Lettera aperta ai sindaci di Campi Bisenzio e dei comuni limitrofi.

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Venerdì 31 Luglio 2020 Cena e DjSet – Benefit FiAntifa

crowdfunding Firenze Antifascista

crowdfunding Firenze Antifascista

#45000BuoniMotivi per essere antifascisti

Dalle 19:30 nel piazzale esterno del K100fuegos vi aspettiamo per far vivere la solidarietà ai/alle condannat*

Cena a Buffet

Birre ghiacciate ed angolo cocktail

Djset: Reggae – Ska – Rocksteady – Rock&Roll – 2Tone – Punk

#LaSvolta
#Kaya
#Sorelli

‐—————–
Ricordatevi la mascherina per il travisamento di rito!

★★★

Siamo antifascisti e antifasciste di Firenze.

Nel giugno 2020 ci hanno richiesto ben 45.000 € di spese ai danni di 15 persone “colpevoli” di non accettare, ieri come oggi, la presenza dei fascisti nella città di Firenze.

La #solidarietà è l’unica arma che abbiamo in questo momento.

Con questa raccolta fondi chiediamo un contributo perché – come la storia ci insegna – la lotta contro il fascismo non può essere lasciata alle istituzioni e alla polizia. E chiunque si metta in gioco contro le ingiustizie, disuguaglianze, il sessismo e la xenofobia non deve rimanere solo!

Solo unit* e organizzandoci sconfiggeremo fascismo, razzismo e sessismo e cambieremo insieme questo sistema che li produce!

★★★

PUOI DONARE QUI
https://gf.me/u/ydnbmz

★★★

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30 Luglio 1970: gli operai Ignis respingono i fascisti a Trento

Il 30 luglio 1970 il “sindacato” neofascista Cisnal indice un’assemblea nello stabilimento della Ignis Gardolo, poco distante da Trento.
Già nelle settimane e nei mesi precedenti i fascisti tentarono di attecchire nella fabbrica, ma l’opposizione operaia aveva sempre respinto i tentativi di quelli che, fino a meno di un trentennio prima, comandavano gli squadristi contro il movimento operaio e antifascista.

Sarà l’intervento della magistratura e delle forze di polizia a imporre l’assemblea dei fascisti per il 30 luglio.
In quella data, fra le svariate iniziative di protesta, gli operai dello stabilimento si riunirono di fronte ai cancelli per contestare i missini.

I fascisti chiamano a raccolta i camerati dal resto della regione e, piombati di fronte alla fabbrica, tentano di aggredire gli operai in protesta accoltellandone tre.
Dopo aver respinto l’attacco fra gli operai la rabbia esplode: quando vengono riconosciuti il consigliere regionale del MSI Andrea Mitolo (peraltro ex milite della RSI) e il “sindacalista” della CISNAL Del Piccolo fuori dalla fabbrica in possesso di un’ascia questi sono subito bloccati e costretti a sfilare con le mani sopra la testa e un cartello appeso al collo alla testa di un corteo spontaneo nato dalla rabbia dell’aggressione antioperaia.
I due cartelli recitano: «Siamo fascisti. Oggi abbiamo accoltellato tre operai. Questa è la nostra politica pro operaia».

Quel giorno fu una delle tante occasioni in cui, con la complicità dello stato e della polizia, i fascisti tentarono di alzare la testa, tornando in quelle fabbriche dove i loro interessi si erano sempre identificati con quelli del padrone.
Gli operai non si fecero abbindolare: con la giusta rabbia respinsero ogni attacco, politico e non, costringendo poi gli esponenti locali dei neofascisti all’umiliazione pubblica che la loro politica merita.
Altro che opposti estremismi: da una parte operai e antifascisti in lotta contro questo sistema, dall’altra fascisti, sbirri e padroni a difenderlo!

Gli operai Ignis respingono i fascisti a Trento

Gli operai Ignis respingono i fascisti a Trento

Firenze Antifascista

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Sabato 25 Luglio dalle ore 20 al CPA (Via di Villamagna 27A) Spaghettata Antifascista

Spaghettata Antifascista

Spaghettata Antifascista

A seguire bar all’aperto!

Alla caduta del fascismo il 25 luglio del 1943 l’Italia fu attraversata da un’ondata di festeggiamenti popolari. Si trattò di una reazione spontanea: dopo decenni di oppressione e anni di guerra, finalmente gli antifascisti e le classi popolari di tutta Italia ebbero l’opportunità di rialzare la testa e cominciare a immaginare un futuro differente. In quelle circostanze fu naturale partire dal riappropriarsi delle piazze e della socialità, dopo anni in cui gli unici eventi pubblici ammessi erano quelli legati al regime. E così la famiglia Cervi decise di offrire pastasciutta a tutti nella piazza del loro paese, Campegine. Fu un momento di festa ma anche una chiara presa di posizione politica, in vista di quello che sarebbe accaduto poi. Infatti il fascismo non era affatto sconfitto e di lì a pochi mesi sarebbe iniziata la guerra partigiana contro fascisti e occupanti nazisti di cui i 7 fratelli Cervi furono eroi e martiri. Quel 25 luglio fu l’inizio di una riscossa popolare che, dopo la liberazione di tantissime città, inclusa la nostra, da parte delle brigate partigiane, ebbe il suo culmine con l’insurrezione generale del 25 Aprile 1945.

Dal seme che fu piantato allora è nata una pianta che ancora oggi è viva e giovane. Il filo rosso della memoria antifascista non si è mai spezzato. A nulla sono valsi l’opportunismo di chi da subito tradì gli ideali della Resistenza, le persecuzioni dei partigiani e la riabilitazione dei fascisti all’interno delle istituzioni repubblicane volta a determinare una continuità degli apparati repressivi che troviamo ancora pienamente operativa oggi nei codici, nelle caserme, nelle questure, nei tribunali. L’esempio della guerra popolare partigiana ha superato decenni di svuotamento e addomesticamento da parte delle istituzioni che la volevano relegare su un piano cerimonialistico e autocelebrativo di un sistema che negli ultimi 75 anni non ha prodotto niente di positivo per le classi popolari se non quanto esse stesse hanno strappato dalle mani dei loro oppressori, gli stessi che comandavano col fascismo, a prezzo di sofferenze, lutti e spesso pagando con anni di galera, proprio come nel ventennio.

Più forte delle menzogne e dell’opportunismo è stato l’esempio dei partigiani e delle partigiane. Per noi questo significa tenere viva la memoria della Brigata Sinigaglia che entrò per prima a Firenze il 5 agosto 1944, del suo comandante “Gracco”, che coerentemente difese gli ideali traditi della Resistenza per tutta la sua vita, e del partigiano del Cpa “Sugo” che 2 anni fa, proprio in questi giorni di fine luglio, ci ha lasciato. Dal palco del 25 aprile in S Spirito e in ogni corteo antifascista, dove non è mai mancato fino ai suoi ultimi giorni, Sugo ha sempre voluto ribadire che “la lotta partigiana era una lotta per cambiare la forma della società”. Questa verità resta troppo scomoda per quelle istituzioni che sono i cani da guardia di questa società, che non è mai cambiata se non in peggio, diventando sempre più ingiusta, sempre meno libera, e sempre più incapace di liberarsi delle sue tare originarie: sfruttamento, guerra, razzismo, omofobia, patriarcato…

La Liberazione è il compito che le brigate partigiane hanno trasmesso agli antifascisti di oggi. Per questo abbiamo scelto di destinare il ricavato della Pastasciuttata Antifascista in Gavinana, che quest’anno sarà organizzata al Cpa Firenze Sud, in solidarietà con i 15 antifascisti fiorentini da poco condannati in via definitiva dalla cassazione ad un anno ciascuno per il solo reato di travisamento. A due di loro è stato negato l’accesso alla condizionale, e a ciascuno è stato imposto di dover pagare 3mila euro di ammenda per “il disturbo” di aver fatto riunire la corte per un ricorso che ha definito inammissibile. Si tratta, in totale, di ben 45mila euro che dovranno essere versati nel giro di pochi mesi! Questi 15 compagni per noi sono solo “colpevoli” di non accettare, ieri come oggi, la presenza dei fascisti nella città di Firenze. Sappiamo bene che la repressione è un prezzo da pagare per chi pratica quotidianamente l’antifascismo. Sappiamo ancora meglio, però, che la solidarietà antifascista è più forte di ogni repressione. Per questo invitiamo tutte le antifasciste e antifascisti a contribuire alla raccolta fondi in atto all’indirizzo https://gf.me/u/ydnbmz e a contattare la pagina fb di Firenze Antifascista per organizzare eventi e iniziative di solidarietà a favore dei 15 condannati.

Oggi come ieri contro il fascismo con ogni mezzo necessario!

Firenze Antifascista
ANPI Sez. “Oltrarno” – Firenze
ANPI Sez. “Lanciotto Ballerini” – Campi Bisenzio
ANPI Sez. “Potente” – Firenze

La spaghettata è benefit per le spese legali della sentenza in Cassazione che ha visto imputati 15 antifascisti/e fiorentini che dovranno pagare un totale di 45000 euro.

Per continuare a lottare al fine di cambiare l’esistente, la solidarietà è una vera arma: usiamola per non farci frenare dalla repressione di questo Stato che ci vorrebbe fermi e zitti!

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Da Torino a Firenze, giu’ le mani dagli-dalle antifasciste/i

Vogliamo esprimere la nostra solidarietà nei confronti delle studentesse e degli studenti antifascist* di Torino per cui è scattata questa mattina un’operazione repressiva che ha portato a 19 misure cautelari nei loro confronti per essersi opposti alla presenza dei fascisti del FUAN lo scorso febbraio al Campus Universitario Einaudi.
Mentre si condanna e si mettono le manette a chi si batte per una società più giusta, libera da fascismo, sessismo, guerre e sfruttamento, mentre oltre a Questure e Magistrature anche chi dovrebbe essere garante del diritto allo studio per tutte e tutti, come Rettori e presidenti di Enti per il Diritto allo Studio, si prestano a punire studenti e studentesse colpevoli del proprio impegno antifascista, utilizzando come arma di repressione la negazione di quello stesso diritto universale, noi rispondiamo continuando a non abbassare la testa, senza lasciare indietro nessun*.

Convinti che l’antifascismo non si deleghi ma si pratichi e si diffonda, convinti che non possa esserci solidarietà senza rilancio delle lotte, consapevoli che non c’è lotta che avanzi senza solidarietà concreta, la Firenze Antifascista è al fianco degli-le studenti e gli studentesse di Torino.

Da Torino a Firenze, giù le mani dagli-dalle antifascisti/e
45.000 buoni motivi per continuare a lottare!

fuan conigli

fuan conigli

Firenze Antifascista

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Due anni fa ci lasciava il partigiano Sugo, il partigiano della brigata Sinigaglia.

Fin da giovanissimo (partì per il bosco a 16 anni), il suo esempio ha brillato indicandoci la via, dandoci l’esempio, la memoria e il coraggio per combattere il fascismo di oggi.

Come lui e tutti i partigiani della Brigata Sinigaglia ci hanno insegnato, il fascismo e il sistema che se ne serviva e lo foraggiava non era stato sconfitto nel ’45, ed oggi permane la necessità di combatterlo.

Dalla resistenza nelle montagne di ieri, ai presidi e manifestazioni davanti alle sedi fasciste di oggi, Sugo non si è mai arreso e ha combattuto il fascismo con ogni mezzo che riteneva necessario.

L’esempio di Sugo è infatti l’esempio di un compagno che è stato tutta la vita a fianco a chi lotta, combattendo la repressione, dentro e fuori i tribunali.

Oggi, tristi della tua mancanza e forti del tuo esempio, rinnoviamo la nostra promessa a fare la nostra parte e combattere senza tregua, come hai fatto tu, per un mondo libero dallo sfruttamento e dalle ingiustizie.

I’ tuo l’hai fatto, Sugo. Ora tocca a noi.
Grazie di tutto

Sugo

Sugo

Firenze Antifascista

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20.07.2001 Non Spegni il Sole se gli spari addosso!

Benché tutto quello che ci appare nelle bacheche dei social network o sui muri delle nostre città in questi giorni sia vero, se “la memoria è un ingranaggio collettivo”, se “Carlo vive, i morti siete voi” sono più che semplici slogan, questo è solo grazie alle lotte che in ogni angolo di questo paese e di questo pianeta vengono portate avanti dagli ultimi del globo.
Lotte che, oggi come ieri, vedono una classe sociale sfruttata e schiacciata da un’altra che vuole tenere le redini delle nostre vite.
Parliamo delle stesse lotte che incontrano la repressione di questo stato nelle piazze, nelle scuole, nelle università, sui posti di lavoro.

Perché la risposta di chi sta sopra, al tentativo di ribaltare il presente da parte di chi sta sotto, è da sempre fatta di controllo, paura, polizia, torture e omicidi.
Esattamente come a Genova nel 2001, il 20 luglio in piazza Alimonda.
Che “Carlo è vivo” lo dobbiamo dimostrare ogni giorno con la nostra lotta, fino a quando nessuno paragonerà una vetrina rotta a una vita spezzata, fino a quando non esisterà più chi vive sulla paura, il lavoro, il sudore e il sangue di altri.

Anche l’antifascismo fa parte di questa lotta, perché nessuno/a si debba più guardare le spalle quando cammina per strada e ha un colore della pelle diversa dal bianco o un orientamento sessuale diverso da quello imposto, perché, come gridavamo anche a Genova nel 2001, non esiste alcuna differenza, se non quella fra chi sfrutta e chi è sfruttato!

A Carlo

A Carlo

CONTRO LA REPRESSIONE DI POLIZIA E TRIBUNALI, SOSTIENI GLI/LE ANTIFA di FIRENZE a QUESTO LINK: https://gf.me/u/ydnbmz

Firenze Antifascista

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Vil d’un fascista, è codesto l’onor che vai dicendo?

45.000 BUONI MOTIVI per NON DIMENTICARE.

Piazza Tasso, 17 luglio 1944

E’ il tardo pomeriggio, la gente comincia ad uscire intorno alle 18 passata la canicola.

Un gruppo di camicie nere, la così detta Banda Carità, ovvero un reparto di servizi speciali integrato nelle Milizie Volontaria Sicurezza Nazionale (costituite proprio a Firenze nel settembre del 1943 in funzione antipartigiana, operavano in autonomia ma in stretta collaborazione con le SS tedesche) guidate da Giuseppe Bernasconi. scese dal Poggio Imperiale.

Bernasconi sostituiva in quelle settimane proprio Carità, mossosi verso nord per organizzare la controinsurrezione nelle città settentrionali. Dopo essersi fatto le ossa in Toscana, lasciò le redini della milizia ad uno squadrista delle prima ora, messo da parte dal Regime nella fase di assestamento e “normalizzazione”, e pienamente riabilitato durante l’esperienza Repubblichina.

Le camionette superarono Porta Romana e arrivati ai margini dei giardini di Piazza Tasso spararono senza alcun preavviso sulle persone.

La piazza era piena di persone e bambini del quartiere, nel consueto luogo di ritrovo della gente di San Frediano, nell’ora del passeggio serale…

Rombo di motori, poi il suono delle mitraglie.

Il panico si diffuse mentre tutti cercavano disperatamente di trovare un angolo sicuro per mettersi al riparo da quella pioggia di fuoco. Il piccolo Ivo Poli, 8 anni, fu la prima vittima e rimase ucciso sul colpo, raccontano le cronache orali.
Quello che sappiamo è che insieme al piccolo, morirono Igino Bercigli, Corrado Frittelli, Aldo Arditi, Umberto Peri.

Le gip dei fascisti entrarono in quartiere senza voltarsi indietro, dopo essersi “fatti spazio” in piazza sparando sui sanfredianini inermi, si intrufolarono per le vie dei Rione..una grande retata portò all’arresto di diverse persone, ritenute collaboratrici dei GAP e della guerriglia partigiana. Saranno torturate e incluse nel drappello dei circa venti uomini fucilati alle cascine il 23 Luglio. I loro corpi saranno ritrovati solo a guerra finita.

L’azione dei fascisti fiorentini aveva il palese intento di intimorire e di punire la popolazione del quartiere, da sempre particolarmente ostile al regime e luogo di rifugio per gappisti e militanti antifascisti che stavano intensificando le loro azioni preparando l’insurrezione, che sarebbe arrivata solo qualche settimana dopo, l’alba dell’11 Agosto.

Firenze Antifascista e il suo impegno militante in città da sempre lega la memoria di ieri alla lotta di oggi, nella consapevolezza che gli anticorpi alla barbarie e alla vigliaccheria del fascismo in questa città si diffondano con la pratica quotidiana.

Memoria dunque, memoria popolare -che si diffonde di generazione in generazione- in una città che ha dato e pagato tanto per la propria libertà e il proprio riscatto,e nei quartieri dove ancora oggi si creano legami di solidarietà e sostegno contro la povertà, la speculazione, le arroganze del potere e le mancanze delle amministrazioni.

E lotta, dunque, come pratica che difende e diffonde i valori di chi ha combattuto ed è morto per un riscatto che parlava di uguaglianza dove c’erano ingiustizie, di pace fra i popoli quando imperava colonialismo,guerra e razzismo, di solidarietà dove c’era terrore, repressione torture, di giustizia sociale dove c’era sfruttamento e ricatto.

Oggi come ieri l’Antifascismo è memoria viva in questa città, ma sopratutto è pratica concreta e quotidiana per un futuro migliore.

Se chi è antifascista oggi viene condannato, arrestato, multato e manganellato, non ci dobbiamo sorprendere. La storia ci dice che abbiamo ancora tanto da conquistare.

E altri 45.000 buoni motivi per essere, oggi, antifascisti e antifasciste.

Lo dobbiamo anche ai martiri di Piazza Tasso!

★★★

Sostieni concretamente gli antifascisti e le antifasciste fiorentine condannate, supporta e rilancia la raccolta fondi:

“45000 BUONI MOTIVI per ESSERE ANTIFASCIST*”, partecipa alle inizative in città!

PUOI DONARE QUI
https://gf.me/u/ydnbmz

ai martiri di Piazza Tasso

ai martiri di Piazza Tasso

Firenze Antifascista

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Casaggì: il bello della ribellione a braccetto col padrone!

Casaggì, giovanile di Fratelli D’Italia, apre uno striscione e accende due torce davanti agli Uffizi, ma stavolta il sindaco sceriffo Dario Nardella non si pronuncia come fatto nei giorni scorsi contro gli antifascisti/e, accusandoli di privatizzare Piazza Santo Spirito: questo fa pensare che forse, in fondo, al sindaco importava semplicemente trovare un motivo per sferrare un attacco politico a Firenze Antifascista. Sappiamo bene i due pesi e due misure che le amministrazioni cittadine riservano alle forze che propagandano odio e razzismo e a chi invece vuole cambiare questo stato di cose e costruire un mondo senza fascismo, repressione e guerre. Non c’è infatti da meravigliarsi del fatto che il sindaco Nardella si scagli contro uno striscione aperto per pochi minuti venerdì scorso e non contro un’azione di un gruppuscolo neofascista.

Ma, come di consueto, le contraddizioni non si fermano al solo sindaco: infatti gli stessi prodi camerati di Casaggì (legati al partito Fratelli d’Italia) stavano protestando contro una mostra temporanea agli Uffizi denominata “Black Presence”, colpevole secondo loro di appoggiare le rivolte statunitensi contro il razzismo istituzionale e quindi di schierarsi con il movimento Black Lives Matter.

Tuttavia, lo stesso giorno Giorgia Meloni, capo politico di Fratelli D’Italia, passa per Firenze e che fa? Un bel giro agli Uffizi con il presidente del Museo, nonché responsabile della discussa mostra, smentendo l’indignazione della piccola giovanile e mostrando ancora una volta come il suo partito non sia così ribelle come vogliono farci credere.
Insomma, una bella giravolta per questi fascisti in doppiopetto, ma non è la prima e non sarà certo l’ultima loro contraddizione.

MELONI E NARDELLA, LA MERDA È SEMPRE QUELLA!

il bello della ribellione a braccetto col padrone

il bello della ribellione a braccetto col padrone

Firenze Antifascista

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Alle accuse del sindaco sceriffo Nardella

…di privatizzare una piazza per un corteo rispondiamo ricordandogli chi veramente specula sulla città ed abusa dei cittadini.

https://www.facebook.com/FirenzeAntifascista/videos/2725484211056476/

Firenze Antifascista

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