Sabato 18 Gennaio 2020 Marcia per la libertà. Prato sta con gli operai!

Partecipiamo ed invitiamo a partecipare!

Marcia per la libertà. Prato sta con gli operai.

Marcia per la libertà. Prato sta con gli operai.

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Sabato 11 Gennaio 2020 I Micidiali – Rockabilly – Benefit spese legali

I Micidiali

I Micidiali

Serata BENEFIT spese legali!

20:30 cena

22:30 concerto con i MICIDIALI.
Rockabilly, country-blues & swing…. e tutto ciò che di più micidiale abbia solcato la notte dei tempi!

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Sabato 4 Gennaio 2020 Anniversario della battaglia di Valibona

Anniversario della battaglia di Valibona

Anniversario della battaglia di Valibona

La giornata di commemorazioni inizierà alle ore 15:00 presso la sede dell’ANPI Lanciotto Ballerini dove sarà inaugurata la targa del 1945 apposta in memoria della battaglia di Valibona e restaurata per l’occasione. Alle 16:30 musiche resistenti con la Banda K100

Proseguirà dopo presso la sede del Cantiere Sociale
ore 19:00 presentazione del libro GRÜNE LINIE, un progetto che vuole far conoscere i luoghi della Resistenza dell’appennino Tosco-Romagnolo attraverso un percorso tra le immagini fotografiche di Giancarlo Barzagli e le parole di Wu Ming 2.

A seguire Cena
(menù in via di definizione)

Dalle 22:00 musica live con gli SKAFANDRAZ: improvvisazione blues rock e psichedelia

Ricordiamo inoltre che sarà possibile sottoscrivere la tesera 2020 ANPI – Sez. Lanciotto Ballerini.

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Sabato 28 Dicembre 2019 Serata ska rock steady reggae

Sabato 28 Dicembre 2019 Serata ska rock steady reggae

Sabato 28 Dicembre 2019 Serata ska rock steady reggae

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Giovedì 19 Dicembre 2019 Lo Stato della Strage – ANNULLATO

a 50 anni dalla strage di P.zza Fontana dibattito con i compagni dell’Archivio ’68

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Domenica 15 Dicembre 2019 Presidio piazza S.Jacopino: Nessuna aggressione SENZA risposta!

Nessuna aggressione SENZA risposta!

Nessuna aggressione SENZA risposta!

DISERTIAMO LA NORMA DISERTIAMO LA PAURA!

La rialzata di testa delle destre, dei neofascismi, delle religioni e del sovranismo, ha creato un clima di attacco a tutte quelle persone che nel mondo bianco, etero, maschile e ricco, non ci vogliono stare.
Da anni la violenza razzista non ha fatto che aumentare, con l’indifferenza di masse ormai votate al linciaggio di qualsiasi diversità scelta come nemico.
Tra questi nemici, oltre lu migrantu, ci siamo anche noi: donne e persone LGBTQIA+.
Noi che disertiamo un mondo blu e rosa, che disertiamo la famiglia tradizionale e i suoi valori violenti, noi che vogliamo vivere al di fuori dei rapporti concessi di relazioni possessive e autoritarie.
Tutt@ noi, siamo considerat@ punibil@ perchè effemminat@, travestit@, maschiacce, lesbiche, froce, puttane, checche .
La violenza maschile, omotransfobica e sessista non solo si è moltiplicata, diversificata e ha trovato sempre nuovi mezzi con cui colpirci, ma si è fatta oltremodo organizzata, attaccandoci ormai quotidianamente a suon di aggressioni, pestaggi, morti e stupri, molestie e umiliazioni.
Anche a Firenze questo clima si è sviluppato con troppa velocità, tanto da non lasciarci il tempo di reagire collettivamente finora.
Solo nell’ultimo mese sono stati 3 i pestaggi omotransfobici, e sono solo i casi di cui abbiamo avuto notizia.
Come donne, lgbtqia+, antifascist@, ribelli e antirazzist@, crediamo che l’unica strategia funzionale al contrasto diretto della violenza di genere, sia l’autodifesa, senza deleghe o richieste a chi ci governa e che non fa altro che difendere chi ogni giorno ci attacca.

Come Transfemministe froce non chiediamo una legge contro l’omotransfobia.
Non siamo un animale in via d’estinzione da proteggere.
Sappiamo e vogliamo reagire difendendoci tra di noi e lu nostru amich@.
Una legge di protezione criminalizza l’autodifesa, e porta all’impossibilità di difenderci dagli aggressori senza finire in carcere.
Lo stato e il patriarcato che dominano questo mondo non saranno mai lgbtqia+ friendly, ma sempre e solo difensori di chi ci vuole mortu. Per cui non accettiamo contentini da chi vuole mascherarsi da nostro amico quando poi continua a difendere l’omotransfobia, il sessismo, il razzismo e il fascismo.

La chiesa, il maschilismo, lo stato, il capitale e i fascisti sono i nemici di tutt@ noi trans,froce, puttane, e femministe.
Non staremo più ad aspettare chi di noi sarà lu prossimu colpitu.

Partiremo dalle strade luogo dell’ultima aggressione omofoba a Firenze.

Frocizziamo lo spazio pubblico contro il loro decoro, contro la loro violenza.
Non siamo noi a dover aver paura di uscire in minigonna, di truccarci, di sbattere in faccia il nostro rifiuto totale alla reclusione dei corpi in generi e ruoli prestabiliti!

SE TOCCANO UNA RISPONDIAMO TUTTU!

ORGANIZZIAMOCI PER DIFENDERCI, RISPONDIAMO ALL’OMOTRANSFOBIA!

DOMENICA 15/12
H 15.00
PIAZZA S.JACOPINO CONTRO VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE
COSTRUIAMO SPAZI FROCI E TRANSFEMMINISTU!

CHE LA PAURA CAMBI CAMPO!

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Venerdì 13 Dicembre 2019 Serata benefit processi con Urban Vietcong, Fish Bones e 40ena.

Urban Veitcong

Urban Vietcong Fish bones 40ena

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Venerdì 13 Dicembre 2019 Corteo antifascista, ore 18.30 P.za Dalmazia

Piazza Dalmazia - Piazza Fontana: il fascismo è la barbarie!

Piazza Dalmazia – Piazza Fontana: il fascismo è la barbarie!

Piazza Dalmazia – Piazza Fontana: il fascismo è la barbarie!

Il 12 Dicembre 1969 scoppiava a Milano una bomba dentro la banca nazionale dell’agricoltura in piazza Fontana, che provocava 17 morti e 88 feriti. Una orrenda strage che fu subito definita di Stato per le collusioni che emersero tra servizi segreti e gruppi fascisti che realizzarono materialmente l’attentato. Per coprire i veri responsabili polizia e magistratura si lanciarono nella caccia all’anarchico, arrivando ad uccidere il ferroviere Pinelli, gettato da una finestra della questura di Milano. E così quella di piazza Fontana è anche la prima delle numerosi Stragi rimaste impunite dopo 50 anni. Anzi la sentenza della Corte di Cassazione del 3 maggio 2005, che ha lasciato impuniti o sconosciuti esecutori e mandanti, ha invece condannato i familiari delle vittime a pagare le spese processuali.

Dalla madre di tutte le stragi fasciste consumate nel dopoguerra, il lungo filo nero di impunità e coperture di cui hanno goduto i fascisti da parte dello stato arriva fino ai giorni nostri. E così, nel contesto di una crisi del sistema capitalistico che si rivela sempre più senza sbocchi. il 13 dicembre 2011 Gianluca Casseri, fascista di Casapound, uccide in piazza Dalmazia due lavoratori senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, ferendone quasi mortalmente un terzo, Sougou Mor, rimasto paralizzato a vita.

Casseri fu subito definito un pazzo isolato per chiudere rapidamente le indagini ma atti simili sono proliferati in varie parti del mondo, dagli USA alla Norvegia alla Nuova Zelanda, sull’onda della propaganda razzista sempre più imperante nei mezzi di comunicazione. Quella stessa propaganda che incita alla lotta contro l’“invasione” degli immigrati, cavalcata in Italia da Salvini e la Meloni con la parola d’ordine “prima gli italiani”, e che ha fatto altri proseliti come il simpatizzante leghista Luca Traini, che nel 2018 ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto contro gli stranieri che incrociava, ferendone 6. Una propaganda che si è fatta talmente senso comune da far ritenere che la vita di un immigrato possa valere meno delle altre, come è successo ancora a Firenze nel 2018 quando Roberto Pirrone ha sparato e ucciso Idy Diene.

E’ proprio di questi giorni l’ennesimo ritrovamento, questa volta a Siena, di un vero e proprio arsenale nelle mani di un gruppo di esaltati fascisti, mentre aumentano le aggressioni più o meno gravi e le provocazioni contro la memoria storica della Resistenza. Solo pochi giorni fa, sempre nella nostra città, c’è stata un’aggressione razzista in piazza delle Cure ed è stata vandalizzata la targa in memoria di Idy Diene su ponte Vespucci. Ma ovviamente la minaccia da perseguire per magistratura e polizia restano gli antagonisti di sinistra, ovvero chi cerca di opporsi alla deriva reazionaria e razzista.
A distanza di 50 anni dalla strage di piazza Fontana il ruolo dei fascisti rimane sempre quello di attaccare con violenza il movimento operaio al servizio del sistema capitalista: nel ’69 per fermare la spinta della lotta operaia, oggi per contrastare la possibile ripresa della lotta contro un sistema di sfruttamento che si fa sempre più oppressivo. Non a caso la soluzione di Salvini per tutti i problemi dell’Italia (disoccupazione, precariato, privatizzazioni, chiusure di fabbriche, morti sul lavoro) si racchiude nei famigerati decreti sicurezza che danno mano libera alla polizia per reprimere le lotte dei lavoratori che sono costretti ad occupare una casa o che bloccano una strada o fanno un picchetto per difendere il proprio lavoro. Una soluzione che è evidentemente gradita anche dall’attuale governo PD / 5S, che ha confermato tutte le decisioni prese da Salvini e rinnovato gli infami accordi con la Libia stretti in precedenza dal PD Minniti.

Non ci possiamo aspettare nulla di diverso da chi ha equiparato i “ragazzi di Salò” ai partigiani, o ha votato leggi come il decreto Minniti-Orlando che hanno rafforzato le forze reazionarie, fasciste e razziste, che oggi esercitano una egemonia crescente dentro la politica istituzionale, mentre le formazioni fasciste continuano a fare “il lavoro sporco” semi-nascosti nella lega e in fratelli d’italia, protetti da polizia e magistratura.
Per noi il 12 Dicembre 69 come il 13 Dicembre 2011 non sono solo anniversari che vogliamo ricordare e far conoscere, sono momenti fondamentali della lotta quotidiana contro il fascismo e chi lo alimenta. Per questo invitiamo tutti i sinceri antifascisti e antirazzisti a scendere in piazza per ribadire che fascismo e razzismo non sono opinioni ma crimini da combattere con ogni mezzo necessario.

Firenze Antifascista, Coordinamento Fiorentino per il 50° di Piazza Fontana, Rete Antirazzista di Firenze

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Chi semina… raccoglie! (O del detto “Non sputare in cielo, che in faccia ti torna”)

Siamo sinceramente sbigottiti dal fatto che il sindaco leghista di Massa, l’assessore e lo stesso Salvini siano rimasti sconvolti da due vociate ed uno sputo.
Ci viene solo da pensare che per una manciata di secondi questi personaggi si siano sentiti come “il negro” che viene fatto scendere dall’autobus o “il frocio” deriso e offeso per il suo orientamento o identità sessuale.
Ci spiace tanto che questi personaggetti mostrino cosí chiaramente il loro disagio cognitivo: perché far le vittime di comportamenti che loro ogni giorno incitano nei confronti di altre figure sociali?
Forse perchè loro si sentono intoccabili e impuniti, si sentono superiore alla massa da cui succhiano il sangue ogni giorno.
Ogni giorno parlano nel nome di chi lavora, di chi paga le tasse, di chi vive nei quartieri popolari. Se poi però escono dai loro salotti, dalle tribune televisive e girano senza scorta e qualcuno gli dice in faccia quello che pensa di loro e di ciò che rappresentano, beh, il loro giochino entra in modalità “error”.
Si sentono liberi di poter esultare per i morti in mare, si sentono liberi di voler radere al suolo ogni esperienza sociale a colpi di ruspa, si sentono liberi di scambiarsi i voti con la ‘ndragheta e lasciare che i caporali facciano ció che vogliono dei braccianti… e ora vorrebbero esser liberi di passare in mezzo ad un presidio antifascista guardando con disprezzo i manifestanti senza che nessuno dica loro niente?
Via… non esageriamo!
Beati loro che hanno 200 euro da buttar via per una cena con Salvini!
Noi saremo felici il giorno in cui li faremo andare a lavorare fin quando non avranno restituito alla collettività tutto ciò che ci hanno indebitamente sottratto… e non si tratta solo di 49 milioni di euro, ma di molto, molto di più!

Firenze Antifascista

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Venerdì 6 Dicembre 2019 Spettacolo teatrale su Pinelli

Teatro Pinelli

Teatro Pinelli

Il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos e l’ANPI Lanciotto Ballerini di Campi Bisenzio presentano:

“Tra Pochi Giorni è Natale”
spettacolo teatrale di e con Antonio Carletti.

17 morti alla banca nazionale dell’agricoltura
Pinelli ucciso in questura da Calabresi, Guida, Allegra
Valpreda accusato della strage, inizia in Italia la strategia della tensione.

Valpreda innocente – Pinelli assassinato
A 50 anni dal quel tragico evento il ricordo vive nella narrazione delle storie delle vittime

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