Domenica 17 Dicembre 2017 – Cinema

V for vendetta

V for vendetta

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Manifestazione domenica 17 Dicembre 2017 – Partenza da Piazza San Marco alle ore 11:00

Per rinnovare la vicinanza e solidarietà al popolo palestinese a alla sua giusta causa
Per riconfermare il rispetto della legalità Internazionale e il diritto di tutti i popoli alla loro autodeterminazione
Per impegnarci a non lasciare il popolo palestinese isolato nei confronti dell’aggressività Israeliana promuovendo iniziative popolari
Per riconoscere lo stato Palestinese e la sua Capitale Gerusalemme Est
Per una una pace giusta per i Palestinesi, per salvaguardare la Pace da noi e nel mondo

Appello alla mobilitazione

La comunità palestinese in Toscana si appella a tutte le persone e alle realtà libere, oneste, amanti della libertà e della pace a partecipare alla manifestazione contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato di Israele.

La decisione arbitraria di Trump mina le fondamenta di ogni possibilità di raggiungere un accordo di pace equo e giusto in Medioriente, legittima l’occupazione illegale di Gerusalemme Est e impone ai palestinesi con la forza una soluzione da loro non condivisa e non accettabile, apre la porta a scenari di violenza in tutto il Medioriente e rischia di travolgere anche paesi che oggi si illudono di esserne immuni.

La popolazione palestinese ha espresso in questi giorni i suo dissenso su questa decisione tramite manifestazioni pacifiche e presidi di protesta. La risposta arrogante e prepotente dell’esercito Israeliano ha già causato la morte di quattro cittadini palestinesi e ha ferito più di settecento persone.

No alla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele
No all’imposizione di una soluzione arbitraria che non sia condivisa dal popolo palestinese e rispetti il suo diritto all’autodeterminazione
No ad una decisione in contrasto con le risoluzioni dell’ONU e con la legalità internazionale
No alla colonizzazione Israeliana e agli insediamenti dei coloni nei territori palestinesi occupati
No alla prepotenza e all’arroganza Israeliana di mettere a tacere le proteste pacifiche del popolo palestinese

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Firenze antifascista assemblea e corteo 12 e 16 Dicembre 2017

Firenze antifascista assemblea e corteo 12 e 16 Dicembre 2017

Firenze antifascista assemblea e corteo 12 e 16 Dicembre 2017

Per Samb e Diop, fuori i fascisti da Firenze, fuori il razzismo dalla Storia!

Il 13 dicembre 2011 Gianluca Casseri, fascista di Casapound, sparava in piazza Dalmazia uccidendo due lavoratori senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, e ferendo quasi mortalmente un terzo, Sougou Mor, rimasto paralizzato a vita.

Questo crimine orrendo fu rapidamente sminuito come il gesto di un pazzo isolato da parte dell’allora sindaco Renzi e del PD, dai giornalisti e dalla questura. Le indagini furono condotte in modo ridicolo, ignorando gli indizi che potessero compromettere Casapound ma anche far emergere i legami imbarazzanti del Casseri con la questura di Pistoia. Il giorno dopo la strage i referenti cittadini di Casapound erano in televisione a dibattere con i giornalisti, e la loro dissociazione fu prontamente accettata e legittimata dalle istituzioni. I fascisti ottennero così quello che a loro preme tantissimo, ovvero preservare la presentabilità della loro organizzazione rispetto al sistema,in barba alla loro propaganda fintamente antisistema.

A 6 anni di distanza vogliamo ricordare e ribadire che questi sono i fatti successi nella nostra città, come abbiamo sempre fatto da allora, perché pensiamo che debbano restare per sempre vivi e presenti nell’attenzione e nella tensione di tutti gli antifascisti. La strage di piazza Dalmazia fa pienamente parte della nostra memoria collettiva, rappresenta l’ennesimo tragico momento di una lunga scia di sangue di cui i fascisti si sono resi colpevoli nei decenni di cosiddetta convivenza democratica. Una catena di aggressioni, bombe, attentati, realizzati con la copertura, la complicità e il sostegno di apparati dello Stato e delle strutture NATO presenti nel territorio italiano. Per questo vogliamo sottolineare come antifascisti che per noi la data del 13 dicembre 2011 si lega idealmente a quella del 12 dicembre 1969, quando in piazza Fontana a Milano i fascisti uccisero 17 persone con una bomba piazzata in un banca.

Il copione della violenza e della dissociazione i fascisti di Casapound l’hanno sempre ripetuto ad ogni aggressione, ad ogni episodio di corruzione, malaffare, narcotraffico che li ha visti coinvolti in questi anni. E, a Firenze come nelle altre città, hanno sempre trovato politici e giornalisti pronti a difenderli in nome della “libertà di espressione”, sbirri e giudici pronti a perseguire e condannare chiunque si opponesse concretamente alla loro presenza, a Coverciano così come nel resto della città. Oggi è dalla sede di via Felice Fontana a San Jacopino che cercano di costruire le loro campagne contro i migranti, sfruttando la propaganda anti degrado costruita e cavalcata da quei politici che sono i principali responsabili del peggioramento delle condizioni di vita nei quartieri attraverso i tagli ai servizi pubblici, all’istruzione, alla sanità, all’edilizia pubblica. I fascisti cercano di svolgere così quella che è da sempre la loro principale funzione, quella di dividere le classi popolari, additare i colpevoli nei più deboli e sviare la rabbia dai veri responsabili, perché chi ci toglie lavoro, diritti e casa sono i padroni che ci licenziano, ci sfruttano e ci sfrattano, non certo i migranti.

In questo la propaganda fascista non è diversa da quella dei partiti istituzionali, PD in testa, che con Renzi prima e Nardella poi hanno fatto della repressione contro i diversi e gli incompatibili una bandiera, con le squadre antidegrado della municipale, e poi hanno sostenuto provvedimenti come il DASPO urbano e il decreto Minniti-Orlando, o hanno applaudito alle politiche UE e agli accordi con la Libia che condannano donne, uomini, bambini a perdere la vita nel Mediterraneo e a finire rinchiusi nei CIE italiani o nei lager libici. A ben vedere l’unica cosa che sembra dividerli sono gli interessi che non sempre coincidono. Da una parte le mani in pasta del PD nel business della cosiddetta accoglienza attraverso cui le cooperative fanno affari sulla pelle dei migranti, un business dove anche i fascisti non esitano certo a gettarsi come dimostrano i fatti di mafia capitale. Dall’altra la lotta per strapparsi voti facendo la gara a chi è più reazionario e guerrafondaio, a chi più specula sulla paura e sulle emergenze per creare vere e proprie guerre tra poveri.

Secondo noi la realtà non si può più ignorare e, se mai qualcuno ha pensato che l’antifascismo potesse essere delegato ad una risposta istituzionale, oggi è più che mai evidente che l’unica risposta reale è quella che si costruisce dal basso, riempiendo i quartieri e le strade dei nostri valori, dei nostri contenuti e di pratiche di solidarietà popolare che sappiano rispondere davvero ai reali bisogni di chi li vive. Per questo ci appelliamo a tutti gli antifascisti ad essere presenti in piazza il 16 dicembre per ricordare Samb e Diop e insieme tutte le altre vittime della violenza fascista, per ribadire che non c’è spazio per i razzisti e i loro covi nella nostra città, e che la vogliamo libera dagli sceriffi alla Nardella e dalle politiche repressive del suo partito.

Assemblea pubblica, 12 dicembre ore 21 – SMS di Rifredi – Via Vittorio Emanuele II, 303
Corteo antifascista, 16 dicembre ore 15 – Piazza di S. Jacopino

Firenze Antifascista

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Venerdì 15 Dicembre 2017 Tekkaband

tekkaband

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Domenica 10 Dicembre 2017 – Cinema

watchmen

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I fascisti a Calenzano!? Dove? Da quando? Perchè?

Nei giorni scorsi davanti al Comune di Calenzano è apparso uno striscione “Immigrato coccolato, italiano abbandonato” firmato dai fascisti di Casapound.
Spiegare chi sono questi luridi “fascisti del terzo millennio” (come loro stessi si definiscono) pensiamo sia purtroppo quasi superfluo.
Sono i camerati amici di Gianluca Casseri, che il 13 Dicembre 2011 in piazza Dalmazia a Firenze uccise Samb Modou e Diop Mor, colpevoli di essere “negri”.
Sono i sodali di Amedeo Mancini che il 5 luglio 2016 a Fermo, dopo averlo chiamato “scimmia”, uccise a pugni il nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi.
Questo solo per citare due degli episodi che hanno visto Casapound salire agli onori delle cronache.
In realtà sono una organizzazione che da anni propaganda fascismo e razzismo, alternando con spregiudicatezza iniziative di “volontariato”, partecipazione alle elezioni e vero e proprio squadrismo (e qui l’elenco sarebbe lunghissimo).
Tutto questo avviene anche grazie alla complicità di media e Istituzioni.
In tv tutti i giorni, in varie trasmissioni, si amplificano le idee razziste e xenofobe dei vari Salvini, Meloni, Di Stefano ecc ecc…
Magari ci si scandalizza per l’irruzione squadrista del Veneto Front a COMO, ma i contenuti sono gli stessi dei “politici” sopra menzionati, espressi senza bomber o tatuaggi. Per quanto riguarda la complicità delle Istituzioni invece, basta pensare a quanto abbia contribuito il PD allo sdoganamento dei fascisti, oppure a come il Ministero dell’Interno abbia “coccolato” Casapound anche con documenti scritti, oppure ai poliziotti che presentano libri nelle sedi di Casapound (come di recente a Bergamo)

Ma veniamo al caso di Calenzano.
da dove sono sbucati i cameratti (non è un errore di battitura) di casapound?

E perche? A cosa si riferisce lo striscione?
Ce lo siamo chiesto anche noi e alcune risposte ce le siamo date. Abbiamo deciso di scriverle perchè la situazione ci sembra in qualche modo emblematica di altre situazioni che vanno oltre il caso di Calenzano.
Nel comunicato pubblicato subito dopo l’eroico gesto dello striscione, Casapound Firenze sostiene di essere stata ad “aiutare una famiglia italiana” e di voler denunciare la “discriminazione nei confronti dei cittadini italiani”.
In realtà la situazione delle 2 famiglie di cui chiaccherano i fascisti è purtroppo ben nota (da almeno 2 anni ) a diversi compagni e antifascisti che più volte hanno aiutato CONCRETAMENTE e INDISCRIMINATAMENTE le due famiglie in difficoltà.
CONCRETAMENETE ad esempio riuscendo, con la presenza solidale di alcuni compagni, a  rinviare l’esecuzione di più sfratti per morosità incolpevole (che avrebbero visto queste due famiglie con bambini, anche con problemi di disabilità, finire per strada senza soluzione alcuna). Oppure aiutandole nei trasferimenti tra le varie strutture in cui sono stati ospitati.
INDISCRIMINATAMENTE perchè a noi il razzismo fa schifo. Per noi una famiglia in difficoltà è una famiglia in difficoltà. Punto.
Famiglie che, magari per la perdita del lavoro di un coniuge, si trovano improvvisamente in difficoltà. Uomini e donne che subiscono il nostro stesso sfruttamento e la nostra stessa precarietà, figli che vanno a scuola con i nostri….per noi la solidarietà è tra sfruttati contro sfruttatori, non è un problema di nazionalità, colore della pelle o carta d’identità.

Da dove sbucano quindi i fascisti in questa storia?
I fascisti sbucano all’improvviso lunedì 27 Novembre.
Un attivista del Gruppo Casa di Campi Bisenzio passa e vede dei ragazzi con un furgoncino che sostengono di essere li per dar “dare una mano” alla “famiglia italiana” per il trasloco.
Trasloco che, peraltro, era in buona parte già avvenuto nei giorni precedenti, ma i fascisti evidentemente, arrivati da Firenze all’improvviso, non potevano saperlo.
Solo dopo alcune insistenze i fascisti, inizialmente molto reticenti, ammettono di appartenere a Casapound e di aver risposto all’appello di un consigliere comunale 5 stelle a Calenzano che su facebook ha pubblicato appelli per aiutare una famiglia ITALIANA (il maiuscolo è tutto suo)
Non sappiamo se ci siano stati contatti diretti tra il consigliere e i fascisti, immaginiamo di si, ma il dato di fatto è uno e incontrovertibile: i fascisti sono sbucati a Calenzano all’improvviso su invito/appello dei 5 stelle che soffiava sul fuoco della guerra tra poveri e del razzismo.

Ecco che la storia ci sembra valga la pena essere raccontata perchè i
protagonisti di questi maledetti tempi di crisi nel nostro paese ci sono tutti.

Da una parte c’è il PD, che a Campi Bisenzio in 2 anni non riesce a trovare una soluzione abitativa decente per 2 famiglie con bambini in emergenza abitativa.
Un PD che al Governo come sul territorio è promotore di politiche di lacrime e sangue sulla casa, sul lavoro, nelle scuole, nella vita di tutti i giorni per le classi popolari.
Un PD che devasta vite e territori (es inceneritore e megaeroporto proprio vicino a Calenzano).
Un PD che i fascisti ha abbondantemente contribuito a sdoganare, garantendo loro spazi di agibilità, sedi e visibilità, salvo poi indignarsi nei casi più evidenti e presentarsi come l’unico antidoto al ritorno dello squadrismo.
Dall’altra parte ci sono un gruppetto neofascista che sciacalla su una situazione drammatica e, dopo un invito più o meno esplicito dei grillini, si presenta per mettere uno striscione.
Guai, ovviamente, a sottovalutarli perchè la storia ci dimostra che il ruolo storico dei fascisti è proprio questo: essere tirati fuori dai loro covi quando, in situazioni di crisi e di conflitto, entrano in gioco per contrastare i movimenti e le persone che si autorganizzano contro le logiche del capitalismo.
E’ successo in Italia con le squadracce di Mussolini negli anni 20 e con le bombe fasciste nelle piazze e sui treni negli anni 70. E’ successo di recente in Grecia con Alba Dorata che è passata dal 5% al 30% nel momento di massima crisi per il paese.
Servi del capitale e dei poteri forti, riempiendosi la bocca di parole come patria e nazione. Ecco il ruolo dei fascisti. Vecchi e nuovi.

Invitiamo tutti a non cadere nella propaganda di questi sciacalli.
Il vero nemico non è chi avrebbe diritto a una casa popolare, ma chi, per compiacere interessi privati ha smesso di costruire case popolari.
Il vero nemico sono i grandi gruppi immobiliari che speculano tenendo migliaia di case sfitte, o chi può licenziarti da un giorno all’altro attraverso un sms.
Il vero nemico è chi tutti i giorni, per la logica del profitto, ci sfrutta e ci avvelena.
La soluzione non è certo il fascismo da sempre nemico della libertà e al servizio dei potenti.

Non farti fregare!

Prossimi appuntamenti

  • Venerdì 8 Dicembre 2017 Cena e serata a sostegno di Firenze Antifascista al Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
  • Assemblea pubblica, 12 dicembre ore 21 – SMS di Rifredi – Via Vittorio Emanuele II, 303
  • Corteo antifascista, 16 dicembre ore 15 – Piazza di S. Jacopino

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Venerdì 8 Dicembre 2017 Cena e serata a sostegno di Firenze Antifascista

Serata sostegno Firenze Antifascista

Serata sostegno Firenze Antifascista

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Fuori Casapound dalle Scuole! Fuori i fascisti da Firenze!

Ormai li conosciamo bene: i cosiddetti fascisti del terzo millennio di Casapound sono sempre alla disperata ricerca di una legittimazione istituzionale, che possa aiutarli a coprire il puzzo di violenza, di razzismo, di intolleranza, di malaffare che li contraddistingue.

E’ stato così quando 6 anni fa Saverio Di Giulio, il loro capetto a Firenze, dichiarò che nessun loro militante aveva mai visto né conosciuto Gianluca Casseri, fascista di Casapound e assassino efferato di due lavoratori senegalesi in piazza Dalmazia. E’ così oggi che i responsabili nazionali di Casapound negano di aver mai visto e conosciuto gli Spada di Ostia perché un appartenente a questa famiglia ha aggredito un giornalista. Ed è stato lo stesso nei numerosi casi di spaccio, di narcotraffico, di corruzione, così come nelle numerose aggressioni di cui membri e simpatizzanti di questa organizzazione si sono resi responsabili.

Certo i fascisti otterrebbero ben poco da questo punto di vista se non trovassero chi, per calcolo o per pura stupidità, li agevola in ogni modo. Pensiamo all’allora sindaco Renzi che prese subito per buona la dissociazione del Di Giulio su piazza Dalmazia e a tutta la casta giornalistica che gli andò immediatamente appresso. Pensiamo al pennivendolo Mentana, che dopo essere stato ospite a Casapound e aver certificato la loro democraticità non poteva fare altro che avallare la loro dissociazione dai clan di Ostia.

Bene, possiamo proprio dire che, almeno per una volta, gli è andata proprio male. Che cosa è successo? Alle ultime elezioni di istituto nel tecnico Calamandrei di Sesto Fiorentino è risultato eletto tra i quattro posti disponibili un rappresentante di una lista “blocco studentesco” che è la sigla giovanile di Casapound. Questo vuol dire che i fascisti dilagano a Sesto? Niente affatto! Il suddetto fascistello è stato votato come quarto semplicemente perché esisteva una sola lista concorrente che aveva 3 candidati, ed è stato votato sulla base del suo impegno espresso di “concentrarsi soltanto sui problemi della scuola”. E’ così che troppo spesso purtroppo succede: i fascisti guadagnano spazio approfittando del disorientamento e del vuoto politico generale molto più che per le loro capacità.

A conferma di questo, ecco che una volta eletto il fascistello si è trovato a corto di idee, e la prima iniziativa a cui ha pensato, in barba agli impegni presi, è stata di chiamare il suo capetto Di Giulio a parlare della proposta di legge sullo Ius Soli. L’intento l’ha messo nero su bianco proprio quest’ultimo su facebook lamentandosi di una mancata disponibilità al contraddittorio: fare salotto fingendo di litigare con un rappresentante del PD in modo da ottenere la tanto agognata patente di rispettabilità istituzionale da spendere a fini elettorali. Infatti dalle pagine di repubblica, pronta una volta di più a far da megafono ai fascisti, è stata strombazzata l’intenzione di Casapound di candidarsi per occupare poltrone in Palazzo Vecchio.

La richiesta è stata avallata dalla preside Maria Laura Simonini, che l’ha sottoscritta, salvo poi rifugiarsi, di fronte alle proteste che si sono subito sollevate da più parti, in insostenibili giustificazioni e concludere che l’assemblea non si potrà fare perché “la politica non deve entrare nelle scuole”.

La verità è però tutt’altra: l’assemblea non si farà perché la reazione degli antifascisti di Sesto e di Firenze è stata immediata e la Simonini ha capito di aver probabilmente sbagliato i suoi calcoli.

Un’ultima cosa vorremmo sottolineare rispetto a quanto dichiarato dalla preside. Sarebbe veramente bello che la politica rimanesse fuori delle scuole: intendiamo la politica della buona scuola di Renzi e del PD, del job act, dell’alternanza scuola lavoro, dei tagli, degli sbirri in classe, di cui i presidi sceriffo come lei si fanno esecutori. Sarebbe bello che la scuola insegnasse valori di solidarietà e condivisione e non inculcasse la competizione, la sopraffazione, la sottomissione verso i potenti. Sarà così senza dubbio in futuro. Per oggi ci accontentiamo che sia stato ribadito un concetto semplice ma fondamentale: nessuno spazio deve essere dato ai fascisti!

Per questo saremo in piazza il prossimo 16 dicembre, nell’anniversario della Strage di Piazza Dalmazia, per ricordare Samb e Diop e tutte le vittime dei fascisti, per combattere il fascismo di oggi in tutte le sue forme.

Firenze Antifascista

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Solidarietà alla compagna Gina De Angeli!

Riceviamo e pubblichiamo

Per la giustizia borghese la solidarietà è un reato
Per i proletari la solidarietà di classe è un’arma

Gina, comunista e militante del Coordinamento Comunista Toscano (CCT), infermiera professionale di Massa-Carrara, è stata condannata dal Tribunale di Massa ad un mese di arresto e alla multa di 103 €, per avere partecipato al presidio delle lavoratrici della ditta “Dussman” addette alle pulizie dell’Ospedale di Carrara in difesa del posto di lavoro e per averle, secondo l’accusa, “istigate” a recarsi in Municipio per un incontro con il Sindaco. Il “fattaccio” avvenne 4 anni fa a Carrara nel corso di un presidio.

Lo Stato borghese, attraverso i suoi apparati giudiziari e polizieschi, colpisce i comunisti e quanti in generale si battono realmente per (e con) la propria classe con due obiettivi per:
1) tentare di sfiancare i comunisti e scoraggiare i lavoratori più combattivi;
2) lanciare un avvertimento a chi li sostiene affinché pieghino la testa.

E quanto successe, a suo tempo, a Riccardo Antonini licenziato dalle ferrovie per aver denunciato le responsabilità del gruppo dirigente delle Fs sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 ed aver sostenuto coerentemente òa battaglia dei familiari.

Un licenziamento politico teso a intimidire, innanzitutto, i familiari delle 32 Vittime e ad alimentare paura e terrore tra gli attivisti sindacali che lottano per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il padronato e lo Stato usano la giustizia come una clava, oltre all’uso dei manganelli, contro il movimento di lotta dei lavoratori.

All’azione repressiva e reazionaria dello Stato borghese, come comunisti, rispondiamo intensificando la nostra azione e l’impegno nel movimento operaio e sindacale, per sviluppare la mobilitazione e l’unità delle forze, per estendere la solidarietà di classe.
Coscienza, organizzazione e lotta, sono la migliore risposta all’azione repressiva e reazionaria dello Stato e dei padroni.

SE COLPISCONO UNO, COLPISCONO TUTTI!

Coordinamento Comunista Toscano (CCT)

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