Sabato 6 Giugno 2020 Presidio antifascista in piazza della Repubblica ore 15:00

Mascherine tricolori: faccia diversa stessi avvoltoi!

Mascherine tricolori: faccia diversa stessi avvoltoi!

Mascherine tricolori: faccia diversa stessi avvoltoi!

Da qualche settimana anche a Firenze si è sviluppato il triste fenomeno delle “mascherine tricolori”, una manifestazione apparentemente anonima, ma chi sono davvero questi loschi figuri?
Altro non sono che l’ennesima forma in cui i fascisti di CasaPound tentano di mascherare ciò che sono realmente, millantando principi che contraddicono costantemente nei fatti.

Nella nostra città si schierano sempre per la “difesa” o la “rinascita” di Firenze, ma sono fra i primi a sostenere le politiche di svendita del territorio ai privati e di spopolamento dei quartieri del centro storico per far posto a localini costruiti a misura di turista: altro che “prima i fiorentini”, “prima i ricchi”!
È bene non dimenticare anche che il ridicolo in cui sguazzano adesso è frutto di un impegno quotidiano degli antifascisti di questa città che, ogni qual volta i camerati hanno provato ad alzare la testa (spesso con finte associazioni solidali) hanno ricacciato questi ratti nelle fogne dalle quali provengono.
Non a caso infatti, il 23 giugno prossimo, diversi/e antifascisti/e rischiano una condanna per travisamento per i fatti del corteo in risposta al pestaggio in piazza della Repubblica, ad opera di alcuni fascisti locali.
È bene non scordare il 13 dicembre 2011, quando i fascisti di questa città hanno confermato di essere gli stessi assassini del ventennio. Quel giorno, Gianluca Casseri, esponente di spicco di CasaPound Pistoia uccide a colpi di arma da fuoco due lavoratori senegalesi in Piazza Dalmazia: Samb e Diop.

Pensiamo che in questa fase, in cui l’emergenza COVID-19 ha acuito tutte le contraddizioni di questo sistema, si debba pensare un sistema radicalmente diverso.
Su un piano cittadino il modello della Firenze-vetrina ha mostrato di essere fallimentare: per pensare davvero a questa città dovremmo smetterla di cacciare i residenti dal centro storico perché meno proficui dei turisti e, anziché continuare a installare telecamere con l’ossessivo bisogno del controllo, condiviso dall’estrema destra come dal PD, si dovrebbe utilizzare i fondi nelle scuole che crollano, nelle università dove le tasse aumentano e gli stipendi dei lavoratori in appalto sono da fame, nella sicurezza sui posti di lavoro e per la sanità pubblica. Il fautore del sistema attuale è la Lombardia a trazione Lega, ai camerati non dispiaceva fino a poco fa di andare a braccetto con Salvini per un po’ di visibilità.
Nonostante tutte queste contraddizioni, i Fascisti di mirano solamente alle fantomatiche invasioni di migranti e il cosiddetto degrado, affermando di combattere quest’ultimo facendo ronde intimidatorie nei confronti di qualsiasi straniero nei nostri spazi, come con la “passegiata” leghista sabato 6 giugno alle cascine.

Piuttosto che nascondersi dietro false retoriche “tricolori”, bollando ipocritamente come apolitiche queste uscite, è bene dire chiaramente che il loro intento è dividere chi pagherà ancora questa crisi con i propri sacrifici fra italiani e non, fra buoni e cattivi, fra compatibili e incompatibili, ma la soluzione non sta in una guerra tra poveri tanto cara al vero nemico: chi ci sfrutta, chi ci sfratta, chi ci controlla, chi sta sopra di noi e decide sulle nostre vite, vivendo sul nostro sudore, Confindustria e i suoi lacchè fascisti.

Per uscire da un sistema marcio è necessario che sanità, istruzione, lavoro, casa siano diritti per tutti e non privilegi per pochi!
Respingiamo chi ci vuole dividere, respingiamo fascismo e razzismo, cacciamo CasaPound dalle nostre piazze!

Firenze Antifascista

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Domenica 31 Maggio 2020 – Un’app non ci salverà! Fare una app è facile, mettere mano alla sanita’ pubblica no.

Fare una app è facile

Un’app non ci salverà!

Iniziativa a cura di k100fuegos e Ifdo * hacklab

Video dell’iniziativa: https://www.youtube.com/watch?v=SptNOz3W138

Le critiche alle non-soluzioni tecnologiche a problemi umani troppo umani, sono arrivate da piu’ parti.
E’ buffo notare come collettivi politici che si occupano di questioni digitali in luoghi diversi d’europa, senza essersi parlati, siano giunti piu’ o meno alle stesse conclusioni. La parola app usata come mantra pop, escamotage relativamente semplice a un problema complesso: le lacune enormi del sistema sanitario pubblico.
Fare una app è facile, mettere mano alla sanita’ pubblica no.
In questa chiaccherata cercheremo di inquadrare la questione app di “contact tracing” nel proprio contesto, confrontando le esperienze di altri paesi, le tante critiche, analizzando i problemi tecnici, le tematiche relative alla sorveglianza e a quel fraintendimento voluto che potrebbe essere chiamato “soluzionismo tecnologico”: una app non e’ un oracolo, non ha proprieta’ curative, non puo’ essere il faro guida di nessuna fase.
La risonanza mediatica di cui ha goduto svela secondo noi il senso ambiguamente salvifico attribuito alla parola app, come in una sorta di campagna di marketing poco riuscita.

Iniziativa in diretta streaming sul canale youtube “Cantiere Camilo Cienfuegos”
in collaborazione con Ifdo * hacklab https://ifdo.noblogs.org/

Comunicato dell’hacklab sulla pandemia e la tecnologia:
https://ifdo.noblogs.org/post/2020/05/07/pandemia-di-tecno-assoluzionismo-e-di-come-la-tecnologia-non-ci-salvera/

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Sabato 30 Maggio 2020 Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

Flash mob in movimento

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46 anni fa la strage di Piazza della Loggia: sappiamo chi è Stato!

È il 28 maggio del 1974, in piazza della Loggia a Brescia è prevista una manifestazione antifascista.
Alle 10:12 esplode una bomba, c’è chi muore sul colpo, chi durante il trasporto in ospedale, chi dopo ore di agonia per le ferite riportate, il bilancio totale è di 8 morti e oltre 100 feriti.

L’eco che questi fatti portano è lo stesso di piazza Fontana 5 anni prima: un attacco diretto alle classi popolari antifasciste e combattive.
La mano è quella dei neofascisti di Ordine Nuovo, ma la testa è ancora una volta quella di uno stato che cerca di minare in ogni modo la lotta di un’intera classe popolare che nelle suo organizzazioni stava mettendo sempre più in difficoltà e in discussione un intero sistema basato su guerra e sfruttamento.

La connivenza tra Stato e fascisti si palesa da subito: da esponenti di Ordine Nuovo “casualmente” dentro i servizi segreti a dei processi lunghi e per lo più inconcludenti che si sono protratti fino a pochi anni fa, si mostra chiara la volontà istituzionale di proteggere la sua facciata democratica dalle sue pratiche repressive ed omicide nei confronti delle classi popolari che negli anni ’70 minacciavano lo status quo capitalista in Italia. Ci si ritrova ancora davanti alla vecchia formula: in tempi di crisi chi è al potere si tutela dal popolo usando il braccio armato dello Stato, Polizia e fascisti, denunciando da una parte la violenza di chi osa opporsi al sistema capitalista e condonando invece le bande fasciste che attentano alle vite delle classi popolari. Di fronte a tale visione distorta, tocca a noi ricordare chi è stato il mandante di episodi come Piazza della Loggia, così come gli esecutori materiali, perché solo così possiamo tener vivo un odio di classe: un odio indirizzato verso chi da anni opprime e uccide chi lotta, demonizzando da una parte chi alza la testa rifiutandosi di stare zitto ad ogni sopruso e insabbiando le stragi fasciste dall’altra.

strage di Piazza della Loggia

strage di Piazza della Loggia

Firenze Antifascista

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Sabato 23 Maggio 2020 ore 15.30 Presidio in Piazza Santissima Annuniziata

Iniziativa pubblica, manifestazione per la scuola.

Iniziativa pubblica, manifestazione per la scuola.

Firenze scuola aperta

https://www.facebook.com/events/288199612346313/

Insegnanti, educator*, genitori e student*, AGITIAMOCI, ISTRUIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI!

Il 23 maggio, alle 15.30, in molte città italiane si manifesta per la riapertura delle scuole a settembre in presenza e continuità. A FIRENZE, In ottemperanza al DCPM 16.05. (art 1. comma i) che consente le manifestazioni pubbliche in forma STATICA, LA MANIFESTAZIONE SI SVOLGERA’ IN PIAZZA SANTISSIMA ANNUNZIATA.

Lo striscione sarà: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza” che APPENDEREMO IN PIAZZA DAVANTI ALL’ISTITUTO DEGLI INNOCENTI.

DISTANZIAMENTO OBBLIGATORIO DI 2 METRI TRA PERSONE E/O NUCLEI FAMILIARI e USO OBBLIGATORIO di MASCHERINA. Dei cerchi disegnati coi gessetti per terra ci aiuteranno a mantenere le giuste distanze!!

La mobilitazione parte da qui: https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/ministra_della_pubblica_istruzione_lucia_azzolina_priorita_alla_scuola_/

È necessario tenere buone pratiche di comportamento per prevenire il contagio da covid-19.
Tali pratiche potranno aiutare tutti a esercitare il proprio di diritto a manifestare senza timori.

È necessario responsabilmente avere cura della salute di chi partecipa all’iniziativa pubblica aspettando la cura.

Più scuole, più spazi consegnati a scuole e student*, più educazione all’aperto, più insegnanti, assunzione precar*, più personale A.T.A

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Comunicato nazionale:

“Priorità alla scuola”
insegnanti, educator*, genitori e student* indicono una INIZIATIVA PUBBLICA

23 maggio 2020 ore 15.30 in molte città italiane

Costituzione italiana, art. 34
La scuola è aperta a tutt*

Costituzione italiana, art. 34 2020:
LA SCUOLA VA APERTA

Più scuole, più spazi consegnati a scuole e student*, più educazione all’aperto
più insegnanti, assunzione precar*, più personale A.T.A

Il 22 febbraio le scuole e servizi scolastici, dai nidi alle scuole superiori, hanno dovuto chiudere le porte in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, il 5 marzo nel resto d’Italia. Da allora student*, insegnanti e famiglie si sono ritrovati a gestire la didattica a distanza nel silenzio più assoluto del ministro Azzolina e del resto del Governo. Nessuna idea su come intervenire nelle scuole mentre erano chiuse, nessuna proposta su come riaprirle a maggio, a oggi ancora nessun piano concreto su come ricominciare l’anno scolastico a settembre con più insegnanti e personale e la possibilità di pensionamenti per lavoratori e lavoratrici in età a rischio.

A settembre, a ben sei mesi dalla chiusura, di emergenza non si potrà più parlare. Allora la parola la prendiamo noi: insegnanti, educatori/educatrici, genitori e studenti/esse.

La didattica a distanza è la didattica dell’emergenza, a settembre VOGLIAMO SCUOLE APERTE e DIDATTICA IN PRESENZA. Il ministero deve fin da ora operare per rendere agibili le strutture esistenti e per costruirne di nuove, temporanee, sostenibili, per accogliere tutti i soggetti che fanno la scuola.

La scuola va riaperta. A settembre non vogliamo sperimentazioni.
La scuola va riaperta. A settembre non vogliamo turni nella scuola dell’obbligo.
La scuola va riaperta. Anche i nidi, che sono un servizio pubblico essenziale.
La scuola va riaperta. Le classi siano formate da meno student*.
La scuola va riaperta perché solo la scuola aperta offre inclusione, uguaglianza, possibilità di crescita per bambin* e ragazz*.
La scuola va riaperta perché solo insieme possiamo rispettare e sostenere ogni diversità.
La scuola va riaperta perché solo la scuola aperta può fermare la dispersione scolastica.
La scuola va riaperta perché la scuola deve essere in presenza e in continuità.
La scuola va riaperta perché solo così può essere regolare e continuativa.

La scuola va riaperta in sicurezza perché l’istruzione è un diritto e perché bambin* e ragazz* a scuola ci vogliono tornare.
Più risorse per la riapertura della scuola e il potenziamento in presenza.

Perché la scuola sia un luogo riaperto, accogliente e sicuro per TUTT*.

Distanti ma uniti: FIRENZE, ROMA, FAENZA, MILANO, TORINO, BOLOGNA, CAGLIARI, NAPOLI , REGGIO EMILIA, MODENA, GENOVA, (in ordine cronologico) In aggiornamento!

 

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Morte al fascismo, libertà al popolo!

È il 22 maggio 1942, un giovane jugoslavo si avvicina al patibolo: il suo nome è Stjepan Filipovic, un ragazzo di 26 anni, operaio, partigiano e jugoslavo.

Era nato in una famiglia operaia, trasferitasi dalla Croazia alla Serbia per cercare lavoro nell’industria bellica, in quel periodo particolarmente fiorente. Nel 1937 si unisce al movimento dei lavoratori, iniziando ad adottare i principi del comunismo, per poi essere arrestato per le sue idee nel ’39. Uscito di prigione, con una convinzione più forte che mai, entra nella Lega dei Comunisti della Jugoslavia, e dopo l’occupazione del suo paese natio imbraccia le armi e si da alla macchia diventando partigiano.

Nel 1942 però, viene catturato: mentre viene portato al patibolo dai suoi aguzzini nazifascisti, i quali speravano in una scena pietosa da parte del partigiano titino, ormai vicino alla morte, Stjepan alza le braccia e urla un detto comunemente usato dai partigiani jugoslavi: Smrt fašizmu, sloboda narodu!” (morte al fascismo, libertà al popolo!).

Presto Stjepan divenne un simbolo, era uno dei tanti giovani che aveva dato la vita per far sparire il Fascismo dalla faccia della terra: un’ideologia che aveva devastato il suo paese, oppresso i suoi coetanei, amici e parenti. È nostro dovere ricordare tutti i partigiani e solidali che come Stjepan hanno dato tutto, con ogni mezzo necessario, per cacciare il fascismo nell’oblio, nella speranza di vedere un avvenire diverso, dove uguaglianza e giustizia sociale trionferanno.

Stjepan Filipovic

Stjepan Filipovic

Firenze Antifascista

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Raccolta alimentare – Un’altra settimana è passata e una nuova sta per cominciare.

Un’altra settimana è passata e una nuova sta per cominciare.
La raccolta alimentare sta andando avanti così come sta continuando la solidarietà, in questo periodo così difficile per tante, troppe persone. Occorre davvero cambiare sistema perché nessuno e nessuna deve restare indietro e noi lottiamo sempre per una società più equa e giusta.

Un aggiornamento sui numeri:
Seguiamo 16 famiglie per un totale di oltre 60 persone e questo è possibile grazie alle vostre donazioni, grazie a quella del Circolo Rinascita, grazie all’aiuto dell’ ortofrutta di Capalle di Zagaria e Amhed e alla donazione della pasticceria Bonci.

La raccolta continua perché sappiamo che questo periodo non finirà presto. Un grazie a tutti e a tutte che nel rispetto delle norme sanitarie continuano a confezionare e portare i pacchi alimentari.
Abbiamo bisogno di pasta, riso, latte, fagioli e ceci in scatola, biscotti, passata.Grazie ancora a tutte e tutti voi!

“Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”
A.N.P.I sez. Lanciotto Ballerini
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos
Arci CittàVisibili
Gruppo casa Campi Bisenzio

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

Raccolta alimentare

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Solidarieta’ agli anarchici bolognesi!

Fai sentire la tua voce, sei un terrorista.
Scendi in piazza per i tuoi diritti e la tua dignità, sei un terrorista.
Lotti contro uno Stato sempre più repressivo e dittatoriale, sei un terrorista.

Mercoledì 13 maggio, 12 arresti tra le compagne e i compagni dell’area anarchica bolognese (7 in carcere, 5 con obbligo di dimora) con l’accusa di “Associazione terroristica” e “Propaganda per la lotta anti-Stato”. La Procura di Bologna parla di “diffusione di materiale istigatorio al compimento di azioni riconducibili ad una generale Campagna di lotta anti-stato”.
Un’operazione poliziesca di tipo preventivo, quindi, e basata in massima parte su “reati” d’opinione.

Ormai l’assioma è chiaro, rifiutare una società basata sullo sfruttamento dell’essere umano e della natura, sull’economia di guerra, sulla discriminazione sessuale, etnica o religiosa è un atto terroristico.

Uno Stato che invece con violenza reprime e uccide nelle carceri e nei CPR (Centri Permanenti per il Rimpatrio) , che lascia morire migliaia di persone nel Mediterraneo , finanzia i carcerieri libici, intralcia e criminalizza gli interventi delle ong, che non garantisce una casa, sfratta e sbatte in strada chi non ha di che vivere, che taglia fondi per la sanità e la scuola pubblica in favore di quelle private, che si fregia di essere uno dei maggiori esportatori di armi nel mondo… ecco, questo Stato si definisce “democratico”.

Bene, tenetevi la vostra democrazia!

Solidali e complici con le compagne e i compagni bolognesi!
Tutte libere! Tutti liberi!

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Cpa Fi Sud – Sabato 16 Maggio 2020 Movimenti popolari e conflitti sociali nella gestione covid in America Latina

Movimenti popolari e conflitti sociali nella gestione covid in America Latina

Movimenti popolari e conflitti sociali nella gestione covid in America Latina

alle ore 19 sul canale YouTube CPA Firenze Sud (https://www.youtube.com/channel/UCZbSiucQIS3FlLfgm9rL2kw)

Il link per seguire la diretta verrà reso disponibile nei prossimi giorni.

★★★

Parliamo di Cile, Brasile e Bolivia, tra regimi autoritari, golpe militari e mobilitazioni popolari.

Interverrà:
• David Lifodi – esperto e corrispondente sull’America Latina

Con contributi:
• Dalla Bolivia con un medico ed attivista indigeno
• Sul Cile con un compagno cileno esule in Toscana

★★★

CPA Firenze Sud

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A fianco del grup yorum, per la liberta!

Ieri si è consumato l’ennesimo atto di infamia del regime fascista instaurato ormai da troppo tempo in Turchia dal tiranno Erdogan. Poliziotti hanno preso d’assedio il funerale di Ibrahim Gokcek nel quartiere Gazi di Istanbul, picchiando e arrestando le persone che erano a dare l’estremo saluto a Ibrahim che ha pagato con la vita la battaglia per la libertà. Questa lotta l’aveva intrapresa insieme ai suoi compagni Helin Bolek e Mustafa Kocak che come lui erano stati arrestati sulla scia del fallito golpe che Erdogan ha preso a pretesto per fare un repulisti di ogni tipo di resistenza al regime fascista da lui messo in atto. Ibrahim, Helin e Mustafa sono componenti del gruppo musicale Group Yorum che dal 1985 si sono fatti portavoce delle lotte per i diritti, rispetto delle idee e delle libertà. Negli anni molti suoi componenti sono stati arrestati o costretti all’esilio in Europa ma il Group Yorum ha sempre continuato a portare nel territorio turco e in tutta l’Europa la loro musica militante.

Oggi abbiamo assistito al tragico epilogo delle loro storie soffocate da un regime che ha nel terrore e nella repressione le proprie fondamenta e bolla chi dissente come un terrorista. Erdogan continua a lastricare di cadaveri la sua storia politica agevolato dall’indifferenza degli stati europei che gli si rivolgono solo quando hanno bisogno dei suoi metodi per fermare migranti o per vendere armi da usare sul proprio suolo, in Siria e in Libia contro chiunque vada contro il suo interesse. In questo quadro le storie di Ibrahim, Helin e Mustafa; tre musicisti che hanno cantato di diritti,di libertà e di lotta, morti dopo un lungo sciopero della fame, per poter suonare e cantare, a cui non si è voluto mettere fine, è il ritratto del clima che si respira nella Turchia di oggi. Anche per questo sei detenuti politici delle organizzazioni rivoluzionarie sono entrati in sciopero della fame: la richiesta è semplicemente quella del rispetto dei propri diritti e della propria umanità.

Siamo certi che il Group Yorum continuerà a portare nel mondo la loro musica e come realtà di Firenze continueremo a sostenere la lotta contro la repressione in Turchia, in solidarietà con tutti i detenuti politici nelle carceri turche, a fianco dei popoli che combattono per la libertà.

Coordinamento Toscano per il Kurdistan

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio
CPA Firenze Sud
Collettivo Politico Scienze Politiche
Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione

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