Giovedì 5 Dicembre 2019 Assemblea Pubblica Antifascista

Piazza Dalmazia – Piazza Fontana: il fascismo è la barbarie!

Il 12 Dicembre 1969 scoppiava a Milano una bomba dentro la banca nazionale dell’agricoltura in piazza Fontana, che provocava 17 morti e 88 feriti. Una orrenda strage che fu subito definita di Stato per le collusioni che emersero tra servizi segreti e gruppi fascisti che realizzarono materialmente l’attentato. Per coprire i veri responsabili polizia e magistratura si lanciarono nella caccia all’anarchico, arrivando ad uccidere il ferroviere Pinelli, gettato da una finestra della questura di Milano. E così quella di piazza Fontana è anche la prima delle numerosi Stragi rimaste impunite dopo 50 anni. Anzi la sentenza della Corte di Cassazione del 3 maggio 2005, che ha lasciato impuniti o sconosciuti esecutori e mandanti, ha invece condannato i familiari delle vittime a pagare le spese processuali.

Dalla madre di tutte le stragi fasciste consumate nel dopoguerra, il lungo filo nero di impunità e coperture di cui hanno goduto i fascisti da parte dello stato arriva fino ai giorni nostri. E così, nel contesto di una crisi del sistema capitalistico che si rivela sempre più senza sbocchi. il 13 dicembre 2011 Gianluca Casseri, fascista di Casapound, uccide in piazza Dalmazia due lavoratori senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, ferendone quasi mortalmente un terzo, Sougou Mor, rimasto paralizzato a vita.

Casseri fu subito definito un pazzo isolato per chiudere rapidamente le indagini ma atti simili sono proliferati in varie parti del mondo, dagli USA alla Norvegia alla Nuova Zelanda, sull’onda della propaganda razzista sempre più imperante nei mezzi di comunicazione. Quella stessa propaganda che incita alla lotta contro l’“invasione” degli immigrati, cavalcata in Italia da Salvini e la Meloni con la parola d’ordine “prima gli italiani”, e che ha fatto altri proseliti come il simpatizzante leghista Luca Traini, che nel 2018 ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto contro gli stranieri che incrociava, ferendone 6. Una propaganda che si è fatta talmente senso comune da far ritenere che la vita di un immigrato possa valere meno delle altre, come è successo ancora a Firenze nel 2018 quando Roberto Pirrone ha sparato e ucciso Idy Diene.

E’ proprio di questi giorni l’ennesimo ritrovamento, questa volta a Siena, di un vero e proprio arsenale nelle mani di un gruppo di esaltati fascisti, mentre aumentano le aggressioni più o meno gravi e le provocazioni contro la memoria storica della Resistenza. Solo pochi giorni fa, sempre nella nostra città, c’è stata un’aggressione razzista in piazza delle Cure ed è stata vandalizzata la targa in memoria di Idy Diene su ponte Vespucci. Ma ovviamente la minaccia da perseguire per magistratura e polizia restano gli antagonisti di sinistra, ovvero chi cerca di opporsi alla deriva reazionaria e razzista.

A distanza di 50 anni dalla strage di piazza Fontana il ruolo dei fascisti rimane sempre quello di attaccare con violenza il movimento operaio al servizio del sistema capitalista: nel ’69 per fermare la spinta della lotta operaia, oggi per contrastare la possibile ripresa della lotta contro un sistema di sfruttamento che si fa sempre più oppressivo. Non a caso la soluzione di Salvini per tutti i problemi dell’Italia (disoccupazione, precariato, privatizzazioni, chiusure di fabbriche, morti sul lavoro) si racchiude nei famigerati decreti sicurezza che danno mano libera alla polizia per reprimere le lotte dei lavoratori che sono costretti ad occupare una casa o che bloccano una strada o fanno un picchetto per difendere il proprio lavoro. Una soluzione che è evidentemente gradita anche dall’attuale governo PD / 5S, che ha confermato tutte le decisioni prese da Salvini e rinnovato gli infami accordi con la Libia stretti in precedenza dal PD Minniti.

Non ci possiamo aspettare nulla di diverso da chi ha equiparato i “ragazzi di Salò” ai partigiani, o ha votato leggi come il decreto Minniti-Orlando che hanno rafforzato le forze reazionarie, fasciste e razziste, che oggi esercitano una egemonia crescente dentro la politica istituzionale, mentre le formazioni fasciste continuano a fare “il lavoro sporco” semi-nascosti nella lega e in fratelli d’italia, protetti da polizia e magistratura.
Per noi il 12 Dicembre 69 come il 13 Dicembre 2011 non sono solo anniversari che vogliamo ricordare e far conoscere, sono momenti fondamentali della lotta quotidiana contro il fascismo e chi lo alimenta. Per questo invitiamo tutti i sinceri antifascisti e antirazzisti a scendere in piazza per ribadire che fascismo e razzismo non sono opinioni ma crimini da combattere con ogni mezzo necessario.

Assemblea pubblica
c/o circolo “Il Progresso” via V. Emanuele
Giovedì 5 Dicembre, ore 21

Corteo Antifascista e Antirazzista
Piazza Dalmazia – Piazza Fontana: il fascismo è la barbarie!
13 Dicembre, ore 18:30

Firenze Antifascista
Coordinamento Fiorentino per il 50° di Piazza Fontana
Rete Antirazzista di Firenze

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Sabato 30 Novembre 2019 Salvini a Firenze un ti si vole!

Lega, Salvini, a Firenze un vi si vole! – [Atto III°]

SALVINI A FIRENZE UN TI SI VOLE!
FUORI FASCISTI, RAZZISTI E SESSISTI DALLE NOSTRE CITTÀ!

Il 30 novembre Salvini sarà a Firenze. Anche la nostra città saprà dare una degna accoglienza a chi costruisce la propria carriera politica richiamandosi a valori per noi inaccettabili. In tutta Italia le piazze sono gremite per non lasciar passare sotto silenzio la passerella elettorale di chi fomenta guerra tra poveri, discriminazione del diverso, produce miseria e disuguaglianze. Per questo piazza della Repubblica è anche la nostra piazza.
Così risponderemo a chi semina paura, odio e prevaricazione!
I nostri valori sono quelli dell’antifascismo: la solidarietà, l’inclusione, l’internazionalismo.

Per questo crediamo si debba dare sostanza e contenuti alla mobilitazione. Crediamo sia necessario non solo contestare lui ma ciò che ha fatto, ovvero i decreti sicurezza in continuità con il precedente decreto Minniti, il cui partito oggi è di nuovo al governo.
Se sugli immigrati le varie forze politiche possono trovarsi in apparente disaccordo ecco che in materia di repressione del dissenso si pongono in esatta continuità, punendo chi fa i picchetti, trasformando contravvenzioni in delitti penali, punendo chi si mette un casco per proteggersi dai manganelli. Questi pacchetti sicurezza sono dispositivi autoritari che vogliono impedire ogni forma di lotta e resistenza in questo paese.

Peró, oltre Piazza Repubblica, pensiamo si possa fare di più.
Crediamo sia necessario andare davanti al Tuscany Hall, laddove cenerà Salvini, per mandargli la cena di traverso: vogliamo che anche lì risuoni più forte il canto di resistenza che la voce di questi signori.
Crediamo sia giusto contestare Salvini per gli interessi che rappresenta, per le idee che propaganda, ma senza dimenticare che non è l’unico a farlo. La lega di Salvini, così come la Meloni di fratelli d’Italia, hanno avuto modo di sedimentare le proprie idee grazie a chi gli ha spianato la strada con politiche d’impoverimento, di distruzione dei diritti sul lavoro – dalla riforma Fornero al Jobs Act – e con la retorica sulla sicurezza.

È necessario non opporci solo alla sua vulgata, ma dare continuità alla voglia di scendere in piazza perché è questo il luogo dove affrontare i problemi che ci riguardano: il lavoro precario, le scuole fatiscenti, la mancanza dei servizi pubblici e la loro privatizzazione. Tocca a noi mostrare che c’è un’alternativa a tutto ciò: una Firenze solidale, antifascista e pronta a farsi sentire ogni qual volta qualche sciacallo venga nella nostra città a predicare odio al fine di elemosinare qualche voto.

Per questo, dopo la manifestazione delle sardine che si terrà in piazza della Repubblica, saremo alle ore 20accanto al Tuscany Hall, per ribadire ancora una volta che a Firenze Salvini un si vole!

#LaToscanNnonSiLega
#aFirenzeUntisiVole
#SalviniScappa
#FirenzeAntifascista

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Venerdì 29 Novembre 2019 Punk Rock Night e cena sociale

punk rock night

punk rock night

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Domenica 24 Novembre 2019 Benefit Mezza luna rossa e comunità Kurda Toscana

Benefit Mezza luna rossa e comunità Kurda Toscana

Benefit Mezza luna rossa e comunità Kurda Toscana

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Sabato 16 Novembre 2019 dalle ore 15:00 Presidio antifascista in ricordo di Idy e in solidarietà a Mike!

Basta morti, Basta aggressioni! Fuori fascisti e razzisti da Firenze!

Domenica mattina Firenze si è svegliata con una notizia: durante la notte qualcuno aveva sfregiato con una bomboletta la targa che su Ponte Vespucci ricorda Idy Diene.
Martedì mattina invece, dopo un primo tam-tam della gente del quartiere, si viene a sapere che un lavoratore ambulante, proprio come Idy, è stato preso a pugni nel sottopasso delle Cure.

Questo gesti non sono solo frutto della noia, frustrazione e vigliaccheria di un qualche triste individuo, né di una semplice “goliardata”, ma sono una vera e propria manifestazione di odio razziale. Questo atto come l’omicidio che portò alla morte di Idy il 5 marzo 2018, sono gesti pienamente razzisti, e chiunque provi a negarlo, come ha fatto la magistratura quando ha negato che dietro l’omicidio di Idy ci fosse un movente razziale, è complice di queste aggressioni.
Queste aggressioni sono figlie del clima profondamente reazionario in cui viviamo da anni che, alimentato dall’odio istituzionalizzato da figure come Minniti, Salvini o la Meloni, ha reso il razzismo una normalità con la quale convivere.

Questo lo stiamo vedendo negli ultimi giorni, con varie manifestazioni eclatanti di sdoganamento del fascismo, come la cena di Fratelli d’Italia in onore di Mussolini sul sito di una strage nazifascista o il rifiuto del sindaco di Predappio di sostenere le spese della scuola comunale per il Treno della Memoria perché “la memoria dei campi di sterminio è a senso unico” . Oppure con episodi perfino più inquietanti, come l’ennesimo ritrovamento, questa volta a Siena, di un arsenale di armi a disposizione di esaltati fascisti. Questi, insieme a quello che è successo a Firenze, sono solo gli ultimi esempi di una situazione che non ci può e non ci deve vedere passivi.

Certo non ci possiamo aspettare una inversione di tendenza da un governo targato PD e 5S che ha confermato tutte le decisioni prese da Salvini ministro dell’Interno, a partire dai famigerati decreti sicurezza, e quelle prese dal suo predecessore Minniti, a partire dagli infami accordi di rimpatrio con la Libia.
A fronte di queste schifezze i politici sedicenti democratici cercano disperatamente di rifarsi una verginità antifascista e antirazzista. Un esempio eclatante di questo ci è offerto oggi dal nostro sindaco Nardella che dalle colonne dei giornali propone “patti antirazzismo” ma che invece, quando Idy fu ucciso, si indignava per 2 fiorere rotte dai suoi amici. Sappiamo bene che il loro antifascismo è solo di facciata e buono solo per la campagna elettorale. La realtà è che sono proprio loro i primi ad alimentare la miseria sociale che fascisti e razzisti cercano di strumentalizzare ai propri fini, così come sono i primi a invocare misure repressive sempre più dure, più polizia o più telecamere contro i migranti e non solo.

Per questo ora più che mai dobbiamo ribadire che la pratica antifascista, antirazzista e antisessista non si delega e spetta a tutte e tutti noi. Per questo ci riuniremo in presidio sabato alle ore 12 su ponte Vespucci in ricordo di Idy Diene e in solidarietà a Mike aggredito alle Cure, per ribadire ancora una volta che Firenze è Antifascista, e che non accetteremo che tali gesti di odio passino senza risposta o addirittura acquistino intensità.

Sabato 16 Novembre
volantinaggio antifascista in piazza delle cure h.12
presidio ore 15 ponte vespucci

Combattiamo la paura,
Distruggiamo il razzismo

https://it-it.facebook.com/events/2475777639300483/

Firenze Antifascista
Rete antirazzista Firenze

 

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Stamattina nel quartiere delle Cure, fra poco sul ponte vespucci: la vera sicurezza sono quartieri solidali e antifascisti!

di seguito il testo volantino stamattina con Mike e gli/le antifascisti/e del quartiere
A Firenze, alle Cure, respingere il razzismo significa combattere la paura.
La vera sicurezza è un quartiere solidale e antifascista!

Quello che è successo a Mike riguarda tutti e tutte.
In questi giorni tutto il quartiere, dai ragazzi e le ragazze del Liceo Pascoli alle persone più anziane, hanno voluto percorrere il sottopasso per esprimere la propria solidarietà e vicinanza a Mike, lavoratore ambulante che chi tutti i giorni passa da lì per andare a lavoro, a scuola, a far la spesa, vede, conosce e saluta.
Questa è stata la prima risposta, spontanea e di pancia, di una città che ha nel suo tessuto sociale e nella sua comunità, la capacità di capire e reagire a ciò che sta succedendo. Le speculazioni, le strumentalizzazioni di quanto accaduto, le voci che gridano allo sciacallaggio degli “antirazzisti” (Sic!) sui social o sui giornali locali -guarda caso- sono proprio quelle di chi sulle discriminazioni, sull’intolleranza e sulla paura del diverso ci costruisce una carriera.
La gente delle Cure, senza tanti fronzoli, lo ha capito chiaro: chiunque abbia colpito Mike, lo ha fatto per il colore della sua pelle, vigliaccamente, perpetrando quell’odio e quella viltà che sono nel DNA del razzismo.
E’ la stessa morsa di un veleno che a Firenze, ultimamente, ha colpito duro. Idy, ambulante come Mike, fu preso di mira e ucciso neanche due anni fa da una persona in difficoltà psichiche e lavorative, ma che pensò che sparare su un migrante potesse in qualche modo essere lo sfogo alla sua rabbia, perché la sua vita valeva evidentemente meno di quella di altri.
Fra qualche giorno sarà anche l’anniversario della strage di Piazza Dalmazia, dove finirono sotto i colpi di pistola altri lavoratori ambulanti a Rifredi prima e in San Lorenzo poi, e dove due di questi persero la vita e altri rimasero gravemente feriti.
Ad uccidere, anche in quel caso, un uomo bianco. Stavolta un fascista, frequentatore e sostenitore di CasaPound, che uscì di casa pensando fosse il momento di mettere in pratica ciò che teorizzava: “prima gli italiani, fermiamo l’invasione” a colpi di pistola.
Purtroppo sono sempre più frequenti aggressioni omofobe e sessiste, solo a Firenze un mese fa un ragazzo di 26 anni è stato ricoverato col naso fratturato perché riconosciuto e fermato perché “frocio”.
In questa zona, nel quartiere o nei paraggi, sono permesse da Comune e istituzioni e sorvegliate da Questore e Prefetto, almeno 3 sedi di organizzazioni dichiaratamente fasciste, xenofobe e sessiste: La riapertura della Libreria di CasaPound “Il Bargello” in Via Frà Bartolomeo, il “Rifugio” -proprio qui alle Cure- in Via Mario Pagano, sede di Lealtà & Azione, sigla legata a Naziskin del Nord Italia che tiene legami stretti con la Lega anche qui in Toscana, sino a Casaggì, gioventù della Meloni e a Fratelli d’Italia in Via Frusa.
Non ci interessa l’identikit di chi stavolta abbia picchiato Mike.
Quello che sappiamo è che il veleno razzista è in circolo, e che trovare l’antidoto tocca a tutti e tutte noi.
E che i pugni dati a Mike sono pugni razzisti, chiunque li abbia sferrati. Sappiamo anche chi lo inietta, chi diffonde odio, paure, chi cavalca povertà, difficoltà, mancanze di servizi, di un lavoro o di una prospettiva di un futuro migliore e più giusto e vuole scaricare il prezzo di disagio e frustrazione sul più debole, sul diverso, sull’indesiderato. Alla Cure questo “giochino” non ha funzionato.
E il quartiere si è stretto accanto a Mike. E’ partendo da qui che dobbiamo tutti/e vigilare perché questi episodi non accadano, dobbiamo prenderci la responsabilità di costruire quei legami di solidarietà, mutuo aiuto, di attenzione reciproca, che non solo siano l’antidoto al razzismo, al fascismo, sessismo e omofobia, ma anche al terreno in cui questi si sviluppano: i nostri quartieri hanno bisogno di essere sicuri affinché le nostre vite siano più sicure, e senza subdole divisioni o capri espiatori, dobbiamo saperci difendere da chi ci deruba ogni giorno dei nostri diritti, come l’accesso alla sanità, la possibilità di avere un tetto sulla testa, un salario dignitoso e un lavoro più sicuro, la possibilità di studiare, muoversi con mezzi pubblici accessibili.
Se le nostre vite sono “insicure”, non è colpa di un venditore ambulante, di una signora Rom, di un rifugiato. A rendere i quartieri più “sicuri” non saranno telecamere in più o presidi fissi di polizia.
Un quartiere più sicuro è un quartiere vivo, solidale, attento a ciò che accade nelle strade e nelle piazze che si vivono quotidianamente, che è pronto a riconoscersi come parte di una comunità che ripudia il fascismo e le strumentalizzazioni razziste, che è pronta a difendersi e lottare insieme contro chi ci specula, la impoverisce, la aggredisce.
Difenderlo e far vivere questi spazi spetta a tutti/e noi!

Firenze Antifascista

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

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Venerdì 8 Novembre 2019 Serata punk Oi!

nabat

nabat

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Venerdì 1 Novembre 2019 Manifestazione a Roma per il Rojava, concentramento ore 14.00 Piazza della Repubblica

www.retekurdistan.it/manifestazione-nazionale-1-novembre-a-roma-controlaguerra-iostoconicurdi/

 

Manifestazione a Roma per il Rojava

Manifestazione a Roma per il Rojava

Alle ore 15:00 del 9 ottobre la Turchia ha iniziato l’attacco di invasione del Nord – Est della Siria, il Rojava, provando a distruggere quello che curdi, armeni, arabi, assiri e turcomanni, cristiani, siriaci hanno costruito insieme.

Questi popoli sono il simbolo mondiale della resistenza all’Isis e in un Paese martoriato da anni di guerra civile sono riusciti a dare vita ad un sistema.

Questa invasione viene portata avanti con il pretesto di un presunto problema di sicurezza e di pericolo per la Repubblica Turca ma da quando ha avuto inizio il conflitto in questa regione, ossia a marzo 2011, nessun tipo di iniziativa o attacco sono stati intrapresi né contro il confine, né tanto meno contro la Turchia.

L’Italia, l’Europa e la comunità internazionale tutta non possono restare indifferenti. Deve essere compiuto con effetto immediato ogni sforzo possibile per bloccare immediatamente l’invasione della Turchia in Siria.

La situazione è molto grave, l’aviazione turca ha ripetutamente bombardato aree civili, prendendo di mira scuole ed ospedali mentre si segnala che sarebbero presenti indizi relativi all’utilizzo di armi chimiche al fosforo nella città di Serekaniye.
Ci sono già oltre 275 mila sfollati e nel frattempo, i miliziani di Daesh stanno scappando dalle prigioni e si stanno riorganizzando.

Con questo appello invitiamo a scendere in piazza il 1° novembre a Roma, per chiedere:
Fermare definitivamente la guerra e il ritiro immediato delle truppe della Turchia dal Nord – Est della Siria
– l’istituzione di una No-Fly-Zone nel Nord – Est della Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite e della comunità internazionale e lo schieramento di una forza di interposizione
– fermare la cooperazione militare e diplomatica dell’Italia e dell’Unione Europea con la Turchia
– la creazione di un corridoio umanitario per l’evacuazione dei feriti dalle zone di guerra
– la liberazione immediata di Abdullah Ocalan in quanto unica persona in grado di ristabilire la pace nel territorio, dei Co-presidenti dell’HDP Selahattin Demirtaş e FigenYüksekdağ e di tutti gli oppositori politici rinchiusi nelle carceri Turche.

Contro la guerra e al fianco del popolo curdo, per l’umanità e contro la barbarie!

Promuovono: UIKI Onlus- Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia, Comunità curda in Italia, Rete Kurdistan Italia

Per adesioni inviare una mail: info.uikionlus@gmail.com – info@retekurdistan.it

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Un altro centro commerciale a Campi? Basta!

Un altro centro commerciale a Campi? Basta!

Un altro centro commerciale a Campi? Basta!

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Sabato 19 Ottobre a Firenze, in Piazza contro l’aggressione turca in Siria del Nord

Fermiamo la guerra, giù le mani dal Rojava

Fermiamo la guerra, giù le mani dal Rojava!

Da oltre una settimana i carri armati e gli aerei turchi stanno attaccando il Rojava e l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord. In un quadro di grande crisi economica interna, l’attacco del fascista Erdogan ha l’obiettivo di indebolire il movimento kurdo, in Siria come in Turchia, conquistare posizioni territoriali e recuperare consenso interno. La guerra ricompatta il fronte nazionalista turco al governo (AKP-MHP), individuando ancora nel PKK e nel movimento kurdo di liberazione il nemico da combattere.

Le responsabilità politiche e militari, oltre che nel regime turco, vanno cercate nelle politiche imperialiste e delle potenze regionali che rischiano di scatenare ancora una volta pericolosi scenari di guerra, generare nuove migrazioni di profughi in fuga e continuare a mantenere tutto il Medio Oriente in situazione di conflitto permanente. Da una parte gli Stati Uniti, che una volta ritenuto sconfitto l’ISIS, si ritirano lasciando all’alleato NATO e acquirente di miliardi di armi, campo libero nella repressione del tentativo di autogoverno nella Siria del Nord. Dall’altra l’acquiescenza russa, che nonostante la ripresa del dialogo fra la federazione della Siria del nord e governo di Assad in funzione di protezione delle popolazioni sotto attacco, non nega lo spazio aereo ai bombardieri di Ankara, perché l’indebolimento delle strutture autonome del Rojava è comunque funzionale alle proprie mire imperialiste. Infine la falsità dell’Unione Europea, che a parole condanna l’attacco turco ma sottostà di buon grado al ricatto dei profughi pur di non compromettere lauti affari economici. Timide le prese di posizione italiane: nessuna reale intenzione di rinunciare alle relazioni con un partner economico importante come la Turchia, fra i principali acquirenti degli armamenti “made in Italy” prodotti da Leonardo-Finmeccanica, per conto dello Stato italiano anche nello stabilimento di Campi Bisenzio; nessuna intenzione di rinunciare agli affari finanziari per banche come Unicredit e Intesa San Paolo; nessuna intenzione di rinunciare alle commesse turche per Impregilo, Alenia e Beretta spa. E attraverso la missione NATO Active Fence dispiega militari italiani a protezione dello spazio aereo degli aggressori turchi!

In tutto il mondo le comunità kurde chiamano alla mobilitazione contro la guerra, sostenute da milioni di compagni/e solidali che vedono nella lotta del movimento kurdo e nelle sue prospettive di liberazione popolare, ecologista, antisessista e di convivenza tra popoli e religioni, un concreto tentativo di affermazione rivoluzionaria in un contesto di estrema debolezza dei movimenti in tutto il globo.

In tutta la Toscana e a Firenze, città del compagno Tekosher Orso, siamo già scesi in piazza e tante altre iniziative sono in corso o già in programma, tra cui il Presidio promosso dai ragazzi di Friday For Future per Venerdì 18 alle ore 15.30 proprio sotto la Leonardo a Campi Bisenzio, per denunciare il legame profondo tra guerra ed inquinamento ambientale.

SABATO 19 OTTOBRE un CORTEO REGIONALE attraverserà di nuovo la città, per denunciare gli interessi economici e finanziari italiani e la passività e complicità delle nostre amministrazioni che, di fronte a questa ennesima guerra, si riempiono la bocca di parole come “democrazia e diritti umani”, ma di fatto non pongono in essere fatti concreti, negando qualsiasi sostegno concreto alla resistenza kurda.

NO ALLA GUERRA, NO ALL’AGGRESSIONE TURCA in Rojava e Siria del Nord, per la liberazione del presidente Ocalan e degli 11.000 prigionieri politici in Turchia, per ritiro del Pkk dalla lista antiterrorismo UE, sosteniamo l’esperienza di liberazione popolare del movimento kurdo in Turchia e Siria del Nord!

SABATO 19 OTTOBREORE 15.00 – TUTT* a Firenze in Piazza Santa Maria Novella!

Toscana per il Kurdistan

Comunità kurda toscana

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