Sabato 18 Maggio 2019 No remorse 20th anniversary!

No remorse 20 th anniversary

No remorse 20 th anniversary

I NOREMORSE nati a Prato il 22 Maggio 1999, data del nostro primo concerto dal vivo al Cencio’s locale storico di Prato e provincia.
Oggi nel 2019 siamo contenti di festeggiare i nostri 20 anni di attività presso il K100fuegos di Campi Bisenzio (FI), condividendo il palco insieme ad altre band di Firenze, Prato e zone limitrofe oltre che essere amici di vecchia data.
Ospiti speciali della serata i nostri amici Marchigiani “Twelve Back Stones”.
Siete tutti invitati: Musicisti, Metal Kids, donne, uomini e bambini, dal più giovane al più vecchio, belli, brutti, sporchi o puliti, buoni e cattivi; insomma l’importante e che venite numerosi per brindare con noi i nostri 20 anni on the road.
Grazie per il vostro supporto!!!
www.noremorse.it

BILL:
1) 20,30/ 20,50 F.A.L.L.
2) 21,00 / 21,35 BIRKERMAIER https://www.facebook.com/birkermaier/
3) 21,45 / 22,15 HIROSHIMA https://www.facebook.com/Hiroshima.since1982/
4) 22,25 /22,50 TWELVE BACK STONES https://www.facebook.com/TwelveBackStones/
5) 23, / 22,35 CIOMPOROCK
6) 23,45 / 00,20 ORPHAN SKIN DISEASE https://www.facebook.com/orphanskindiseases/
7) 00,30 / 01,25 NOREMORSE
https://www.facebook.com/NOREMORSEsince1999/

Dalle ore 01,30 “JAM SESSION” fino a tarda notte aperta a tutti.
METAL KIDS!
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
ROCK ON!

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Giovedì 16 Maggio 2019 La Mia S’Ignora

La Mia S'Ignora

La Mia S’Ignora

Ore 20:30 cena buffet e a seguire serata tra vecchie canzoni dimenticate, poesie e frammeti interpretate per noi da La mia S’ignora gruppo fiorentino che prende spunto per il nome da una citazione di Carmelo Bene, che stando alle cronache mondane dell’epoca riuscì nell’impresa di battere Piero Ciampi a dama in una notte romana, subendone poi le conseguenze. Il progetto nasce a Firenze nel 2011, con l’idea di restituire all’ascolto vecchie canzoni dimenticate, rivolgendo l’attenzione in particolare alla forma e al contenuto dei testi. Una sorta di “missione”, insomma. Nel tempo il repertorio si sta arricchendo di canzoni originali, letture di poesie e frammenti, e di tutto ciò che balena nella mente di sei individui che hanno la fortuna di trovarsi insieme sullo stesso palco, tra le stesse mura di una cucina o di una sala prove.

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Sabato 11 Maggio ore 15.00 Piazza Puccini Corteo contro la repressione

A seguire al Polo di Novoli Interventi, cena e concerto di Sandro Joyeux

corteo contro repressione

corteo contro repressione

Appello per la manifestazione di sabato 11 maggio:

La crisi economica, politica e culturale che stiamo attraversando in pochi anni ha portato via con sé tutti gli equilibri a cui molti erano abituati.
Sappiamo bene che le illusioni son difficili a morire, specialmente di fronte ad una struttura forte come quella dello Stato che cela la sua natura repressiva dietro concetti quali “legalità”, “progresso”, “civiltà”.
Il cosiddetto Stato di Diritto, che univa alla natura repressiva dello Stato una serie di mediazioni sociali, sta definitivamente lasciando il posto allo Stato Penale.
Laddove c’era repressione questa si è inasprita.
Laddove dove c’era mediazione ha preso campo la repressione.
Basta dare una lettura ai provvedimenti e alle leggi varate negli ultimi anni per rendersi conto che dietro al taglio della spesa pubblica e dei salari si è fatto avanti un livello di controllo sempre più marcato che vuole eliminare ogni tipo di realtà conflittuale e quindi incompatibile. Non è un caso che siano escluse da tutti i vincoli di spesa le spese militari e quelle per la sicurezza interna.
In questo contesto, sul piano culturale, si è fatta largo la tendenza reazionaria, la tendenza all’egoismo e all’esclusione. Questa tendenza si è fatta movimento: il sovranismo.
Un movimento in apparenza “anti-sistema” ma che in realtà è stato coccolato e caldeggiato dal sistema stesso, perché capace incanalare rabbia e malcontento contro falsi nemici e delimitare il campo delle scontro alle sole classi dominanti, lasciando alla classe lavoratrice la parte dello spettatore perché scegliesse il proprio aguzzino, tra chi ti chiede più sacrifici in nome della stabilità e chi ti inganna promettendoti di tutto e di più al grido di “prima di italiani”.
In questo senso pensiamo che la continuità tra l’operato di Minniti e di Salvini ben sintetizzi quanto descritto e che, il caso di Mimmo Lucano e di Riace, sia emblematico: un’esperienza che fino a qualche anno fa sarebbe stata tollerata all’interno di una “mediazione sociale” ma che oggi diventa incompatibile al punto che il primo attacco è venuto proprio da Minniti e dal PD e l’affondo finale é arrivato da Salvini e dalla Lega.
Pensiamo sia poi significativo quanto i due ministri abbiano utilizzato la propaganda del contrasto all’immigrazione clandestina per inserire nei propri decreti l’inasprimento di reati di piazza come il blocco stradale, l’occupazione di immobili e il travisamento per cui lo scorso 21 marzo 16 antifascisti fiorentini sono stati condannati ad totale di 15 anni e 1 mese per esser passati vicino alla sede di Casapound con il volto coperto da una sciarpa durante una manifestazione.
Tutto ciò ricade direttamente sui nostri territori: é così che ci ritroviamo città blindate, piazze chiuse, tornelli in stadi e biblioteche, daspo urbano, militari in strada.
In questo solco il dibattito per le elezioni amministrative diventa una corsa a chi ha fatto più sgomberi, installato più telecamere, fatto più arresti e emesso più divieti in nome della retorica “securitaria” e in difesa del decoro urbano.

Peró… c’è un “peró” grande come la nostra voglia di riscatto e libertà.
Un “peró” che vorrebbe sabotare questa normalizzazione e non lasciare che lor signori facciano i loro comodi sulla nostra pelle.
Quel “però” siamo noi e tutti coloro che credono ancora che i valori della solidarietà e dell’uguaglianza contino più dei loro profitti, delle loro rendite e dei loro tecnicismi.
Sono coloro che ancora sono disposti a lottare per difendere il territorio e l’ambiente, per fare in modo che tutti possano studiare e curarsi in egual maniera e senza alcun tipo di discriminazione, che di lavoro si possa vivere dignitosamente e non morire cadendo da un ponteggio o schiacciati da massi, lamiere o macchinari, che tutti abbiano un tetto sopra la testa, che tutti possano vivere liberamente i propri sentimenti costruendosi la famiglia che più desiderano, che la socialità e l’aggregazione non siano anch’esse una merce sempre più costosa. Un “però” che in questi ultimi mesi ha portato, in diverse occasioni, migliaia di persone a scendere in piazza a Firenze come in altre città per opporsi allo stato di cose presente.
Sappiamo che a ogni lotta corrisponde un prezzo da pagare: sono gli attacchi agli spazi autogestiti minacciati di sgombero, la criminalizzazione di ogni comportamento metta in discussione lo stato di cose presenti, le denunce, i processi e le condanne.
Siamo comunque disposti ad accollarci il rischio perché se non lottassimo avremmo già perso.
Nelle prossime settimane molti compagni e compagne andranno ancora a processo e il 10 maggio verrà emessa dal Tribunale di Firenze la sentenza di secondo grado nel Processo contro il movimento fiorentino.
Nei giorni subito precedenti anche il processo contro i compagni anarchici fiorentini, che si trascina dietro un accanimento sia repressivo che mediatico impressionante, arriverà a sentenza.
Allo stesso tempo gli spazi autogestiti di questa città, che rappresentano esperienze di riappropriazione e socialità incompatibili con una città a misura di padroni e padroncini, restano sotto minaccia di sgombero.

Pensiamo che questo sia il momento di schierarsi, e chiediamo a tutt@ di prendere posizione e scendere in piazza sabato 11 Maggio per riaffermare la necessità di lottare per una società migliore e portare la propria solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione.

CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio, Occupazione Viale Corsica, LaPolveriera SpazioComune, Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione, Collettivo Agraria Firenze.

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La lotta è di classe, la repressione è di Stato – Firenze non ha paura!

La primavera della magistratura fiorentina è stata caratterizzata da numerose condanne in via definitiva a compagni e compagne di realtà politiche e sociali cittadine.

Dopo le condanne ad 1 anno per travisamento delle scorse settimane per 15 antifascisti, lunedi 29 aprile è arrivata la condanna ad 1 anno al compagno Mannu, già arrestato nel 2009 nell’ambito dell’inchiesta sui fatti di via della Scala.

Bisogna tornare al novembre di 10 anni fa quando la Digos piombò nelle case di una decina di antifascisti per perquisirle e notificare loro una denuncia per essere accorsi in aiuto di una ragazza che si era rifugiata in un bar perché aggredita dai fascisti di Forza Nuova, gli stessi che poco prima avevano pestato un altro ragazzo di ritorno da un concerto. Per questi fatti i compagni sono stati condannati in primo grado, anche se poi la pena è stata prescritta.

Mannu invece fu arrestato e portato a Sollicciano in quanto accusato anche di aver fatto esplodere di fronte all’Agenzia delle Entrate quello che polizia e giornali descrissero come un pericoloso ordigno e che si rivelò poi essere un semplice petardo. Il primo grado gli riconobbe assoluzione piena per mancanza di prove, ma, inspiegabilmente, a 10 anni di distanza e senza nessun ulteriore elemento di prova prodotto dall’accusa ecco che arriva la condanna ad 1 anno.

Ci domandiamo cosa abbia spinto i giudici a cambiare un verdetto di assoluzione senza nuovi elementi. Constatiamo da tempo un acuirsi della repressione sia a livello di questure che di tribunali; vedi l’utilizzo sempre più diffuso di provvedimenti che limitano le libertà, spesso senza la necessità di un avallo dell’autorità giudiziaria, quali fogli di via, obblighi di dimora, avviso orale, sorveglianza speciale affiancati a condanne massime e misure cautelari, in carcere o ai domiciliari, che molto spesso assumono la forma di una vera e propria pena anticipata.

Un clima sempre più repressivo e oppressivo per chi non è in linea con l’ordine costituito, mentre i fascisti possono manifestare liberamente come successo a Prato il 23/3 per festeggiare i 100 anni dalla nascita dei fasci di combattimento. Un episodio quello di Prato che è rimbombato sui giornali per le critiche alla Prefetta Scialla, che prima autorizza un corteo nazionale ai fascisti, poi lo nega formalmente lasciandoli di fatto sfilare in meno di 100 tra le strade della città mentre migliaia di antifascisti erano chiusi in P.zza delle Carceri. Critiche continuate il 25/4 contro il questore Cesareo che quasi per ripicca minaccia denuncia verso l’ANPI ed altri antifascisti per averlo fischiato e criticato!

Dovrebbe essere chiaro a questo punto che gli spazi di manovra per chiunque voglia partecipare alla vita pubblica sono sempre più risicati, e non sono solo gli attivisti e militanti politici a subire il controllo e la repressione quanto l’intera società.

Il decreto sicurezza, fiore all’occhiello del Ministro Salvini, che segue ed amplifica il decreto Minniti del passato governo PD, di fatto limita la libertà di manifestazione inasprendo le pene per iniziative di protesta come blocchi stradali (ora reato penale), limita la libertà di movimento sostenendo e promuovendo il Daspo urbano come forma repressiva ed avalla l’istituzione delle “zone rosse” (a Firenze in via sperimentale e presto in tutte le città vetrina d’Italia) in cui le forze dell’ordine hanno la facoltà di allontanare categorie di persone denunciate (anche con processo ancora non concluso) per reati quali accattonaggio o vendita abusiva; venendo meno al principio costituzionale della presunzione d’innocenza in maniera così spudorata da spingere il collegio degli avvocati di Firenze a dichiarare sciopero. A queste si affiancano le misure previste nei confronti degli stranieri come l’abolizione della protezione umanitaria, estensione del periodo nei CPR (veri campi di reclusione) e la creazione di un limbo per chi è attualmente sul nostro territorio in maniera legale a cui si nega il diritto all’iscrizione al registro anagrafico e quindi ad avere una residenza necessaria per la copertura sanitaria, l’istruzione o un contratto di lavoro. Senza dimenticare l’introduzione dei teaser tra le dotazioni delle forze dell’ordine, un nuovo “giocattolo” potenzialmente mortale nelle mani di chi si è macchiato impunemente a Firenze di pestaggi, come quello di Magherini, e dello stupro di due ragazze americane.

In questi mesi sono arrivate varie condanne, e nei prossimi si apriranno e chiuderanno altri processi che vedono imputati militanti e attivisti di varie realtà. Dal “processo agli 86”, in cui sono coinvolte praticamente tutte le realtà politiche fiorentine, e che arriverà a brevissimo alla sentenza d’appello, fino a quello che si aprirà a fine mese per alcuni attivisti del movimento No Inceneritori – No Aeroporto, accusati di aver bloccato le trivellazioni propedeutiche alla realizzazione di queste due opere inutili e dannose e denunciati inoltre per aver violato i sigilli messi dalla forestale su chiamata di toscana Aeroporti al Presidio No-Inc No-aero di Via dell’Osmannoro, terreni poi assegnati in uso civico e collettivo dallo stesso consiglio comunale di Sesto Fiorentino ai comitati.

Invitiamo dunque tutte e tutti ad esprimere la massima solidarietà ai/alle compagn* sotto processo, a non lasciarl* sol* e a partecipare alle iniziative di sostegno così come alle mobilitazioni future:

SABATO 04 MAGGIO ore 16:00 S. Lorenzo FI – Passeggiata contro le zone rosse e assemblea

SABATO 11 MAGGIO ore 15 P.zza Puccini FI – Corteo contro la repressione

Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio

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Domenica 5 Maggio 2019 Serata (warmup) in preparazione di Hackit 2019

Warmup Hackit 2019

Warmup Hackit 2019

Presentazione degli aggiornamenti della “Guida all’autodifesa digitale” (https://numerique.noblogs.org),
con una delle traduttrici.
Nell’ultimo anno sono stati aggiunti i capitoli sui componenti
hardware, l’analisi del rischio e le strategie e strumenti da
utilizzare, alcuni casi di studio e esempi.

A seguire

Mini almanacco di primavera a base di Coccoli al silicio

https://wombat.noblogs.org/category/podcast/coccoli-al-silicio/

Sugose pillole dal mondo dell’hacking, tra intrighi internazionali, malware,
ricche corporations che fanno della tua navigazione in rete la loro ricchezza.
Selezioni di anedotti, cose buffe, dimostrazioni live, per capire il dietro
le quinte di questi maledetti aggeggi elettronici.

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Sabato 4 maggio 2019 – Assemblea contro le Zone Rosse – Reclaim the City!

Gabbie e tornelli ce li avete nella testa! Firenze non accetta zone rosse!

Gabbie e tornelli ce li avete nella testa! Firenze non accetta zone rosse!

Gabbie e tornelli ce li avete nella testa! Firenze non accetta zone rosse!

Ore 16.00 – Appuntamento per iniziare la passeggiata che si concluderà in Piazza dei Ciompi.

Ore 18.30 – Iniziativa e dibattito

Una mattina ti svegli, ti prepari, fai colazione ed esci di casa per andare a prender l’autobus che come ogni giorno ti porterà a lavoro.
Sei sulla pensilina quando ti si avvicinano due uomini in divisa che ti chiedono i documenti.
Come sempre… “un normale controllo”…
Ma sei nel posto sbagliato al momento sbagliato perché i due, controllando, scoprono che qualche anno prima sei stata denunciata per lesioni.

Da pochi giorni però, un’ordinanza del Prefetto, ha vietato alcune zone della città a chi è stato denunciato per quello e altri tipi di reati.
A quel punto vieni prima denunciata e poi allontanata perché quella è proprio una di quelle zone.

Sembra una storia inventata ma non lo è: è il primo effetto dell’ordinanza firmata dal Prefetto Lega che, in accordo con il Sindaco Nardella, istituisce 17 “zone rosse” in città per tutti coloro che nella propria vita sono stati denunciati per i reati di spaccio, lesioni, danneggiamento e commercio abusivo.

Come si legge nell’ordinanza questa applica i decreti Minniti e Salvini facendo leva su una legge del 1931, in pieno fascismo, e una del 1981, la fase delle leggi “d’emergenza”, che danno al Prefetto il potere di agire in tal senso.

Secondo l’ordinanza la semplice presenza di persone accusate di aver commesso quei reati limiterebbe alla collettività la fruizione di quegli spazi pubblici.

Tra l’altro basta una denuncia: non serve neanche una condanna arrivata al terzo grado di giudizio fino al quale, in teoria, anche per i più fieri sostenitori della legalità si dovrebbe esser considerati innocenti.

E’ una misura extragiudiziale, arbitraria e discrezionale.

Nel caso invece quella denuncia si sia trasformata in condanna, non solo dovrai accollarti la pena decisa dal giudice, ma a questa si sommerà la pena dell’allontanamento da quelle zone disposta dal Prefetto.

Varie ordinanze sono state emesse in questa città. Ogni volta contro categorie specifiche, ma la tendenza che riscontravamo era quella di una generalizzazione di questo tipo di provvedimenti.

Quest’ordinanza ne è la riprova e avrà un periodo di prova di tre mesi affinché il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza ne possa testare la validità.

Ecco… in questi mesi, sin da subito, dovremo metterli alla prova.

Dobbiamo mobilitarci perché quest’ordinanza venga ritirata e ciò avvenga prima che diventi, oltre che norma, normalità e consuetudine.

Dobbiamo mobilitarci perché venga sabotata da quella Firenze che ancora vuole viversi le proprie piazze e le strade senza le loro gabbie e i loro tornelli, senza divise, check point e zone rosse.

Invitiamo tutti a partecipare sabato 4 maggio alla passeggiata informativa che partirà da piazza S. Lorenzo alle 16.00 e che arriverà in Piazza dei Ciompi, entrambe le piazze sono alcune di quelle individuate come “zone rosse”, dove si terrà un’assemblea alle ore 18.30 assieme agli avvocati Giovanni Conticelli e Caterina Calia, con i quali affronteremo il tema, non solo delle “zone rosse”, ma del clima autoritario in cui stiamo vivendo e dell’aspetto ideologico, populista e reazionario, su cui esso poggia.

L’iniziativa sarà l’occasione per presentare la giornata di mobilitazione unitaria di sabato 11 “Corteo contro la repressione, Firenze non ha paura!” in solidarietà con tutte/i i compagni e le compagne sotto processo, contro sgomberi e repressione, della Firenze solidale, che lotta e resiste, con appuntamento alle ore 15.30 in Piazza Puccini per un corteo che finirà al Polo delle Scienze Sociali di Novoli con una serata di musica e teatro.

CPA Firenze Sud
Collettivo Politico Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio
Occupazione Viale Corsica
LaPolveriera SpazioComune
Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione
Collettivo Agraria Firenze
Occupazione ViadelLeone

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Venerdì 3 Maggio 2019 Live dei Sex and Death – Motorhead tribute Band

Sex and Death - Motorhead tribute Band

Sex and Death – Motorhead tribute Band

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Primo maggio anticapitalista

Primo maggio anticapitalista

Primo maggio anticapitalista

Il Primo Maggio, CUB, COBAS, USI cit, Cobas Sanità Università e Ricerca, organizzano a Firenze un corteo la mattina del 1 Maggio per la festa internazionale di lavoratrici e lavoratori, con Manifestazione il Primo Maggio in piazza Beccaria alle ore 10.00. Vogliamo rilanciare il carattere storico del Primo Maggio di lotta contro lo sfruttamento del lavoro, che oggi diventa ache lotta contro la disoccupazione, la precarietà e per i diritti essenziali alla studio, alla salute e alla casa.

Queste inoltre le rivendicazioni della iniziativa: –

Lavoro garantito e sicuro per tutti, contro il Decreto Dignità, che non ha restituito nè articolo 18 nè dignità, che ha confermato il precariato e non ha posto un freno all’arroganza padronale –

Contro il Decreto Minniti e la sua evoluzione, il decreto Salvini –

Contro Il decreto Pillon che schiaccia la libertà delle donne e dei bambini –

Contro le zone rosse del centro di Firenze, da cui vorrebbero scacciare gli indesiderati per relegarli ai margini, in un concetto sempre più sdoganato, di centro luogo per turisti ricchi e periferia per gli emarginati

IL CORTEO È APERTO ALLA LIBERA PARTECIPAZIONE DI DONNE E UOMINI E DI TUTTE LE REALTÀ ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTE DI FIRENZE.

Sono stati invitati movimenti, sindacati, partiti della sinistra fiorentina.

La manifestazione sarà preceduta la sera del 30 aprile, da una festa concerto in piazza Ciompi con concerto dei Fish Bones dalle ore 19.00.

Confederazione Cobas Firenze Confederazione Unitaria di Base Firenze Unione Sindacale Italiana/Cit Firenze. Cobas Sanità Università e Ricerca.

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Sabato 27 Aprile 2019 Serata joker smoker Pablo Raster

joker smoker Pablo Raster

joker smoker Pablo Raster

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25 Aprile 2019 in Piazza Santo Spirito

25 Aprile 2019 in Piazza Santo Spirito

25 Aprile 2019 in Piazza Santo Spirito

A partire dalle ore 15.00 bar e spazi informativi
Alle ore 16.30 intervento al monumento per Potente.
Alle ore 17.00 CORTEO ANTIFASCISTA per le vie del quartiere.
Dopo il ritorno in piazza interventi dal palco e a seguire il Menestrello e IVANOSKA in concerto.

Viva il 25 aprile! Viva la Brigata Sinigaglia!

Nell’agosto del 1944 la Brigata Sinigaglia entrava in San Frediano per liberare Firenze. I partigiani della Sinigaglia lottavano non solo per abbattere il nemico nazifascista ma soprattutto per una società diversa, libera da sfruttamento, guerre ed oppressione. Una lotta evidentemente non ancora conclusa, visto che viviamo in un paese con un governo Lega-5 Stelle che, in continuità con quanto messo in atto dai governi precedenti ed in particolare con la linea tracciata da Minniti, sta facendo di tutto per reprimere operai, lavoratori e tutti coloro che si oppongono alle sue politiche reazionarie.
Proprio in questa direzione deve essere collocata l’approvazione del Ddl Sicurezza(Decreto Salvini), vero e proprio strumento di costrizione e controllo che con lo scopo di alimentare la guerra tra poveri, non solo colpisce coloro che raggiungono questo paese per motivi umanitari, e aumenta le sanzioni previste in tema di occupazioni, con condanne che possono arrivare fino a quattro anni, ma limita ulteriormente il diritto di sciopero e la possibilità di manifestare. Continuare a garantire i profitti dei padroni colpendo lavoratori e operai che si ribellano attraverso la repressione rimane una priorità. E così il decreto Salvini reintroduce il reato di blocco stradale, con una pena massima di sei anni e mezzo, che servirà a reprimere quegli scioperi che soprattutto nel settore della logistica rappresentano un efficace strumento di lotta per il riconoscimento dei diritti e delle tutele.

E’ facile intuire come in un contesto come quello appena descritto i fascisti, che comunque hanno sempre continuato ad occupare posti chiave all’interno dello Stato, trovino terreno fertile per la loro propaganda. A differenza di chi, come il PD e tutti i suoi esponenti, si nasconde dietro un antifascismo di facciata ,salvo poi inseguire la peggior destra reazionaria sul suo terreno condividendo ed alimentando la svolta securitaria­­­­, non possiamo che rispondere con un antifascismo che esprima chiaramente l’opposizione con ogni mezzo necessario alla presenza di questi tristi figuri nelle nostre città, troppe volte sfociata in aggressioni o vere e proprie esecuzioni: per questo vogliamo ricordare Samb, Diop, Idy e tutte le vittime di attacchi razzisti, condotti non di rado da fascisti dichiarati come Casseri o Traini. E per questo esprimiamo la nostra solidarietà a chi, come i compagni di Trento e Torino, sta pagando il prezzo della repressione per essersi opposto ad uno stato che in nome della legalità continua a difendere gli interessi di pochi a scapito dei molti. Anche a Firenze, data anche la tutela concessa dalle istituzioni cittadine ai fascisti, numerosi compagni si trovano sotto processo per essersi opposti alla presenza di questi soggetti. Il 10 Maggio è prevista la sentenza di appello del processo che vede imputati 86 compagni e che in primo grado ha portato alla condanna per 67 di questi per un totale di oltre 60 anni. I fatti addebitati sono molteplici e sebbene in primo grado sia caduta l’accusa di associazione a delinquere, il PM non ha esitato a riproporla in appello.
A distanza di settantacinque anni da quel 1944, quando Firenze fu liberata, è importante riaffermare il valore della Resistenza per combattere, oggi come ieri, fascismo e capitalismo. Nel primo 25 Aprile senza il compagno Sugo è bene aver presente che il compito che i Partigiani ci hanno affidato, quello di mantenere vive le ragioni della loro lotta, lottando noi stessi in prima persona, è arduo certo ma necessario per chiunque sia sinceramente antifascista. Per questo renderemo omaggio, anche in questa importante giornata, al sacrificio di Lorenzo “Orso” Tekoser, caduto come partigiano internazionalista e antifascista in Siria, esprimendo con ciò la nostra solidarietà alla lotta di liberazione del popolo kurdo così come alle lotte di liberazione antimperialiste in tutto il mondo, dalla Palestina fino al Venezuela.

Ieri Partigiani, Oggi Antifascisti!

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