Domenica 24 Novembre 2019 Benefit Mezza luna rossa e comunità Kurda Toscana

Benefit Mezza luna rossa e comunità Kurda Toscana

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Sabato 16 Novembre 2019 dalle ore 15:00 Presidio antifascista in ricordo di Idy e in solidarietà a Mike!

Basta morti, Basta aggressioni! Fuori fascisti e razzisti da Firenze!

Domenica mattina Firenze si è svegliata con una notizia: durante la notte qualcuno aveva sfregiato con una bomboletta la targa che su Ponte Vespucci ricorda Idy Diene.
Martedì mattina invece, dopo un primo tam-tam della gente del quartiere, si viene a sapere che un lavoratore ambulante, proprio come Idy, è stato preso a pugni nel sottopasso delle Cure.

Questo gesti non sono solo frutto della noia, frustrazione e vigliaccheria di un qualche triste individuo, né di una semplice “goliardata”, ma sono una vera e propria manifestazione di odio razziale. Questo atto come l’omicidio che portò alla morte di Idy il 5 marzo 2018, sono gesti pienamente razzisti, e chiunque provi a negarlo, come ha fatto la magistratura quando ha negato che dietro l’omicidio di Idy ci fosse un movente razziale, è complice di queste aggressioni.
Queste aggressioni sono figlie del clima profondamente reazionario in cui viviamo da anni che, alimentato dall’odio istituzionalizzato da figure come Minniti, Salvini o la Meloni, ha reso il razzismo una normalità con la quale convivere.

Questo lo stiamo vedendo negli ultimi giorni, con varie manifestazioni eclatanti di sdoganamento del fascismo, come la cena di Fratelli d’Italia in onore di Mussolini sul sito di una strage nazifascista o il rifiuto del sindaco di Predappio di sostenere le spese della scuola comunale per il Treno della Memoria perché “la memoria dei campi di sterminio è a senso unico” . Oppure con episodi perfino più inquietanti, come l’ennesimo ritrovamento, questa volta a Siena, di un arsenale di armi a disposizione di esaltati fascisti. Questi, insieme a quello che è successo a Firenze, sono solo gli ultimi esempi di una situazione che non ci può e non ci deve vedere passivi.

Certo non ci possiamo aspettare una inversione di tendenza da un governo targato PD e 5S che ha confermato tutte le decisioni prese da Salvini ministro dell’Interno, a partire dai famigerati decreti sicurezza, e quelle prese dal suo predecessore Minniti, a partire dagli infami accordi di rimpatrio con la Libia.
A fronte di queste schifezze i politici sedicenti democratici cercano disperatamente di rifarsi una verginità antifascista e antirazzista. Un esempio eclatante di questo ci è offerto oggi dal nostro sindaco Nardella che dalle colonne dei giornali propone “patti antirazzismo” ma che invece, quando Idy fu ucciso, si indignava per 2 fiorere rotte dai suoi amici. Sappiamo bene che il loro antifascismo è solo di facciata e buono solo per la campagna elettorale. La realtà è che sono proprio loro i primi ad alimentare la miseria sociale che fascisti e razzisti cercano di strumentalizzare ai propri fini, così come sono i primi a invocare misure repressive sempre più dure, più polizia o più telecamere contro i migranti e non solo.

Per questo ora più che mai dobbiamo ribadire che la pratica antifascista, antirazzista e antisessista non si delega e spetta a tutte e tutti noi. Per questo ci riuniremo in presidio sabato alle ore 12 su ponte Vespucci in ricordo di Idy Diene e in solidarietà a Mike aggredito alle Cure, per ribadire ancora una volta che Firenze è Antifascista, e che non accetteremo che tali gesti di odio passino senza risposta o addirittura acquistino intensità.

Sabato 16 Novembre
volantinaggio antifascista in piazza delle cure h.12
presidio ore 15 ponte vespucci

Combattiamo la paura,
Distruggiamo il razzismo

https://it-it.facebook.com/events/2475777639300483/

Firenze Antifascista
Rete antirazzista Firenze

 

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Stamattina nel quartiere delle Cure, fra poco sul ponte vespucci: la vera sicurezza sono quartieri solidali e antifascisti!

di seguito il testo volantino stamattina con Mike e gli/le antifascisti/e del quartiere
A Firenze, alle Cure, respingere il razzismo significa combattere la paura.
La vera sicurezza è un quartiere solidale e antifascista!

Quello che è successo a Mike riguarda tutti e tutte.
In questi giorni tutto il quartiere, dai ragazzi e le ragazze del Liceo Pascoli alle persone più anziane, hanno voluto percorrere il sottopasso per esprimere la propria solidarietà e vicinanza a Mike, lavoratore ambulante che chi tutti i giorni passa da lì per andare a lavoro, a scuola, a far la spesa, vede, conosce e saluta.
Questa è stata la prima risposta, spontanea e di pancia, di una città che ha nel suo tessuto sociale e nella sua comunità, la capacità di capire e reagire a ciò che sta succedendo. Le speculazioni, le strumentalizzazioni di quanto accaduto, le voci che gridano allo sciacallaggio degli “antirazzisti” (Sic!) sui social o sui giornali locali -guarda caso- sono proprio quelle di chi sulle discriminazioni, sull’intolleranza e sulla paura del diverso ci costruisce una carriera.
La gente delle Cure, senza tanti fronzoli, lo ha capito chiaro: chiunque abbia colpito Mike, lo ha fatto per il colore della sua pelle, vigliaccamente, perpetrando quell’odio e quella viltà che sono nel DNA del razzismo.
E’ la stessa morsa di un veleno che a Firenze, ultimamente, ha colpito duro. Idy, ambulante come Mike, fu preso di mira e ucciso neanche due anni fa da una persona in difficoltà psichiche e lavorative, ma che pensò che sparare su un migrante potesse in qualche modo essere lo sfogo alla sua rabbia, perché la sua vita valeva evidentemente meno di quella di altri.
Fra qualche giorno sarà anche l’anniversario della strage di Piazza Dalmazia, dove finirono sotto i colpi di pistola altri lavoratori ambulanti a Rifredi prima e in San Lorenzo poi, e dove due di questi persero la vita e altri rimasero gravemente feriti.
Ad uccidere, anche in quel caso, un uomo bianco. Stavolta un fascista, frequentatore e sostenitore di CasaPound, che uscì di casa pensando fosse il momento di mettere in pratica ciò che teorizzava: “prima gli italiani, fermiamo l’invasione” a colpi di pistola.
Purtroppo sono sempre più frequenti aggressioni omofobe e sessiste, solo a Firenze un mese fa un ragazzo di 26 anni è stato ricoverato col naso fratturato perché riconosciuto e fermato perché “frocio”.
In questa zona, nel quartiere o nei paraggi, sono permesse da Comune e istituzioni e sorvegliate da Questore e Prefetto, almeno 3 sedi di organizzazioni dichiaratamente fasciste, xenofobe e sessiste: La riapertura della Libreria di CasaPound “Il Bargello” in Via Frà Bartolomeo, il “Rifugio” -proprio qui alle Cure- in Via Mario Pagano, sede di Lealtà & Azione, sigla legata a Naziskin del Nord Italia che tiene legami stretti con la Lega anche qui in Toscana, sino a Casaggì, gioventù della Meloni e a Fratelli d’Italia in Via Frusa.
Non ci interessa l’identikit di chi stavolta abbia picchiato Mike.
Quello che sappiamo è che il veleno razzista è in circolo, e che trovare l’antidoto tocca a tutti e tutte noi.
E che i pugni dati a Mike sono pugni razzisti, chiunque li abbia sferrati. Sappiamo anche chi lo inietta, chi diffonde odio, paure, chi cavalca povertà, difficoltà, mancanze di servizi, di un lavoro o di una prospettiva di un futuro migliore e più giusto e vuole scaricare il prezzo di disagio e frustrazione sul più debole, sul diverso, sull’indesiderato. Alla Cure questo “giochino” non ha funzionato.
E il quartiere si è stretto accanto a Mike. E’ partendo da qui che dobbiamo tutti/e vigilare perché questi episodi non accadano, dobbiamo prenderci la responsabilità di costruire quei legami di solidarietà, mutuo aiuto, di attenzione reciproca, che non solo siano l’antidoto al razzismo, al fascismo, sessismo e omofobia, ma anche al terreno in cui questi si sviluppano: i nostri quartieri hanno bisogno di essere sicuri affinché le nostre vite siano più sicure, e senza subdole divisioni o capri espiatori, dobbiamo saperci difendere da chi ci deruba ogni giorno dei nostri diritti, come l’accesso alla sanità, la possibilità di avere un tetto sulla testa, un salario dignitoso e un lavoro più sicuro, la possibilità di studiare, muoversi con mezzi pubblici accessibili.
Se le nostre vite sono “insicure”, non è colpa di un venditore ambulante, di una signora Rom, di un rifugiato. A rendere i quartieri più “sicuri” non saranno telecamere in più o presidi fissi di polizia.
Un quartiere più sicuro è un quartiere vivo, solidale, attento a ciò che accade nelle strade e nelle piazze che si vivono quotidianamente, che è pronto a riconoscersi come parte di una comunità che ripudia il fascismo e le strumentalizzazioni razziste, che è pronta a difendersi e lottare insieme contro chi ci specula, la impoverisce, la aggredisce.
Difenderlo e far vivere questi spazi spetta a tutti/e noi!

Firenze Antifascista

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

Cure volantinaggio in solidarietà a Mike

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Venerdì 8 Novembre 2019 Serata punk Oi!

nabat

nabat

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Venerdì 1 Novembre 2019 Manifestazione a Roma per il Rojava, concentramento ore 14.00 Piazza della Repubblica

www.retekurdistan.it/manifestazione-nazionale-1-novembre-a-roma-controlaguerra-iostoconicurdi/

 

Manifestazione a Roma per il Rojava

Manifestazione a Roma per il Rojava

Alle ore 15:00 del 9 ottobre la Turchia ha iniziato l’attacco di invasione del Nord – Est della Siria, il Rojava, provando a distruggere quello che curdi, armeni, arabi, assiri e turcomanni, cristiani, siriaci hanno costruito insieme.

Questi popoli sono il simbolo mondiale della resistenza all’Isis e in un Paese martoriato da anni di guerra civile sono riusciti a dare vita ad un sistema.

Questa invasione viene portata avanti con il pretesto di un presunto problema di sicurezza e di pericolo per la Repubblica Turca ma da quando ha avuto inizio il conflitto in questa regione, ossia a marzo 2011, nessun tipo di iniziativa o attacco sono stati intrapresi né contro il confine, né tanto meno contro la Turchia.

L’Italia, l’Europa e la comunità internazionale tutta non possono restare indifferenti. Deve essere compiuto con effetto immediato ogni sforzo possibile per bloccare immediatamente l’invasione della Turchia in Siria.

La situazione è molto grave, l’aviazione turca ha ripetutamente bombardato aree civili, prendendo di mira scuole ed ospedali mentre si segnala che sarebbero presenti indizi relativi all’utilizzo di armi chimiche al fosforo nella città di Serekaniye.
Ci sono già oltre 275 mila sfollati e nel frattempo, i miliziani di Daesh stanno scappando dalle prigioni e si stanno riorganizzando.

Con questo appello invitiamo a scendere in piazza il 1° novembre a Roma, per chiedere:
Fermare definitivamente la guerra e il ritiro immediato delle truppe della Turchia dal Nord – Est della Siria
– l’istituzione di una No-Fly-Zone nel Nord – Est della Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite e della comunità internazionale e lo schieramento di una forza di interposizione
– fermare la cooperazione militare e diplomatica dell’Italia e dell’Unione Europea con la Turchia
– la creazione di un corridoio umanitario per l’evacuazione dei feriti dalle zone di guerra
– la liberazione immediata di Abdullah Ocalan in quanto unica persona in grado di ristabilire la pace nel territorio, dei Co-presidenti dell’HDP Selahattin Demirtaş e FigenYüksekdağ e di tutti gli oppositori politici rinchiusi nelle carceri Turche.

Contro la guerra e al fianco del popolo curdo, per l’umanità e contro la barbarie!

Promuovono: UIKI Onlus- Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia, Comunità curda in Italia, Rete Kurdistan Italia

Per adesioni inviare una mail: info.uikionlus@gmail.com – info@retekurdistan.it

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Un altro centro commerciale a Campi? Basta!

Un altro centro commerciale a Campi? Basta!

Un altro centro commerciale a Campi? Basta!

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Sabato 19 Ottobre a Firenze, in Piazza contro l’aggressione turca in Siria del Nord

Fermiamo la guerra, giù le mani dal Rojava

Fermiamo la guerra, giù le mani dal Rojava!

Da oltre una settimana i carri armati e gli aerei turchi stanno attaccando il Rojava e l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord. In un quadro di grande crisi economica interna, l’attacco del fascista Erdogan ha l’obiettivo di indebolire il movimento kurdo, in Siria come in Turchia, conquistare posizioni territoriali e recuperare consenso interno. La guerra ricompatta il fronte nazionalista turco al governo (AKP-MHP), individuando ancora nel PKK e nel movimento kurdo di liberazione il nemico da combattere.

Le responsabilità politiche e militari, oltre che nel regime turco, vanno cercate nelle politiche imperialiste e delle potenze regionali che rischiano di scatenare ancora una volta pericolosi scenari di guerra, generare nuove migrazioni di profughi in fuga e continuare a mantenere tutto il Medio Oriente in situazione di conflitto permanente. Da una parte gli Stati Uniti, che una volta ritenuto sconfitto l’ISIS, si ritirano lasciando all’alleato NATO e acquirente di miliardi di armi, campo libero nella repressione del tentativo di autogoverno nella Siria del Nord. Dall’altra l’acquiescenza russa, che nonostante la ripresa del dialogo fra la federazione della Siria del nord e governo di Assad in funzione di protezione delle popolazioni sotto attacco, non nega lo spazio aereo ai bombardieri di Ankara, perché l’indebolimento delle strutture autonome del Rojava è comunque funzionale alle proprie mire imperialiste. Infine la falsità dell’Unione Europea, che a parole condanna l’attacco turco ma sottostà di buon grado al ricatto dei profughi pur di non compromettere lauti affari economici. Timide le prese di posizione italiane: nessuna reale intenzione di rinunciare alle relazioni con un partner economico importante come la Turchia, fra i principali acquirenti degli armamenti “made in Italy” prodotti da Leonardo-Finmeccanica, per conto dello Stato italiano anche nello stabilimento di Campi Bisenzio; nessuna intenzione di rinunciare agli affari finanziari per banche come Unicredit e Intesa San Paolo; nessuna intenzione di rinunciare alle commesse turche per Impregilo, Alenia e Beretta spa. E attraverso la missione NATO Active Fence dispiega militari italiani a protezione dello spazio aereo degli aggressori turchi!

In tutto il mondo le comunità kurde chiamano alla mobilitazione contro la guerra, sostenute da milioni di compagni/e solidali che vedono nella lotta del movimento kurdo e nelle sue prospettive di liberazione popolare, ecologista, antisessista e di convivenza tra popoli e religioni, un concreto tentativo di affermazione rivoluzionaria in un contesto di estrema debolezza dei movimenti in tutto il globo.

In tutta la Toscana e a Firenze, città del compagno Tekosher Orso, siamo già scesi in piazza e tante altre iniziative sono in corso o già in programma, tra cui il Presidio promosso dai ragazzi di Friday For Future per Venerdì 18 alle ore 15.30 proprio sotto la Leonardo a Campi Bisenzio, per denunciare il legame profondo tra guerra ed inquinamento ambientale.

SABATO 19 OTTOBRE un CORTEO REGIONALE attraverserà di nuovo la città, per denunciare gli interessi economici e finanziari italiani e la passività e complicità delle nostre amministrazioni che, di fronte a questa ennesima guerra, si riempiono la bocca di parole come “democrazia e diritti umani”, ma di fatto non pongono in essere fatti concreti, negando qualsiasi sostegno concreto alla resistenza kurda.

NO ALLA GUERRA, NO ALL’AGGRESSIONE TURCA in Rojava e Siria del Nord, per la liberazione del presidente Ocalan e degli 11.000 prigionieri politici in Turchia, per ritiro del Pkk dalla lista antiterrorismo UE, sosteniamo l’esperienza di liberazione popolare del movimento kurdo in Turchia e Siria del Nord!

SABATO 19 OTTOBREORE 15.00 – TUTT* a Firenze in Piazza Santa Maria Novella!

Toscana per il Kurdistan

Comunità kurda toscana

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No all’aggressione turca, al fianco della Resistenza Kurda!

Dopo mesi di accelerazioni e marce indietro ci siamo: gli USA hanno ritirato i loro uomini dalla zona di confine tra Turchia e Rojava (Siria nord-orientale) e dato il via libera all’operazione “Spring Peace” (“Fonte di pace”!!) di Erdogan. Un’invasione che avrebbe, secondo i turchi, lo scopo di colpire i cosiddetti “terroristi” kurdi, accusati di minare la sicurezza di Ankara. Ma chi ha un minimo di onestà intellettuale sa che i compagni del PKK lottano da decenni per l’autodeterminazione del loro popolo e la fine della discriminazione politica ed economica che i kurdi subiscono in territorio turco, così come in altri stati dell’area. E chi ha seguito almeno un po’ le vicende dello scacchiere mediorientale negli ultimi anni ben sa che i kurdi di Siria sono coloro che più hanno dato nella guerra all’ISIS, mentre Usa, Turchia e le altre potenze regionali alleate dell’occidente, dietro a un impegno contro Daesh “di facciata”, hanno foraggiato, finanziato, armato ed agevolato proprio le milizie di tagliagole che fino a pochi mesi fa controllavano buona parte di territorio siriano ed iracheno. D’altronde si è avuto più di una evidenza negli anni di come Ankara lasciasse passare impunemente i militanti dell’ISIS verso la Siria e l’Iraq, e di chi adesso combatte al suo fianco. I daeshisti infatti già cantano vittoria, e sono sicuri di riuscire a liberare i loro compagni imprigionati, mentre i detenuti nei campi approfittano della situazione per organizzare rivolte.

E’ curioso quanto politici, media (e purtroppo tante persone “normali”) occidentali siano capaci di stracciarsi le vesti quando i militanti dell’ISIS compiono attentati in terra europea, poi si esaltano per i kurdi che lottano contro di essi (trascurando ovviamente gli ideali e il tipo di organizzazione sociale che stanno mettendo in pratica nelle zone liberate), e in questo momento sono solo capaci di produrre debolissime prese di posizione prive di ogni conseguenza. Lo dimostra il fatto che Erdogan ci ha “scherzato su”, minacciando l’Europa di riaprire le rotte dei migranti e consentire così a milioni di profughi di raggiungere il nostro continente, rompendo l’accordo per il quale ottiene miliardi di euro in cambio di un contenimento dei flussi.

In effetti uno dei piani più vergognosi e disumani del dittatore Erdogan è proprio quello di spopolare la zona di confine dai kurdi per procedere alla loro sostituzione etnica (questa sì!) con i profughi arabi in fuga dalla Siria. Il tutto mentre si mina e disgrega il progetto politico, sociale ed economico egualitario portato avanti in questi anni in Rojava, basato su superamento del capitalismo, abbattimento del patriarcato ed ecologismo, inaccettabile per il regime turco, e si separano, appunto, i kurdi di Siria da quelli che vivono in territorio turco. Roba da macellai, da colonialismo ottocentesco: negli ultimi 20 anni Usa e Nato hanno fatto guerre terribili per molto meno ma si sa, quando a farle queste cose è un alleato….

Per questi motivi, e tanti altri, chiediamo la fine degli accordi commerciali, finanziari e militari con il regime di Erdogan, che hanno nel nostro territorio una delle loro “punte di diamante” (come amano chiamarla i nostri amministratori, gli stessi che poi approvano in Consiglio Comunale una mozione di condanna all’operazione turca): la Leonardo spa, che progetta e produce strumentazioni militari (elicotteri, sistemi di puntamento, ecc) vendute poi a Turchia e Israele, fra gli altri (ed utilizzate nel 2017 nell’occupazione di Afrin, come vissuto anche dal compagno Lorenzo Orsetti, caduto in combattimento a marzo di quest’anno). Invitiamo la popolazione a boicottare i prodotti turchi e a non andarci da turisti. E soprattutto invitiamo tutti a partecipare alle mobilitazioni contro la guerra e a sostegno della resistenza kurda che ci saranno nei prossimi giorni:

Venerdì 18 Ottobre ore 15,30 PRESIDIO alla Leonardo spa di Campi Bisenzio (Via delle Officine Galileo, 1), organizzato da Fridays For Future
https://www.facebook.com/events/1147295008994484/

Sabato 19 Ottobre ore 15 CORTEO REGIONALE a Firenze concentramento in Piazza Santa Maria Novella

Viva la resistenza kurda! Viva le YPG-YPJ!
Erdogan criminale di guerra! Boicotta la Turchia!
Con Orso nel cuore

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Venerdì 18 ottobre 2019 FPLP Tra ideologia e pragmatismo, presentazione al CPA

FPLP Tra ideologia e pragmatismo

FPLP Tra ideologia e pragmatismo

“FPLP – FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA:TRA IDEOLOGIA E PRAGMATISMO”

Questo testo esamina il percorso politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, partito della sinistra radicale palestinese, in questi 50 anni dalla sua fondazione. Un partito che, nonostante le difficoltà e le vicissitudini storiche, rappresenta ancora una delle principali forze politiche del popolo palestinese.
Con la prefazione di Leila Khaled – militante storica della sinistra palestinese

Alle ore 20.00 Aperitivo a base di piatti arabo palestinesi
Alle ore 21.00 Dibattito con l’autore Stefano Mauro

Organizzano l’iniziativa: Cantiere Sociale K100fuegos, Cpa Firenze sud, Collettivo Politico Scienze Politiche. Rete Collettivi Fiorentini, Associazione di Amicizia Italia Palestina

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Sabato 12 Ottobre 2019 Stop staff leasing! Fermiamo la precarietà, difendiamo i posti di lavoro!

Stop staff leasing! Fermiamo la precarietà, difendiamo i posti di lavoro!

Stop staff leasing! Fermiamo la precarietà, difendiamo i posti di lavoro!

Stop staff leasing! Fermiamo la precarietà, difendiamo i posti di lavoro!

Sabato 12 ottobre
H 17.00 incontro tra il collettivo di fabbrica Gkn e il gruppo supporto.
Come difendere i posti di lavoro? Come costruire una rete di solidarietà attorno a una fabbrica in crisi?

H 19.00 Stop staff leasing. Presentazione del materiale informativo contro lo staff leasing

h 20.30 Cena di pecora (o in alternativa per i vegetariani “Penne alla carrettiera”)
Euro 12 (per finanziare la cassa di resistenza dei lavoratori Gkn)
PRENOTARE: Francesco 3385251921

h 22.00 Concerto, canzoni popolari e di lotta da tutto il mondo con “Le figliole”

PRESSO
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos,
via Chiella 4, Campi Bisenzio

Una forma di precariato sta dilagando nei luoghi di lavoro: lo staff leasing.
Non si tratta di qualcosa di “nuovo”: lo staff leasing, già introdotto dalla legge Biagi, è stato sdoganato con il Jobs Act. Ma l’uso dello staff leasing è aumentato nell’ultimo periodo in conseguenza del Decreto Dignità: le aziende lo usano per aggirare i timidi paletti introdotti dal Decreto Dignità ai contratti precari.

Ma cos’è esattamente lo staff leasing? Perchè non si tratta di una reale stabilizzazione del lavoro, ma di una forma di precariato a vita? Perchè il suo utilizzo rischia di minare ancora di più il concetto stesso di assunzione a tempo indeterminato?
Ne parliamo in relazione all’esperienza della Gkn di Campi Bisenzio (Fi) e a come questa forma di lavoro si colloca all’interno delll’arrivo di un nuova recessione economica.

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