Sabato 28 Maggio 2022 Two guitars night Path & Sore

Two guitars night Path & Sore

Two guitars night Path & Sore

20:00 Cena (prenotarsi con un messaggio al 3381263367)

22:30 Concerto
Path Folk-Beat vendetta story teller
Sore un punk alla chitarra acustica

Bio Path:
“Sono nato, cresciuto e probabilmente morirò ad Anguillara Sabazia, Roma.
Ho imparato da piccolo a suonare la chitarra acustica, ma quello che mi interessava erano le canzoni, le linee melodiche, le dinamiche, i testi. Ho suonato tutta la vita in gruppi punk-rock, Divergenza, Automatica Aggregazione, Rude Talking, 4sn, Gli Ultimi, Barbera & Champagne, mi sono fatto bei giri in Italia e in Europa e stampato un bel po di dischi. L’acustica e’ sempre stato lo strumento con cui scrivevo, e dal 2012 ci suono anche dal vivo. Giro parecchio, per fortuna.
Faccio canzoni di vita vissuta, la mia, dai ponteggi dei cantieri edili ai pub in periferia, parlo con la gente che incontro e mi ispirano un sacco di storie.
Ecco, scrivo un sacco di storie, ma forse questo lo dicono tutti.
Io però faccio nomi e cognomi, peccati e peccatori.
Hellnation Records ha fatto uscire l’LP “ Lima Sorda “ nel 2015 , “Per Quanta pioggia cadra’” con Filippo Andreani e Zerocalcare nel 2016 e, in collaborazione con la Green Records di Padova, “Hombre Lobo Sessions” LP nel 2018, “Cinema” nel 2019. Tac Records ha dato alle stampe “Small town boy” nel 2020. Il nuovo album, “Mono/Stereo” è uscito lo scorso anno per Ostia records.”

Bio Sore:
” Sono stato, sono e sarò sempre punk.
Il punk è stata tutta la mia vita. Da quando sono adolescente l’ho suonato e vissuto in ogni sua forma. Attitudine tanta, tecnica poca. La stessa formula che uso oggi nel mio progetto chitarra acustica e voce. La strada è lunga e mentre finisco di scrivere il mio primo disco Johnny Cash, Mike Ness e tanti altri grandi mi prestano qualche canzone.Che altro dire?…io sono I Sore e questo è punk!”

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Domenica 15 maggio 2022 dalle 10 alle 17 Insorgiamo: Assemblea nazionale di restituzione e rilancio Villa montalvo

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Assemblea nazionale di restituzione e rilancio

Assemblea nazionale di restituzione e rilancio

Abbiamo ricevuto attestati di entusiasmo per la data di convergenza del 25 e 26 marzo. In tanti ci hanno detto che un corteo come quello di Firenze, non tanto nei numeri ma nella composizione, non avveniva da anni. Siamo chiamati alla sfida della continuità.

Ognuno di noi la starà affrontando a modo proprio, nei propri ambiti e con le proprie possibilità. Ma come Gruppo di Supporto Insorgiamo di Firenze crediamo di avere l’onere, il peso ma anche l’onore di una proposta sul prossimo passo comune: un’assemblea nazionale di restituzione e di rilancio del 25-26. La data scelta è il 15 maggio.

Prima sarebbe stato difficile e avremmo rischiato di sovrapporci con le giornate del 25 aprile e del primo maggio. Dopo, avremmo rischiato di lasciar passare troppo tempo e di raffreddare il dibattito tra noi.
Ci saranno nuove occasioni di Insorgiamo tour e di piazza, ma ora siamo tutte e tutti chiamati a misurarci con un momento di confronto centrale e assembleare. Misureremo e porteremo a verifica la nostra capacità di convergenza e il grado di maturità di questo processo.

Ci è chiara la possibilità che un momento assembleare nazionale, lontano dai territori, venga pervaso e appesantito da interventi di rappresentanza, dal rischio di meccanismi di intergruppo e autoreferenzialità. Ci è chiaro che questo pericolo esiste, ma non può essere eluso. Siccome siamo consapevoli della necessità irrimandabile di quanto stiamo facendo, lo affronteremo tutte e tutti insieme con serenità.

Per prenotarsi, usare questo form:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdK02K9XGaNGzbMfCm1dCK-VxV1iRbk9ZfEPIltqn2XPlAH5A/viewform

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Sabato 14 maggio, ore 16.00 Piazza Santo Spirito – Fuori dall’emergenza guerra e repressione, dentro l’urgenza della solidarietà e del cambiamento.

Sabato 14 Maggio, ore 16.00 Piazza Santo Spirito - Corteo!

Sabato 14 Maggio, ore 16.00 Piazza Santo Spirito – Corteo!

La Firenze antifascista sará in piazza per la solidarietá contro guerra, repressione e carovita.
Scendete in piazza insieme a noi!

Fuori dall'emergenza guerra e repressione, dentro l'urgenza della solidarietà e del cambiamento.

Fuori dall’emergenza guerra e repressione, dentro l’urgenza della solidarietà e del cambiamento.

Il tribunale di Firenze ha aggiornato l’udienza d’appello per i fatti delle Piagge a venerdì 13 maggio.
Noi continueremo in ogni caso a rivendicare di essere nel giusto per aver impedito a Forza Nuova di manifestare cercando di soffiare sul fuoco della guerra tra poveri.
Per questo Firenze Antifascista lancia per sabato 14 maggio un corteo che partendo dalla solidarietà agli antifascisti sotto processo sappia parlare alla città dell’opposizione a guerra, carovita e repressione.
Sul fronte esterno il governo Draghi ha deciso di entrare in guerra a fianco del regime reazionario di Zelensky armando i battaglioni nazifascisti, aumentando ancora le spese militari, costruendo nuove basi.

Sul fronte interno tutto questo si traduce in aumento delle bollette e del costo della vita, disoccupazione, tagli a scuola e sanità e innalzamento del livello repressivo con un pesante attacco all’agibilità politica dalle scuole alle fabbriche, denunce, processi, sgomberi, interventi della squadra antidegrado, militarizzazione e chiusura delle piazze con ordinanze che limitano libertà individuali e collettive.
Mentre il governo arma i nazifascisti in Ucraina i suoi tribunali processano gli antifascisti in Italia: questo é lo stato di cose che abbiamo davanti.

Il 13 maggio la Corte d’Appello del Tribunale di Firenze emetterà la sua sentenza contro gli antifascisti.
Lo stesso giorno ci sarà anche la prima udienza del processo per direttissima per i 4 compagni che furono fermati durante il corteo per lo sgombero di Corsica 81.
Più in generale però quel giorno per Firenze non è una giornata come un’altra.

Quando il governo D’Alema bombardava con la NATO la Jugoslavia, il13 maggio 1999 il sindacalismo di base chiamò allo sciopero generale contro la guerra: il corteo a Firenze, arrivato sotto il consolato USA, fu duramente caricato dai Carabinieri.
Ne seguì una pesante campagna mediatica di criminalizzazione e un processo che vide i compagni condannati a 7 anni in primo grado poi ridotti in appello e quindi prescritti a distanza di 11 anni dai fatti.

Oggi come allora guerra e repressione continuano ad essere colonne portanti di questo sistema d’ingiustizia.
Oggi come allora una parte della cosiddetta sinistra continua a confondere le acque: allora con le missioni arcobaleno, la mano buona dell’imperialismo, oggi manifestando per la pace con i colori giallo e blu della guerra.
Prova ne è, una volta ancora, il palco del 1 maggio a Roma di Cgil, Cisl e Uil.
Un 1 maggio sponsorizzato da ENI in cui i vertici sindacali non si sono degnati neanche di ricordare i lavoratori uccisi nella Casa dei Sindacati ad Odessa ma non hanno fatto mancare la propria solidarietà a Zelensky dimenticandosi che in Ucraina dal colpo di stato del 2014 ad oggi ogni festeggiamento e manifestazione per il 1 maggio è stata messa al bando come del resto tutti i partiti d’opposizione.

Oggi come allora è necessario continuare a lottare.
Per questo, per altro, per tutto…

Firenze Antifascista

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Sabato 7 Maggio 2022 Caffé e colonialismo

Caffé e colonialismo

Caffé e colonialismo

Ore 17.00 Caffé e colonialismo con Jessica Sartiani per Black Archive Alliance in collaborazione con il Black History Month Florence.
L’iniziativa si aprirà con la storia del viaggio del caffè e le similitudini con la tratta degli schiavi; i sistemi coloniali di appropriazione delle terre indigene fino alle migrazioni di italiani verso il Brasile per la raccolta del caffè. Verrà poi trattato il periodo del colonialismo italiano in Africa e l’iconografia razzista ancora presente sul marketing italiano.
Seguirà una degustazione di caffè specialty con metodi di estrazione a filtro ed aperitivo con cocktail al caffè

20:00 cena (prenotarsi al 3337367599) e moka per digerire.

22:30 Sore Djset

Durante la serata sarà allestita la mostra fotografica su schiavitù e colonialismo

A 5 anni da quei giorni la cena sarà anche un momento per ritrovarsi e brindare a Valerio ❤️

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Mercoledì 4 maggio alle 21:00 al CPA Firenze Sud – Assemblea pubblica per una mobilitazione cittadina contro carovita e repressione. Firenze non ha paura!

Assemblea pubblica per una mobilitazione cittadina contro carovita e repressione. Firenze non ha paura!

Assemblea pubblica per una mobilitazione cittadina contro carovita e repressione. Firenze non ha paura!

Anche questo 25 aprile, come ormai da tanti anni, come Firenze Antifascista ci siamo presi piazza santo Spirito per onorare il ricordo dei partigiani che liberarono Firenze armi in pugno e per rilanciare la continuità della loro lotta contro il nazifascismo con le lotte che animano oggi questa città.

Da decenni ormai lo Stato opera in un costante contesto di “emergenza”, spesso costruita anche con l’aiuto dell’imponente martellamento mediatico cui veniamo sottoposti. Se il nome dell’emergenza di turno cambia, rimane tuttavia identico l’impianto con cui viene gestita: commissari, decretazione d’urgenza, pacchetti sicurezza, tutto volto ad incrementare il livello di controllo e repressione che le classi dominanti esercitano su quelle subalterne. In questo contesto l’emergenza funge da giustificazione per andare in deroga alle norme esistenti, con gli apparati dello Stato già pronti a trasformare l’emergenza di oggi nella normalità di domani, in cui le norme introdotte sono destinate a diventare il nuovo equilibrio nei rapporti di forza, fino all’emergenza successiva.

Questure e prefetture infatti non si limitano più ad aprire inchieste e fare indagini, ma nell’adempimento del loro ruolo di braccio armato del capitale ricorrono ormai con grande frequenza a istituti di vera e propria “polizia preventiva”, che si tratti del ricorso a elementi fascisti del codice Rocco come la sorveglianza speciale o di strumenti più recenti quali il daspo, l’avviso orale o il foglio di via. Provvedimenti distanti tra loro decenni nella creazione ma accomunati dalla volontà di punire i comportamenti giudicati “pericolosi”, ovvero quelli incompatibili con l’ordine borghese.

Tutto ciò si traduce con la criminalizzazione di qualsiasi azione di studenti, lavoratori e disoccupati volta a migliorare la loro condizione.
Si denuncia gli studenti delle scuole quando lottano per ribadire le loro necessità, a seguito di due anni in cui in cui l’istruzione non è stata una priorità, dopo essere diventati anch’essi a tutti gli effetti carne da macello per i profitti di pochi, con ragazzi e ragazze che invece di stare sui banchi di scuola si ritrovano a morire durante i progetti di alternanza scuola-lavoro.
Si mobilitano, oltre a picchiatori profumatamente pagati dalle aziende, reparti di celere per aggredire e reprimere scioperi e picchetti di lavoratori che richiedono stipendi dignitosi o che si oppongono a delocalizzazioni, chiusure e licenziamenti.
Nella città che vanta il record di sfratti, si minaccia di TSO e si porta in questura, chi non riesce più a pagarsi l’affitto, si militarizza interi quartieri pur di sgomberare spazi sociali e lasciar al loro posto edifici vuoti.
Queste sono le risposte che chi governa la nostra città, così come il nostro paese, dà ai nostri bisogni, un’aumento della stretta repressiva e delle spese militari a fronte di tagli e privatizzazioni sui servizi.

L’emergenza pandemia è finita il 31 marzo, ma non è finita l’emergenza: ci troviamo oggi dentro l’emergenza guerra, una guerra frutto dello scontro tra blocchi imperialisti che la nostra borghesia ci sta costringendo a combattere. Di nuovo, come è stato durante la pandemia, in cui chiunque si contrapponesse alla gestione di questa, che ha causato più di 150mila morti in questo paese, è stato immediatamente etichettato come “no-vax”, adesso chiunque abbia una voce critica sul ruolo della NATO, sulla decisione del governo Draghi di inviare armamenti, sulla beatificazione a mezzo stampa di unità paramilitari neonaziste, insomma tutti coloro che si rifiutano di indossare l’elmetto e arruolarsi per questa guerra vengono immediatamente additati come “filo-putiniani”. Questa guerra non l’abbiamo voluta, ma la stiamo già pagando: lo vediamo per ora nell’aumento del costo della vita a fronte di salari che non ci vengono alzati di un euro, e siamo sicuri che lo vedremo con un ulteriore incremento della repressione contro chi si vorrà organizzare per provare a rovesciare questo sistema in cui la guerra non è altro che la conseguenza naturale dello scontro tra blocchi capitalistici.

Contro la repressione e la cultura dell’emergenza la risposta di Firenze antifascista è sempre stata una sola: attraverso il rilancio della solidarietà, facendo vivere le piazze e i quartieri del protagonismo antifascista dei compagni e delle compagne si può trovare la forza necessaria per opporsi alla stretta repressiva e costruire un mondo liberato dalle logiche di guerra e sfruttamento, fuori dall’emergenza in cui ci costringono a vivere.

Il 3 maggio probabilmente arriverà a conclusione il processo per i fatti delle piagge, dove nel 2014 un nutrito corteo antifascista impedì agli infami fascisti di Forza Nuova di tenere un comizio. Vogliamo già da ora esprimere la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni lanciando una manifestazione contro la repressione che faccia respirare la rabbia della Firenze che lotta per le strade e le piazze di questa città e che provi a rompere la spirale dell’emergenza in cui lo Stato ci tiene imprigionati!

Firenze Antifascista

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Domenica 1 Maggio 2022 – Primo Maggio di LOTTA! 8×5 Corteo a Prato!

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𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨?
Il Primo Maggio nasce 150 anni fa dalle lotte e dagli scioperi delle operaie e operai negli Stati Uniti. Per cosa lottavano? Per una giornata lavorativa di 8 ore, contro le 12, 13, 14 a cui venivano costretti dai padroni. Nel 1886 i lavoratori e le lavoratrici entrarono in sciopero a oltranza in tutto il paese, e la polizia a Chicago gli sparò addosso per reprimere la loro protesta per i diritti. In questa lotta tante persone hanno buttato via la paura e hanno dato tutto, ed è quello che proviamo a fare anche noi ogni giorno che siamo davanti ai cancelli delle fabbriche e dei magazzini per conquistare una vita più bella.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 “𝟖𝐱𝟓” 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨
A Prato nel 2022, nel distretto tessile, moda e abbigliamento, continua la lotta contro il super-sfruttamento, le 12 ore di lavoro, per l’applicazione del CCNL e la possibilità di lavorare 8 ore per 5 giorni la settimana, con diritto a ferie, malattia, permessi e soprattutto dignità e rispetto in fabbrica.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨… 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐞!
Meno ore di lavoro e più diritti. Dopo 150 anni la lotta per una vita più bella passa ancora da qui. E’ la lotta di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, di tutti i settori e di tutti i paesi.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐨?
In queste settimane gli scioperi sono ricominciati: in questo Primo Maggio a Prato vogliamo dare sostegno agli operai che si stanno mettendo in gioco e hanno iniziato la loro lotta, ma anche rilanciare la campagna nel distretto perché siano sempre di più le fabbriche dove ci conquistiamo diritti e dignità. Il corteo attraverserà le strade del Soccorso, quartiere operaio di Prato dove vivono centinaia di operai di tutte le nazionalità.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚!
La guerra in Ucraina è l’ennesima guerra combattuta in nome degli interessi economici e politici dei potenti della terra. A morire sotto le bombe è la popolazione civile. A pagare il prezzo di questa guerra sono i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo con il rialzo dei prezzi e la disoccupazione. Basta giochi di morte e distruzione sulle nostre teste! No alla guerra!

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Contro la guerra, essere ancora partigiane e partigiani!

Firenze è Antifascista e contro la guerra dei padroni. La nostra piazza del 25 Aprile sta lì a dimostrarlo. In migliaia l’hanno attraversata, durante tutta la giornata, decine gli interventi dal palco e durante il corteo per le vie del quartiere. Una piazza autorganizzata, senza patrocini né finanziamenti, ma animata con la volontà e il sudore di chi oggi crede che i valori della resistenza non siano vuote celebrazioni rituali, ma chi rinnova ogni giorno lotta partigiana per cambiare il presente e conquistarsi un futuro migliore.

In tutti gli interventi è stata data voce alle lotte in città e nel territorio, la solidarietà a chi subisce la repressione ma anche quella internazionalista, al 🅿️KK e alla Resistenza del popolo palestinese, ai lavoratori ucraini e del Donbass, che stanno subendo le conseguenze di una guerra portata avanti da governo e padroni russi da una parte e determinata dagli interessi imperialisti americana ed europea dall’altra. Un’ennesima guerra che ingrassa le finanze di pochi anche nel nostro paese, come banche e industrie di armi, mentre col nostro stipendio ci possiamo permettere sempre meno e i prezzi delle bollette continuano a salire.

Vogliamo però evidenziare che c’è chi, senza pudore, sta mettendo sullo stesso piano la resistenza partigiana con l’esercito e i battaglioni nazisti ucraini, provando goffamente a manipolare un’opinione pubblica ormai sempre più scettica sulla guerra, le spese militari, l’invio delle armi alle forze di Zelenski e ciò che questo produce.
I media nazionali passano servizi intrisi di propaganda di guerra, il PD va in piazza a Milano con le bandiere NATO, quelle americane, quelle sioniste di Israele e con i vessilli del battaglione Azov. Il presidente della Regione Giani da S. Anna di Stazzema non è da meno ed elogia i soldati ucraini e paragonandoli ai partigiani di casa nostra, scordandosi cosa ha fatto proprio lì, da dove parlava, chi portava le bandiere che sventolano oggi tra le fila di quell’esercito che il governo del suo partito sta armando fino ai denti rendendolo uno dei più dotati d’Europa!
Il governo Draghi con il PD in testa sta a tutti gli effetti prendendo a vessillo la svastica nazista!

I partigiani, ieri come oggi, si distinguono per l’idea che li muove! Erano “disertori” di governi ed eserciti prima, “ribelli” e clandestini poi; portavano con sé la necessità di combattere perché la guerra “la finisse prima” -come ci diceva Sugo- e soprattutto l’idea di un mondo nuovo, fatto di solidarietà, fratellanza fra i popoli, giustizia sociale. La questione ideologica non è qualcosa di astratto ma la molla che spinge a lottare per un riscatto collettivo che non prescinde dall’annientamento del fascismo e dal ribaltamento della società del capitale, che produce necessariamente guerre e distruzione.

Ne sono esempio la resistenza palestinese e la guerriglia kurda, ne è stato un esempio concreto il sacrificio di Lorenzo Orsetti, Orso Tekoser, partito dalla nostra città e andato a combattere il fascismo di ISIS e quello della Turchia di Erdogan, presidente e generale del secondo esercito NATO.
Proprio la Turchia ormai da giorni è protagonista dell’ennesima campagna di guerra in tutto il Kurdistan, ovunque sia presente il movimento guidato, organizzato e ispirato dal 🅿️KK. Da giorni che si susseguono i bombardamenti sul Rojava, nelle città come Kobane e sulle montagne kurde dove i compagni/e, loro si partigiani, resistono e contrattaccano provocando ingenti perdite all’esercito turco. Lontano da tv e riflettori, si tenta di colpire chi nel cuore degli interessi autoritari, coloniali e imperialisti, sta provando a imporre un modello radicale di società, incompatibile con il sistema capitalista, vero anticorpo alle guerre, ai regimi, alle discriminazioni etniche e religiose.
Sappiamo da che parte stare e saremo sempre al fianco di chi combatte il fascismo, sessismo e disuguaglianze, schiarandoci con chi organizza e pratica resistenza alla guerra del capitale, ai suoi interessi, ai suoi eserciti.
Per questo invitiamo tutti e tutte a partecipare al corteo contro la guerra di sabato 30/4 Firenze contro la guerra – Al fianco della resistenza kurda! in solidarietà al 🅿️KK e di tutti quelli che lottano per una società migliore!

Contro la guerra, essere ancora partigiane e partigiani!

Contro la guerra, essere ancora partigiane e partigiani!

Firenze Antifascista

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Sabato 30 Aprile 2022 Rilanciamo la solidarietà, sosteniamo il movimento curdo!

Rilanciamo dal Coordinamento Toscana per il Kurdistan

Rilanciamo la solidarietà, sosteniamo il movimento curdo!

Rilanciamo la solidarietà, sosteniamo il movimento curdo!

CONTRO TUTTE le GUERRE – FERMIAMO gli ATTACCHI della TURCHIA suL KURDISTAN!
Ore 15 Piazza San Firenze – Manifestazione e corteo

Nel silenzio dei media, la Turchia continua la sua guerra contro il movimento curdo. Dal 17 aprile sono ripresi i bombardamenti sia nei territori del 🅿️KK in Iraq che nel Rojava. Anche Kobane è stata bombardata. La Turchia sta cercando di occupare porzioni di territorio e di indebolire il movimento curdo, intervenendo con forza in uno scenario di guerra generale. Il 🅿️KK le strutture del movimento hanno fatto appello alla lotta in Turchia ed ovunque, invitando le comunità curde e la solidiarietà internazionale a mobilitarsi contro questi attacchi.

Anche a Firenze saremo in piazza Sabato 30 aprile, con la Comunità Curda Toscana, per sostenere il movimento curdo guidato dal 🅿️KK, per denunciare gli attacchi della Turchia e l’ipocrisia del nostro paese e dell’occidente di fronte a quanto accade. Per l’invasione russa in Ucraina, siamo di fatto un paese belligerante, che invia armi pesanti e sostiene con sanzioni e censure la politica di guerra della NATO. Erdogan, nelle ignobili parole di Draghi, è il nostro dittatore, quello che ci serve e che quindi non condanniamo: ci serve perchè è pur sempre il secondo esercito della NATO, perchè blocca i migranti al confine, perchè garantisce relazioni economiche e profitti sulle armi per le nostre imprese come Leonardo-Finmeccanica.

Saremo in piazza a sostenere ancora una volta la NOSTRA parte, quella che lotta per la libertà e l’emancipazione popolare, contro tutte le guerre e i suoi sporchi interessi.

Contro tute le guerre, contro la vendita di armi alla Turchia!
No all’invio di armi all’Ucraina, basta spese e nuove basi militari!
Al fianco del 🅿️KK ed il movimento curdo!

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Valibona 25 Aprile 2022 – Il nostro intervento su guerra e liberazione

Il 24 Febbraio sono rimasti tutti un po’ sorpresi dalla scelta della Russia di riconoscere le repubbliche popolari del Donbass e di invadere il territorio ucraino in più punti. Probabilmente è rimasto meno sorpreso chi in questi anni ha prestato attenzione alla questione dello scontro economico e geopolitico in atto e alla situazione creatasi con le cosiddette rivolte di Piazza Maidan. Perché, checché ne dica Draghi che al parlamento italiano dice che non è utile guardare indietro, la guerra in Ucraina c’è proprio dal 2014. Da quando un colpo di stato, certo appoggiato da una parte del popolo ucraino, ma altrettanto certamente finanziato e favorito dalle potenze occidentali (USA e UE in primis), ha rovesciato il governo Janukovyc e messo al potere una élite legata agli interessi, appunto, occidentali. Ciò ha esacerbato le divisioni latenti della società ucraina e portato alla proclamazione delle c.d. repubbliche popolari del Donbass, abitante in stragrande maggioranza da una popolazione russofona e che non vuole recidere il proprio legame con la Russia.
In questo frangente è utile spendere due parole sulla questione dell’influenza di gruppi e idee neofasciste e neonaziste in Ucraina. Le milizie neonazi hanno avuto un ruolo preponderante negli scontri di Piazza Maidan, tant’è vero che, non appena preso il potere, dal palazzo del governo di Kiev fu calata una gigantografia di Stepan Bandera, collaborazionista di Hitler durante l’occupazione nazista in funzione antirussa e tutt’oggi celebrato come “padre della patria”. Il partito neofascista Svoboda, gemellato con Forza Nuova prima che quest’ultima si schierasse a favore del Donbass, ebbe ben 4 ministri nel primo governo “democratico”, come si usava dire nei nostri giornali e tv. La guerra scatenata dal nuovo governo contro i cosiddetti “separatisti filorussi” si connotò quindi da subito anche con aspetti ideologici: da una parte milizie e battaglioni apertamente neonazisti come quello d’Azov o il Battaglione Aidar (ma ce ne sono altri), dall’altra formazioni che facevano richiamo all’antifascismo. Se la situazione è cambiata negli anni, con la successione al governo di Zelensky al posto di Poroshenko, con gli scarsi risultati elettorali delle formazioni fasciste e naziste, non si può certo dire che l’estrema destra non abbia radicamento e influenza in Ucraina. I Battaglioni di cui abbiamo parlato sono stati decorati, inquadrati nell’esercito regolare ucraino e addestrati, diffusissima è una retorica ultranazionalista, le minoranze vengono perseguitate: insomma, non si può dire che il fascismo non abbia cittadinanza in Ucraina, è considerata un’opzione politica percorribile. Detto questo, a nostro modo di vedere, interpretare la guerra come scontro tra neonazisti e antifascisti è del tutto fuorviante. Per le ragioni che abbiamo detto prima e per il fatto che la Russia non rappresenta certo per noi un polo socialista (ma neanche progressista) a cui guardare con favore come militanti, lavoratori, proletari. Non lo è per la struttura economico-politica dello stato russo e non lo è per i rapporti politici che legano il blocco di potere putiniano alla destra europea e del nostro paese. E’ difficile non vedere come il governo russo rappresenti per le destre c.d. “sovraniste” (per loro sì!) un punto di riferimento e anche una fonte di grandi finanziamenti, come sta venendo fuori dalle varie inchieste su Lega Nord, Rassemblement National, Forza Nuova, la FPO austriaca, ecc.
Secondo noi la guerra in Ucraina non può che essere letta come il punto più alto (per adesso) di una competizione serrata, uno scontro globale fra blocchi capitalisti che vede gli occidentali (e gli americani in particolare) in declino e impegnati a conservare, costi quel che costi, la supremazia in campo economico e militare di fronte alle sfide poste dalla Russia, dalla Cina e dalle altre potenze regionali emergenti. Una competizione feroce per l’accaparramento di mercati e risorse, che ha spinto la NATO a sfruttare la fine del blocco sovietico per disgregarlo, anche manu militari (vedi Jugoslavia 1999), e includere nel suo sistema militare quasi tutti i paesi dell’est, determinando un accerchiamento e una minaccia inaccettabile per Mosca. La quale reagisce con una invasione che ci riporta col pensiero alle guerre dell’800 o del ‘900 in cui si combatteva per lo sbocco sul Mediterraneo o sul Mar Nero.
Insomma uno scontro in cui a farne le spese, come sempre, sono proprio le classi popolari, senza distinzioni di nazionalità: con i morti in battaglia o sotto occupazione, con i costi delle operazioni scaricati su di noi, con gli aumenti dei prezzi e delle spese militari che andranno ad approfondire i tagli alla spesa sociale. Il tutto in una situazione già di per sé drammatica per l’effetto delle crisi economiche degli ultimi anni e della pandemia.
Ci viene chiesto, con una propaganda asfissiante, in cui ogni voce critica viene ridicolizzata, ostracizzata, accusata di essere al soldo di Putin, di arruolarci per difendere i nostri interessi nazionali, i nostri valori, che poi sarebbero quelli del mondo occidentale e degli Stati Uniti. Quali sarebbero questi valori? La democrazia liberale contro l’”autoritarismo asiatico”? La libera iniziativa economica contro il dirigismo? Ma per favore!! Viviamo in un paese che taglia i fondi per la sanità pubblica e per l’istruzione ma aumenta le spese militari, un paese in cui i salari scendono e l’inflazione galoppa, un paese in continua emergenza in cui la repressione si vive ogni giorno: nei posti di lavoro, nelle scuole, per le strade. Ne sono un esempio le decine di denunce recapitate agli studenti che hanno occupato le loro scuole superiori, gli sgomberi degli spazi sociali, i daspo urbani, le condanne agli antifascisti e chi più ne ha più ne metta…
E come se non bastasse adesso i nostri rappresentanti, al governo e in parlamento, tutti, PD in primis, si mettono l’elmetto e la tuta mimetica e non esitano a portarci in guerra a suon di armi, dichiarazioni roboanti, sanzioni. E quel banchiere di Draghi si permette di chiederci se vogliamo la pace o il condizionatore?!
Siamo già in guerra. Lo siamo perché le sanzioni sono un atto di guerra, perché inviare le armi è partecipare al conflitto, perché in Italia ci sono decine di basi USA e NATO e decine di testate nucleari. Perché dall’Italia, e da Sigonella in particolare, partono i pattugliatori marittimi, aerei che forniscono agli ucraini informazioni cruciali per attaccare le forze navali russe, come abbiamo visto nelle ultime settimane con l’incrociatore Moskva. Perché banalmente il comando NATO per le operazioni in Medio Oriente e nell’est Europa si trova in Italia, in provincia di Napoli.
A nostro modo di vedere è urgente prendere parola, contestare questa guerra e le sue motivazioni profonde, agire contro il nostro imperialismo e sabotare questa economia di guerra. Chiedere la riconversione civile dell’industria bellica, che con il conflitto in atto ha visto schizzare alle stelle il valore delle azioni e i dividendi per i suoi azionisti, oltre ad un’ottima occasione per sperimentare nuovi strumenti di morte e metterli “in vetrina”. Non possiamo non menzionare in questo senso Leonardo Spa, spesso definita un “fiore all’occhiello” del nostro territorio, un colosso che vende armi ai peggiori governi del mondo, come Turchia, Israele, Arabia Saudita.
E’ necessario pretendere che la “riconversione ecologica” non resti lettera morta, già che con la guerra si torna al fossile e agli armamenti.
E’ urgente mobilitarsi e lottare, resistere a questo ennesimo attacco alle condizioni di vita dei proletari, ai nostri diritti finanche alla nostra stessa esistenza.
Diciamo che bisogna resistere perché oggi è il 25 Aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo.
La festa della resistenza partigiana. Ed è inaccettabile il paragone che viene fatto tra la resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale e l’Ucraina di oggi. Per tanti motivi: perché la resistenza italiana combatteva contro il nazifascismo, un’ideologia estrema che si basava su segregazionismo, superiorità razziale, genocidio degli ebrei ed eliminazione di ogni diversità. Pensare di creare somiglianze tra chi ha pagato con la vita gli eccidi e le torture dei repubblichini e delle SS e chi ha come proprio simbolo il collaborazionista di Hitler ci fa semplicemente orrore. Il nazionalismo identitario ucraino, che impregna la politica ucraina come le azioni militari, ha ben poco a che vedere con gli ideali che guidavano i partigiani e le partigiane: libertà, solidarietà, giustizia sociale. Si trattava di patriottismo, non di un nazionalismo escludente: a Valibona c’erano comunisti, anarchici, italiani, russi e scozzesi, accomunati da uno stesso spirito che non è quello dei legionari presenti adesso in Ucraina. Lo spirito era anche quello di mettere fine alla guerra nel minor tempo possibile, il contrario di quello che vediamo e sentiamo dai maggiori leader europei e americani che inviano armi e non fanno altro che invocare la vittoria finale degli ucraini.
In ultimo esprimiamo solidarietà all’ANPI, associazione di cui non sempre condividiamo le posizioni, fatta eccezione per quelle di molte sezioni locali (tra cui quella di Campi Bisenzio), sotto attacco in queste settimane per non essersi accodata alla retorica bellicista e ipocrita del centro destra e del centro sinistra.
Sentiamo che è un momento cruciale, e sappiano quelli che sono al governo e che ci stanno spingendo in guerra che la gente spesso dimentica, ma a volte ricorda pure…

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Fuori l’Italia dalla guerra e dalla NATO! Fuori la NATO dall’Italia!
Non un soldo in più per la guerra!
Noi non ci arruoliamo!

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Valibona 25 Aprile 2022

Sui sentieri della Brigata Lupi Neri con il pensiero alle vittoriose azioni di guerra dei nostri partigiani, onoriamo la battaglia di Valibona, dove cadde da eroe il comandante partigiano Lanciotto Ballerini, attaccando a suon di bombe a mano il nemico e permettendo ai suoi compagni di rompere il soverchiante accerchiamento e di unirsi poi alle brigate che liberarono Firenze; una di esse porta il suo nome.
La vittoriosa lotta popolare contro il nazi-fascismo fu anche lotta per la costruzione del comunismo: come compagni/e e antifascisti/e non possiamo che continuare sulla strada tracciata!
Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza!

Sui sentieri della Brigata Lupi Neri

Sui sentieri della Brigata Lupi Neri – Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

Valibona 25 Aprile 2022

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