Sabato 27 novembre 2021 Tekoşer, Il Partigiano Orso

Tekoşer, Il Partigiano Orso

Tekoşer, Il Partigiano Orso

Ogni tempesta inizia con una singola goccia

18:30 presentazione “orso” scritti dalla Siria del nord est con Alessandro Orsetti

19:30 situazione attuale in Kurdistan e campagne di solidarietà: facciamo il punto con un compagno del Ctk

20:00 cena tradizionale curda. Prenotare tramite messaggio al 3387039311

21:30 proiezione “Tekoser il partigiano orso” con la presenza del regista Dario Salvetti.
Anteprima

Un documentario di Dario Salvetti
Una produzione Maguey.
Con Alessandro Orsetti, Giovani Rasoti, Davide Grasso, Maria Edgarda Marcucci, Lele, Sara Giannotti.
Interventi di Radio Wombat Firenze.
Illustrazioni di Giulio Peranzoni
Riprese di Marzia De Luca, Antonok Firenze, Dario Salvetti.
Con le fotografie di Giacomo Sini.
Riprese drone Marco Majonchi
Montaggio di Dario Salvetti.
Aiuto montaggio Antonok Firenze.
Color grading Duccio Brunetti.
Montaggio e postproduzione audio: Abi Alberto Battocchi
Colonna sonora: il rumore della tregua – Fango, Mercoledì di festa. Kendal Maniš-Marşi Rojava, War Mezmaka, Rossofuoco e Max Collini – Guernica.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Con le nostre teste NON sulle nostre teste. Segue il documento che abbiamo condiviso con l’assemblea nazionale…

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Con le nostre teste NON sulle nostre teste.

Questo è il documento che abbiamo condiviso con l’assemblea nazionale che si è tenuta questa domenica presso il presidio Gkn. E’ articolato in tre punti che potrebbero essere sintetizzati così:

1. Allerta, siamo dentro a un nuovo calcolo. Siamo di nuovo sotto ricatto e sotto attacco. Sarà necessario prepararsi a passare il letargo natalizio ed eventualmente a un “nuovo 18 settembre” in data da valutare.
2. Lo sciopero generale e generalizzato rimane una necessità. Tuttavia non va concepito come una singola data o una mera convocazione. E’ un percorso, un processo, di convergenza delle lotte.
3. Il 5 dicembre si terrà una riunione di tutte le intelligenze e le competenze per il manifesto del polo pubblico per la mobilità sostenibile e per il piano industriale collettivamente elaborato per la ripartenza di Gkn. #insorgiamo

Ecco il documento completo:

1. Un patto di difesa di Gkn. Stiamo appiccicati, teniamoci pronti

Gkn è di nuovo pesantemente sotto attacco: l’azienda ha di fatto annunciato la riapertura della procedura di licenziamento a dicembre. I 75 giorni della procedura cadrebbero in pieno inverno e in due mesi particolarmente difficoltosi per il presidio e per la mobilitazione. Questo è il nuovo calcolo dell’azienda.
L’azienda spaccia le proprie mosse come segno di buona volontà e dialogo. Vuole preparare il terreno psicologico per presentare i nuovi licenziamenti come conseguenza dei “no” incassati dal collettivo di fabbrica e dall’assemblea permanente dei lavoratori. E’ una finzione scenica. Dalla vittoria dell’articolo 28 ad oggi non è mai iniziata nessuna trattativa. Non ci sono “no”: semplicemente non c’è alcuna discussione in corso. Tutto ciò che l’azienda fa e ha fatto, lo fa perché costretta dalla mobilitazione o dalla sentenza del tribunale.

La solidarietà verso Gkn è stata formata sin dall’inizio da due processi: da un lato l’afflusso di energie verso il centro della lotta – sostenendo cioè il presidio, la cassa di resistenza e le iniziative di lotta lanciate dalla Gkn – e uno di espansione della lotta, con i vari Insorgiamo tour e con la presenza dei lavoratori Gkn nelle diverse piazze e di solidarietà alle diverse vertenze.
Con l’arrivo di dicembre, il primo processo torna a essere centrale. C’è nuovamente da puntellare il presidio, rafforzarlo, sostenere la cassa di resistenza e soprattutto tenersi pronti alla massima mobilitazione quando e dove la vertenza lo richiederà. Ad un certo punto si potrebbe porre la necessità di un nuovo 18 settembre.

Il nostro è un grido di allarme e allerta. E’ necessario un patto di difesa di Gkn da parte di tutte le realtà sociali, sindacali e politiche che ritengono questa esperienza una punta avanzata da difendere a tutti i costi. Bisogna tornare a dare priorità all’aiuto al presidio e tenersi pronti a generare la massima mobilitazione.

2. Il percorso dello sciopero generale e generalizzato

L’allargamento della mobilitazione è e rimane comunque esigenza vitale per Gkn. Lo è in verità per tutte le vertenze in corso. Solo cambiando i rapporti di forza si può scrivere un finale diverso per questa vicenda.

Noi non possiamo che ripetere che lo strumento principe per allargare la mobilitazione, per collegare le lotte e i movimenti in corso, è lo sciopero generale e generalizzato. Ne esisterebbero tutte le condizioni rivendicative e programmatiche: salari, pensioni, morti sul lavoro, manovra finanziaria, dl concorrenza, gestione pandemica, situazione di istruzione e sanità pubblica, crisi nell’automotive ecc.

E’ vero: nel paese non esiste un fermento generalizzato e univoco. Esistono ancora larghissime sacche di passività, alternate ad alcuni importanti segnali di risveglio. Unificare tali segnali di risveglio sarebbe però il passaggio necessario per generalizzarli e trasformali in un movimento che faccia da volano per lo sciopero generale. Se quindi lo sciopero generale non è immediatamente praticabile, è comunque necessario dichiararlo come obiettivo e lavorare alla sua preparazione. Come dimostra la piazza del 16 ottobre, esistevano tutte le possibilità dopo la manifestazione del 18 settembre, di rilanciare un ulteriore momento centrale di lotta da parte della direzione Cgil creando la consapevolezza e la fiducia diffusa per iniziare azioni di lotta. Oggi la Cgil usa il tema della preparazione dello sciopero come leva per rinviarlo a una data indefinita.

Di fatto oggi pesa su tutta l’azione della Cgil il veto dei vertici della Cisl, un sindacato che non ha fatto nemmeno un minuto di sciopero contro lo stesso Jobs Act. E pesa una impostazione governista che si sforza di vedere un piano di dialogo con il Governo che semplicemente non esiste. Ci si culla nell’illusione di contrattare i soldi del Pnrr. Ma non solo sono in grossa parte a debito e regalati a pioggia alle aziende, non solo sono un evidente volano di un nuovo giro di ristrutturazioni e privatizzazioni, ma in generale in un sistema iniquo tale immissione di liquidità non può che risolversi in una ulteriore divaricazione delle disuguaglianze sociali.

Esiste quindi un problema di linea sindacale. Ma il problema non si riduce solo a questo. Ogni fine ha bisogno di propri mezzi. Per uno sciopero generale che penetri in profondità nella società, che sia dia efficacia e continuità, il protagonismo dal basso è fondamentale. Una struttura organizzativa costruita e forgiata dal riflusso non può convertirsi in uno strumento di organizzazione della lotta. Anche laddove si arrivasse alla convocazione di uno sciopero, rimarrebbe il problema di come farlo vivere realmente nella società e di come dargli seguito ed efficacia. L’autunno caldo non fu solo una serie di scioperi, cortei, ma uno sconvolgimento radicale del modo di fare sindacato e delle strutture di base su cui l’azione sindacale si poggiava.

Lo sciopero generale e generalizzato quindi non si risolve attraverso una mera convocazione di data, né in un singolo atto. E’ un processo, un percorso, che riparta dal 18 settembre, dal 30 ottobre a Rome, da tutte le vertenze in corso e dalle lavoratrici e ai lavoratori che hanno dato vita all’11 ottobre.
Un processo che deve accompagnare e relazionarsi con il fermento crescente nella società, con la convergenza delle mobilitazioni, la creazione di un modello sindacale differente. E non è un processo che si limita solo ai luoghi di lavoro: diventa altrettanto fondamentale il ruolo delle mobilitazioni studentesche, ambientali, di genere, nel creare un clima di mobilitazione sociale che alimenti la fiducia della classe.
E proprio per questo tale processo non può né impiccarsi ai tempi della discussione parlamentare della manovra né alla fretta di partorire una data prima di natale. Pur non escludendo una accelerazione, dobbiamo al contrario iniziare a ipotizzare che questo percorso scavalli la pausa natalizia.
In tutto questo Gkn continuerà ad avanzare provando a legare dialetticamente le proprie necessità ai percorsi di convergenza. Continuerà nel limite della necessità del presidio a presenziare a iniziative esterne, come ad esempio il nuovo Insorgiamo tour nei circoli e nei teatri.

3. Il tema della nazionalizzazione e del polo pubblico della mobilità sostenibile

Noi abbiamo indicato le soluzioni più semplici: Gkn ci rimetta al lavoro, la fabbrica può ripartire in qualsiasi momento. In seconda battuta sia Stellantis a ridarci le commesse o a favorire il subentro di un competitor che rilevi la fabbrica di semiassi di Campi Bisenzio. E’ evidente tuttavia che Gkn non ha né intenzione né credibilità per tornare a produrre qua. Ed è altrettanto evidente che la chiusura di Gkn rientra in un processo di ulteriore ridimensionamento di Stellantis.

A questo punto sosteniamo la necessità di varare un piano produttivo di continuità occupazionale, prevedendo di ripartire con gli stessi posti di lavoro e gli stessi diritti. Tale piano deve essere la base con cui Invitalia verifica futuri compratori. Ma anche laddove tali compratori si palesassero, è necessario l’intervento pubblico a ponte verso altre soluzioni.

Tuttavia sia Gkn sia il Governo giocano oggi con il concetto di “reindustrializzazione”: è un termine ambiguo che vuol dire tutto e nulla. Se il tema è quello di impiantare una produzione completamente nuova, è evidente che questo può avvenire solo con una nazionalizzazione dello stabilimento.

Allo stesso tempo non intendiamo una nazionalizzazione alla Ilva o alla Alitalia. Il movimento per la nazionalizzazione di Gkn può essere solo un movimento dal basso, fatto di reti volontarie e professionali, militanti e accademiche. Partorire oggi un piano di ripresa della fabbrica, all’interno del piano per un polo pubblico della mobilità sostenibile, diventa quindi strumento fondamentale per la nostra lotta. La nostra è una chiamata alla mobilitazione di tutte le competenze solidali presenti nella società. Invitiamo tutti i soggetti in grado di contribuire a questo piano, dagli economisti del Sant’Anna, passando per il gruppo di ingegneri che ci ha affiancato, arrivando alla rete di imprese recuperate e coinvolgendo chiunque ritenga di avere le competenze necessarie, di natura ingegneristica, produttiva, ambientale a dare vita il 5 dicembre a una assemblea specifica per il piano industriale di ripartenza di Gkn e per il polo pubblico della mobilità sostenibile.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Siamo ancora qua!

Era il 2002, la spinta alla lotta per un’alternativa possibile era chiara e determinata.
Dopo 19 anni per noi lo è ancora, diciannove anni dove il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos é stato mezzo e strumento di lotta per trasformare la condizione collettiva e produrre un senso comune diverso .
Dopo 19 anni di antifascismo, lotta dal basso, resistenza, internazionalismo e socialità siamo ancora qua.

¡Aqui no se rinde nadie!
Le compagne e i compagni del K100fuegos

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Domenica 21 novembre 2021 FILM “Sorry we missed you” di Ken Loach

Sorry we missed you

Sorry we missed you

Ore 20:00 Cena a base di polenta, peposo e sugo di formaggi

Ore 21:30 Proiezione del film di Ken Loach
SORRY WE MISSED YOU
un film partecipe e accurato, che ci impone il confronto co la realtà dei precari, dei più deboli, dei nuovi schiavi

——
Regista: Len Loach
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Paese: Gran Bretagna, Francia, Belgio
Durata: 100 min
Data di uscita: 02 gennaio 2020
Distribuzione: Lucky Red

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Insorgiamo per il futuro

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Insorgiamo per il futuro

Insorgiamo per il futuro

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

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Sabato 20 Novembre 2021 Scendiamo in piazza

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Sabato 20 Novembre 2021 Scendiamo in piazza

Sabato 20 Novembre 2021 Scendiamo in piazza

Il 19 novembre sarà giornata di sciopero nazionale della scuola. A Firenze lo sciopero studentesco avverrà il 20, sabato mattina: h 9.30 da Piazza San Marco. E questa è la locandina del loro sciopero. Che sarà il 20, anche per convergere insieme a Gkn.

E Gkn tornerà in piazza per dire che nessuno deve osare fare ripartire la procedura di licenziamento, che ci vuole una legge antidelocalizzazioni e che Gkn deve diventare patrimonio collettivo per il futuro di tutti. Saremo insieme, studenti e lavoratori, per regalarci un altro piccolo pezzo di storia. Saremo insieme come percorso verso lo sciopero generale e generalizzato.

Perché lo sciopero della scuola e la vertenza Gkn sono entrambi lotte per il futuro. Per chi è studente e domani sarà lavoratore, per chi è lavoratore ed è genitore di studenti, per chi sta perdendo il lavoro, per chi lo dovrà cercare, per chi ha visto distrutta la propria socialità con la pandemia, per chi ha visto spazzata via la propria fabbrica con lo sblocco dei licenziamenti.

E voi, che siate antifascisti dell’ANPI, di Fridays for future, attivi nelle lotte contro le nocività nella piana, lavoratrici e lavoratori di altre aziende in crisi o oberati dai ritmi di lavoro di aziende in piena ripresa, che siate pensionati con la minima o esodati dalla Fornero, semplici cittadini, genitori di questi studenti, disoccupati, precari, lavoratori del pubblico impiego sottoposti alle provocazioni di Brunetta. Si, insomma, voi, impegnati a modo vostro per il futuro. Si, proprio voi, non avete bisogno di questa solitudine. Questa è anche la vostra piazza. Convergete e #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Lunedì 1 novembre 2021 Iniziativa e cena a sostegno del Centro Amal al mustaqbal del Campo profughi di Aida (Betlemme)

Iniziativa e cena a sostegno del Centro Amal al mustaqbal del Campo profughi di Aida

Iniziativa e cena a sostegno del Centro Amal al mustaqbal del Campo profughi di Aida

Il Centro Amal al mustaqbal porta avanti varie attività in favore dei bambini e giovani del campo profughi.

Ore 20:00 Cena benefit
Ore 21:45 Collegamento con un compagno da Aida Camp
Ore 22:00 Proiezione del docufilm “The wanted 18”

Per prenotarsi alla cena mandare un messaggio al numero 3337267164 entro sabato 30 ottobre.

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Sabato 30 ottobre 2021 pulllman da Gkn per corteo nazionale a Roma. Noi insorgiamo per il futuro

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pulllman da Gkn per corteo nazionale a Roma

pulllman da Gkn per corteo nazionale a Roma

30 ottobre, corteo nazionale a Roma. La testuggine #insorgiamo torna a muoversi. Venite a Roma in pullman con noi (messaggiare via sms o whatsapp, telegram o signal al numero 3478646481).

I pullman partiranno da Gkn, via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio alle h 7.30 di sabato 30 mattina. Per prenotare rivolgetevi alle realtà organizzate che fanno parte del gruppo di supporto o al numero attivato dal Collettivo di Fabbrica (solo messaggi, no telefonate, grazie).

ISCRIVERSI ALL’EVENTO NON DETERMINA LA PRENOTAZIONE DEL PULLMAN.

Il pullman sarà ad offerta libera. La cassa di resistenza della Gkn, costruita da tutte e tutti voi, calmiererà la spesa. Chi vuole o può pagare prezzo pieno, lo potrà fare. Così come chi non riesce a pagare nulla, potrà comunque venire. A questo serve la cassa di resistenza.

-Abbiamo preso tempo. Ora dobbiamo stare attenti che il tempo non prenda noi.
-Senza una legge antidelocalizzazioni, il nostro caso è destinato a ripetersi
-Non possiamo essere una vertenza normale, perché purtroppo normalmente si perde.
-C’è un mondo che ha contribuito a chiudere la nostra fabbrica, per difenderla ci avete costretto a provare a cambiare il mondo attorno a noi
– in piazza con Fridays for future e Extinction Rebellion per sancire l’unità totale tra difesa dei posti di lavoro e giustizia climatica, con i movimenti di lotta per la casa perchè la casa assorbe troppo salario e quando perdi il posto di lavoro, rischi di perdere la casa, con le reti per l’istruzione pubblica per dire che pretendiamo di avere un futuro lavorativo per noi e un’istruzione per i nostri figli, con i movimenti per la sanità pubblica per dire che questa società collassa senza un investimento reale sulla prevenzione, la cura, la salute pubblica.
– saremo a Roma a sostegno di una legge contro le delocalizzazioni.
– saremo a Roma con tutte le vertenze e le lotte del mondo del lavoro che vorranno unirsi al nostro spezzone.
E per dire che lo strumento principe per unire e sostenere queste lotte è lo sciopero generale e generalizzato.
Torniamo a stupire. Insieme in assemblea, come un’unica grande intelligenza collettiva. E a Roma, di nuovo con la testuggine del Collettivo e dei solidali..
#insorgiamo

TESTO QUI

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Giovedì 28 ottobre 2021 Assemblea cittadina con i lavoratori Gkn – Firenze 28 Ottobre

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Assemblea cittadina con i lavoratori Gkn

Assemblea cittadina con i lavoratori Gkn

Il 28 ottobre terremo una assemblea cittadina giovedì 28 ottobre al Teatro Puccini alle h 20.30. Sarà come fare idealmente una nostra assemblea sindacale di fronte a tutti voi, con tutti voi.

Noi l’abbiamo detto: Gkn non appartiene al fondo finanziario e in un certo senso non appartiene nemmeno solo a noi. Appartiene al territorio che la difende. Noi l’abbiamo detto e voi l’avete praticato. L’avete ribadito con i vostri corpi, con la vostra presenza nelle diverse date di mobilitazione.

Sarebbe egoistico da parte nostra coinvolgervi solo quando si tratta di essere “piazza”. Noi vogliamo invitarvi ad essere insieme a noi futuro, progetto, trattativa, strategia, tattica, vertenza.

La nostra vicenda deve essere una casa di cristallo dove ognuno possa vedere cosa succede. Lo facciamo per trasparenza. Lo facciamo per riconoscenza, per rendervi conto degli sforzi che avete fatto insieme a noi partecipando ai turni, cucinando, donando soldi, organizzando la protesta. Ed è un dovere minimo discutere con voi dei prossimi passi di una mobilitazione che vi appartiene.

Lo facciamo perché, che qua si vinca o si perda, questa nostra vicenda sia comunque lezione per il futuro. Possono toglierci tutto, ma non questo: la possibilità di imparare.

E lo facciamo soprattutto perché avremo bisogno dell’intelligenza di tutti. Gkn si salva come risultato di una intelligenza collettiva, sociale o sarà lentamente risucchiata nella normalità. E purtroppo normalmente le vertenze come le nostre perdono.

La vittoria dell’articolo 28 è provvisoria. Provvisoria perché Melrose è stata costretta a ritirare la procedura di licenziamento per vizi procedurali, ma ad un certo punto potrà riaprirla. E’ provvisoria perché, in assenza di una legge contro le delocalizzazioni, la nostra vicenda è destinata a ripetersi. E’ provvisoria perché ci ha dato solo tempo. Ma per cosa vogliamo usare questo tempo?

Il rischio, vero e drammatico, è che questo tempo venga usato solo per bollirci a fuoco lento. Per elaborare strategie “rassicuranti” con cui chiuderci gradualmente. Ci viene offerto l’ammortizzatore sociale e l’attesa di un nuovo compratore. Ma la fabbrica potrebbe ripartire a produrre in qualsiasi momento. E dove sta scritto che debbano essere i soldi pubblici a mantenerci, nel frattempo, per coprire la ritirata a Melrose?

E, guardiamo in faccia la realtà, quante fabbriche e quante aziende sono state chiuse dopo anni di ammortizzatori e in attesa del cavaliere bianco – del compratore – che non arriva mai? Bekaert, Bluetech, acciaierie di Piombino, Arcerol Mittal e ora forse Whirlpool ecc. ecc.: l’elenco è lungo. Noi continuiamo ad insistere che se si lascia scappare Melrose, non c’è niente da attendere: lo Stato intervenga per fare da ponte pubblico e rimettere subito in produzione l’azienda.

Questo è il passaggio complesso che abbiamo di fronte ad oggi. Abbiamo preso tempo. Dobbiamo evitare che il tempo prenda noi. Se scambiamo una vittoria parziale per la vittoria definitiva, noi alla fine perderemo. Forse perderemo gradualmente, forse con onore, ma perderemo comunque. E non c’è altra via che affrontare questa vicenda come intelligenza collettiva da un lato e dall’altro rilanciare ed estendere la mobilitazione. Fuori dalla lotta, non c’è salvezza.

Per tutte queste ragioni, il 28 ottobre terremo la nostra assemblea con voi e davanti a voi: giovedì 28 ottobre al Teatro Puccini dalle h 20.30.

Per tutte queste ragioni, il 30 saremo di nuovo a Roma. Riempiamo di nuovo i pullman. Venite con noi in pullman a Roma. Andiamo in mezzo a tutti i movimenti a dire che bisogna insorgere, che ora più che mai bisogna unirsi e che lo strumento principe per farlo si chiama sciopero generale e generalizzato. #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

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La Firenze di Nardella fa la guerra ai poveri. Sfratti, sgomberi e polizia, non è questa la citta’ che vogliamo!

Condividiamo il comunicato del CPA Firenze Sud

La Firenze di Nardella fa la guerra ai poveri

La Firenze di Nardella fa la guerra ai poveri

La Firenze di Nardella fa la guerra ai poveri. Sfratti, sgomberi e polizia, non è questa la citta’ che vogliamo!

Sono notizia di qualche ora fa, gli sgomberi che ancora una volta hanno svegliato Firenze.

Il primo, a Quaracchi, nei confronti di una donna disoccupata in condizioni complicate e con un figlio con disabilità motorie, operato da reparto antisommossa e Digos, senza che sia stata individuata dal Comune alcuna soluzione alternativa.

Il secondo, in Via degli incontri 2 (Careggi), nei confronti di 15 occupanti, da cui molti si erano allontanati proprio per portare solidarietà allo sgombero di Via San Piero a Quaracchi. Operato dalla stessa squadra del precedente.

⛓ In entrambi i casi, lo sfratto è stato eseguito dispiegando uno spropositato numero di forze dell’ordine e con modalità che non prevedevano alcuna mediazione, trattativa, né soluzione alternativa o rinvio. Un modus operandi che non lascia vie di fuga.

Una stretta repressiva sempre più forte che lede, fra le altre, il fondamentale diritto a un tetto. Una stretta repressiva che colpisce come sempre chi già si trova in condizioni di vita precarie. Una stretta repressiva che raggiunge il suo apice nel rafforzamento del legame tra Questura (che usa il pugno di ferro) e Comune (che si disinteressa della vita de* cittadin*).

Una città in cui i bisogni della popolazione non siano al centro, non è la città che vogliamo. Lo abbiamo già detto questa estate, a proposito della ridicola scelta della chiusura di alcune piazze della città da parte dell’amministrazione comunale, di cui si vedono benissimo oggi i risultati, ovvero nessuno.

È così per le centinaia di persone che ogni anno vengono sfrattate dai loro appartamenti, ed è così anche per spazi come il Next Emerson, messo di nuovo all’asta proprio ieri, perché è inconcepibile per chi gestisce questa città uno spazio liberato da logiche di profitto. Per non parlare della quotidiana svendita di terreni e patrimonio pubblico, i quotidiani attacchi alle aree verdi (come i giardini della Carraia), la gentrificazione asfissiante che fa salire gli affitti, svuotare interi quartieri, ridotti a “divertificio” per chi se lo può permettere.

Come già era avvenuto per i diritti dei lavoratori con lo sblocco dei licenziamenti, anche il diritto alla casa si trova ora attaccato, aumentano le bollette e spese primarie, e in generale è sotto attacco il nostro diritto a viverci una città diversa: una città in cui ci siano garantiti il diritto alla salute, a un lavoro dignitoso, a una casa, a spazi sociali che ci permettano di vivere la città slegati da logiche di consumo.

Diffondiamo e partecipiamo ai prossimi appuntamenti che promuoveranno comitati e sportelli per il diritto all’abitare del nostro territorio!

Lo ribadiamo ancora con forza, non è questa la città che vogliamo, organizziamoci per riconquistarcela!

Le compagne e i compagni del CPA Firenze Sud.

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