Documento approvato dall’assemblea permanente dei lavoratori ex Gkn

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Dal 19 gennaio, data dell’accordo quadro, l’azienda non ha presentato di fatto un piano industriale dettagliato e indagabile, né ha chiarito le modalità con cui avverrà l’investimento in Qf. Abbiamo presentato al Mise la cronistoria di tutti gli incontri mandati a vuoto: 31 marzo, 20 aprile, 27 aprile, 31 maggio, per non parlare degli incontri interni.

Il consorzio che in teoria dovrebbe nascere in questa settimana non è un passaggio né concordato con noi, né condiviso né tanto meno chiaro. Nè a noi, né, ci permettiamo di dire, al tavolo istituzionale. Abbiamo appreso solo venerdì scorso che si tratterà di un consorzio “non a scopo di lucro” e che avverrà un’entrata nel cda di Qf di rappresentanti di società terze che, almeno, saranno finalmente disvelate.

Il punto non è che delle società non possano consorziarsi “senza scopo di lucro” per attività di rappresentanza o di ricerca. Il punto è che nessuno di questi passaggi chiarisce quanto andiamo chiedendo da tempo: quali sono i presupposti di continuità aziendale, quali sono i vincoli contrattuali, societari e solidali tra gli investitori e Qf, i dettagli del piano industriale che ad oggi è solo “una fotografia dall’alto”, la finanziabilità del progetto, la linea di credito, le commesse, la solidità di prospettiva, la linea di approvvigionamento delle materie prime, il bacino di reclutamento della figure professionali mancanti, le tappe per tornare al saldo occupazionale, ecc. ecc.

Questi elementi non solo sono indispensabili per poter avviare una trattativa seria, serena e professionale tra le parti sociali sul cronoprogramma e gli aspetti della reindustrializzazione. Ma sono anche elementi chiave da esplicitare per chiunque voglia accedere a fondi pubblici e a un tipo di ammortizzatore sociale.

Il fatto che l’Inps non abbia ancora autorizzato il pagamento della cassa integrazione ordinaria e che il Mise abbia richiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico con l’azienda dimostra che tali elementi non mancano solo al collettivo di fabbrica, alla Rsu o alle organizzazioni sindacali. Mancano a tutti i soggetti che hanno firmato l’accordo quadro del 19 gennaio.

I passaggi chiave dovevano essere: proposte vincolanti entro il 31 marzo, trattativa sul piano industriale, closing con vendita della società all’investitore in piena continuità occupazionale e di diritti entro agosto. Tali passaggi sono stati fatti saltare unilateralmente dall’azienda, rassicurando che comunque gli investitori sarebbero entrati in Qf. Oggi invece ci troviamo con un consorzio, non a scopo di lucro, e con ancora forti elementi di incertezza.

Il ritardo e lo stallo derivano da questo contesto. E da nient’altro. Invece di prenderne atto, l’azienda ha preferito percorrere la via “solita”, che conosciamo fin troppo bene: dipingere i lavoratori come pericolosi intransigenti, sostenere e diffondere la leggenda metropolitana dello stabilimento inagibile. Ha in pratica giocato a creare tensione e divisione, predicando a parole invece trasparenza e disponibilità.

Ancora all’ultimo incontro abbiamo sentito il dottor Borgomeo affermare che è tutto pronto ma mancano solo due elementi per dare il via al progetto: l’agibilità dello stabilimento e la cassa integrazione che non viene concessa. Ancora una volta si invertono causa ed effetto: la cassa integrazione non viene concessa perché non c’è chiarezza sul progetto, non il contrario. E lo stabilimento è perfettamente agibile. Il punto è che i lavoratori non hanno alcuna intenzione di smantellarlo senza chiarezza sulla sua reindustrializzazione.

Se c’è qualcosa che rende inagibile lo stabilimento è la lentezza e l’immobilismo aziendale. Sia chiaro che non solo siamo noi ad avere fretta, ma abbiamo proposto a ripetizione e nel tempo tutti gli elementi di trattativa per fare un passo in avanti. Oggi questi elementi di trattativa sono diventati per noi richieste categoriche per raggiungere un nuovo punto di equilibrio che ristabilisca quella cosiddetta fiducia, che mai come in questa vicenda è stato termine usato, abusato e inflazionato.

Lungi da quanto sostenuto, la nostra vicenda è tutt’altro che conclusa. E’ ancora tempo di attivismo, impegno e solidarietà di tutto il territorio, delle sue competenze e intelligenze solidali. Fuori da ogni attendismo, iniziamo a costruire un’azienda socialmente integrata, dove professionalità e diritti continuino ad alimentarsi a vicenda. Le istituzioni, di fronte al prolungarsi di questo stato di incertezza, non attendano oltre e trovino tutti gli strumenti necessari a intervenire dentro Qf.

Noi non creiamo problemi, da sempre forniamo proposte e soluzioni. Eravamo al lavoro, ci è stato tolo e da quel 9 luglio non facciamo altro che parlare e proporre vie per tornare al lavoro. Se l’azienda è realmente interessata a un passo avanti, si metta realmente a discutere e sottoscrivere accordi, pancia a terra, su tutti gli aspetti ad oggi non chiari o non definiti:

1. Nuovo accordo di implementazione dell’accordo quadro del 19 gennaio, visto come è stato largamente disatteso. Qualsiasi annuncio e mossa societaria dovrebbe essere fatta a seguito del tavolo al Mise, dell’accordo tra le parti e della restituzione pubblica del tavolo tecnico tra istituzioni e azienda.

2. Avvio del processo di entrata di Invitalia e /o di altri soggetti pubblici in Qf.

3. Commissionare a Artes, a università toscane, con il contributo della regione il progetto di creazione del competence center nella palazzina nord dell’azienda, con l’idea di concedere l’uso della palazzina nord a un soggetto di ricerca pubblico e locale ai fini di creare un polo di ricerca utile a Qf e al territorio, per continuare a identificare le migliori soluzioni di prodotto. E’ da tempo che insistiamo su questa proposta e se fosse stata presa seriamente in considerazione, oggi saremmo un bel passo avanti.

4. Nel nuovo accordo, chiarimento dei meccanismi di closing e di vincoli degli investimenti. Nello stesso accordo o subito dopo calendarizzare discussione sul cronoprogramma dettagliato della reindustrializzazione

5. Definizione quantitativa dei passaggi di ripresa produzione (inizio 2023) e di pieno regime (2024), sia con date certe ma anche con la chiarezza di quale è l’ammontare di ore di lavoro associate ai vari passaggi (prima produzione-pieno regime)

6. Chiarezza, codificata nell’accordo di cui sopra, su: i dettagli del piano industriale”, la finanziabilità del progetto, quali sono i vincoli contrattuali e societari tra gli investitori e Qf, la linea di credito, le commesse, la solidità di prospettiva, la linea di approvvigionamento delle materie prime, il bacino di reclutamento della figure professionali mancanti e non, le tappe per tornare al saldo occupazionale ecc. ecc.

7. Vista la tendenza di Qf a esternalizzare momenti decisionali e funzioni produttive, rinuncia all’utilizzo degli appalti in Qf. Pulizie e logistica siano reinternalizzate. Questo sia a causa della lunga cassa integrazione, sia perché per l’ennesima volta Qf ci ha mostrato come lo strumento appalto sia solo finalizzato a peggiorare la qualità del lavoro, a esternalizzare i centri di decisione e a comprimere il costo del lavoro. Dopo cinque mesi, ancora non sono partite le pulizie interne e non abbiamo visto uno straccio di capitolato.

8. Il cronoprogramma non può riguardare solo lo smantellamento dello stabilimento ma deve comprendere tutto ciò che è necessario al pieno ritorno alla funzionalità dello stabilimento: lavori edili e ripristino funzioni “infrastrutturali” (server, magazzino, docce, mensa, ufficio spedizioni, ufficio finanze, reparto industrializzazione, servizi informatici ecc. ecc. ecc.)

Documento approvato dall'assemblea permanente dei lavoratori ex Gkn

Documento approvato dall’assemblea permanente dei lavoratori ex Gkn

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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La lotta non si arresta: presidio sotto la prefettura di Firenze 19 Luglio ore 18

SIcobas USB la lotta non si arresta

SIcobas USB la lotta non si arresta

Posted in manifestazione, sicobas | Comments Off on La lotta non si arresta: presidio sotto la prefettura di Firenze 19 Luglio ore 18

Riceviamo e ripubblichiamo i comunicati del SI Cobas e dell’USB esprimendo massima e incodizionata solidarietà!

Arrestati dirigenti nazionali del si cobas: un nuovo, pesantissimo attacco repressivo contro il sindacato di classe e le lotte dei lavoratori.

All’alba di stamattina, su mandato della procura di Piacenza, la polizia ha messo agli arresti domiciliari il coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani e tre dirigenti del sindacato piacentino: Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini e Bruno Scagnelli.

Le accuse sono di associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio. Tale castello accusatorio sarebbe scaturito dagli scioperi condotti nei magazzini della logistica di Piacenza dal 2014 al 2021: secondo la procura tali scioperi sarebbero stati attuati con motivazioni pretestuose e con intenti “estorsivi”, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale…

Sul banco degli imputati figurano tutte le principali lotte e mobilitazioni condotte in questi anni: GLS, Amazon, FedEx-TNT, ecc.
È evidente che ci troviamo di fronte all’offensiva finale da parte di stato e padroni contro lo straordinario ciclo di lotte che ha visto protagonisti decine di migliaia di lavoratori che in tutta Italia si sono ribellati al caporalato e condizioni di sfruttamento brutale.
È altrettanto evidente il legame tra questo teorema repressivo e il colpo di mano parlamentare messo in atto pochi giorni fa dal governo Draghi su mandato di Assologistica, con la modifica dell’articolo 1677 del codice civile tesa a ad eliminare la responsabilità in solido delle committenze per i furti di salario operati dalle cooperative e dalle ditte fornitrici.

Ci troviamo di fronte a un attacco politico su larga scala contro il diritto di sciopero e soprattutto teso a mettere nei fatti fuori legge la contrattazione di secondo livello, quindi ad eliminare definitivamente il sindacato di classe e conflittuale dai luoghi di lavoro.
Come da noi sostenuto in più occasione, l’avanzare della crisi e i venti di guerra si traducono in un’offensiva sempre più stringente contro i proletari e in particolare contro le avanguardie di lotta.

Contro questa ennesima provocazione poliziesca, governativa e padronale il SI Cobas e i lavoratori combattivi, al di là delle sigle di appartenenza, sapranno ancora una volta rispondere in maniera compatta, decisa e tempestiva.
Invitiamo sin da ora i lavoratori e tutti i solidali a contattare i rispettivi coordinamenti provinciali per concordare le iniziative da intraprendere.

Seguiranno aggiornamenti.

Le lotte contro lo sfruttamento non si processano.
La vera associazione a delinquere sono stato e padroni.
ALDO, ARAFAT, CARLO E BRUNO: LIBERI SUBITO!

SI cobas nazionale


Misure cautelari e perquisizioni contro l’Unione Sindacale di Base e le lotte di classe: USB proclama lo sciopero generale della logistica. Giù le mani da USB!
Nazionale, 19/07/2022 09:53

Da questa mattina all’alba è in corso un’operazione di polizia su input della Procura di Piacenza nei confronti di dirigenti sindacali dell’USB e del Si Cobas della logistica. Con ben 350 pagine di ordinanza si costruisce un vero e proprio “teorema giudiziario” sulla scorta di un elenco interminabile di “fatti criminosi” quali picchetti, scioperi, occupazioni dei magazzini, assemblee ecc. Numerosi i dirigenti sindacali posti agli arresti domiciliari e le perquisizioni.

La logistica è uno degli snodi centrali dell’economia capitalista di nuova generazione, la circolazione delle merci è un ganglio determinante della catena del valore ed è lì che la contraddizione si esprime a livello più alto: sfruttamento della manodopera, per lo più straniera e ricattabile, utilizzo senza freni degli appalti e subappalti a cooperative anche con infiltrazioni, nemmeno troppo sotterranee, della malavita organizzata, diritti sindacali inesistenti e sistematicamente violati e quindi è lì che le lotte, il conflitto sono più dure e determinate e lì colpisce la repressione.

La USB è nel mirino del Ministero degli Interni e delle Procure di mezz’Italia ormai da troppo tempo, dalle denunce a raffica nei confronti di chi si oppone alla guerra e all’invio di armi, alle condanne per chi manifestava contro l’assassinio del nostro delegato proprio della logistica Abd El Salam durante un picchetto proprio a Piacenza per cui nessuno ha pagato, al “ritrovamento” di una pistola in un bagno della Federazione nazionale USB che si prova ad accollare ad un dirigente sindacale proprio della logistica.

È quindi evidente il tentativo, questo sì criminale, di cercare di impedire che nei magazzini della logistica, nei luoghi della produzione e della commercializzazione delle merci cresca e si rafforzi il sindacato di classe, conflittuale, che non cede di un millimetro sui diritti dei lavoratori.

La USB proclama lo sciopero generale della logistica a partire dal turno di notte odierno e per 24 ore, lancia un appello a tutte le proprie federazioni perché attivino presidi di protesta in ogni città e sta valutando con i propri legali la controffensiva giudiziaria per smontare questo vero e proprio teorema antisindacale e le ulteriori iniziative di lotta.

Unione Sindacale di Base

Roma 19/7/22

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Operazione di polizia nei confronti di attivisti e dirigenti dell’Unione Sindacale di Base e del Si Cobas

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CORREZIONE IMMEDIATA: a dimostrazione del carattere generale del processo, apprendiamo che l’operazione di polizia in corso, comprenderebbe anche gli arresti domiciliari di attivisti e dirigenti del Si Cobas.

Ci giunge la notizia di una operazione di polizia nei confronti di attivisti e dirigenti dell’@USB Unione Sindacale di Base e del Si Cobas . Non conosciamo i dettagli ma non ne abbiamo bisogno. Non solo la solidarietà è incondizionata, ma questo fatto rientra esattamente nel contesto che da tempo vediamo montare, partendo dalle cariche ai picchetti nella logistica, arrivando gli attivisti di Fff a Milano, alle compagne e ai compagni dell’Aska a Torino o al Movimento dei Disoccupati 7 novembre a Napoli.

Non si può portare la guerra fuori, se non si pacifica dentro. Le dimissioni “ricattatorie” di Draghi, la guerra in Ucraina, l’inflazione che corre, la crisi idrica, ambientale, alimentare, energetica: un contesto insomma che non può tollerare nemmeno i primi germogli di un mondo nuovo e diverso.

Il fatto che poi questo avvenga proprio nei giorni dell’anniversario del G8 di Genova ci ricorda ulteriormente che loro sono sempre loro. E che “noi” dobbiamo a tutti i costi essere un “noi”.

Se qualcuno si ritiene fuori da questo scenario e dal meccanismo repressivo, avrà duri risvegli. Questo è un monito all’intero movimento sociale e sindacale. Non è tempo di posizionamenti, manovrine, ritualità. Se non pratichiamo gli spiragli reali che si sono aperti nella società, ci schiacciano e ci schiacceranno.

Abbandoniamo ogni modello astratto e costruiamo convergenza a difesa e sviluppo dei punti di forza.

Insorgere per convergere, convergere per insorgere.

#insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Lunedì 11 Luglio 2022 Allerta massima per tutte e tutti i solidali, presidio h 17.30 sotto la prefettura di Firenze.

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Lunedì, presidio h 17.30 sotto la prefettura di Firenze, via Cavour 1.

Allerta massima per tutte e tutti i solidali.

La convocazione in Prefettura, alla presenza di Questura, istituzioni e azienda, della Rsu Ex Gkn avviene in seguito alla lettera di Qf e di Stellantis dove si reclama materiale dentro lo stabilimento.

Non stiamo parlando della richiesta di qualche singolo dettaglio ma di oltre 90 giorno di carico e scarico stimati. In pratica siamo al tentativo di risolvere come un problema di ordine pubblico, con coinvolgimento delle forze dell’ordine, un elemento di trattativa sociale tra le parti.

Trattativa che tra l’altro si è arenata a seguito di ben quattro incontri istituzionali mandati a vuoto da Qf, per l’assenza totale del Mise sparito dai radar il 20 di aprile senza rendere conto a niente e nessuno, per una convocazione in Regione Toscana “con la presenza degli investitori” risultata a seguito farlocca per l’assenza al tavolo anche solo di qualcuno che avesse la procura legale degli investitori, per come Qf sta disattendendo diversi punti dell’accordo quadro.

Invece di rimettere la discussione sui giusti binari e rispondere alle legittime e reiterate richieste della Rsu, delle organizzazioni sindacali e del Collettivo di fabbrica, oggi e per la prima volta dall’inizio della vertenza viene giocata la carta delle forze dell’ordine all’interno della trattativa.

Mandanti di questa operazione: i delocalizzatori, coloro che hanno delocalizzato e chiuso Gkn Firenze. Che stanno dalla parte della illegittimità sociale e storica, ma vengono oggi a reclamare la loro legalità.

Qualsiasi cosa hanno da dirci in prefettura, andiamo a farcelo a dire tutte e tutti assieme. Noi siamo legittimità sociale.

#insorgiamo

Allerta massima per tutte e tutti i solidali - presidio h 17.30 sotto la prefettura di Firenze.

Allerta massima per tutte e tutti i solidali – presidio h 17.30 sotto la prefettura di Firenze.

Allerta massima per tutte e tutti i solidali - presidio h 17.30 sotto la prefettura di Firenze.

Allerta massima per tutte e tutti i solidali – presidio h 17.30 sotto la prefettura di Firenze.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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L’inflazione segna il record dal 1986.

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L’inflazione segna il record dal 1986. E arriva all’8%. Una mensilità è già quasi bruciata. Come in un effetto domino, ogni venditore ritocca i prezzi al rialzo. Gli unici che non possono farlo sono i venditori di forza lavoro.

Noi possiamo farlo solo attraverso la mobilitazione sociale. Ed è per questo che coltivano la nostra divisione, paura e rassegnazione.

Così salari bloccati – da moderazione salariale, svuotamento dei contratti nazionali, precariato e appalti, scioperi rituali – e inflazione si combinano: un altro giro di giostra nello spostamento della ricchezza dal lavoro al capitale.

E a questo va aggiunto:
1. Pensare che il salario vada rimpinguato solo con misure fiscali è sbagliato e falso. Se il sistema fiscale rimane complessivamente iniquo, lo “sconto” fiscale in busta lo ripagherai in seguito. Si deve aumentare il salario diretto ma anche quello differito: quindi patrimoniale subito, tassazione diretta fortemente progressiva, ridurre pesantemente la tassazione indiretta.

2. L’inflazione è spinta dalla guerra ma inizia prima della guerra. La catena del valore capitalista è impazzita. La finanza si getta su ogni movimento di prezzo per farne una bolla da cui trarre guadagno. Che siano legno, Bitcoin, grano o rame, poco importa per il capitale. Ma noi mangiamo grano e i giochini di trading li ripaghi tutti al supermercato. La vita e la finanza sono inversamente proporzionali.

3. Se la situazione è disastrosa qua, il combinato di desertificazione, guerra, rialzo prezzi nei paesi più poveri è catastrofe. È in arrivo un nuovo tsunami di disperazione. Chi sta in alto ci imbottirà ulteriormente di nazionalismo e razzismo.

4. Non abbiamo alternative alla lotta. Ma il contesto ci impone di prenderci cura di ogni grammo di sudore, di ogni minuto di sciopero, di ogni parola pronunciata. Fuori dall’emergenza e dentro l’urgenza ma anche fuori da ogni forma di ritualità, velleità, minoritarismo.

Scala mobile dei salari
Il capitale deve cedere, il lavoro deve avere
Riduzione d’orario a parità di salario
Insorgiamo per convergere, convergiamo per insorgere
Lo sciopero generale e generalizzato è un processo, non una data

#insorgiamo

L'inflazione segna il record dal 1986.

L’inflazione segna il record dal 1986.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Martedì 5 luglio 2022 dalle ore 18:00 Firenze a fianco del popolo curdo – Presidio e Corteo

Riceviamo e rilanciamo:

NESSUN SILENZIO E NESSUNA COMPLICITÀ CON LA GUERRA E CON LA NATO
· ore 18.00 PRESIDIO al consolato della Svezia- Via Bonifacio Lupi, 14
· ore 18.45 CORTEO fino alla Prefettura, via Cavour

Firenze a fianco del popolo curdo

Firenze a fianco del popolo curdo

Il progetto di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato rappresenta un ulteriore passo verso una guerra permanente ed una escalation militare imprevedibile.

È una scelta sbagliata che allontana la possibilità di un cessate il fuoco.

Mai come ora è importante mantenere viva la prospettiva di una fascia smilitarizzata dal Baltico al Mar Nero.

E tutto questo viene fatto sulla pelle del movimento curdo, che in Svezia e Finlandia aveva trovato fino ad ora ospitalità. Nel protocollo d’accordo firmato si richiede l’estradizione verso le carceri turche di 33 persone. Non solo, al punto 8 del documento si prevede, «sulla base delle informazioni fornite dalla Turchia», l’estradizione di membri del Pkk, come presunti terroristi, ma anche degli appartenenti alle organizzazioni affiliate come l’Ypg curdo-siriano, le milizie che proteggono l’esistenza del Rojava.

Non basta, viene sancito che Finlandia e Svezia toglieranno anche il bando alla vendita di armi ad Ankara e che la Svezia adotti una nuova legge in Svezia «più severa sulla criminalità terroristica che entrerà in vigore il 1° luglio» oltre a un «inasprimento della legislazione antiterrorismo» e la cessazione di qualsiasi supporto alle Ypg curde o al movimento di opposizione turco Gülen.

Tutto questo svela nuovamente l’ipocrisia e la falsità di chi dice di combattere per libertà e diritti. La NATO, con la continua espansione e con i progetti dell’ultimo vertice di Madrid, di rafforzamento militare in Europa con nuove basi anche in Italia, oltre alle 135 esistenti, è nient’altro che strumento di guerra e tale si dimostra anche ora.

NON SIAMO SORPRESE E SORPRESI di come si volti le spalle a chi ha combattuto contro l’Isis ed è sottoposto alla repressione di Erdogan: l’abbandono degli amici pro-tempore contro i nemici pro-tempore è quello che le grandi e piccole potenze hanno sempre fatto. Il progetto curdo di emancipazione sociale e popolare, anticapitalista, ecologista e antisessista rimane antagonista a questo sistema di potere e reale alternativa per l’area alle politiche di sfruttamento e guerra.

PROVIAMO RABBIA E INDIGNAZIONE. Ed anche un po’ di vergogna.

Il movimento curdo, che ben conosce queste ipocrisie, sa che può contare su sé stesso e sulla solidarietà reale di chi lotta per gli stessi valori.

La città di Firenze, la città di Lorenzo Orsetti che ha espresso in questi anni grande solidarietà al movimento curdo, è al fianco di chi realmente combatte per la libertà e l’emancipazione, ed è messo fuori legge proprio nei nostri paesi. Nel silenzio, complice, di questa città e della Regione.

Per questo – FIRENZE A FIANCO DEL POPOLO CURDO.

MARTEDÌ 5 LUGLIO MOBILITAZIONE CITTADINA- PRESIDIO ORE 18.00 CONSOLATO SVEDESE

Promosso da: Coordinamento Toscano per il Kurdistan, Comunità curda Toscana, Firenze Città Aperta, Associazione Lorenzo Orsetti, Assemblea fiorentina contro la guerra

Aderiscono:
– Rete Jin
– RSU Ateneo fiorentino
– FLC CGIL Università di Firenze
– Statunitensi contro la guerra (Firenze)
– Associazione Casa dei Diritti Sociali
– Potere al Popolo Firenze
– S.A. Newroz – Pisa
– Mala Servane Jin – Casa delle donne che combattono – Pisa
– CPA Firenze Sud
– Movimento “No Base né a Coltano Nè altrove” – Pisa
– Assopace Palestina
– Partito Comunista Italiano Toscana
– ANPI “Lanciotto Ballerini” – Campi Bisenzio
– Una città in comune – Pisa
– Rifondazione Comunista Toscana
– CSA Intifada/Comunità in Resistenza Empoli
– Comitato “Fermiamo la guerra” Firenze
– Cantiere sociale Camilo Cienfuegos

Per adesioni: toscana.kurdistan@gmail.com

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Venerdi 1 Luglio 2022 – Jam session al K100

Jam session k100

Jam session k100

Jam improvvisate, niente scalette prestabilite, solo ispirazione! Portate il vostro strumento o le vostre corde vocali, e lasciatevi travolgere dalla musica!
Jam aperta a tutti, bastano poche note per divertirsi!

Ore 22.00
Sul palco troverete
– Batteria
– Ampli chitarra
– Ampli basso
– Microfoni
Porta il tuo strumento e divertiti!

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Seconda dichiarazione congiunta Fridays for future – Collettivo di fabbrica Gkn

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Tenetevi liberi luglio e autunno

Tenetevi liberi luglio e autunno

Le ragioni della convergenza del 25 e 26 marzo crescono ogni giorno di più. Insorgere e convergere diventa ogni giorno di più necessario. Ogni giorno si moltiplicano “le crisi”: bellica, energetica, idrica, alimentare, debitoria, pandemica, inflattiva ecc.. Ognuna di queste crisi, presa singolarmente, alimenta “stati di emergenza” funzionali a rinviare, reprimere, inibire qualsiasi reale processo di cambiamento, scavalcando le più basilari forme di controllo democratico e popolare. Queste crisi, invece, prese insieme, valutate complessivamente, sono parte di un’unica crisi di sistema. E in quanto tali, confermano invece l’urgenza di dare vita a un cambiamento radicale e non rinviabile. Tutti i piani di transizione energetica e climatica messi in campo dalle attuali istituzioni si rivelano nella migliore delle ipotesi inefficaci, lenti, insufficienti. Nella peggiore delle ipotesi invece sono vere e proprie opere di inganno gattopardesche, dove tutto cambia per non cambiare nulla. La realtà è che non si può raggiungere la giustizia climatica senza toccare gli interessi economici più profondi e dominanti nella società. Non si può raggiungere la giustizia climatica senza scontrarsi contro la fitta rete di interessi economici ai vertici della società. E per realizzarla è fondamentale ripensare radicalmente il modello di produzione e consumo, attualmente basato sulla forte asimmetria di potere. Il che implica, fra le altre cose: proprietà collettiva di settori chiave per condurre una politica industriale in linea con i principi di rispetto dell’ambiente, necessità e sufficienza, abbattendo i consumi dei più ricchi, tutelando così le fasce più deboli della popolazione, diminuendo contemporaneamente il peso climatico del consumo dei supericchi e stabilendo, attraverso la redistribuzione, delle misure di welfare veramente universali e che riconoscano l’importanza delle attività di cura.

Al contempo lo stato di precarietà lavorativa, disoccupazione da un lato e eccesso di lavoro dall’altro, povertà assoluta e relativa, vanno aumentando vorticosamente. L’inflazione galoppa alimentata da speculazione finanziaria, guerra, concorrenza tra potenze dall’impazzimento della catena di valore capitalista. La scala mobile dei salari, il salario minimo, la riduzione d’orario a parità di salario diventano misure di sopravvivenza fondamentali.

La ripresa del Pil post Covid, basata su intensificazione di sfruttamento e precarietà, volge già al termine. Si avvicina una nuova recessione. Sarà basata su intensificazione di sfruttamento e precarietà.

Il 25 e 26 marzo siamo scese e scesi in piazza per questo, per altro e per tutto. Abbiamo sancito in primo luogo che non esiste contrapposizione tra questione sociale e ambientale, che il programma sociale di cambiamento deve discendere dalle esigenze di vita e che le esigenze di vita del pianeta – l’unico che abbiamo – sono quelle di una rapida e radicale giustizia climatica. Ma abbiamo anche sancito che di fronte a una crisi complessiva, di sistema, abbiamo perso tutte e tutti il diritto alla settorialità, alla ristrettezza di vedute, alla mobilitazione corporativa o isolata, alla frantumazione e al settarismo.

Abbiamo invece il dovere di convergere, per accumulare il più rapidamente possibile le forze necessarie a insorgere e ribaltare l’attuale situazione. Con questo spirito ci ritroveremo ancora una volta uniti nel Climate Social Camp di Torino, appuntamento che deve essere centrale non solo per le reti di lotta ecologista e climatica ma anche per le vertenze del lavoro e per tutti gli altri movimenti sociali. Questo momento sarà cruciale per porre le basi per una più ampia lotta autunnale, che parta dalla specificità dei vari territori e possa veramente unire i vari gruppi troppo spesso frammentati e isolati. Con questo spirito organizzeremo in autunno una discussione nazionale sul Polo Pubblico della Mobilità Sostenibile.

E con questo spirito invitiamo ogni prossima scadenza ecologista a farsi parte di un ideale nuovo Insorgiamo tour; invitiamo ogni vertenza e organizzazione sindacale, ogni lotta sociale a integrarsi e farsi contaminare dall’avanzata della lotta ambientale, a presenziare i diversi campeggi e incontri ecologisti. E attraverso questo intreccio valuteremo insieme la possibilità di un nuovo “tenetevi libere e liberi” per quest’autunno.

#insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Ieri il K100 è stato travolto da un’ondata di colore… ed è stato bellissimo!

Dal pomeriggio, nonostante l’afa ed il sole a picco, 12 artisti hanno lavorato con pennelli, spray, stencil e gessetti per realizzare una serie di tavole che faranno parte di una mostra-asta a sostegno del nuovo presidio NoInc NoAero.

Tantissime le persone venute anche da lontano per assitere al processo creativo di queste opere, segno che l’arte è uno strumento che può far penetrare un messaggio nel profondo ed essere un tassello (colorato) nel processo di trasformazione della società.

Ringraziamo Loud And Proud crew e dj Sentimento per il groove caraibico e le positive vibration e Simone Lastrucci per il supporto nell’organizzazione della giornata.

Abbiamo inoltre dato il via ai festeggiamenti per il 20 anni del collettivo con un bellissimo murales all’ingresso dello spazio… ora non potrete più perdervi!!!

Vi lasciamo qualche scatto delle opere
Iniziate a scegliere la vostra preferita e a prepararvi per un’asta competitiva.

k100 20 anni

k100 20 anni

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