza della Repubblica ore 15:00

Mascherine tricolori: faccia diversa stessi avvoltoi!

Mascherine tricolori: faccia diversa stessi avvoltoi!

Mascherine tricolori: faccia diversa stessi avvoltoi!

Da qualche settimana anche a Firenze si è sviluppato il triste fenomeno delle “mascherine tricolori”, una manifestazione apparentemente anonima, ma chi sono davvero questi loschi figuri?
Altro non sono che l’ennesima forma in cui i fascisti di CasaPound tentano di mascherare ciò che sono realmente, millantando principi che contraddicono costantemente nei fatti.

Nella nostra città si schierano sempre per la “difesa” o la “rinascita” di Firenze, ma sono fra i primi a sostenere le politiche di svendita del territorio ai privati e di spopolamento dei quartieri del centro storico per far posto a localini costruiti a misura di turista: altro che “prima i fiorentini”, “prima i ricchi”!
È bene non dimenticare anche che il ridicolo in cui sguazzano adesso è frutto di un impegno quotidiano degli antifascisti di questa città che, ogni qual volta i camerati hanno provato ad alzare la testa (spesso con finte associazioni solidali) hanno ricacciato questi ratti nelle fogne dalle quali provengono.
Non a caso infatti, il 23 giugno prossimo, diversi/e antifascisti/e rischiano una condanna per travisamento per i fatti del corteo in risposta al pestaggio in piazza della Repubblica, ad opera di alcuni fascisti locali.
È bene non scordare il 13 dicembre 2011, quando i fascisti di questa città hanno confermato di essere gli stessi assassini del ventennio. Quel giorno, Gianluca Casseri, esponente di spicco di CasaPound Pistoia uccide a colpi di arma da fuoco due lavoratori senegalesi in Piazza Dalmazia: Samb e Diop.

Pensiamo che in questa fase, in cui l’emergenza COVID-19 ha acuito tutte le contraddizioni di questo sistema, si debba pensare un sistema radicalmente diverso.
Su un piano cittadino il modello della Firenze-vetrina ha mostrato di essere fallimentare: per pensare davvero a questa città dovremmo smetterla di cacciare i residenti dal centro storico perché meno proficui dei turisti e, anziché continuare a installare telecamere con l’ossessivo bisogno del controllo, condiviso dall’estrema destra come dal PD, si dovrebbe utilizzare i fondi nelle scuole che crollano, nelle università dove le tasse aumentano e gli stipendi dei lavoratori in appalto sono da fame, nella sicurezza sui posti di lavoro e per la sanità pubblica. Il fautore del sistema attuale è la Lombardia a trazione Lega, ai camerati non dispiaceva fino a poco fa di andare a braccetto con Salvini per un po’ di visibilità.
Nonostante tutte queste contraddizioni, i Fascisti di mirano solamente alle fantomatiche invasioni di migranti e il cosiddetto degrado, affermando di combattere quest’ultimo facendo ronde intimidatorie nei confronti di qualsiasi straniero nei nostri spazi, come con la “passegiata” leghista sabato 6 giugno alle cascine.

Piuttosto che nascondersi dietro false retoriche “tricolori”, bollando ipocritamente come apolitiche queste uscite, è bene dire chiaramente che il loro intento è dividere chi pagherà ancora questa crisi con i propri sacrifici fra italiani e non, fra buoni e cattivi, fra compatibili e incompatibili, ma la soluzione non sta in una guerra tra poveri tanto cara al vero nemico: chi ci sfrutta, chi ci sfratta, chi ci controlla, chi sta sopra di noi e decide sulle nostre vite, vivendo sul nostro sudore, Confindustria e i suoi lacchè fascisti.

Per uscire da un sistema marcio è necessario che sanità, istruzione, lavoro, casa siano diritti per tutti e non privilegi per pochi!
Respingiamo chi ci vuole dividere, respingiamo fascismo e razzismo, cacciamo CasaPound dalle nostre piazze!

Firenze Antifascista

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Domenica 31 Maggio 2020 – Un’app non ci salverà! Fare una app è facile, mettere mano alla sanita’ pubblica no.

Fare una app è facile

Un’app non ci salverà!

Iniziativa a cura di k100fuegos e Ifdo * hacklab

Video dell’iniziativa: https://www.youtube.com/watch?v=SptNOz3W138

Le critiche alle non-soluzioni tecnologiche a problemi umani troppo umani, sono arrivate da piu’ parti.
E’ buffo notare come collettivi politici che si occupano di questioni digitali in luoghi diversi d’europa, senza essersi parlati, siano giunti piu’ o meno alle stesse conclusioni. La parola app usata come mantra pop, escamotage relativamente semplice a un problema complesso: le lacune enormi del sistema sanitario pubblico.
Fare una app è facile, mettere mano alla sanita’ pubblica no.
In questa chiaccherata cercheremo di inquadrare la questione app di “contact tracing” nel proprio contesto, confrontando le esperienze di altri paesi, le tante critiche, analizzando i problemi tecnici, le tematiche relative alla sorveglianza e a quel fraintendimento voluto che potrebbe essere chiamato “soluzionismo tecnologico”: una app non e’ un oracolo, non ha proprieta’ curative, non puo’ essere il faro guida di nessuna fase.
La risonanza mediatica di cui ha goduto svela secondo noi il senso ambiguamente salvifico attribuito alla parola app, come in una sorta di campagna di marketing poco riuscita.

Iniziativa in diretta streaming sul canale youtube “Cantiere Camilo Cienfuegos”
in collaborazione con Ifdo * hacklab https://ifdo.noblogs.org/

Comunicato dell’hacklab sulla pandemia e la tecnologia:
https://ifdo.noblogs.org/post/2020/05/07/pandemia-di-tecno-assoluzionismo-e-di-come-la-tecnologia-non-ci-salvera/

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Sabato 30 Maggio 2020 Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

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