Sabato 22 Giugno 2019 Pian d’Albero Camminata e iniziativa Antifascista

Pian d'Albero Camminata e iniziativa Antifascista

Pian d’Albero Camminata e iniziativa Antifascista

Sui luoghi della Resistenza di ieri, per animare la resistenza di oggi!

Ore 9.00 – Appuntamento per la camminata all’inizio della strada sterrata che porta a casa Cavicchi, rifugio partigiano e luogo della strage nazifascista

Ore 12.00 – Pranzo popolare

A seguire: interventi, deposizione della corona al monumento per i caduti e musica con il Coro dedicato al Partigiano Sugo e il Menestrello

Seguiranno aggiornamenti e maggiori dettagli

Firenze Antifascista

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Giovedì 6 Giugno 2019 Assemblea aperta verso Inchiostri Ribelli presso Occupazione Viale Corsica 81

Inchiostri Ribelli è al suo nuovo appuntamento ed ha in serbo parecchie novità.

Inchiostri Ribelli diventa più grande, grazie al contributo del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio, dando ulteriore visibilità a quelle sinergie che naturalmente nascono e si sviluppano tra gli spazi sociali occupati e autogestiti.

Firenze è una città ferita: le zone rosse, le mille telecamere, le speculazioni finanziarie sugli immobili pubblici e sui terreni demaniali, le forze dell’ordine armate di taser, il sangue versato sul selciato per mano fascista e razzista, gli sgomberi e il coprifuoco imposto ai richiedenti asilo. Firenze è stata svuotata dei suoi cittadini i quali, respinti nelle periferie che si vorrebbero dormitori senz’anima, possono tornare nel centro solo in qualità di operai precari di questo grande parco a tema o in quanto consumatori. Firenze è la città dove l’arte è strumento per il profitto di pochi.

Ma nuove resistenze nascono alle politiche securitarie e alle logiche del profitto che stanno stritolando la nostra città. Nascono e crescono nel silenzio della quotidianità ed erompono in superficie: talvolta il loro contenitore sono le piazze, mentre le loro più belle differenze camminano fianco a fianco, talaltra solcano i palchi e altre volte ancora corrono lungo i binari di una ferrovia che ha appena ricevuto una nuova veste colorata. Talvolta le loro mani sorreggono bandiere, altre volte un microfono, una bomboletta spray o una macchinetta per tatuare. A volte si travestono da operai del comune per poter attacchinare indisturbate in pieno giorno e altre volte indossano costumi di scena e ci mostrano la forza di un teatro restituito finalmente alla collettività.

Inchiostri Ribelli vuole trasformare Firenze da laboratorio di repressione quale è a una fucina dove rielaborare tutto ciò; una grande officina in cui l’arte, grazie all’autogestione, può divenire sempre più strumento di emancipazione, di critica radicale all’esistente, all’omologazione, al profitto costruendo nuove identità e nuovi linguaggi : autentici, liberi, scelti. Linguaggi di ribellione.

Qualche informazione sull’evento:

Quest’anno Inchiostri Ribelli si terrà a settembre… Siamo ben lieti di aver lasciato la calda estate all’Hackmeeting che si è tenuto dal 30 maggio al 2 giugno al nExt Emerson. Inoltre durerà due fine settimana, il 20/21/22 e il 27/28/29, per dare spazio e rendere possibile la massima partecipazione di tutte e tutti.

Il ricavato del festival andrà a sostenere le spese legali di chi ha contribuito a creare nuovi spazi di autogestione e a difenderli.

Quest’anno, infine, lanciamo un contest per la realizzazione della locandina.
Chiunque voglia cimentarsi potrà inviarla alla pagina facebook di Inchiostri Ribelli o alla mail entro il 30 giugno 2019 e l’assemblea di inchiostri deciderà quale sarà la più adatta a rappresentare il messaggio del nostro evento e a risaltare sulle pareti della nostra città e su quelle virtuali dei social network.

insomma, come avete capito il festival sarà ancora più lungo e ancora di più saranno le cose da fare. Per questo chiediamo a chiunque fosse interessato di venire a darci una mano alla costruzione di questa nuova edizione, anche con proposte o suggerimenti. un’occasione, anche, per conoscerci, che poi è uno degli obiettivi principali del festival.
Siete quindi tutti invitati all’assemblea aperta che si terrà giovedì 6 giugno all’Occupazione di Viale Corsica 81.

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Solidarietà ai lavoratori in sciopero! Solidarietà al Si Cobas!

Negli ultimi anni abbiamo assistito al continuo attacco ai diritti dei lavoratori portato avanti da padroni, imprenditori e politici. Negli ultimi mesi abbiamo “scoperto” (come se non fosse cosa risaputa) in che condizioni si lavora in molte delle fabbriche delle zone industriali della piana: spesso senza contratto o con quest’ultimo che non viene minimamente rispettato, con stipendi arretrati, straordinari mai pagati e condizioni d’igiene e di sicurezza ridicole. Nondimeno nelle aziende più grandi e sindacalizzate la spinta verso le ristrutturazioni, il licenziamento e l’utilizzo di strumenti come lo staff leasing minacciano da vicino il presente e il futuro di centinaia di lavoratori e delle rispettive famiglie.
Le condizioni di questi lavoratori, invisibili ai più, stanno finalmente venendo alla luce grazie alle vertenze aperte dai lavoratori, alle loro lotte e agli scioperi. E quando i lavoratori lottano uniti, bloccano la produzione e magari riescono anche a farsi applicare il contratto come avvenuto alla Tintoria DL di Prato dopo 16 giorni di sciopero (che eresia!), ecco che in soccorso di padroni e capireparto arrivano le forze dell’ordine, che rimuovono i picchetti, picchiano, minacciano e denunciano chi vuole veder rispettati i propri diritti.

Nei giorni scorsi abbiamo visto i lavoratori della Tintoria FADA di Prato entrare in sciopero con blocco della produzione, con l’obiettivo di ottenere il rispetto del loro contratto, che prevederebbe 38 ore settimanali invece delle 84 che sono costretti a fare per non perdere il lavoro (12 al giorno, 7 giorni su 7), peraltro neanche totalmente pagate. La reazione della polizia è stata vergognosa, con diversi lavoratori in ospedale con ossa rotte e lussazioni e una decina di denunciati, tra cui i compagni del Si Cobas, sindacato già colpito da 2 provvedimenti di “foglio di via” dalla città di Prato a seguito delle lotte portate avanti sul territorio.
Non fossero sufficienti lo sfruttamento, il disinteresse delle istituzioni e le violenze della polizia la vicenda della tintoria FADA ha avuto un risvolto mediatico ulteriormente riprovevole. Invece di dar voce ai lavoratori sfruttati e vessati i giornali si sono preoccupati di diffondere la foto del padrone della tintoria, di nazionalità cinese, inginocchiato con un cartello in cui aveva scritto che i “Cobas comandano Prato” e in cui chiedeva aiuto alle istituzioni (sic!). Ed è così che giornalisti servili e in mala fede lo dipingono come un’uomo abbandonato dalle istituzioni e vittima della violenza operaia (ma le ossa rotte sono degli operai!) quando invece è lui che sfrutta decine di lavoratori costringendoli a fare 12 ore al giorno pagandone sì e no un terzo!

Di fronte a questa arroganza padronale e poliziesca, all’inconsistenza e al servilismo della quasi totalità dei giornalisti esprimiamo la nostra massima solidarietà ai lavoratori picchiati e denunciati e ai compagni del Si Cobas, repressi per il loro lavoro sul territorio.

Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Domenica 26 Maggio 2019 Serata per Cascio

Una serata per Valerio

Ci ritroviamo a distanza di due anni per stare insieme fra chi ha conosciuto e incontrato Valerio, non per commemorare nè per ricordare ma condividere i valori, le storie e i momenti attraversati tutti assieme, per affermare se ancora ce ne fosse bisogno che Valerio attraverso i suoi ideali è ancora presente con noi.

20:00 Cena (menu in preparazione)

a seguire
# Banda K100
# Brigata Valibona

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Mercoledì 22 Maggio 2019 Basta sciacalli! Fuori i fascisti dall’Isolotto!

Mercoledì 22 è prevista una presenza di Fratelli di Italia con la Meloni davanti alla Bibliotecanova, in via Canova all’Isolotto, chiaramente in chiave campagna elettorale.
Viene strumentalizzato un episodio di litigio avvenuto lì fuori e che ha coinvolto qualche ragazzino. Niente di particolare.
Ci sono due mamme “contro il degrado” che si spacciano come gruppo che da anni cercano, con l’ausilio di Fdi e Casapound di soffiare sul fuoco in particolare riguardo ovviamente la presenza dei rom.
Ricordiamo come, per la dignità della famiglia, cercarono e non riuscirono a strumentalizzare la morte di Duccio Dini.
Viene quindi agitata la questione degrado, campo rom e viene attaccata la blblioteca, luogo comunque di presidio di libertà, tolleranza, democrazia, antirazzismo…la stessa biblioteca che ospitò la Balzerani. E’ chiaramente un tentativo elettorale di strumentalizzare questa vicenda. Pensiamo che il quartiere saprà respingere questa ennesima operazione di sciacallaggio.
Per mercoledi 22 alle ore 17.00 è stato indetto dalla biblioteca un momento di presenza con lo scopo di ribadire i valori di cultura, tolleranza e apertura della BiblioteCaNova e delle attività ad essa collegate (centro giovani, ludoteca, Sonoria), invitando a partecipare chi condivide i valori portati avanti da queste esperienze.
L’Anpi Isolotto lancia per il giorno dopo, giovedì 23 alle 17.30, un’assemblea pubblica (in allegato il documento).
Crediamo che la nostra presenza come antifascist@ sia necessaria per mercoledì 22 alle 17 per respingere anche questo tentativo di inserirsi in un quartiere popolare da parte dei fascisti.

Firenze antifascista

Evento fb: https://www.facebook.com/FirenzeAntifascista/photos/a.1753986964820344/2403190976566603

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Sabato 18 Maggio 2019 No remorse 20th anniversary!

No remorse 20 th anniversary

No remorse 20 th anniversary

I NOREMORSE nati a Prato il 22 Maggio 1999, data del nostro primo concerto dal vivo al Cencio’s locale storico di Prato e provincia.
Oggi nel 2019 siamo contenti di festeggiare i nostri 20 anni di attività presso il K100fuegos di Campi Bisenzio (FI), condividendo il palco insieme ad altre band di Firenze, Prato e zone limitrofe oltre che essere amici di vecchia data.
Ospiti speciali della serata i nostri amici Marchigiani “Twelve Back Stones”.
Siete tutti invitati: Musicisti, Metal Kids, donne, uomini e bambini, dal più giovane al più vecchio, belli, brutti, sporchi o puliti, buoni e cattivi; insomma l’importante e che venite numerosi per brindare con noi i nostri 20 anni on the road.
Grazie per il vostro supporto!!!
www.noremorse.it

BILL:
1) 20,30/ 20,50 F.A.L.L.
2) 21,00 / 21,35 BIRKERMAIER https://www.facebook.com/birkermaier/
3) 21,45 / 22,15 HIROSHIMA https://www.facebook.com/Hiroshima.since1982/
4) 22,25 /22,50 TWELVE BACK STONES https://www.facebook.com/TwelveBackStones/
5) 23, / 22,35 CIOMPOROCK
6) 23,45 / 00,20 ORPHAN SKIN DISEASE https://www.facebook.com/orphanskindiseases/
7) 00,30 / 01,25 NOREMORSE
https://www.facebook.com/NOREMORSEsince1999/

Dalle ore 01,30 “JAM SESSION” fino a tarda notte aperta a tutti.
METAL KIDS!
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
ROCK ON!

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Giovedì 16 Maggio 2019 La Mia S’Ignora

La Mia S'Ignora

La Mia S’Ignora

Ore 20:30 cena buffet e a seguire serata tra vecchie canzoni dimenticate, poesie e frammeti interpretate per noi da La mia S’ignora gruppo fiorentino che prende spunto per il nome da una citazione di Carmelo Bene, che stando alle cronache mondane dell’epoca riuscì nell’impresa di battere Piero Ciampi a dama in una notte romana, subendone poi le conseguenze. Il progetto nasce a Firenze nel 2011, con l’idea di restituire all’ascolto vecchie canzoni dimenticate, rivolgendo l’attenzione in particolare alla forma e al contenuto dei testi. Una sorta di “missione”, insomma. Nel tempo il repertorio si sta arricchendo di canzoni originali, letture di poesie e frammenti, e di tutto ciò che balena nella mente di sei individui che hanno la fortuna di trovarsi insieme sullo stesso palco, tra le stesse mura di una cucina o di una sala prove.

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Sabato 11 Maggio ore 15.00 Piazza Puccini Corteo contro la repressione

A seguire al Polo di Novoli Interventi, cena e concerto di Sandro Joyeux

corteo contro repressione

corteo contro repressione

Appello per la manifestazione di sabato 11 maggio:

La crisi economica, politica e culturale che stiamo attraversando in pochi anni ha portato via con sé tutti gli equilibri a cui molti erano abituati.
Sappiamo bene che le illusioni son difficili a morire, specialmente di fronte ad una struttura forte come quella dello Stato che cela la sua natura repressiva dietro concetti quali “legalità”, “progresso”, “civiltà”.
Il cosiddetto Stato di Diritto, che univa alla natura repressiva dello Stato una serie di mediazioni sociali, sta definitivamente lasciando il posto allo Stato Penale.
Laddove c’era repressione questa si è inasprita.
Laddove dove c’era mediazione ha preso campo la repressione.
Basta dare una lettura ai provvedimenti e alle leggi varate negli ultimi anni per rendersi conto che dietro al taglio della spesa pubblica e dei salari si è fatto avanti un livello di controllo sempre più marcato che vuole eliminare ogni tipo di realtà conflittuale e quindi incompatibile. Non è un caso che siano escluse da tutti i vincoli di spesa le spese militari e quelle per la sicurezza interna.
In questo contesto, sul piano culturale, si è fatta largo la tendenza reazionaria, la tendenza all’egoismo e all’esclusione. Questa tendenza si è fatta movimento: il sovranismo.
Un movimento in apparenza “anti-sistema” ma che in realtà è stato coccolato e caldeggiato dal sistema stesso, perché capace incanalare rabbia e malcontento contro falsi nemici e delimitare il campo delle scontro alle sole classi dominanti, lasciando alla classe lavoratrice la parte dello spettatore perché scegliesse il proprio aguzzino, tra chi ti chiede più sacrifici in nome della stabilità e chi ti inganna promettendoti di tutto e di più al grido di “prima di italiani”.
In questo senso pensiamo che la continuità tra l’operato di Minniti e di Salvini ben sintetizzi quanto descritto e che, il caso di Mimmo Lucano e di Riace, sia emblematico: un’esperienza che fino a qualche anno fa sarebbe stata tollerata all’interno di una “mediazione sociale” ma che oggi diventa incompatibile al punto che il primo attacco è venuto proprio da Minniti e dal PD e l’affondo finale é arrivato da Salvini e dalla Lega.
Pensiamo sia poi significativo quanto i due ministri abbiano utilizzato la propaganda del contrasto all’immigrazione clandestina per inserire nei propri decreti l’inasprimento di reati di piazza come il blocco stradale, l’occupazione di immobili e il travisamento per cui lo scorso 21 marzo 16 antifascisti fiorentini sono stati condannati ad totale di 15 anni e 1 mese per esser passati vicino alla sede di Casapound con il volto coperto da una sciarpa durante una manifestazione.
Tutto ciò ricade direttamente sui nostri territori: é così che ci ritroviamo città blindate, piazze chiuse, tornelli in stadi e biblioteche, daspo urbano, militari in strada.
In questo solco il dibattito per le elezioni amministrative diventa una corsa a chi ha fatto più sgomberi, installato più telecamere, fatto più arresti e emesso più divieti in nome della retorica “securitaria” e in difesa del decoro urbano.

Peró… c’è un “peró” grande come la nostra voglia di riscatto e libertà.
Un “peró” che vorrebbe sabotare questa normalizzazione e non lasciare che lor signori facciano i loro comodi sulla nostra pelle.
Quel “però” siamo noi e tutti coloro che credono ancora che i valori della solidarietà e dell’uguaglianza contino più dei loro profitti, delle loro rendite e dei loro tecnicismi.
Sono coloro che ancora sono disposti a lottare per difendere il territorio e l’ambiente, per fare in modo che tutti possano studiare e curarsi in egual maniera e senza alcun tipo di discriminazione, che di lavoro si possa vivere dignitosamente e non morire cadendo da un ponteggio o schiacciati da massi, lamiere o macchinari, che tutti abbiano un tetto sopra la testa, che tutti possano vivere liberamente i propri sentimenti costruendosi la famiglia che più desiderano, che la socialità e l’aggregazione non siano anch’esse una merce sempre più costosa. Un “però” che in questi ultimi mesi ha portato, in diverse occasioni, migliaia di persone a scendere in piazza a Firenze come in altre città per opporsi allo stato di cose presente.
Sappiamo che a ogni lotta corrisponde un prezzo da pagare: sono gli attacchi agli spazi autogestiti minacciati di sgombero, la criminalizzazione di ogni comportamento metta in discussione lo stato di cose presenti, le denunce, i processi e le condanne.
Siamo comunque disposti ad accollarci il rischio perché se non lottassimo avremmo già perso.
Nelle prossime settimane molti compagni e compagne andranno ancora a processo e il 10 maggio verrà emessa dal Tribunale di Firenze la sentenza di secondo grado nel Processo contro il movimento fiorentino.
Nei giorni subito precedenti anche il processo contro i compagni anarchici fiorentini, che si trascina dietro un accanimento sia repressivo che mediatico impressionante, arriverà a sentenza.
Allo stesso tempo gli spazi autogestiti di questa città, che rappresentano esperienze di riappropriazione e socialità incompatibili con una città a misura di padroni e padroncini, restano sotto minaccia di sgombero.

Pensiamo che questo sia il momento di schierarsi, e chiediamo a tutt@ di prendere posizione e scendere in piazza sabato 11 Maggio per riaffermare la necessità di lottare per una società migliore e portare la propria solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione.

CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio, Occupazione Viale Corsica, LaPolveriera SpazioComune, Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione, Collettivo Agraria Firenze.

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La lotta è di classe, la repressione è di Stato – Firenze non ha paura!

La primavera della magistratura fiorentina è stata caratterizzata da numerose condanne in via definitiva a compagni e compagne di realtà politiche e sociali cittadine.

Dopo le condanne ad 1 anno per travisamento delle scorse settimane per 15 antifascisti, lunedi 29 aprile è arrivata la condanna ad 1 anno al compagno Mannu, già arrestato nel 2009 nell’ambito dell’inchiesta sui fatti di via della Scala.

Bisogna tornare al novembre di 10 anni fa quando la Digos piombò nelle case di una decina di antifascisti per perquisirle e notificare loro una denuncia per essere accorsi in aiuto di una ragazza che si era rifugiata in un bar perché aggredita dai fascisti di Forza Nuova, gli stessi che poco prima avevano pestato un altro ragazzo di ritorno da un concerto. Per questi fatti i compagni sono stati condannati in primo grado, anche se poi la pena è stata prescritta.

Mannu invece fu arrestato e portato a Sollicciano in quanto accusato anche di aver fatto esplodere di fronte all’Agenzia delle Entrate quello che polizia e giornali descrissero come un pericoloso ordigno e che si rivelò poi essere un semplice petardo. Il primo grado gli riconobbe assoluzione piena per mancanza di prove, ma, inspiegabilmente, a 10 anni di distanza e senza nessun ulteriore elemento di prova prodotto dall’accusa ecco che arriva la condanna ad 1 anno.

Ci domandiamo cosa abbia spinto i giudici a cambiare un verdetto di assoluzione senza nuovi elementi. Constatiamo da tempo un acuirsi della repressione sia a livello di questure che di tribunali; vedi l’utilizzo sempre più diffuso di provvedimenti che limitano le libertà, spesso senza la necessità di un avallo dell’autorità giudiziaria, quali fogli di via, obblighi di dimora, avviso orale, sorveglianza speciale affiancati a condanne massime e misure cautelari, in carcere o ai domiciliari, che molto spesso assumono la forma di una vera e propria pena anticipata.

Un clima sempre più repressivo e oppressivo per chi non è in linea con l’ordine costituito, mentre i fascisti possono manifestare liberamente come successo a Prato il 23/3 per festeggiare i 100 anni dalla nascita dei fasci di combattimento. Un episodio quello di Prato che è rimbombato sui giornali per le critiche alla Prefetta Scialla, che prima autorizza un corteo nazionale ai fascisti, poi lo nega formalmente lasciandoli di fatto sfilare in meno di 100 tra le strade della città mentre migliaia di antifascisti erano chiusi in P.zza delle Carceri. Critiche continuate il 25/4 contro il questore Cesareo che quasi per ripicca minaccia denuncia verso l’ANPI ed altri antifascisti per averlo fischiato e criticato!

Dovrebbe essere chiaro a questo punto che gli spazi di manovra per chiunque voglia partecipare alla vita pubblica sono sempre più risicati, e non sono solo gli attivisti e militanti politici a subire il controllo e la repressione quanto l’intera società.

Il decreto sicurezza, fiore all’occhiello del Ministro Salvini, che segue ed amplifica il decreto Minniti del passato governo PD, di fatto limita la libertà di manifestazione inasprendo le pene per iniziative di protesta come blocchi stradali (ora reato penale), limita la libertà di movimento sostenendo e promuovendo il Daspo urbano come forma repressiva ed avalla l’istituzione delle “zone rosse” (a Firenze in via sperimentale e presto in tutte le città vetrina d’Italia) in cui le forze dell’ordine hanno la facoltà di allontanare categorie di persone denunciate (anche con processo ancora non concluso) per reati quali accattonaggio o vendita abusiva; venendo meno al principio costituzionale della presunzione d’innocenza in maniera così spudorata da spingere il collegio degli avvocati di Firenze a dichiarare sciopero. A queste si affiancano le misure previste nei confronti degli stranieri come l’abolizione della protezione umanitaria, estensione del periodo nei CPR (veri campi di reclusione) e la creazione di un limbo per chi è attualmente sul nostro territorio in maniera legale a cui si nega il diritto all’iscrizione al registro anagrafico e quindi ad avere una residenza necessaria per la copertura sanitaria, l’istruzione o un contratto di lavoro. Senza dimenticare l’introduzione dei teaser tra le dotazioni delle forze dell’ordine, un nuovo “giocattolo” potenzialmente mortale nelle mani di chi si è macchiato impunemente a Firenze di pestaggi, come quello di Magherini, e dello stupro di due ragazze americane.

In questi mesi sono arrivate varie condanne, e nei prossimi si apriranno e chiuderanno altri processi che vedono imputati militanti e attivisti di varie realtà. Dal “processo agli 86”, in cui sono coinvolte praticamente tutte le realtà politiche fiorentine, e che arriverà a brevissimo alla sentenza d’appello, fino a quello che si aprirà a fine mese per alcuni attivisti del movimento No Inceneritori – No Aeroporto, accusati di aver bloccato le trivellazioni propedeutiche alla realizzazione di queste due opere inutili e dannose e denunciati inoltre per aver violato i sigilli messi dalla forestale su chiamata di toscana Aeroporti al Presidio No-Inc No-aero di Via dell’Osmannoro, terreni poi assegnati in uso civico e collettivo dallo stesso consiglio comunale di Sesto Fiorentino ai comitati.

Invitiamo dunque tutte e tutti ad esprimere la massima solidarietà ai/alle compagn* sotto processo, a non lasciarl* sol* e a partecipare alle iniziative di sostegno così come alle mobilitazioni future:

SABATO 04 MAGGIO ore 16:00 S. Lorenzo FI – Passeggiata contro le zone rosse e assemblea

SABATO 11 MAGGIO ore 15 P.zza Puccini FI – Corteo contro la repressione

Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio

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Domenica 5 Maggio 2019 Serata (warmup) in preparazione di Hackit 2019

Warmup Hackit 2019

Warmup Hackit 2019

Presentazione degli aggiornamenti della “Guida all’autodifesa digitale” (https://numerique.noblogs.org),
con una delle traduttrici.
Nell’ultimo anno sono stati aggiunti i capitoli sui componenti
hardware, l’analisi del rischio e le strategie e strumenti da
utilizzare, alcuni casi di studio e esempi.

A seguire

Mini almanacco di primavera a base di Coccoli al silicio

https://wombat.noblogs.org/category/podcast/coccoli-al-silicio/

Sugose pillole dal mondo dell’hacking, tra intrighi internazionali, malware,
ricche corporations che fanno della tua navigazione in rete la loro ricchezza.
Selezioni di anedotti, cose buffe, dimostrazioni live, per capire il dietro
le quinte di questi maledetti aggeggi elettronici.

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