25 Aprile 2020 – La piazza in rete

La piazza in rete

La piazza in rete

Con dirette, musica, memoria, interventi.

Firenze è AntiFascista!

Programma in aggiornamento

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A causa della pandemia il prossimo 25 aprile non potremo riempire quelle stesse piazze e strade che animarono la Resistenza fiorentina, esplodendo nell’estate del ’44 con l’ingresso della brigata Sinigaglia in Oltrarno per liberare Firenze.

In questa situazione, in cui media e politici cercano di attribuire tutte le colpe delle estreme difficoltà alla straordinarietà del momento, è doveroso sottolineare che non è stato il virus a causare i mali che ci stanno affliggendo, ma questa epidemia ha semplicemente fatto scoppiare le contraddizioni che da sempre caratterizzano la società capitalista. Così una sanità pubblica, depotenziata dai tagli, collassa al primo scossone. Così l’istruzione pubblica si è ancor più inginocchiata alla così detta meritocrazia, dove il sapere diviene una merce acquistabile soltanto da chi può permetterselo, con l’utilizzo della didattica a distanza, che ha accelerato il progressivo smantellamento del diritto allo studio in atto da anni.

In un contesto “emergenziale”, i lavoratori di categorie da sempre sottopagate diventano essenziali e nonostante ciò, sono obbligati a rischiare la propria vita lavorando senza adeguate protezioni. Senza contare la spietata corsa al profitto di Confindustria, che intervenendo nelle decisioni governative ha reso lampante quanto il profitto di pochi valga più della vita di molti, come dimostrano i fatti del bergamasco: nonostante tutto si è deciso di tenere le fabbriche aperte, creando quello scenario che oggi osserviamo.

In mezzo a tutto ciò, carcerati e migranti, stipati in spazi sovraffollati e promiscui, sono esposti a un elevatissimo rischio di contagio, oltre che essere isolati materialmente e mediaticamente dalla società: le fonti ufficiali infatti si sono affrettate a definire i morti durante le rivolte carcerarie come tossici in overdose, per paura che queste potessero riscuotere solidarietà aldilà delle sbarre. Questa quarantena, che per alcuni è un sognoromantico in cui riflettere e migliorare sé stessi, per chi porta e porterà sulle proprie spalle il peso delle crisi è un incubo che si concretizzerà in un tenore di vita ancora più basso nel futuro.

Sebbene il fantomatico “spirito patriottico” pompato da media e politici voglia farci credere che siamo tutti uniti e sulla stessa barca, gli ultimi stanno già pagando e continueranno a pagare ad altissimo prezzo in termini di diritti e benessere.

Se possibile, questa epidemia rende ancora più evidente che il nemico non è chi sta come o peggio di noi, ma chi sulle nostre vite continua a fare profitti, con le mani sporche del nostro sangue. E questo modello di società, con cui facciamo i conti ogni giorno, è lo stesso contro cui lottavano i partigiani e le partigiane: la sconfitta del fascismo è una delle facce di una lotta che ancora oggi si basa sulla costruzione di una società diversa, libera da razzismo, guerra, sfruttamento e repressione. Certo non una società che approfitta dell’epidemia per legittimare restrizioni di ogni genere e ampliare il potenziale strumentario del braccio repressivo dello Stato. Questi metodi sono cari a quella “sinistra”, di cui il sindaco Nardella è autorevole esponente, che per il 25 aprile si veste da antifascista per celebrare una memoria tradita nei fatti.

Quella stessa “sinistra” che rivendica il decreto Minniti-Orlando, che ha spianato la strada ai successivi decreti Salvini, in nome di una sicurezza che però non prevede una casa, una sanità, un’istruzione e un lavoro stabile e pagato per tutti e tutte.

Parliamo della stessa “sinistra” che a Firenze da anni reprime gli antifascisti e le antifasciste, legittimando Casapound e Forza Nuova e riconducendo alla “follia” stragi fasciste come quella di Piazza Dalmazia o del ponte Vespucci. Una “sinistra” che avvalla una falsificazione storica imponente. Già da diversi anni siamo costretti a sorbirci una ricostruzione storica falsa attorno al mito delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, una criminalizzazione della resistenza jugoslava e una mitizzazione di fascisti e repubblichini “uccisi perché italiani”. Su questa linea, il 19 settembre scorso il Parlamento europeo in una risoluzione ha equiparato il comunismo al nazismo, individuando nel patto Molotov-Ribbentropp la causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, costruendo così un altro falso storico. L’equiparazione fra aguzzini e liberatori, fra fascisti e antifascisti, fra partigiani e repubblichini è una costruzione ideologica con uno scopo preciso: infangare la memoria di chi ha lottato ieri per criminalizzare chi lotta oggi!

Un altro esempio, molto in voga a “sinistra” come a destra, è il ivellamento fra antisionismo e antisemitismo. Si equiparano due concezioni che niente hanno a che fare l’una con l’altra: da un lato una visione razziale del mondo e dall’altro una solidale. Molti attivisti antirazzisti per l’autodeterminazione del popolo palestinese si trovano infatti sotto processo a Roma, Milano e Torino con l’accusa di istigazione all’odio razziale. A loro va tutta la nostra solidarietà, e continueremo anche quest’anno a sventolare orgogliosamente la bandiera palestinese, per riaffermare ancora una volta che non siamo antisemiti, ma siamo antisionisti, antifascisti e antirazzisti!

“Io il mio l’ho fatto, ora tocca a voi!”, con queste parole il partigiano Sugo sottolineava la continuità tra la resistenza di ieri e le lotte di oggi: l’obiettivo comune di costruire una società diversa.
Lo stesso obiettivo degli internazionalisti e delle internazionaliste combattenti in Kurdistan, come Orso, caduto il 17 marzo 2019, ma anche come Eddi, recentemente colpita dalla sorveglianza speciale per “pericolosità sociale”. Gli internazionalisti tornati, come lei, sono stati colpiti da processi e misure restrittive, con l’accusa di essere socialmente pericolosi, ma pericolosi per chi? Per chi continua a sostenere un modello di sviluppo insostenibile per le classi popolari, la privatizzazione dei servizi pubblici e lo smantellamento dei diritti in materia di lavoro, studio e sanità, non certo per noi che da questo modello siamo schiacciati e ne paghiamo caro il prezzo ogni giorno.

Per tutti questi motivi, come Firenze Antifascista, il prossimo 25 aprile onoreremo la memoria della Brigata Sinigaglia, con una piccola delegazione che, rispettando tutte le norme di sicurezza sanitarie, renderà omaggio al monumento a Potente in piazza Santo Spirito e al monumento ai 5 martiri in piazza Tasso. Inoltre, sarà organizzata una diretta streaming sui social media con interventi e contributi politici e artistici per permettere a tutti/e di partecipare a questa giornata anche da casa. E, con buona pace di chi afferma che il Coronavirus ha avuto il merito di “liberarci” dalla retorica della Resistenza e del 25 aprile, torneremo presto in tanti in quelle strade e in quelle piazze, per ribadire che non pagheremo il prezzo dell’ennesima crisi del sistema, ma saranno i responsabili a dover pagare per aver innescato questa crisi!

Ora e sempre Resistenza!

Firenze Antifascista

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3 Gennaio 1944 Lanciotto Ballerini e la Battaglia di Valibona.

Purtroppo l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus vedrà un 25 Aprile “sottotono” anche a Valibona, località della Calvana situata tra Calenzano e Vaiano e teatro della battaglia che si tenne il 3 Gennaio del 1944 tra i partigiani della brigata “Lupi Neri” guidata da Lanciotto Ballerini e i fascisti.

A seguito di una delazione, infatti, repubblichini e carabinieri accerchiarono il fienile di Valibona, dove erano accampati i partigiani. Lanciotto si rese presto conto che l’unica soluzione possibile sarebbe stata quella di una sortita per cercare di rompere l’accerchiamento e così fece. Diede l’ordine di attaccare e uscì per primo armato di bombe a mano, consentendo alla maggioranza dei suoi compagni di fuggire e mettersi in salvo. In seguito ciò che rimaneva della Brigata “Lupi Neri” andò a formare, assieme ad altri partigiani, la Brigata “Lanciotto Ballerini” che partecipò alla liberazione di Firenze.
Questa storia continua a raccontarci di coraggio, dedizione, abnegazione e sacrificio per un obiettivo più alto di ognuno di noi. Non la dimenticheremo.

3 Gennaio 1944 Lanciotto Ballerini e la Battaglia di Valibona

3 Gennaio 1944 Lanciotto Ballerini e la Battaglia di Valibona

Firenze Antifascista

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25 Aprile 2020 “La risposta fu una bomba all’ordine d’arresa e altre grida di fuoco dalla bocca della breda…”

Quest’anno non potremo essere presenti a Valibona come tutti gli anni, per commemorare come si deve Lanciotto e la brigata Lupi Neri, al cippo di partigiani di Valibona.
Come Banda K100, (formatasi all’interno del Cantiere sociale Camilo Cienfuegos e allargatasi poi con l’arrivo di altri/e compagni/e) il ricordo della lotta e il sacrificio di Lanciotto e degli altri caduti, lo portiamo tutti i giorni nel cuore e cerchiamo di farlo vivere quotidianamente, tramite la musica popolare di lotta, oltre la mera ricorrenza, narrando le gesta eroiche dei/lle partigiani/e di ieri che ci hanno liberato dal nazi-fascismo.
Come antifascisti/e di oggi, sappiamo bene che l’unica strada da seguire è quella della lotta, la lotta contro tutti i fascismi sotto qualsiasi forma, la lotta di classe, la lotta per non perdere la dignità ed inseguire il sogno e l’obiettivo di una società più giusta, socialista e comunista!

A pugno chiuso
Banda K100

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Venerdì 24 Aprile 2020 Palestina, un punto su Covid/Antisionismo-Antisemitismo

Palestina, un punto su Covid/Antisionismo-Antisemitismo

Palestina, un punto su Covid/Antisionismo-Antisemitismo

Video dell’iniziativa: https://www.youtube.com/watch?v=uaMjhCG-_u8

La Palestina ai tempi del Coronavirus, il tentativo di equiparazione antisionismo/antisemitismo, i legami tra Italia e Entità Sionista, il processo ai compagni Milanesi e Piano Trump ne parliamo con:

  • Alberto, compagno internazionalista del Fronte Palestina
  • Rodolfo, esponente del comitato promotore della campagna “Processiamo il sionismo”
  • Un compagno palestinese che ci invierà un contributo audio da Aida Camp, Betlemme.

Le attività del sionismo in Palestina sono in stretta relazione coi nostri paesi, la cooperazione militare e in materia di sicurezza, accordi commerciali e accademici, rapporti diplomatici e politici sempre più stretti con le destre razziste e sovraniste, si legano all’offensiva ideologica che ha come punto focale la “campagna” per affermare l’equiparazione antisionismo-antisemitismo anche a livello giuridico. Un processo di normalizzazione da un lato e di ribaltamento della realtà dall’altro. In questo senso è paradigmatica l’attività della Brigata Ebraica nei cortei per il 25 Aprile a Milano.

Dalla Palestina che affronta quotidianamente le vessazioni e restrizioni dell’occupazione, la situazione è esasperata dal Coronavirus, nei campi profughi in particolare; le misure imposte dalle autorità, la “pressione” da parte delle forze d’occupazione; quali le conseguenze economiche che ci si aspettano e quali sono le necessità più impellenti?

Dalle 18.00 sul canale Youtube del Cantiere Camilo Cienfuegos.

https://www.youtube.com/channel/UCiEIMh9vD_15Wt_7vXo_W2w

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Coordinamento Toscana per il Kurdistan – Lunedì 20 Aprile 2020 – Diretta – Kurdistan e Palestina ai tempi dell’epidemia.

Kurdistan e Palestina

Kurdistan e Palestina

Lunedì 20 aprile alle ore 18.30
su Facebook e Canale Youtube
In diretta con Alessandro Orsetti, Alberto Mari del Fronte Palestina, un compagno italiano dal Rojava, Ylmaz Orkan dell’Ufficio Informazione del Kurdistan – UIKI Onlus

I conflitti e le lotte continuano nei territori sotto occupazione, che sia turca o israeliana. I prigionieri nelle carceri hanno iniziato a rivoltarsi per avere un minimo di tutele, subendo la repressione degli apparati statali.
L’epidemia viene utilizzata dai governi come altro strumento di attacco e repressione delle esperienze politiche e sociali e di ulteriore differenziazione, sia nella gestione degli aiuti alla popolazione che all’interno dei circuiti carcerari.

Nel Rojava gli scontri militari e i tentativi della Turchia di attacco ai territori controllati dai kurdi continuano.
In Italia continua la repressione verso i compagni internazionalisti, chi sottoposto a misure di controllo e divieto chi sotto processo come a Milano per i cortei a sostegno della Palestina.

Con un rappresentante del movimento kurdo in Italia, parliamo della situazione in Turchia, le lotte nelle carceri, la repressione del movimento e la gestione del Covid, dello sviluppo delle lotte e del conflitto nei territori amministrati nel Rojava dal movimento kurdo.
Alessandro Orsetti interverrà in sostegno dei compagni e delle compagne internazionaliste, sottoposti a misure preventive e processuali per la loro partecipazione alla lotta del popolo kurdo.

Alberto Mari del Fronte Palestina ci parlerà poi della situazione in Palestina, a Gaza in Cisgiordania. e la lotta nelle carceri sioniste e del processo che diversi compagni hanno a Milano per aver contestato la Brigata ebraica.

In Italia ci avviciniamo al 25 Aprile ed alla Festa della Liberazione e crediamo che la solidarietà internazionale, intesa come relazioni politiche e sociali e condivisione delle stesse lotte, sia determinante, pur nelle difficoltà del contesto attuale. Mantenere e rafforzare questi legami, comprendere che, se anche chiusi nelle nostre case, siamo sempre impegnati nella stessa lotta comune per la libertà e l’emancipazione deve fare parte delle nostre pratiche di lotta.

Sosteniamo i prigionieri in lotta, per la solidarietà internazionale!
Con l’esempio internazionalista di Orso Tekoser nel cuore e nella testa!
Biji Kurdistan! Yalla Yalla Palestina!

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18 Aprile 1975: ucciso a Firenze Rodolfo Boschi. Noi non dimentichiamo!

In quei giorni d’aprile, in tutta Italia, si esprime la rabbia per la morte di Claudio Varalli, un compagno ucciso a Milano due giorni prima da un militante di Avanguardia Nazionale, e di Giannino Zibecchi, ucciso da un camion dei carabinieri.
Anche a Firenze, l’antifascismo sfila per le strade e l’obiettivo è chiaro: la sede del MSI in piazza Indipendenza. Iniziano dunque violenti scontri con la polizia schierata a protezione e si iniziano a vedere squadre di agenti in borghese che picchiano i partecipanti. Dopo le 23, a metà di via Nazionale, l’operaio dell’Enel e militante del PCI, Rodolfo Boschi, viene colpito da un proiettile sparato dall’agente Basile, il quale ferisce anche un altro compagno, Francesco Panichi.
Il Partito Comunista tenta subito di ricostruire la vicenda, addossando la colpa al ferito Panichi, e mette a tacere l’indignazione delle sezioni interne. Esce infatti un comunicato di condanna ai gruppi di “teppisti” e “provocatori” che hanno fatto versare il “sangue innocente di un giovane lavoratore”, auspicando che la polizia concentri il proprio operato contro i presunti provocatori, in modo da “impedire che si scavi un solco profondo tra i lavoratori fiorentini e le sue forze di polizia e si crei una contrapposizione”.

Il tentativo di infangare le figure di Panichi e di Boschi non passa però sotto silenzio: numerose sezioni del PCI si dissociano, Lotta Continua pubblica la smentita da parte di alcuni testimoni che, secondo i giornali, avevano visto Francesco armato. Il 20 aprile Francesco Panichi esce libero dall’ospedale e si dirige assieme ad altri testimoni all’interrogatorio circa la morte di Boschi: a fine giornata viene arrestato per tentato omicidio plurimo. Inoltre, nei giorni successivi, in occasione della manifestazione antifascista in p.zza Signoria, il PCI, che si erge a garante dell’ordine pubblico in città, viene duramente contestato.

CHI NON HA MEMORIA, NON HA FUTURO!

Rodolfo Boschi

Rodolfo Boschi

Firenze Antifascista

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17 Aprile 1944: il rastrellamento del Quadraro.

È il 17 aprile dell’anno 1944 quando il comandante della Gestapo a Roma, nonché mandante dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, Herbert Kappler ordina il rastrellamento del Quadraro, una borgata dell’est di Roma chiamata dallo stesso comandante “il nido di vespe” per la sua fama di essere un quartiere popolare con attività partigiana intensa.

Era ormai da mesi che la borgata preoccupava i dirigenti neofascisti, poiché lì era alta la minaccia di un’insurrezione popolare che potesse scacciare le truppe occupanti prima ancora che arrivassero gli alleati. Il quartier generale della resistenza si trovava al sanatorio Ramazzini, occupato dai partigiani comunisti di Bandiera Rossa che lo usavano come rifugio e base per tutte le loro operazioni in zona, fingendosi di essere malati di tubercolosi.

Finalmente, il 17 aprile alle 5 del mattino, con la scusa di doversi vendicare per la morte di tre soldati nazisti per mano di Giuseppe Albano, figura iconica della resistenza romana, parte l’operazione Balena: lo scopo è quello di rastrellare e deportare tutti gli uomini del quartiere dai 16 ai 55 anni, al fine di stroncare una volta e per tutte lo spirito partigiano del Quadraro. Vengono rastrellati ben 947 persone, che vennero tempestivamente schedate e portate come prigionieri politici ai campi di concentramento di Fossoli, dove vennero venduti per lavorare in fabbriche tedesche per alimentare l’industria bellica nazista. Questi, erano gli schiavi di Hitler, di cui meno della metà sopravvivranno alla guerra.

`Tuttavia i partigiani di Bandiera Rossa riuscirono ad eludere le truppe d’occupazione, le quali per paura di contrarre la tubercolosi non toccarono il sanatorio, dal quale fino alla liberazione di Roma gli abitanti del Quadraro rimasti continueranno a resistere a fianco dei partigiani. Ora ci rimane il ricordo della resistenza eroica di un quartiere intero, un quartiere popolare che scelse di non abbassare la testa davanti alla violenza fascista e con ogni mezzo necessario si oppose ai collaborazionisti e alle SS, pur rischiando di perdere tutto.
Questo dimostra come la nostra memoria, quella partigiana, sia intimamente legata alla coscienza di classe, proprio come quella degli abitanti del Quadraro, che ogni giorno ci ricorda chi abbia davvero liberato l’Italia e chi invece collaborava con i nazisti schiavizzando, torturando e uccidendo gli stessi Italiani che si proponevano di difendere.

Oggi come ieri, fuori i fascisti dai quartieri!

NOI NON DIMENTICHIAMO IL QUADRARO
IL QUADRARO non DIMENTICA i suoi LIBERATORI e i suoi AGUZZINI

ORA E SEMPRE RESISTENZA

Video:
https://www.facebook.com/FirenzeAntifascista/videos/871856333278766/

Firenze Antifascista

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Cpa Firenze Sud – Venerdì 17 Aprile 2020 Diretta – La falsificazione dell’UE sulla Lotta di Liberazione

La falsificazione dell'UE sulla Lotta di Liberazione

La falsificazione dell’UE sulla Lotta di Liberazione

COME TI CANCELLO LA STORIA
L’Unione Europea come motore della falsificazione storica sulla Lotta di Liberazione in Europa e sull’Unione Sovietica

INTERVERRÀ
Fabrizio Poggi, giornalista esperto di storia sovietica e dell’Europa orientale

DOVE E QUANDO?
• Venerdì 17 aprile 2020 – diretta streaming ore 18.00
• sul canale #YouTube del CPA Firenze Sud

Lo scorso 19 settembre il parlamento europeo ha approvato una vergognosa risoluzione sulla “memoria” che, aggravando deliberazioni di tono analogo ma più ipocrite prese nel passato, si esprime senza ritegno per l’equiparazione delle responsabilità della Germania nazista e dell’URSS per lo scoppio della II guerra mondiale, e per l’equiparazione delle atrocità commesse dal nazifascismo con i supposti “crimini” del comunismo. La risoluzione, che nasce dalla spinta dei governi ultrareazionari dell’Europa orientale, ha trovato un consenso amplissimo e trasversale dalla sinistra alla destra e, in particolare, per quanto riguarda l’Italia, è stata votata da tutti i principali partiti presenti nel parlamento nazionale.

Non diversamente da quanto avviene a livello italiano, in tutto il territorio della UE viene lasciato dalle istituzioni “democratiche” campo libero alla destra reazionaria e fascista dei vari Salvini, Le Pen, Orban, Kaczyński per demonizzare non solo i comunisti ma l’antifascismo in sè e qualunque idea progressista. Questa propaganda reazionaria negli ultimi anni si è fatta legge in molti paesi arrivando a criminalizzare l’ideologia marxista in quanto tale, e, in qualche caso, a mettere fuori legge i partiti comunisti.

Ma per sfortuna dei novelli Goebbels (“mentite mentite qualcosa resterà…”), le bugie hanno le gambe corte e i supposti “crimini” del comunismo non reggono al vaglio di una corretta ricerca storica. Per questo, alla vigilia del 25 Aprile 75° anniversario della Liberazione, abbiamo deciso di approfondire i principali snodi storici agitati dalla propaganda anticomunista a livello europeo e di ricostruire il contesto politico in cui nasce l’infame decisione del Parlamento UE. Lo faremo, grazie al contributo di Fabrizio Poggi, giornalista che da anni si occupa di storia sovietica e dell’Europa orientale, per rendere omaggio all’Armata Rossa liberatrice dell’Europa dal nazifascismo e per onorare il contributo essenziale dei partigiani sovietici alla Lotta di Liberazione nel nostro paese.

CPA Firenze Sud

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Cpa Firenze Sud – Giovedì 16 Aprile 2020 Diretta omaggio a Salvatore Ricciardi

Salvatore Ricciardi, parte di una storia collettiva

Salvatore Ricciardi, parte di una storia collettiva

Un omaggio a Salvatore Ricciardi, parte di una storia collettiva, con la partecipazione di Francesco Piccioni, Pasquale Abatangelo, Paolo Persichetti e Valentina “Baruda” Perniciaro

DOVE E QUANDO?
• Giovedì 16 aprile 2020 – diretta streaming ore 17.00
• sul canale #YouTube del CPA Firenze Sud

(metteremo il link sull’evento circa un’ora prima)

CPA Firenze Sud

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15 Aprile 1944, i GAP fiorentini giustiziano Gentile

Oggi come allora possiamo costruire una società diversa solo attraverso pratiche di lotta collettive.
I partigiani di ieri hanno iniziato questo cammino. Concluderlo è compito degli antifascisti di oggi.

https://www.facebook.com/FirenzeAntifascista/videos/275270450155344/

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Firenze Antifascista

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