Fuori i Fascisti da Prato e da ogni città! L’Antifascismo non si processa!

Come realtà e singoli di Firenze Antifascista vogliamo esprimere la nostra solidarietà all’ANPI Prato e a tutti gli antifascisti che sentono sdegno, sia per i danneggiamenti subiti nei giorni scorsi, sia per doversi trovare nella propria città una manifestazione di fascisti di Forza Nuova, impegnati in una campagna elettorale che li vede festeggiare il centesimo anniversario dalla triste nascita dei fasci di combattimento.
Allo stesso tempo vogliamo sottolineare che quelle autorità di polizia e quella magistratura che da più parti si sono invocate per fermare i fascisti, cosa che puntualmente non hanno fatto questa come moltissime altre volte, nella giornata di ieri hanno condannato 16 antifascisti al massimo della pena di 1 anno per travisamento, non riconoscendo neppure il beneficio della condizionale per chi aveva altre denunce. I fatti si riferiscono ad un corteo del 16 novembre 2013 che seguì il pestaggio in città di due giovani da parte di militanti di Casapound. Quel giorno un corteo antifascista sfilò per le vie del centro e vicino la sede dei fascisti (allora accanto della Questura), senza che si verificassero particolari tensioni. E così, mentre secondo la magistratura i fascisti restano liberi di scorrazzare e aggredire, gli antifascisti vengono ancora una volta perseguitati e repressi.
Noi pensiamo si debba mettere in campo ogni azione necessaria per limitare la legittimità di questi loschi figuri, non solo quando sfilano nei nostri quartieri o quando danno sfogo alla loro vera natura di vigliacchi aggressori, ma con una costante presenza e attività antifascista. Attività che ci veda diretti protagonisti del nostro agire, senza delegare a partiti o istituzioni, che storicamente accettano nei loro teatrini elettorali queste formazioni in nome di una democrazia che garantisce loro libertà di parola, e poi reprime gli antifascisti attraverso i suoi organi di polizia e magistratura.
Chi si oppone al fascismo lo fa con ogni mezzo necessario tramite una pratica costante, riempiendo gli spazi di agibilità politica, monitorando e quando serve ricacciando nelle fogne chi di dovere.
Chi si oppone al fascismo lo fa non solo quando c’è Salvini al governo, e non solo onorando le varie ricorrenze come dovere ” istituzionale “.
Chi si oppone al fascismo conosce il valore della solidarietà e sa che la legittimità dell’agire sta in quanto un atto è giusto e non se è legale o meno!

Solidarietà a tutt@ i condannati@ per i fatti del 16 novembre 2013!

Firenze Antifascista

Posted in comunicati, Firenze Antifascista | Leave a comment

Contro i fascisti e chi li protegge, antifascismo militante!

Sabato 23 Marzo assisteremo all’ennesima uscita pubblica di Forza Nuova. Stavolta la città scelta per manifestare contro l’immigrazione e “celebrare” il centenario della nascita dei Fasci di combattimento è Prato. Forza Nuova infatti è un partito neofascista fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello, ex militanti dei NAR e di Terza Posizione e coinvolti nello stragismo degli anni Settanta/Ottanta. Per questo sono fuggiti in Inghilterra, dove hanno potuto vivere indisturbati e anzi sono diventati imprenditori di successo, cosa che consente loro di finanziare il partito.
Dunque un partito che si rifa all’ideologia del ventennio, che strizza l’occhio all’area più conservatrice e retriva della Chiesa, che ha tendenze negazioniste, antisemite, omofobe e xenofobe, che sostiene la teoria della “sostituzione etnica” (dipingendo l’immigrazione come un fenomeno orchestrato da potentati sovranazionali che mirano così a indebolire l’Italia e l’Europa) così come dice di voler combattere l'”ideologia gender”.
Negli anni i fascisti di Forza Nuova si sono resi protagonisti di aggressioni squadriste ai danni di migranti (si ricordino ad esempio i raid punitivi contro i bengalesi a Roma), omosessuali, militanti di sinistra e semplici cittadini che avevano la colpa di essere vestiti o di comportarsi in maniera “alternativa”. Vicini a Forza Nuova erano gli assassini di Nicola Tommasoli, il ragazzo di Verona pestato a morte per non aver dato una sigaretta ai neofascisti. Così come vicino a FN (e ancor più alla Lega, con la quale i rapporti sono piuttosto stretti, vedi la “carriera” di Borghezio) era Luca Traini, lo “sparatore” di Macerata, al quale il partito di Fiore ha offerto fin da subito sostegno politico e legale.
Ma non è solo colpa della destra e della Lega se siamo arrivati a questo punto. I neofascisti si sono nutriti innanzitutto del revisionismo portato avanti anche dal centrosinistra, PD in testa, che in nome di una inconcepibile “memoria condivisa” ha teorizzato l’equiparazione tra partigiani e repubblichini, ha contribuito a quella che è un’operazione di falsificazione storica bella e buona come quella fatta sulla vicenda delle foibe. I governi e le giunte locali di centrosinistra hanno tollerato i fascisti, hanno consentito loro di aprire decine di sedi in tutta Italia, in alcuni casi hanno addirittura patrocinato le loro iniziative (come ha fatto il Consiglio regionale della Toscana con quelle di Lealtà e Azione/Progetto Dinamo, anche questi a braccetto con la Lega), hanno fortemente e ripetutamente condannato le azioni degli antifascisti, che negli anni si sono sempre mobilitati contro Forza Nuova, Casapound, ecc, etichettandoci come “fascisti rossi” e contribuendo a generare il clima grazie al quale oggi decine di militanti antifascisti sono sotto processo e rischiano pesanti condanne. Proprio oggi sono arrivate le sentenze ai danni di 13 compagn*: 1 anno di galera per “travisamento”, cioè per essersi coperti il volto in occasione di una manifestazione del novembre 2013 in risposta al pestaggio da parte di Casapound di un militante di sinistra. Senza dimenticare che se oggi i neofascisti proliferano e partiti come la Lega godono di un largo sostegno elettorale parte della responsabilità è anche di chi in questi anni ha rincorso la destra sui temi della sicurezza, del degrado e della lotta all’immigrazione (con i vergognosi accordi con la Libia stipulati da Minniti, ad esempio).

Ribadiamo quindi la solidarietà a tutt* i/le compagn* condannat* e sotto processo, invitando tutt* a partecipare alle future mobilitazioni che si terranno a Firenze nei prossimi mesi. A polizia e magistratura rispondiamo che non ci fermeranno, che la giusta lotta contro il fascismo e per una società più libera ed equa non si fermano con denunce, arresti e condanne, né consentendo che questi rifiuti dell’umanità girino indisturbati per le nostre città.
Per tutti questi motivi rivendichiamo oggi la necessità di scendere in piazza e mobilitarsi contro il fascismo in tutte le sue forme, dal basso e senza delegare nessuno, men che meno in periodi di campagna elettorale.

Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio

Posted in Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, comunicati | Comments Off on Contro i fascisti e chi li protegge, antifascismo militante!

E’ con profondo dolore e rabbia che apprendiamo della morte del compagno Lorenzo “Orso”

E’ con profondo dolore e rabbia che apprendiamo della morte del compagno Lorenzo “Orso”, nome di battaglia Tekoser, caduto in combattimento insieme ai suoi compagn* delle YPG contro l’ISIS.
Orso, compagno fiorentino di Rifredi, era partito per combattere a fianco dei kurdi ormai un anno e mezzo fa: alla famiglia vanno le nostre più sincere condoglianze e solidarietà.
A lui va innanzi tutto un pensiero: il tuo esempio di lotta, determinazione e sacrificio ci accompagnerà sempre nel nostro agire politico, nelle iniziative internazionaliste come nelle altre.
Non ti dimenticheremo!

Invitiamo tutt* a partecipare alle prossime iniziative in ricordo di Orso e al fianco della comunità kurda in Toscana.

I compagni e le compagne del K100

compagno Lorenzo “Orso”, nome di battaglia Tekoser

compagno Lorenzo “Orso”, nome di battaglia Tekoser

compagno Lorenzo “Orso”, nome di battaglia Tekoser, caduto in combattimento

compagno Lorenzo “Orso”, nome di battaglia Tekoser, caduto in combattimento

Posted in Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, comunicati | Comments Off on E’ con profondo dolore e rabbia che apprendiamo della morte del compagno Lorenzo “Orso”

Sabato 23 Marzo 2019 Serata punk Oi!

bomber80 urban vietcong rpg7

bomber80 urban vietcong rpg7

Posted in concerti | Comments Off on Sabato 23 Marzo 2019 Serata punk Oi!

Domenica 17 Marzo 2019 CinaLab Bimbi presenta Fiabe a merenda

Fiabe a merenda

Fiabe a merenda

Posted in cinelab-bimbi | Comments Off on Domenica 17 Marzo 2019 CinaLab Bimbi presenta Fiabe a merenda

Sabato 9 Marzo 2019 Serata Oi! con Nabat Azione Diretta Iena

nabat

nabat

Dalle 23:00 Serata Oi!

Nabat – Laida Bologna Oi!
Presentazione del nuovo disco BANDA RANDAGIA

AzioneDiretta -Perugia Street Punk
Pre-out del disco SIAMO TEMPESTA

Iena – Oi-punk Firenze Nord

Posted in concerti | Comments Off on Sabato 9 Marzo 2019 Serata Oi! con Nabat Azione Diretta Iena

Lottomarzo tutti i giorni, per sconfiggere la paura, per organizzare la solidarietà, per abbattere patriarcato e capitale, tutte e tutti, non una di meno!

Anche quest’anno, insieme a milioni di persone, scenderemo nelle piazze e nelle strade di tutto il mondo e sciopereremo per rivendicare il diritto di autodeterminazione in ogni aspetto delle nostre vite.Questa mobilitazione , grazie alla capacità del movimento femminista internazionale autorganizzato -che nel nostro paese è mosso dalla spinta e dal protagonismo di NonUnadiMeno – è riuscita a riappropriarsi dell’8 di Marzo ribaltando la mercificazione e la normalizzazione di tale giornata, che la cultura mainstream vorrebbe assimilare trasformando una giornata di lotta nata dalle viscere del movimento operaio, in una ricorrenza esclusivamente simbolica e pacificata.
L’otto marzo torna dunque ad essere una giornata di rivendicazione e di lotta delle donne e delle lavoratrici, ribaltando la logica di un sistema che da una parte tenta di annientare la memoria e i suoi esempi di lotta e riscatto, dall’altra se ne appropria per ribaltarne il significato ,e perché no, incassare profitti e sedimentare stereotipi..
Che dall’Argentina all’Irlanda, dalla Spagna alla Polonia il movimento delle donne sia tornato ad essere dirompente in una fase di crisi economica e politica e di tutto il sistema capitalista, crediamo risponda alla gravità della situazione che stiamo attraversando. Partendo dalle condizioni materiali e dal vissuto quotidiano delle donne, fatto di violenza e ricatti, in casa come sul lavoro, il movimento ha saputo mettere in relazione la violenza, la discriminazione di genere, le disuguaglianze, lo sfruttamento con la natura stessa del sistema che su di essa si fonda e si sostiene.
Se infatti non consideriamo come binomio strutturale e imprescindibile quello fra patriarcato e capitale, che insieme si alimentano e si foraggiano, faremmo un errore che in passato abbiamo pagato in termini di sottrazione di diritti, di incapacità di saperli difendere e di avanzare per conquistarli, di divisione, di debolezza, di impotenza. Un prezzo salatissimo che stiamo pagando sulle nostra pelle. La spinta che ha riempito le piazze di tutto il mondo il 25 Novembre contro la violenza di genere e la violenza maschile sulle donne e la volontà di trasformare l’8 Marzo non solo in una giornata di lotta e rivendicazione, ma di sciopero generale in tutto il mondo, ci dicono che è la strada giusta per reagire tutte e tutti insieme per sconfiggere la paura, le molestie, i ricatti, la violenza sessista in tutte le sue forme.

In questo sistema la vita di una donna, infatti, è una vita a “basso costo”. Ricattabile sul lavoro, tra le mura domestiche, relegata ad una posizione di subalternità che è la stessa subalternità che ricalca le gerarchie sociali di una classe sociale sull’altra.
La donna viene destinata “naturalmente” ad occuparsi delle cose di casa, dei figli, degli anziani. Si maschera così senza tanta vergogna, ore ed ore di lavoro non riconosciuto e non retribuito, scaricando oltretutto il prezzo di una società che non garantisce servizi essenziali, sempre più ridotti, privatizzati, sottratti, dagli asili nido alla sanità. E la catena della subordinazione e di potere si allunga e si stringe sui polsi delle donne migranti, chiuse in casa come donne di servizio, badanti, babysitter, che pagano il prezzo più alto di ricattabilità e sfruttamento. La disparità salariale è ancora altissima (quasi il 30%), i dati sulla disoccupazione femminile sono agghiaccianti (al centrosud, 2 donne su 10 risultano occupate), senza contare che rispetto ai colleghi maschi le donne sono sottoposte in maggior numero a contratti “atipici”, con licenziamenti più facili e minori garanzie e tempi di lavoro più lunghi quando sei utile, e facilmente scaricabile quando non lo sei più, magari in caso di maternità…
Tutto questo mentre invece tragicamente il numero delle violenze, dei femminicidi e delle molestie aumenta vertiginosamente. Una donna su 2, italiana o straniera, ha subito molestie in questo paese, (i dati sulle molestie nei luoghi di lavoro sono agghiaccianti!), quasi il 10% ha subito uno stupro, ogni due giorni una donna viene uccisa, molto spesso per mano di mariti, ex, fidanzati o padri.
Tutto questo mentre la retorica sulla sicurezza, sulla “difesa delle nostre donne” si fa propaganda elettorale bipartisan, quando in maniera sistematica le istituzioni tagliano fondi ai Centri Antiviolenza, chiudono o sgomberano la Case delle Donne o gli spazi autogestiti femministi cercando sempre di più di lederne l’autonomia, si alimenta la “caccia all’immigrato stupratore” legittimando esercito e polizia nelle strade..le stesse strade dove le donne, come questa città ha purtroppo dimostrato recentemente, vengono molestate se non stuprate dai loro stessi “difensori in divisa”.
Questo governo, oltretutto, vede convergere sotto il direttorio Lega-5Stelle, tutto il fronte cattolico, retrogrado e oscurantista: il DDL Pillon è solo l’ultimo provvedimento che lede i diritti fondamentali della donna, i consultori non solo sono lontani da essere un luogo di ascolto e di mutuo aiuto per le donne e le soggettività LGBTQI, ma vengono chiusi, depotenziati, se non invasi dai così detti “ProLife”, gli stessi soggetti che quotidianamente fanno pressione per attaccare la 194, il diritto all’aborto e una corretta educazione sessuale e alle differenze nella scuola pubblica. Sotto l’emblema della difesa della “famiglia” e della vita, difesa a spada tratta da questo governo, vanno a braccetto i vescovi, politici rampanti, fascisti organizzati e integralisti e reazionari di ogni tipo!

Con l’esempio che ci viene dalle compagne latinoamericane e dalla loro lotta tenace, che riuscendo a parlare a tutte e tutti, ripartendo davvero dal basso, dall’assemblee territoriali, dai quartieri, dai luoghi di lavoro, da scuole e università, anche nel nostro paese dobbiamo sapere alimentare e costruire un movimento realmente autorganizzato con l’obiettivo chiaro di tessere legami, intrecciare alleanze e relazioni, sappia uscire dall’isolamento, fare della lotta, della solidarietà, del mutuo appoggio le prime urgenti e necessarie risposte a tutte le forme di violenza di genere, al sessismo e all’omofobia che sempre di più pervadono e opprimono. Con gli stimoli e gli esempi del movimento rivoluzionario curdo, dove le donne in prima persona si dotano di strumenti necessari per scardinare i ruoli imposto dal patriarcato e dalla subordinazione e che con la loro lotta stanno costruendo in MedioOriente le basi di una società in cui l’autodifesa, la solidarietà e autodeterminazione delle proprio vite, ci stanno dimostrando che una nuova relazioni sociali, fra gli uomini e le donne, fra i generi, fra i popoli è possibile. Le Case delle Donne, i Centri Popolari Antiviolenza nei villaggi e nei quartieri, il ruolo davvero paritario in ogni aspetto decisionale delle comunità, dai luoghi di lavoro alle milizie di autodifesa, ci dicono che il naturale posto della donna è nella lotta per abbattere questo sistema patriarcale e di profitto che è l’origine della sua oppressione e in prima fila per costruire una società più giusta.

Contro fascisti e cattolici, che continuano le loro crociate antigender e contro il diritto all’aborto, la discriminazione di chi non si riconosce nei canoni di sessualità e famiglia imposti dal capitale, contro la strumentalizzazione securitaria sui corpi delle donne, sempre più spesso degradate a oggetto, debole e da proteggere, per fomentare razzismo e spianare la strada a dispositivi repressivi. Contro chi soffia sul fuoco del machismo e della violenza per poi liquidare come semplici “raptus” o “delitti passionali” gli omicidi compiuti in nome di questa visione.. dobbiamo urlare che patriarcato e violenza di genere sono senza frontiere, così come deve esserlo la nostra lotta a fianco di ogni sfruttata o sfruttato.
Le nostre armi tornino ad essere la solidarietà, la lotta, l’autodifesa. La nostra determinazione torni ad essere capace di scardinare i rapporti di forza nei posti di lavoro, nelle scuole, a casa e in famiglia.
Trasformiamo la paura individuale in rabbia collettiva, trasformiamo la rabbia di tutte in lotta che sappia essere liberatrice!

La rivoluzione o sarà femminista, o non sarà!
Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo!

Tutte e tutti in Sciopero femminista globale 8 Marzo a Firenze con Non Una Di Meno Firenze, ore 17.30 P.za SS Annunziata!

CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Rete dei Collettivi Fiorentini, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

lottomarzo

lottomarzo

Posted in manifestazione | Comments Off on Lottomarzo tutti i giorni, per sconfiggere la paura, per organizzare la solidarietà, per abbattere patriarcato e capitale, tutte e tutti, non una di meno!

Per Idy… i colpevoli siete voi!

Per Idy

Per Idy

Per Idy

Per Idy

Posted in manifestazione | Comments Off on Per Idy… i colpevoli siete voi!

Martedì 5 Marzo 2019 tutte e tutti in piazza per Idy e per tutte le vittime della violenza fascista e razzista!

Tutte e tutti in piazza per Idy

Tutte e tutti in piazza per Idy

Ad un anno di distanza dall’omicidio di Idy Dyene, la Firenze Antifascista e Antirazzista sarà nuovamente in piazza Martedì 5 marzo. Vogliamo ricordare Idy, un lavoratore che è stato ucciso perché, secondo il suo assassino, “la vita di un nero valeva di meno”. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla famiglia, agli amici e alla comunità senegalese che è stata ripetutamente colpita in questi anni dalla violenza armata fascista e razzista. Per questo continueremo anche martedì a mantenere viva la memoria della strage di Piazza Dalmazia del 2011, in cui Gianluca Casseri, fascista militante di Casapound, uccise Samb e Diop e ferì in modo gravissimo Moustapha. Pensiamo infatti ci sia un legame diretto tra questi due crimini. La strage di Piazza Dalmazia non è stata per nulla l’opera di un pazzo, al contrario ha rappresentato, dentro una tendenza ben chiara, un momento di rottura, che si è determinato quando l’allora sindaco Renzi, il PD e tutta l’informazione borghese hanno voluto ridimensionare la portata di quanto era accaduto, parlando appunto dell’opera di un pazzo, quando hanno difeso i fascisti di Casa Pound, le loro sedi, la loro presenza e agibilità dentro le istituzioni cosiddette democratiche, quando questura e giudici hanno insabbiato l’inchiesta su Casseri e invece hanno deciso di colpire sempre più gli antifascisti, a Firenze e non solo, con denunce, processi e arresti, addirittura con maxi inchieste per “terrorismo”.

E così la legittimazione dei gruppuscoli fascisti (CasaPound, Forza Nuova, LealtàAzione) è andata di pari passo con lo sdoganamento della propaganda razzista come argomento rispettabile da parte dei partiti di Governo, sia a livello cittadino che nazionale. Non è stata una novità assoluta certo, visto che i lager per i migranti in questo paese li hanno aperti per primi i governi di centrosinistra dell’Ulivo, ma sicuramente si è assistito, con il governo Renzi e il decreto Minniti-Orlando, ad un salto di qualità nei livelli di aggressione nei confronti di tutti i lavoratori attraverso l’attacco alle componenti più deboli della classe, come quelle migranti, che è responsabilità politica del Partito Democratico in tutte le sue articolazioni, nazionali e locali. Questo noi ce lo ricordiamo bene, e non mancheremo di ricordare anche allo “sceriffo” Nardella il suo comportamento di un anno fa quando, di fronte all’omicidio di un uomo, ha gridato ai quattro venti per due fioriere rotte dalla giusta rabbia degli amici di Idy. Per noi, il decoro tanto caro a Nardella e ai benpensanti di questa città, che è sempre più ridotta a una vetrina a beneficio di turisti dal portafoglio gonfio, continua, come un anno fa, a non valere la vita spezzata di un essere umano.

Per questo diciamo che Roberto Pirrone non è l’unico colpevole. Colpevoli sono Renzi, Minniti, Orlando, Nardella. Colpevole è il movimento 5 stelle, che ha contribuito negli anni alla propaganda reazionaria contro l’immigrazione e oggi come partito di governo prosegue, aggravandola, la politica razzista del governo Renzi. Colpevole è il ministro sbirro Salvini, che ha costruito la sua fortuna politica sciacallando sulla disperazione dei rifugiati e rubando il motto “prima gli Italiani” ai neonazisti di Forza Nuova. Basta però che questi italiani non siano di quelli che si azzardano a protestare perché non riescono ad arrivare alla fine del mese, come i pastori sardi in queste settimane, perché per loro il ministro sbirro ha pronta una bella denuncia per blocco stradale, reato appena ripristinato dal suo “decreto sicurezza”. O che non siano anarchici, antifascisti, antirazzisti, che possano infastidire le iniziative del suo partito, perché per loro sono già pronti sgomberi e maxi operazioni giudiziarie, come quelle messe in piedi a Torino e Trento nelle scorse settimane. O che non abbiano il problema della casa e siano costretti ad occuparne una, perché per loro è stato confezionato appositamente un nuovo reato e inasprite ulteriormente le pene. O che non siano donne, gay, transessuali o lesbiche perché per loro è pronta la normalizzazione forzata ad un aberrante modello di famiglia patriarcale da realizzarsi attraverso le proposte medievali dei vari Pillon e Gandolfini.

Di fronte ad un nemico che è comune sappiamo bene che la nostra arma migliore è la solidarietà, che respinga al mittente tutti i tentativi di seminare false divisioni tra italiani e stranieri, o di distinguere tra “buoni” (pacifici, democratici manifestanti da manganellare a sangue) e “cattivi” (pericolosi sovversivi da sbattere in galera). Sappiamo che nessuna guerra potrà mai risolvere i nostri problemi, se non quella che noi stessi dobbiamo condurre contro i nostri sfruttatori. Sappiamo che solo la solidarietà internazionalista tra gli sfruttati di tutti i Paesi potrà portare a quella fratellanza tra popoli a cui la Firenze popolare e antifascista, la parte migliore di questa città, aspira. Perché crimini come l’omicidio di Idy non debbano più ripetersi in futuro e perché la vergogna del razzismo e del fascismo finisca finalmente nella pattumiera della Storia.

Mai più morti per mano razzista e fascista!

Firenze Antifascista

Posted in comunicati, Firenze Antifascista, manifestazione | Comments Off on Martedì 5 Marzo 2019 tutte e tutti in piazza per Idy e per tutte le vittime della violenza fascista e razzista!

Martedì 5 Marzo 2019 Per Idy Dyene – Contro l’odio e la violenza razzista!

Per Idy Dyene - Contro l'odio e la violenza razzista!

Per Idy Dyene – Contro l’odio e la violenza razzista!

Dalle 18 sul Ponte Amerigo Vespucci.

NEL RICORDO DI IDI DYENE, IN LOTTA CONTRO LA VIOLENZA RAZZISTA!

5 marzo 2018, Firenze. Roberto Pirrone, quella mattina, esce di casa intenzionato a suicidarsi a causa di problemi economici. Porta con sé un’arma da fuoco. Durante il tragitto, cambia idea e decide che vuole ammazzare qualcuno per finire in galera. Sul suo percorso, per prima incontra una mamma con un bambino, poi un uomo bianco, e infine Idy Diene, un lavoratore senegalese, venditore di ombrelli dalla pelle nera. E spara.

Nei giorni successivi, giornali e televisioni attribuiscono la “follia omicida” di Pirrone alla sua disperazione, a una qualche specie di squilibrio mentale dovuto ai problemi economici e alla famiglia che lo tormentava per questo.
Ma era chiaro fin da subito che il movente fosse inequivocabilmente di stampo razziale: sparare alla persona la cui vita, secondo una personale valutazione, vale meno di altre è il frutto di un razzismo strisciante e dilagante che è stato sdoganato dal governo Lega-5 stelle, dal suo ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è trovato il terreno spianato da Minniti e dal Partito Democratico.

La campagna elettorale delle politiche del 2018 è stata caratterizzato da un’escalation di violenza (pochi giorni prima di Firenze, Luca Traini se ne andava in giro indisturbato per la città di Macerata a sparare su donne e uomini di colore), che affonda le radici in un clima di odio che ormai da anni caratterizza il dibattito pubblico, alimentato dalla retorica del decoro e della sicurezza.

Ci riferiamo agli slogan come “prima gli italiani” portate avanti da gruppi di estrema destra come Forza Nuova, mutuati e portati alla ribalta dal nostro ministro dell’interno Matteo Salvini; le ronde di Casapound, che continua ad agire indisturbata grazie alla connivenza di questura e istituzioni, nonostante la strage di piazza Dalmazia sia stata compiuta proprio da un loro militante; il decreto sicurezza Minniti-Orlando che di fatto ha aperto la strada al decreto sicurezza di Salvini; il coprifuoco per i migranti dei Cas a Firenze dalle 20 alle 8, applicato dal prefetto Laura Lega, con il complice silenzio di Nardella.

Il 10 marzo 2018, la città di Firenze ha risposto con una grande mobilitazione per dire no alla discriminazione e al razzismo, per opporsi alla deriva securitaria con cui la politica specula sulle vite delle donne, dei migranti, degli esclusi e degli emarginati sociali.
Ad un anno di distanza, il clima di odio e di intolleranza continua ad aumentare, complice il governo Lega-5 stelle che del razzismo fa la sua bandiera e di un’opposizione che non fa altro che rincorrere la destra declinando i temi in maniera totalmente reazionaria.

Fra aprile e settembre 2018, i casi di violenza razzista documentati sono stati 66 (contro i 15 dello stesso periodo 2017), e l’ondata sembra non arrestarsi: aggressioni contro migranti sono all’ordine del giorno. Ed è per questo che scenderemo di nuovo in piazza il 5 marzo: per ricordare Idy Diene, Samb Modou, Diop Mor e tutte le vittime dell’odio razzista.

Ricordare non basta!

E’ necessario lottare tutti i giorni per opporsi a qualsiasi forma di razzismo e fascismo!

Posted in manifestazione | Comments Off on Martedì 5 Marzo 2019 Per Idy Dyene – Contro l’odio e la violenza razzista!