Ancora una condanna per decine di compagni e compagne a Firenze!

Ancora condanne

Ancora una condanna per decine di compagni e compagne a Firenze

Martedì scorso si è chiuso a Firenze il primo grado di un processo che riguarda circa 30 compagni e compagne, accusati di resistenza a pubblico ufficiale in occasione del 21 Dicembre 2013.

Quel giorno scendemmo in piazza in risposta alla decisione della Questura fiorentina, di concerto con la Prefettura e il Sindaco, di negare un diritto fondamentale come quello di fare una manifestazione, precludendo l’accesso in corteo alle vie del centro storico in quanto, a detta loro, non si potevano disturbare gli affari consumistici dello shopping natalizio.

Fu quindi predisposto un nutrito schieramento di poliziotti in tenuta antisommossa che sbarrava via Cavour, impedendo ai manifestanti di incamminarsi da piazza San Marco verso, appunto, il centro.

L’arroganza immotivata della Questura si risolse in più cariche verso i manifestanti e nelle successive denunce per resistenza a pubblico ufficiale: niente di nuovo, ahimè, ma ancora più grave se pensiamo all’imposizione di un divieto di manifestare in alcune zone della città.

Dopo quasi 7 anni di processo, martedì si è arrivati a 3 assoluzioni e alla condanna a 7 mesi per gli altri imputati, una vergogna!

Così, dopo le condanne arrivate a Luglio di 1 anno e 3000 euro per ciascuno dei 15 compagni e compagne coinvolti, ricordiamolo, per essersi “travisati” durante una manifestazione di protesta contro un’aggressione fascista avvenuta pochi giorni prima, ecco che in rapida successione arrivano 7 mesi per aver resistito ad un divieto arbitrario e immotivato.

L’amministrazione fiorentina vorrebbe, ora come allora, una Firenze vetrina fatta solo di negozi di lusso e super-affitti per turisti, interdetta quasi agli stessi abitanti e a qualsiasi manifestanzione del dissenso con chiusura di piazze, strade e l’instaurazione di zone rosse (poi velocemente e strumentalmente rimosse). Abbiamo visto però i risultati devastanti e la miopia di queste politiche economiche durante la pandemia, ed è quello che denunciamo da anni portando avanti la lotta contro la gentrificazione.

Ribadiamo con forza che i quartieri sono nostri, di chi li vive e li abita e di tutte le realtà che li attraversano, e che non esistono zone di salotti buoni dove potranno impedirci di far sentire le nostre ragioni.

Pensiamo inoltre che se i fascisti fanno fatica, qui più che altrove, a ritagliarsi spazi di agibilità; se il centro di Firenze non è off limits per manifestazioni e cortei; se nei quartieri, in tempi di pandemia come questi, ancora esistono realtà che si autorganizzano per dare risposte dal basso ai bisogni e alle difficoltà, è anche grazie a chi, in tutti questi anni, si è speso in prima persona per combattere il fascismo, l’individualismo, il razzismo, l’arroganza poliziesca, ed ha continuato a lottare per una società più giusta e solidale.

Massima solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione, dai processi che si chiudono a quelli che si stanno aprendo in questi mesi.

Oggi come allora, la vostra repressione non ci fermerà!
Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Solidarietà alle lotte!

“I decreti Salvini non esistono più, sono un triste ricordo del passato”. Con gran clamore di tutti i media mainstream questa notizia eclatante, dai titoli roboanti, viene diffusa massicciamente come se fosse vera. Purtroppo la verità è diversa, altro che Italia accogliente e senza confini!

Oltre al fatto che le norme su immigrazione, sicurezza e “accoglienza” non sono migliorate molto, anzi per certi versi sono anche peggiorate per i migranti, con l’introduzione del reato penale e l’arresto per direttissima, rimane intatto e invariato tutto l’impianto repressivo messo in piedi per contrastare le lotte sociali.

Chi si impegna a lottare e ad organizzarsi per migliorare le condizioni di lavoro, per ripristinare il diritto alla casa e dell’abitare, per la difesa del territorio contro la devastazione ambientale, contro il fascismo in tutte le sue forme, in tutte quelle lotte insomma che in qualche modo mettono in discussione il sistema capitalista, dovrà fare i conti con una repressione pesante messa in piedi dai decreti Minniti prima e da quelli Salvini poi, in perfetta sintonia e continuità tra loro, dato che le disposizioni in materia di sicurezza pubblica sono tutt’ora vigenti.

La repressione perpetrata da sempre dallo Stato borghese, di cui la democrazia rappresentativa è solo un sistema politico ad esso funzionale, da sempre colpisce chi lotta e per questo motivo vogliamo esprimere la nostra incondizionata solidarietà a Dana, compagna e militante NoTAV, condannata vergognosamente a 2 anni di reclusione per aver partecipato alle iniziative di protesta in seguito alla caduta da un traliccio di un altro compagno NoTAV, Luca Abbà. In particolare per aver fatto in modo, insieme ad altri compagni e compagne, di non far pagare il pedaggio autostradale al casello di Bardonecchia.
L’aspetto drammatico e preoccupante inoltre, di questa ennesima vicenda di criminalizzazione del movimento NoTAV, è la motivazione dei giudici che emettono sentenze di carcerazione perché “non si è pentita” e “potrebbe proseguire la propria attività di proselitismo e di militanza ideologica”. Come se ci fosse il reato di opinione in questo dannato paese!

Sempre nell’ambito del movimento NoTAV, l’azione repressiva colpisce anche due compagni del partito dei Carc, Alessandro ed Andrea, che hanno subito perquisizioni delle abitazioni per “ricerca di armi e esplosivi”, il sequestro di materiale politico e dei pc, una denuncia per “minacce” ed una sanzione amministrativa per affissione abusiva… il tutto per cosa? Per aver affisso un manifestino di denuncia di alcuni esponenti della magistratura torinese distintisi proprio per la repressione messa in campo contro i NO TAV. Manifestino usato strumentalmente dalla Questura di Torino per associarli alle minacce ricevute nei giorni precedenti dalla giudice Bonu, che ha seguito il processo di Dana. Anche ad Alessandro ed Andrea esprimiamo la nostra solidarietà.

Ma sono tanti altri i procedimenti che si sono aperti e si stanno aprendo in questi mesi contro compagni e compagne che lottano contro le grandi opere e per la difesa del territorio: ne sono solo un esempio i due processi aperti contro compagni e compagne del movimento che si batte contro la costruzione del nuovo mega aeroporto di Firenze.

Ma non bisogna dimenticare che le norme dei decreti sicurezza attaccano anche e soprattutto in ambito lavorativo chi protesta, sciopera e si batte per i propri diritti, come i 120 lavoratori e lavoratrici di Italpizza Modena che finiranno in tribunale per i picchetti e gli scioperi che dal 2017 vanno avanti insieme alle vertenze seguite dal SiCobas.

Rilanciamo infine, con più forza ancora, la campagna di Firenze Antifascista (https://gf.me/u/ydnbmz) a sostegno dei 15 compagni anch’essi colpiti dalla repressione per il loro impegno antifascista in città contro casa pound; un altro tassello della lotta contro la repressione che accomuna tutte le lotte sociali. Lotte fatte contro un sistema politico che rafforza, anche tramite una legislazione repressiva, il suo sfruttamento per il profitto capitalista e per difendere i privilegi di pochi contro gli interessi collettivi e del popolo.

Contro la repressione, solidarietà di classe!
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Sabato 17 ottobre 2020 Cena di pesce e canti di rivolta – Benefit Firenze Antifascista

Serata benefit per la campagna 45000 buoni motivi per essere Antifascisti!

Cena di Pesce Fresco

Cena di Pesce Fresco

20:30 Cena di Pesce Fresco. Menù in base al pescato del giorno, (opzione vegetariana).

Prenotazione al 3387039311 (whatsapp), massimo 50 posti, costo 15 euro.

22:30 Canti di Rivolta chitarra e voce con NicolA del Freo da Montignoso MS

★★★
Siamo antifascisti e antifasciste di Firenze.

Nel giugno 2020 ci hanno richiesto ben 45.000 € di spese ai danni di 15 persone “colpevoli” di non accettare, ieri come oggi, la presenza dei fascisti nella città di Firenze.

La #solidarietà è l’unica arma che abbiamo in questo momento.

Con questa raccolta fondi chiediamo un contributo perché – come la storia ci insegna – la lotta contro il fascismo non può essere lasciata alle istituzioni e alla polizia. E chiunque si metta in gioco contro le ingiustizie, disuguaglianze, il sessismo e la xenofobia non deve rimanere solo!

Solo unit* e organizzandoci sconfiggeremo fascismo, razzismo e sessismo e cambieremo insieme questo sistema che li produce!

★★★

PUOI DONARE QUI
https://gf.me/u/ydnbmz
★★★

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Basta covi fascisti!

★ PASSEGGIATA ANTIFA IN CITTÀ ★
Sabato 10 alle 16:00 in Santa Maria Novella

Basta covi fascisti!

Basta covi fascisti!

“Firenze identitaria” è la nuova maschera scelta dai fascisti di Casapound per provare ad avere uno straccio di visibilità e agibilità in questa città.

La sede è in via del purgatorio 27r con inaugurazione prevista per sabato 10 ottobre alle 17, comunicata ovviamente neanche 48h prima..

Visibilità e agibilità, condizioni che questura e istituzioni hanno sempre garantito loro, ma che la Firenze popolare ha sempre e costantemente negato e sottratto, da Coverciano a Scandicci sino a San Jacopino.

Sarà proprio per uno straccio di visibilità, per qualche finanziamento in più, che alle recenti elezioni regionali i prodi camerati di Casapound hanno apertamente sostenuto Fratelli d’Italia, in lista con la Ceccardi, con tanto di foto tutti insieme nella sede di Fratelli d’Italia in via Frusa.

Insomma, dopo essersi presentati così ribelli sono finiti a sostenere pubblicamente personaggi e partiti che propongono “maggiore controllo”, “taser a forze dell’ordine e polizia municipale”, più telecamere e pattuglie di polizia e carabinieri, sostegno ai “decreti sicurezza”: del resto non avevamo dubbi.

Come nel 2013, dopo un’aggressione ai danni di due minorenni, delegarono la difesa di quella che allora era la loro sede (!) all’adiacente questura di via Zara, in una giornata di lotta che ha visto 15 condanne di oltre un anno a antifascisti e antifasciste e un’ammenda totale di 45.000 euro.

“Firenze identitaria” dovrebbe rivendicare il passato di questa città, ma con quale faccia tosta? Il passato, più o meno recente, di questa città è fatto di lotta, resistenza, orgoglio popolare.

Firenze e la sua lunga memoria diffusa di generazione in generazione ricorda le stragi, da Piazza Tasso a Campo di Marte, omicidi e pestaggi da parte di quei vigliacchi repubblichini ai quali tanto si richiamano e che omaggiano i neofascisti oggi.

La memoria di questa città però è anche fatto dalla lotta dei gappisti, dalla lotta partigiana della Brigata Sinigaglia e di tutti coloro i quali, senza aspettarsi niente dagli “alleati”, resistevano e sparavano, casa per casa, via per via quartiere per quartiere, fino all’insurrezione popolare e la liberazione cittadina, consci dell’estrema necessità di protagonismo per costruire una società diversa da quella comandata dai padroni di sempre, anche dopo il 25 aprile 1945.

La storia di Firenze parla di silenzi, nascondigli e solidarietà, spesso pagati con tortura e morte, verso chi lottava da parte della popolazione, parla di barricate contro le squadracce armate dai padroni per spezzare la lotta popolare.
Memoria e pratica. Come quella solidale, spontanea e diffusa in ogni quartiere, durante il lockdown di sostegno e supporto alle famiglie in difficoltà. Prima chi ha bisogno, prima gli ultimi, prima i lavoratori. Bianchi, neri, gialli o a pallini. La Firenze solidale sa riconoscere chi specula sul razzismo e la guerra fra poveri, e chi invece la guerra la vive tutti i giorni per un salario degno, un affitto, una bolletta, un ticket sanitario sapendo che chi nega i diritti e bisogni, sta più in alto, e “non arriva col barcone”

La storia di Firenze parla chiaro, e se i fascisti devono persino provare ad afferrare goffamente immaginari di lotte altrui è perché i fascisti le lotte non le hanno mai fatte, se non quelle al servizio di chi sfrutta e guadagna sul nostro sudore.

In via del Purgatorio aprirà un altro covo fascista, un’altra fogna di collaborazionisti, infami e servi, ma aprirà circondata e costantemente sorvegliata da telecamere, da digossini e polizia, perché questa città ne ha già decretato la chiusura!

Ci vediamo Sabato 10 alle 16:00 in piazza Santa Maria Novella, liberi per le strade della nostra città, ribelle, solidale, antifascista, antirazzista e antisessista.

★ FIRENZE ANTIFASCISTA ★

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La Solidarietà Antifascista funziona: RILANCIAMOLA

La Solidarietà Antifascista funziona: RILANCIAMOLA
https://www.facebook.com/FirenzeAntifascista/videos/2013345829512959/

Ci fa molto piacere confessarlo: il crowdfunding e la campagna di solidarietà “45.000 buoni motivi per essere Antifascisti” è andata ben oltre le nostre aspettative.

Nel giro di pochi mesi a partire da luglio sono state raccolte decine di migliaia di euro on line e attraverso le iniziative organizzate a Firenze e in molte altre città, per cui oggi possiamo dire con sollievo che mancano “solo” 9.000 Euro per raggiungere l’obiettivo di mettere in condizione i nostri compagn* condannati di sostenere una sanzione che non può essere elusa.

Il merito del risultato raggiunto fino ad oggi va, in pari misura, alle decine di compagn* che si sono impegnati a organizzare e pubblicizzare la campagna e tutte le iniziative che sono state portate avanti in questi mesi, e ai singoli antifascist* e a tutte le realtà collettive che hanno contribuito economicamente in un periodo che sappiamo essere di gravi difficoltà per molti. A tutte e tutti loro va il ringraziamento di Firenze Antifascista.

Al tempo stesso siamo consapevoli che non possiamo fermarci, perché l’obiettivo non è ancora raggiunto.

Per questo chiediamo a noi stessi e a tutt* gli/le antifascist* un ulteriore sforzo per donare, per rilanciare la campagna, per organizzare nuove iniziative. Per questo ci impegniamo a partecipare attivamente laddove si vorranno organizzare momenti di discussione e di solidarietà, perché la nostra è una campagna politica e non una richiesta assistenziale.

In questi mesi la macchina della repressione ha continuato a girare a pieno ritmo. A maggio con 12 arresti a Bologna i giudici hanno voluto colpire la solidarietà portata fuori delle carceri in rivolta. Nelle scorse settimane la persecuzione giudiziaria contro il Movimento No Tav ha portato alla restrizione in carcere di una compagna condannata in via definitiva per il reato di blocco stradale, a cui sono state negate le misure alternative proprio per la sua militanza. Allo stesso tempo nuovi processi si aprono, come quello contro 67 lavorator* e attivist* del sindacato Si Cobas a Modena impegnati nella vertenza contro Italpizza, città nella quale si arriva alla cifra esorbitante di 477 indagati per reati connessi alle lotte; quello contro 63 compagn* che nel 2016 manifestarono al valico del Brennero contro le politiche razziste dell’Italia e dell’Austria e che, accusati di devastazione e saccheggio, rischiano condanne fino a 15 anni; quello a Lecce contro 92 attivist* no tap accusati a vario titolo per le lotte condotte contro la devastazione ambientale del proprio territorio.

A tutte queste compagne e compagni, così come a tutt* coloro che subiscono quotidianamente i soprusi dello stato e dei suo sgherri nelle carceri nelle caserme e nelle strade, vogliamo esprimere, una volta di più, la nostra incondizionata solidarietà.

Se possibile, oggi più che mai riteniamo che la lotta contro la repressione sia centrale per ribaltare quei rapporti di forza che oggi ci vedono nella condizione di dover necessariamente resistere alla violenza e agli abusi di una classe dominante criminale e assassina e dei suoi servi.

Nella situazione presente non ci può essere una lotta sinceramente motivata e vissuta che non vada a scontrarsi immediatamente contro la violenza poliziesca e contro una impalcatura legislativa che, passando di “emergenza” in “emergenza” fino ad arrivare ai Decreti Salvini, non ha fatto altro che stringere nel tempo le maglie della repressione. Questa è la realtà che ci troviamo davanti e questo il compito che ci tocca. Di fronte a questo non possiamo e non vogliamo fermarci, ma al contrario vogliamo rilanciare le motivazioni alla base della nostra campagna.

★★★

CHIEDIAMO A TUTTI E A TUTTE UN ULTIMO CONTRIBUTO!

Puoi donare qui
https://gf.me/u/ydnbmz

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Basta razzismo e guerra tra poveri: solidarietà di classe!

Apprendiamo da un post sui social di un’aggressione razzista avvenuta pochi giorni fa in centro a Campi. Una signora di origine africana è stata pesantemente insultata più volte per il colore della pelle per aver richiamato altre due signore a rispettare la fila.
Gli insulti sono irripetibili e dimostrano la grettezza delle due razziste, allontanatesi dopo l’intervento di un uomo della vicina chiesa.
Purtroppo si assiste sempre più spesso a questo tipo di scene e dimostrazioni di rabbia e razzismo, e Campi Bisenzio non ne è certo immune.
Anzi, troppo spesso queste cose avvengono senza che nessuno intervenga con la decisione e la determinazione necessarie…

Neanche un mese fa abbiamo festeggiato l’anniversario della liberazione di Campi: spesso diciamo in queste ricorrenze che non dobbiamo dimenticare quello che Lanciotto e gli altri partigiani hanno fatto, e anzi che dobbiamo seguire il loro esempio e continuare la loro lotta.
Questo per noi significa avere una pratica antifascista e antirazzista quotidiana, sia nei contenuti di quello che scriviamo e facciamo, sia, appunto, nella pratica. Da compagni e antifascisti attivi sul territorio non possiamo tollerare la presenza di sedi fasciste, che per ora a Campi non ci sono, ma abbondano ormai a Firenze e nei comuni limitrofi, con la connivenza delle amministrazioni locali.
Non possiamo tollerare la propaganda di odio, discriminazione e nazionalismo portata avanti da questi rifiuti della storia, fatta di banchini alimentari per soli italiani di fronte addirittura ai supermercati Coop della Piana, fatta di “aiuti” strumentali ed opportunistici sempre per alcune famiglie rigorosamente italiane, fatta di iniziative politiche che addirittura in alcuni casi ottengono sale nel palazzo della Regione e il patrocinio del Consiglio Regionale (e del neo presidente Giani), come successo (e segnalato) in più di un’occasione con le vergognose e apertamente anticomuniste iniziative del Progetto Dinamo Firenze, emanazione di Lealtà e Azione, organizzazione neofascista legata a una rete internazionale di skinheads nazisti nata dal Ku Klux Klan.

Se ci troviamo in questa situazione, con una destra arrembante, in ascesa, e sempre più arrogante, una bella parte di colpa va anche al centro sinistra e alle sue amministrazioni, sia locali che nazionali, che invece che combattere il fascismo e le destre con valori antitetici e soprattutto con misure a sostegno delle persone più in difficoltà, dei lavoratori e delle classi popolari in generale, ha da una parte applicato il regime di austerity richiesto da Bruxelles, dall’altro ha inseguito la destra sulla retorica della sicurezza e della paura, stendendo un tappeto rosso alla guerra tra poveri, al trionfo dell’individualismo, del razzismo, della competizione tra proletari, stranieri o italiani che siano, e infine alle percentuali della Lega e di Fratelli d’Italia.
D’altronde i decreti sicurezza di Salvini, ancora peraltro non eliminati dal cd governo giallorosso, si innestano sui decreti del PD Minniti, in continuità con essi.
Ed è da questi decreti, dei quali chiediamo l’immediata cancellazione, che derivano le multe comminate a una trentina di lavoratori di una cooperativa pratese, scesi in strada durante uno sciopero per protestare contro i vari mesi di stipendi non pagati: multe di 4mila euro a persona, una vera vergogna! E dagli stessi decreti arrivano le condanne a 1 anno di reclusione e al pagamento di 3mila euro ciascuno per 15 compagni accusati di travisamento in occasione di una manifestazione del Novembre 2013 successiva ad un pestaggio perpetrato da militanti di Casapound ai danni di due giovani antifascisti.

Perché in fondo è a questo che è sempre servita la destra e in particolare il fascismo: reprimere le lotte dei lavoratori e dei proletari che si organizzano.
Per questo pensiamo sia importante ribadire la solidarietà ai compagni e agli antifascisti colpiti dalla repressione per la loro attività politica, e sono tanti quelli che, solo a Firenze e solo negli ultimi anni, hanno ricevuto la visita della polizia, misure cautelari fino al carcere, processi e condanne.
A questi compagni, a questi antifascisti, deve andare tutta la nostra solidarietà, fatta di vicinanza, sostegno politico, economico e soprattutto di una coerente e determinata pratica quotidiana antifascista.

Cancellare subito i decreti sicurezza!
Sostieni il crowdfunding di Firenze Antifascista! https://www.gofundme.com/f/firenze-antifa

I compagni e le compagne del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

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Sabato 26 settembre 2020 Proiezione di “The Milky Way – Nessuno si salva da solo”

The Milky Way, il nuovo film-documentario di SMK Factory per la regia di Luigi D’Alife arriva a Campi Bisenzio grazie ai nostri co-produttori di Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio!

The Milky Way - Nessuno si salva da solo

The Milky Way – Nessuno si salva da solo

Proiezione di “The Milky Way – Nessuno si salva da solo”
Regia di Luigi D’Alife (Italia 2020 – SMK Factory, 84′)
Distribuito da OpenDDB (Distribuzioni dal Basso)
Con il patrocinio di Amnesty International – Italia
TRAILER https://youtu.be/NlZE8Yl77A8

Programma completo
ORE 19:00 – Aperitivo
ORE 21:30 – Proiezione alla presenza del regista

E’ necessario PRENOTARSI al 3387039311

Info
https://www.milkywaydoc.com/

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Sinossi
Le Alpi occidentali tra Italia e Francia sono state nel corso dei secoli una frontiera naturale, così come un luogo di passaggio e incontro. I suoi colli costituiscono terra di connessione, mediazione tra popoli e culture differenti.
La storia più recente ci racconta come negli ultimi 200 anni siano stati gli italiani ad attraversare clandestinamente il confine per andare a cercare lavoro in Francia, mentre oggi è diventata una rotta utilizzata anche dai migranti di origine africana.
Le recenti politiche di chiusura dei confini interni europei hanno spinto le persone migranti alla ricerca di strade meno battute per lasciare l’Italia e proseguire il viaggio oltre il confine
con la Francia, spingendoli a passare tra i sentieri di alta montagna come quelli che costeggiano gli impianti del comprensorio sciistico “La via lattea”, proprio sul confine tra
Claviere (IT) e Monginevro (FR).
Durante il giorno le piste da sci sono luogo di divertimento, sport e svago; di notte, si trasformano in un teatro di paura, pericolo e violazione dei diritti umani: i migranti, poco
preparati e mal equipaggiati, imboccano i sentieri sfidando il buio, il freddo e i controlli delle autorità francesi, rischiando la vita.
“The Milky Way” è un film corale che, attraverso il racconto di attivisti, degli abitanti delle montagne, la ricostruzione storica in graphic novel animata dell’emigrazione italiana degli anni ’50, le storie dei migranti messi al sicuro dai solidali sui due lati del confine, getta luce sull’umanità che riaffiora quando il pericolo imminente riattiva la solidarietà, con la convinzione che nessuno si possa lasciare indietro. Nessuno si salva da solo.

Il regista: Luigi D’Alife
Classe 1986 di origine crotonese, è documentarista e regista. Inizia la sua attività da videomaker realizzando reportage e instant-video su tematiche sociali e di attualità.
Implementa la sua attività appassionandosi alla questione curda ed a quella dei confini.
A settembre 2015 fa parte della prima delegazione internazionale ad entrare nella città di Cizre, documentando gli effetti del coprifuoco e realizzando il corto-documentario “Il massacro di Cizre” (2015 – 16′).
Nel Marzo del 2016 parte nuovamente alla volta della Siria per realizzare un film sul confine turco-siriano. Pubblica il suo primo lungometraggio “Binxet – Sotto il confine” (2017 – 94′), che racconta la condizione del popolo curdo che subisce la violenza dell’esercito turco in Kurdistan dopo l’accordo stretto tra Unione Europea e Turchia.
All’inizio del 2018 è di nuovo sul confine, quello tra Italia e Francia, per raccontare il viaggio dei migranti sui valichi alpini.
Realizza alcuni brevi reportage per il programma TV “Propaganda live” e il docu- reportage “Il confine occidentale” (2018 – 20′).
Alla fine del 2018 entra a far parte del collettivo SMK Videofactory con il quale realizza il suo secondo lungometraggio, “The Milky Way”.

La casa di produzione: Smk Factory
SMK Factory è una casa di produzione indipendente nata nel 2009 a Bologna (Italia) da un gruppo di mediattivisti. In questi anni ha prodotto principalmente documentari a sfondo sociale e lavori di inchiesta e denuncia. Crede fermamente nei nuovi modelli di produzione dal Basso e nel fatto che un modo diverso di fare audiovisivo sia possibile.
Il primo progetto di crowdfunding risale al 2011 con il film “Tomorrow’s Land”. Da lì ha prodotto una sequenza ininterrotta di documentari con campagne di crowdfunding: “Kosovo vs Kosovo” (2012), “Una follia effimera” (2012), “Green Lies” (2014), “Vite al Centro”(2014), “Quale Petrolio?” (2016), “The Harvest” (2017). Dopo l’esperienza di autodistribuzione popolare di “Tomorrow’s Land”, fonda nel 2013 OpenDDB, il primo portale europeo di opere in Creative Commons per sostenere la circolazione di opere audiovisive di registi emergenti e di case di produzione indipendenti in tutta Italia.

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Oggi è giorno di elezioni

Lo abbiamo detto e ripetuto nelle scorse giornate a giro per la nostra città: all’apatia di vuote piazze elettorali opponiamo la lotta, alla delega il protagonismo.

Fatto divertente? I “ribelli non conformi” di Casapound, quattro topi di fogna che si vedono in città solo in qualche uscita blindata da centinaia di celerini, danno indicazione di voto per Francesco Torselli, di Fratelli d’Italia: proprio il partito della polizia, che chiede più telecamere, più volanti, più potere alle forze dell’ordine.

Come se non bastasse, dopo le numerose invettive di Casapound contro le politiche (economiche e non) dei governi degli ultimi anni, sempre nell’ottica di presentarsi come un’alternativa ribelle allo stato delle cose, ora appoggiano il candidato di uno dei partiti il cui leader, Giorgia Meloni, ha fatto parte dello stesso governo Monti. Insomma, un partito tutt’altro che ribelle, che ha sempre appoggiato le politiche dell’austerity, gli interessi di Confindustria e in generale di chi sfrutta i lavoratori.

“Ma noi indichiamo la persona, non il partito!”, come se fosse qualcosa di slegabile, ma soprattutto come se lo stesso Torselli non avesse avuto le proprie uscite ridicole in favore di strette securitarie ai limiti del reale, come quella di dotare di taser i vigili urbani.

Ennesima pagliacciata elettorale al pari di PD e Lega, tutti insieme appassionatamente, di quei “ribelli” amici della questura di Casapound e Casaggì, che torneranno a volantinare il loro finto ribellismo fra qualche settimana per poi piangere e denunciare appena qualche volantino finisce nel cassonetto e qualche prode camerata paga la propria sprovvedutezza.

Altro che indicazioni di voto per qualche poltrona, altro che preferenza per chi le nostre vite le considera carne da macello: casa, lavoro, sanità e istituzione per tutti e tutte sono la vera sicurezza, non delegare, è tempo di lottare!

taser

taser

Firenze Antifascista

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Viva la Firenze antifascista e autorganizzata, via la merda fascista, razzista e sessista da Firenze!

Ieri a Firenze si sono contrapposti due modi di fare politica: da una parte, le piazze scarne e smorte del PD di Eugenio Giani e di Salvini, Tajani e Meloni in sostegno a Susanna Ceccardi, per la chiusura della campagna elettorale; dall’altra il volantinaggio per le strade del centro della Firenze Antifascista.

Dopo essere intervenuti al Pride, infatti, abbiamo deciso di muoverci con un volantinaggio itinerante verso Santo Spirito, di ribadire che le strade e le piazze del centro storico sono nostre, che le viviamo e le attraversiamo tutti i giorni con le nostre lotte, con il protagonismo di ognuno/a di noi per sanità, lavoro, istruzione, casa per tutti e tutte, e non di quattro politicanti da strapazzo che vengono in città solo per fare le loro passerelle elettorali, nella speranza di raccattare due voti.

Qui di seguito il testo che abbiamo volantinato:

Il pomeriggio di venerdì 18 settembre Firenze diverrà il teatrino di chiusura della campagna elettorale delle varie forze politiche nazionali in occasione delle elezioni regionali.
In Piazza della Repubblica la destra razzista e xenofoba di Salvini, Meloni e Tajani.
In Piazza Santissima Annunziata il PD con Giani, noto partecilante a commemorazioni neofasciste per le foibe e premiatore dei neonazisti di Lealtà e Azione, e le varie liste che lo sostengono, la cosiddetta sinistra che ha svenduto le nostre vite con politiche di privatizzazione e smantellamento di diritti.

C’è chi sbraiterà contro i migranti e chi contro l’odio, chi si metterà la medaglietta da antifascista per raccattare qualche voto e chi si dichiarerà a gran voce “non conforme”.

A parole continuano ad esserci grandi proclami e dichiarazioni di differenze abissali, ma nei fatti le politiche di governo dei rispettivi partiti sono perfettamente sovrapponibili.
Dopotutto quando c’era da criminalizzare le lotte dei lavoratori con l’intervento massiccio di forze dell’ordine e con i decreti sicurezza (Minniti prima e Salvini poi) tutti andavano a braccetto.
Non era diversa la situazione quando nelle varie regioni, durante i primi mesi della pandemia, bisognava asservire Confindustria e tenere le fabbriche aperte in nome del profitto, poco importa se i lavoratori morivano a grappoli, quando negli anni per aumentare gli incassi di regioni e comuni si privatizzava la sanità chiudendo presidi sanitari fondamentali per la popolazione, quando si è smantellato diritti come l’istruzione rendendoli un privilegio per chi può permettersi di comprarli.

Insomma, a forza di accordi e decreti da parte di tutti, anche in questa ennessima crisi le tasche degli industriali si gonfiano e le nostre si svuotano.
L’emergenza è tale solo quando bisogna socializzare i sacrifici, le perdite.
Quando per chi sta in alto l’emergenza passa ognuno per sé, in barba ai proclami fatti in precedenza.
In fondo a questi politicanti le nostre vite interessano giusto quando dobbiamo assicurare loro la poltrona.

Allora, di fronte allo scempio a cui è costretta ad assistere Firenze in questa giornata, vogliamo ribadire che le parole e le false promesse di queste piazze apatiche non contano niente, vogliamo ricordare che l’unica sicurezza sono casa, lavoro, sanità e istituzione per tutti e tutte!

La Firenze Antifascista, la Firenze che lotta ad ogni angolo di questa città lo dice chiaro e tondo: NON DELEGARE, LOTTA!

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Sabato 12 e domenica 13 settembre Fontesanta 2020 – ieri partigiani/e, oggi antifascisti/e!

Fontesanta 2020

Fontesanta 2020

FONTESANTA 2020
Ieri partigiani sui monti, oggi antifascisti nei quartieri

Brigata Sinigaglia sempre presente!

Le iniziative si svolgeranno presso la Casina partigiana di Fontesanta: https://goo.gl/maps/bUiNDWVuWjmHCHNz8

SABATO 12 SETTEMBRE

• Ore 16.30
Sui sentieri dei ribelli – Camminata “cantata” con il “Coro Sugo” lungo i sentieri della Brigata Sinigaglia

• Ore 18.00
Merenda per grandi e piccini

• Ore 20.00
Cena Popolare

• Ore 21.30
Lou Tapage in concerto

Possibilità di campeggiare, porta tenda e saccoapelo!

DOMENICA 13 SETTEMBRE

• Ore 11.00
“Il ricordo di quei giorni, sempre uniti ci terrà! – Storie e memorie partigiane, l’eredità della Brigata Sinigaglia attraverso scritti, materiali, ricordi. Nella memoria di ieri, l’esempio per la lotta di oggi!

• Ore 13.00
Pranzo popolare dei partigiani, amici, parenti e compagn* della Brigata Sinigaglia!

C’è chi decise di tradire, mettendosi al servizio dell’occupante nazista e di repubbliche fantoccio complici dei peggiori eccidi che la nostra storia ricordi, di torturare, di sparare dai tetti della nostra città contro civili inermi.

C’è chi decise di combattere per la libertà e la giustizia, per l’uguaglianza, in clandestinità, nelle città come nei boschi, convinto che solo assumendosi il peso della lotta si può sperare, oggi come ieri, in una società migliore.

Abbiamo raccolto il loro testimone e al loro fianco continueremo a camminare verso la libertà.

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