Due anni fa ci lasciava il partigiano Sugo, il partigiano della brigata Sinigaglia.

Fin da giovanissimo (partì per il bosco a 16 anni), il suo esempio ha brillato indicandoci la via, dandoci l’esempio, la memoria e il coraggio per combattere il fascismo di oggi.

Come lui e tutti i partigiani della Brigata Sinigaglia ci hanno insegnato, il fascismo e il sistema che se ne serviva e lo foraggiava non era stato sconfitto nel ’45, ed oggi permane la necessità di combatterlo.

Dalla resistenza nelle montagne di ieri, ai presidi e manifestazioni davanti alle sedi fasciste di oggi, Sugo non si è mai arreso e ha combattuto il fascismo con ogni mezzo che riteneva necessario.

L’esempio di Sugo è infatti l’esempio di un compagno che è stato tutta la vita a fianco a chi lotta, combattendo la repressione, dentro e fuori i tribunali.

Oggi, tristi della tua mancanza e forti del tuo esempio, rinnoviamo la nostra promessa a fare la nostra parte e combattere senza tregua, come hai fatto tu, per un mondo libero dallo sfruttamento e dalle ingiustizie.

I’ tuo l’hai fatto, Sugo. Ora tocca a noi.
Grazie di tutto

Sugo

Sugo

Firenze Antifascista

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20.07.2001 Non Spegni il Sole se gli spari addosso!

Benché tutto quello che ci appare nelle bacheche dei social network o sui muri delle nostre città in questi giorni sia vero, se “la memoria è un ingranaggio collettivo”, se “Carlo vive, i morti siete voi” sono più che semplici slogan, questo è solo grazie alle lotte che in ogni angolo di questo paese e di questo pianeta vengono portate avanti dagli ultimi del globo.
Lotte che, oggi come ieri, vedono una classe sociale sfruttata e schiacciata da un’altra che vuole tenere le redini delle nostre vite.
Parliamo delle stesse lotte che incontrano la repressione di questo stato nelle piazze, nelle scuole, nelle università, sui posti di lavoro.

Perché la risposta di chi sta sopra, al tentativo di ribaltare il presente da parte di chi sta sotto, è da sempre fatta di controllo, paura, polizia, torture e omicidi.
Esattamente come a Genova nel 2001, il 20 luglio in piazza Alimonda.
Che “Carlo è vivo” lo dobbiamo dimostrare ogni giorno con la nostra lotta, fino a quando nessuno paragonerà una vetrina rotta a una vita spezzata, fino a quando non esisterà più chi vive sulla paura, il lavoro, il sudore e il sangue di altri.

Anche l’antifascismo fa parte di questa lotta, perché nessuno/a si debba più guardare le spalle quando cammina per strada e ha un colore della pelle diversa dal bianco o un orientamento sessuale diverso da quello imposto, perché, come gridavamo anche a Genova nel 2001, non esiste alcuna differenza, se non quella fra chi sfrutta e chi è sfruttato!

A Carlo

A Carlo

CONTRO LA REPRESSIONE DI POLIZIA E TRIBUNALI, SOSTIENI GLI/LE ANTIFA di FIRENZE a QUESTO LINK: https://gf.me/u/ydnbmz

Firenze Antifascista

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Vil d’un fascista, è codesto l’onor che vai dicendo?

45.000 BUONI MOTIVI per NON DIMENTICARE.

Piazza Tasso, 17 luglio 1944

E’ il tardo pomeriggio, la gente comincia ad uscire intorno alle 18 passata la canicola.

Un gruppo di camicie nere, la così detta Banda Carità, ovvero un reparto di servizi speciali integrato nelle Milizie Volontaria Sicurezza Nazionale (costituite proprio a Firenze nel settembre del 1943 in funzione antipartigiana, operavano in autonomia ma in stretta collaborazione con le SS tedesche) guidate da Giuseppe Bernasconi. scese dal Poggio Imperiale.

Bernasconi sostituiva in quelle settimane proprio Carità, mossosi verso nord per organizzare la controinsurrezione nelle città settentrionali. Dopo essersi fatto le ossa in Toscana, lasciò le redini della milizia ad uno squadrista delle prima ora, messo da parte dal Regime nella fase di assestamento e “normalizzazione”, e pienamente riabilitato durante l’esperienza Repubblichina.

Le camionette superarono Porta Romana e arrivati ai margini dei giardini di Piazza Tasso spararono senza alcun preavviso sulle persone.

La piazza era piena di persone e bambini del quartiere, nel consueto luogo di ritrovo della gente di San Frediano, nell’ora del passeggio serale…

Rombo di motori, poi il suono delle mitraglie.

Il panico si diffuse mentre tutti cercavano disperatamente di trovare un angolo sicuro per mettersi al riparo da quella pioggia di fuoco. Il piccolo Ivo Poli, 8 anni, fu la prima vittima e rimase ucciso sul colpo, raccontano le cronache orali.
Quello che sappiamo è che insieme al piccolo, morirono Igino Bercigli, Corrado Frittelli, Aldo Arditi, Umberto Peri.

Le gip dei fascisti entrarono in quartiere senza voltarsi indietro, dopo essersi “fatti spazio” in piazza sparando sui sanfredianini inermi, si intrufolarono per le vie dei Rione..una grande retata portò all’arresto di diverse persone, ritenute collaboratrici dei GAP e della guerriglia partigiana. Saranno torturate e incluse nel drappello dei circa venti uomini fucilati alle cascine il 23 Luglio. I loro corpi saranno ritrovati solo a guerra finita.

L’azione dei fascisti fiorentini aveva il palese intento di intimorire e di punire la popolazione del quartiere, da sempre particolarmente ostile al regime e luogo di rifugio per gappisti e militanti antifascisti che stavano intensificando le loro azioni preparando l’insurrezione, che sarebbe arrivata solo qualche settimana dopo, l’alba dell’11 Agosto.

Firenze Antifascista e il suo impegno militante in città da sempre lega la memoria di ieri alla lotta di oggi, nella consapevolezza che gli anticorpi alla barbarie e alla vigliaccheria del fascismo in questa città si diffondano con la pratica quotidiana.

Memoria dunque, memoria popolare -che si diffonde di generazione in generazione- in una città che ha dato e pagato tanto per la propria libertà e il proprio riscatto,e nei quartieri dove ancora oggi si creano legami di solidarietà e sostegno contro la povertà, la speculazione, le arroganze del potere e le mancanze delle amministrazioni.

E lotta, dunque, come pratica che difende e diffonde i valori di chi ha combattuto ed è morto per un riscatto che parlava di uguaglianza dove c’erano ingiustizie, di pace fra i popoli quando imperava colonialismo,guerra e razzismo, di solidarietà dove c’era terrore, repressione torture, di giustizia sociale dove c’era sfruttamento e ricatto.

Oggi come ieri l’Antifascismo è memoria viva in questa città, ma sopratutto è pratica concreta e quotidiana per un futuro migliore.

Se chi è antifascista oggi viene condannato, arrestato, multato e manganellato, non ci dobbiamo sorprendere. La storia ci dice che abbiamo ancora tanto da conquistare.

E altri 45.000 buoni motivi per essere, oggi, antifascisti e antifasciste.

Lo dobbiamo anche ai martiri di Piazza Tasso!

★★★

Sostieni concretamente gli antifascisti e le antifasciste fiorentine condannate, supporta e rilancia la raccolta fondi:

“45000 BUONI MOTIVI per ESSERE ANTIFASCIST*”, partecipa alle inizative in città!

PUOI DONARE QUI
https://gf.me/u/ydnbmz

ai martiri di Piazza Tasso

ai martiri di Piazza Tasso

Firenze Antifascista

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Casaggì: il bello della ribellione a braccetto col padrone!

Casaggì, giovanile di Fratelli D’Italia, apre uno striscione e accende due torce davanti agli Uffizi, ma stavolta il sindaco sceriffo Dario Nardella non si pronuncia come fatto nei giorni scorsi contro gli antifascisti/e, accusandoli di privatizzare Piazza Santo Spirito: questo fa pensare che forse, in fondo, al sindaco importava semplicemente trovare un motivo per sferrare un attacco politico a Firenze Antifascista. Sappiamo bene i due pesi e due misure che le amministrazioni cittadine riservano alle forze che propagandano odio e razzismo e a chi invece vuole cambiare questo stato di cose e costruire un mondo senza fascismo, repressione e guerre. Non c’è infatti da meravigliarsi del fatto che il sindaco Nardella si scagli contro uno striscione aperto per pochi minuti venerdì scorso e non contro un’azione di un gruppuscolo neofascista.

Ma, come di consueto, le contraddizioni non si fermano al solo sindaco: infatti gli stessi prodi camerati di Casaggì (legati al partito Fratelli d’Italia) stavano protestando contro una mostra temporanea agli Uffizi denominata “Black Presence”, colpevole secondo loro di appoggiare le rivolte statunitensi contro il razzismo istituzionale e quindi di schierarsi con il movimento Black Lives Matter.

Tuttavia, lo stesso giorno Giorgia Meloni, capo politico di Fratelli D’Italia, passa per Firenze e che fa? Un bel giro agli Uffizi con il presidente del Museo, nonché responsabile della discussa mostra, smentendo l’indignazione della piccola giovanile e mostrando ancora una volta come il suo partito non sia così ribelle come vogliono farci credere.
Insomma, una bella giravolta per questi fascisti in doppiopetto, ma non è la prima e non sarà certo l’ultima loro contraddizione.

MELONI E NARDELLA, LA MERDA È SEMPRE QUELLA!

il bello della ribellione a braccetto col padrone

il bello della ribellione a braccetto col padrone

Firenze Antifascista

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Alle accuse del sindaco sceriffo Nardella

…di privatizzare una piazza per un corteo rispondiamo ricordandogli chi veramente specula sulla città ed abusa dei cittadini.

https://www.facebook.com/FirenzeAntifascista/videos/2725484211056476/

Firenze Antifascista

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Firenze Antifascista illumina San Frediano e oscura repressione e le montature dei giornali.

Tantissimi/e in corteo in solidarietà agli Antifascisti/e condannati/e.

Ieri sera, un corteo di centinaia di persone ha illuminato la città, passando per le strade di tutto l’Oltrarno. Una manifestazione determinata che ha risposto alla chiamata della Firenze Antifascista mostrando la solidarietà ai 15 antifascist* condannati in via definitiva a 1 anno di carcere per travisamento durante un corteo contro Casapound nel 2013 che rispondeva a un’aggressione fascista a due giovani avvenuta pochi giorni prima. Una sentenza che ha colpito i condannat* anche con un totale di 45000 euro di multe, per un reato che negli ultimi anni ha visto aumentare le sue pene grazie ai decreti Salvini.
Siamo scesi per le strade, illuminando il buio che attraversa la nostra città, con torce, fumogeni e fuochi d’artificio, dimostrando ancora una
volta che ci sarà sempre chi alza la testa e continua a lottare per una società migliore e più giusta dove nessuno viene lasciato indietro.
Il percorso, terminato in una piazza Santo Spirito piena di giovani e non, ha voluto portare messaggi solidali con i condannati e contro fascisti e forze dell’ordine, complici dei fascisti stessi e responsabili di innumerevoli abusi, fino all’omicidio, come è successo proprio in San Frediano ai danni di Riccardo Magherini. Il corteo è andato ingrossandosi e la risposta del quartiere è stata come sempre positiva: tanti affacciati alle finestre ad applaudire, altrettanti a condividere le nostre parole d’ordine e gli slogan, in virtù del reciproco rispetto che esiste da sempre tra il quartiere di San Frediano e Firenze Antifascista.
Non è iniziata ieri e non finirà domani la lotta per la solidarietà e contro la repressione: tanti saranno gli appuntamenti di questi mesi e
tante saranno le iniziative solidali per raccogliere i 45 mila euro estorti dallo stato, perché ci sono 45000 buoni motivi per essere antifascisti*e in tantissimi e tantissime sabato sera abbiamo dimostrato di saperlo bene.

Ci preme però commentare anche le tante menzogne scritte nelle edizioni locali dei giornali sull’azione di rilancio del corteo,
avvenuta in piazza Santo Spirito venerdì sera, poco dopo mezzanotte. La Nazione, il Corriere Fiorentino, la Repubblica: tutti, come degli avvoltoi, sono subito accorsi a scrivere articoli “choc” per denunciare un supposto sfregio a Piazza S Spirito. Si è descritto questo episodio come un sopruso, come il fatto più grave che sia mai accaduto a Firenze, addirittura arrivando sfondare il muro del ridicolo descrivendo Santo Spirito come una “emergenza nazionale” (cortesia del pennivendolo direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini).
Certamente lo scopo di questi articoli era semplicemente di screditare Firenze Antifascista, riportando anche 2 o 3 dichiarazioni di residenti accuratamente selezionati, oltremodo faziose, tanto che ieri sera il corteo è stato accolto con gli applausi e la solidarietà proprio di un gran numero di residenti. Una operazione di screditamento già tentata più volte in passato, e sempre con poca fortuna. Questa volta ci riprovano cercando di infilarci in un tritacarne mediatico dove non si capisce più di chi o di cosa si stia parlando. Qual’è il problema? La movida? O non piuttosto una città se possibile ancora più svuotata di spazi di socialità dopo il lockdown e dove tutto è sempre più a misura di turisti? O una gestione dell’epidemia che fa acqua da tutte le parti con prescrizioni contraddittorie e sempre più illogiche e inapplicabili? O una crisi che ha visto i poveri diventare sempre più poveri e gli sfruttati sempre più ricattabili, con migliaia di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese? O un Sindaco che fa finta di non vedere mentre compagn* e solidali in questi mesi si sono attivati con le raccolte alimentari, anche in Oltrarno, come nel resto dei quartieri?

La solidarietà autorganizzata in questi mesi si è espressa verso i più deboli, lasciati al loro destino dalle istituzioni cittadine tanto lodate da questi stessi “giornalisti”, tanto brave nel fare discorsi e cerimonie ma meno solerti nei fatti concreti. Questi sono i nostri valori e abbiamo scelto di portarli in S. Spirito, sia venerdì che sabato, perché questa piazza non è lo sfondo di una cartolina da vendere ai turisti e nemmeno il contorno di una chiesa pur bellissima: è la piazza di “Potente” e di “Sugo”, è la piazza di tutte le partigiane e i partigiani della Brigata Sinigaglia che hanno liberato Firenze nel 1944, è la piazza che si riempie ogni anno, il 25 Aprile, di migliaia di persone che si rendono protagoniste di una giornata di solidarietà e di internazionalismo.

Se ne facciano una ragione i pennivendoli: noi non ci siamo appiattiti né mai ci appiattiremo né sulla cultura dello sballo né sulla retorica della città vetrina. Dopo sabato è evidente per l’ennesima volta che l’intento di infangare la Firenze Antifascista sia naufragato, e che se a questure e direttori di quotidiani infastidisce la vitalità dell’antifascismo popolare in questa città significa che evidentemente stiamo marciando sulla giusta strada. Non importa quante illazioni o ridicole accuse finiscano nelle pagine dei loro giornale, la loro credibilità è pari a zero, né potranno mai con i loro titoloni cambiare ciò che ieri sera abbiamo dimostrato: Firenze è, e sempre sarà, antifascista! Loro
condannano e reprimono, noi rispondiamo con la solidarietà e rilanciando la lotta!

45.000 buoni motivi per continuare a lottare.
45.000 buoni motivi per essere Antifascisti/e!

Firenze Antifascista

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Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Qualche scatto del corteo serale “ACCENDIAMO la SOLIDARIETÀ per ILLUMINARE IL CAMMINO DELLA LOTTA!” di sabato 4 luglio in SOLIDARIETA’ alle-agli ANTIFA CONDANNAT*.

45000 buoni motivi per essere antifascisti/e!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 - Solidarietà ai condannati!

Firenze Antifascista corteo serale 4 Luglio 2020 – Solidarietà ai condannati!

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Sabato 4 Luglio 2020 Corteo Serale in San Frediano//L’antifascismo non si condanna!

L’ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA

Sabato 4 Luglio Ore 21:00 Corteo da Piazza Santo Spirito

Corteo da Piazza Santo Spirito

Corteo da Piazza Santo Spirito

Martedì 23 giugno la Cassazione ha confermato le condanne contro gli antifascisti in relazione al corteo che nel 2013 a Firenze si mosse verso la sede di Casapound.

Stiamo parlando di 15 compagni condannati ad un anno ciascuno per il “solo” reato di travisamento, a due dei quali è stato negato l’accesso alla condizionale, e del pagamento di 45 mila euro per “il disturbo” di aver fatto riunire la corte per un ricorso che essa stessa ha definito inammissibile.

Secondo noi ciò che risulterebbe davvero inammissibile sarebbe tacere e non cogliere, alla faccia loro, quella che vogliamo comunque trasformare in un’occasione di lotta per rivendicare i valori di una giustizia che in
questo Stato e nelle loro aule di tribunale mai potrà essere corrisposta.

Proprio in queste settimane le rivolte scoppiate negli Usa, a seguito dell’uccisione di George Floyd, hanno rimesso al centro del dibattito la questione degli abusi in divisa e come questi non siano opera di poche “mele marce” ma il frutto di un sistema di controllo ed oppressione ben
strutturato.

A Firenze tutto questo non può che riportarci all’omicidio di Magherini: chi uccide un uomo soffocandolo mentre chiede aiuto viene assolto e gira ancora per strada indossando una divisa, chi si organizza per rispondere ad un’aggressione fascista viene condannato.

Ancora una volta è chiaro che questo Stato non ti giudica per quel che hai fatto ma per chi sei e per cosa rappresenti: se sei lo sbirro di questo sistema, fascisti compresi, vieni assolto e protetto, se sei antagonista a questo sistema devi esser punito perché il tuo “peccato originale” sta nel fatto che questo sistema vorresti cambiarlo.

L’emergenza sanitaria ci ha messo davanti l’accelerazione violenta di un processo in atto da anni: accentramento di poteri, chiusura, controlli,
repressione e delazione vengono spacciati per “sicurezza” in una logica in cui, attraverso la paura, vorrebbero farci accettare l’autoritarismo
come necessario.

I governanti delegano continuamente a gruppi di tecnici ed esperti scelte che ricadono sulle vite di milioni di lavoratori, come se queste fossero frutto di un “sapere scientifico neutrale e superiore”. Invece a prendere queste decisioni sono persone in carne ed ossa, con un nome e un cognome, che servono la strategia della difesa dei loro interessi di classe.

La loro “sicurezza” infatti è il licenziamento degli infermieri che denunciano pubblicamente l’assenza di protezioni negli ospedali, il linciaggio mediatico ed umano delle maestre che hanno fissato un incontro al parco con gli studenti, la disponibilità a sacrificare la salute dei lavoratori per il profitto, la creazione costante e continua
di un nemico pubblico contro cui puntare il dito.

Sta a noi renderli insicuri: insicuri di poterci sfruttare a piacimento definendoci “essenziali” o “esuberi” a seconda dell’occorrenza, insicuri
di pensare sempre all’incasso socializzando le perdite e privatizzando i profitti, insicuri di potersi mangiare spazi pubblici a vantaggio di interessi affaristici, insicuri di poter coltivare i loro rapporti mafiosi, insicuri di essere intoccabili.

Dobbiamo attaccarli sul terreno politico attraverso il quale rafforzano continuamente il loro sistema di sfruttamento.

Questo è il momento per rimettere in discussione i decreti sicurezza di Minniti e Salvini e, perché no, tutto l’impianto repressivo costruito in decenni di retorica emergenziale. Infatti, oltre la facciata dello Stato democratico e della Costituzione, oggi, reati quali il travisamento, il blocco stradale e l’occupazione sono puniti in modo molto piú severo di quanto non fosse durante il Ventennio fascista e questo per colpire le pratiche che al momento sono più diffuse per contrastare le loro
politiche di lacrime e sangue.

Questa è la lotta che faremo vivere e sviluppare dentro le mobilitazioni che ormai sono alle porte: un sistema che stenta a far ripartire le scuole, che continua a smantellare la sanità pubblica, che abbandona al proprio destino milioni di lavoratori, è un sistema che ha fallito ma che proprio per questo sarà sempre piú feroce nel difendere i privilegi di pochi contro gli interessi della collettività.

Sta a noi smascherarlo e combatterlo senza paura.

Alla lotta!
Su la testa!
Siamo Antifascisti!

Firenze Antifascista

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Martedì 30 Giugno 2020 La salute non si vende, vi aspettiamo fuori!

La salute non si vende, vi aspettiamo fuori! (volantino dell’appello in formato pdf).

LA SALUTE NON SI VENDE, VI ASPETTIAMO FUORI.
Presidio dalle ore 17 in Via Cavour, di fronte alla sede del Consiglio Regionale.

Dal 26 al 30 giugno a Firenze diverse componenti del sindacalismo di base organizzeranno iniziative che troveranno una sintesi unitaria nel pomeriggio di mobilitazione del 30 Giugno.

Le iniziative inizieranno il 26 giugno con un presidio alle ore 16.00 in Piazza Duomo davanti agli uffici della Regione Toscana per rivendicare una sanità pubblica, gratuita, universale e efficiente.

Sempre il 26 alle ore 21.00 a Figline Valdarno si terrà un corteo pubblico per difendere la centralità dell’ospedale Serristori nel sistema sanitario regionale e per protestare contro il ridimensionamento di servizi sanitari nel plesso ospedaliero, il corteo partirà dall’ospedale.

Le iniziative proseguiranno il 29 mattina alle ore 9.00 con un presidio all’ospedale di Careggi per rivendicare dignità e diritti per lavoratrici e lavoratori della sanità e il rispetto degli impegni presi dalla Regione, il presidio inizierà davanti al nuovo ingresso di Careggi per poi spostarsi all’assessorato in via Taddeo Alderotti.

Il 30 Giugno alle 17.00 in Via Cavour, di fronte alla sede del Consiglio Regionale, Presidio\Flash Mob unitario e pubblico dal titolo “La salute non si vende, vi aspettiamo fuori” organizzato della assemblea “Ogni Giorno il Primo Maggio”, in contemporanea alla seduta del Consiglio Regionale.

In nome delle politiche di austerità in Italia in pochi anni si sono persi 35 miliardi di fondo sanitario, 70.000 posti letto, 50.000 unità di personale, sono stati chiusi tantissimi ospedali e presidi territoriali e Pronto Soccorso, si è vincolato l’accesso a medicina ,si è fatto libero ricorso al precariato con le agenzie interinali, le partite IVA, il lavoro atipico.

Si è finanziata la sanità privata attraverso il Welfare contrattuale e aziendale e soprattutto con appalti al ribasso a scapito della sicurezza. Sono state esternalizzate le pulizie di ospedali e i presidi territoriali, ambulanze, l’assistenza domiciliare, molti servizi della salute mentale e quasi totalmente le lungodegenze e le RSA, con gestori privati che impiegano lavoratori sottopagati, sotto inquadrati, ricattabili per la costante minaccia di perdita del posto di lavoro.

Anche la nostra Regione, guidata dal presidente Rossi, ha drasticamente ridotto i posti letto, sono stati chiusi o ridimensionati tanti piccoli ospedali e reparti ospedalieri, chiusi i punti nascita sotto i 500 parti, ridotti distretti e consultori. Inoltre si è vincolato il diritto ai servizi sanitari alla residenza e parallelamente si è bloccato l’accesso automatico alla stessa, in un momento in cui l’emergenza sociale ed economica sta facendo esplodere il problema del diritto alla casa, con gli sfratti per ora bloccati solo fino a settembre: larghe fasce di popolazione che non possono accedere alle cure sanitarie.

Inoltre i lavoratori della sanità, elevati a eroi durante l’emergenza, sono oggi vessati e imbavagliati dagli obblighi di fedeltà aziendale con sanzioni e licenziamenti. Per di più, dopo le assunzioni di urgenza per far fronte all’emergenza, si prospetta ancora un futuro di precariato per molti lavoratori del settore, con Regioni e Governo Conte che stanno rispolverando i contratti cococo per gli infermieri del territorio ed un futuro di possibili licenziamenti nelle strutture esternalizzate come RSA, Centri diurni, Assistenza domiciliare, per ritornare ai bassi livelli di occupati pre-covid.

LOTTIAMO PER:

UNA SANITÀ’ TOTALMENTE PUBBLICA ADEGUATAMENTE FINANZIATA. DIRITTO ALLE RESIDENZE E ACCESSO UNIVERSALE AI SERVIZI SANITARI.

ABOLIZIONE TICKET SANITARI. STOP FINANZIAMENTI A SANITÀ PRIVATA E WELFARE AZIENDALE, CONVERSIONE STRUTTURE SANITARIE E FARMACEUTICHE PRIVATE IN STRUTTURE PUBBLICHE DEL SSN. RIPUBBLICIZZAZIONE DELLA RICERCA, STOP ALLA SPECULAZIONE FARMACEUTICA.

INCREMENTO ASSUNZIONI STABILI DI PERSONALE PER OSPEDALI E TERRITORIO, POTENZIAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI E DEI CONSULTORI. DIRITTO DI ESPRESSIONE E DI DISSENSO DEI LAVORATORI ,ABOLIZIONE DELLE CLAUSOLE CONTRATTUALI DI FEDELTÀ AZIENDALE.
ABOLIZIONE DEL SISTEMA DI APPALTI E AFFIDAMENTO AL PUBBLICO DI TUTTI I SERVIZI SANITARI, CON GARANZIA OCCUPAZIONALE PER TUTTI I LAVORATORI DI OSPEDALI, CLINICHE, RSA, RSD, CENTRI DIURNI E\O DOMICILIARI.

AUMENTO DEI SALARI, RIDUZIONE MONTE ORE SETTIMANE NEI CONTRATTI DI LAVORO, UNICO CONTRATTO PER TUTTI I LAVORATORI DEL SETTORE. INVESTIMENTI IN PREVENZIONE, SALUTE E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO, QUALITÀ DELLE STRUTTURE SANITARIE.

INVITIAMO ALLA MASSIMA DIFFUSIONE E PARTECIPAZIONE!!

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Sabato 27 Giugno 2020 Corteo Antifa. A testa alta VS fascisti e tribunali!

Corteo Antifa

Corteo Antifa

Ore 15.30 in Piazza San Marco (Firenze)

A TESTA ALTA contro FASCISTI e TRIBUNALI!

Corteo in solidarietà agli-alle compagn* condannat* per essere scesi in strada contro CasaPound

Toccano un* Toccano Tutt*
L’ANTIFASCISMO NON SI CONDANNA, SI PRATICA e si DIFFONDE!

Firenze Antifascista

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