Per Idy… i colpevoli siete voi!

Per Idy

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Martedì 5 Marzo 2019 tutte e tutti in piazza per Idy e per tutte le vittime della violenza fascista e razzista!

Tutte e tutti in piazza per Idy

Tutte e tutti in piazza per Idy

Ad un anno di distanza dall’omicidio di Idy Dyene, la Firenze Antifascista e Antirazzista sarà nuovamente in piazza Martedì 5 marzo. Vogliamo ricordare Idy, un lavoratore che è stato ucciso perché, secondo il suo assassino, “la vita di un nero valeva di meno”. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla famiglia, agli amici e alla comunità senegalese che è stata ripetutamente colpita in questi anni dalla violenza armata fascista e razzista. Per questo continueremo anche martedì a mantenere viva la memoria della strage di Piazza Dalmazia del 2011, in cui Gianluca Casseri, fascista militante di Casapound, uccise Samb e Diop e ferì in modo gravissimo Moustapha. Pensiamo infatti ci sia un legame diretto tra questi due crimini. La strage di Piazza Dalmazia non è stata per nulla l’opera di un pazzo, al contrario ha rappresentato, dentro una tendenza ben chiara, un momento di rottura, che si è determinato quando l’allora sindaco Renzi, il PD e tutta l’informazione borghese hanno voluto ridimensionare la portata di quanto era accaduto, parlando appunto dell’opera di un pazzo, quando hanno difeso i fascisti di Casa Pound, le loro sedi, la loro presenza e agibilità dentro le istituzioni cosiddette democratiche, quando questura e giudici hanno insabbiato l’inchiesta su Casseri e invece hanno deciso di colpire sempre più gli antifascisti, a Firenze e non solo, con denunce, processi e arresti, addirittura con maxi inchieste per “terrorismo”.

E così la legittimazione dei gruppuscoli fascisti (CasaPound, Forza Nuova, LealtàAzione) è andata di pari passo con lo sdoganamento della propaganda razzista come argomento rispettabile da parte dei partiti di Governo, sia a livello cittadino che nazionale. Non è stata una novità assoluta certo, visto che i lager per i migranti in questo paese li hanno aperti per primi i governi di centrosinistra dell’Ulivo, ma sicuramente si è assistito, con il governo Renzi e il decreto Minniti-Orlando, ad un salto di qualità nei livelli di aggressione nei confronti di tutti i lavoratori attraverso l’attacco alle componenti più deboli della classe, come quelle migranti, che è responsabilità politica del Partito Democratico in tutte le sue articolazioni, nazionali e locali. Questo noi ce lo ricordiamo bene, e non mancheremo di ricordare anche allo “sceriffo” Nardella il suo comportamento di un anno fa quando, di fronte all’omicidio di un uomo, ha gridato ai quattro venti per due fioriere rotte dalla giusta rabbia degli amici di Idy. Per noi, il decoro tanto caro a Nardella e ai benpensanti di questa città, che è sempre più ridotta a una vetrina a beneficio di turisti dal portafoglio gonfio, continua, come un anno fa, a non valere la vita spezzata di un essere umano.

Per questo diciamo che Roberto Pirrone non è l’unico colpevole. Colpevoli sono Renzi, Minniti, Orlando, Nardella. Colpevole è il movimento 5 stelle, che ha contribuito negli anni alla propaganda reazionaria contro l’immigrazione e oggi come partito di governo prosegue, aggravandola, la politica razzista del governo Renzi. Colpevole è il ministro sbirro Salvini, che ha costruito la sua fortuna politica sciacallando sulla disperazione dei rifugiati e rubando il motto “prima gli Italiani” ai neonazisti di Forza Nuova. Basta però che questi italiani non siano di quelli che si azzardano a protestare perché non riescono ad arrivare alla fine del mese, come i pastori sardi in queste settimane, perché per loro il ministro sbirro ha pronta una bella denuncia per blocco stradale, reato appena ripristinato dal suo “decreto sicurezza”. O che non siano anarchici, antifascisti, antirazzisti, che possano infastidire le iniziative del suo partito, perché per loro sono già pronti sgomberi e maxi operazioni giudiziarie, come quelle messe in piedi a Torino e Trento nelle scorse settimane. O che non abbiano il problema della casa e siano costretti ad occuparne una, perché per loro è stato confezionato appositamente un nuovo reato e inasprite ulteriormente le pene. O che non siano donne, gay, transessuali o lesbiche perché per loro è pronta la normalizzazione forzata ad un aberrante modello di famiglia patriarcale da realizzarsi attraverso le proposte medievali dei vari Pillon e Gandolfini.

Di fronte ad un nemico che è comune sappiamo bene che la nostra arma migliore è la solidarietà, che respinga al mittente tutti i tentativi di seminare false divisioni tra italiani e stranieri, o di distinguere tra “buoni” (pacifici, democratici manifestanti da manganellare a sangue) e “cattivi” (pericolosi sovversivi da sbattere in galera). Sappiamo che nessuna guerra potrà mai risolvere i nostri problemi, se non quella che noi stessi dobbiamo condurre contro i nostri sfruttatori. Sappiamo che solo la solidarietà internazionalista tra gli sfruttati di tutti i Paesi potrà portare a quella fratellanza tra popoli a cui la Firenze popolare e antifascista, la parte migliore di questa città, aspira. Perché crimini come l’omicidio di Idy non debbano più ripetersi in futuro e perché la vergogna del razzismo e del fascismo finisca finalmente nella pattumiera della Storia.

Mai più morti per mano razzista e fascista!

Firenze Antifascista

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Martedì 5 Marzo 2019 Per Idy Dyene – Contro l’odio e la violenza razzista!

Per Idy Dyene - Contro l'odio e la violenza razzista!

Per Idy Dyene – Contro l’odio e la violenza razzista!

Dalle 18 sul Ponte Amerigo Vespucci.

NEL RICORDO DI IDI DYENE, IN LOTTA CONTRO LA VIOLENZA RAZZISTA!

5 marzo 2018, Firenze. Roberto Pirrone, quella mattina, esce di casa intenzionato a suicidarsi a causa di problemi economici. Porta con sé un’arma da fuoco. Durante il tragitto, cambia idea e decide che vuole ammazzare qualcuno per finire in galera. Sul suo percorso, per prima incontra una mamma con un bambino, poi un uomo bianco, e infine Idy Diene, un lavoratore senegalese, venditore di ombrelli dalla pelle nera. E spara.

Nei giorni successivi, giornali e televisioni attribuiscono la “follia omicida” di Pirrone alla sua disperazione, a una qualche specie di squilibrio mentale dovuto ai problemi economici e alla famiglia che lo tormentava per questo.
Ma era chiaro fin da subito che il movente fosse inequivocabilmente di stampo razziale: sparare alla persona la cui vita, secondo una personale valutazione, vale meno di altre è il frutto di un razzismo strisciante e dilagante che è stato sdoganato dal governo Lega-5 stelle, dal suo ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è trovato il terreno spianato da Minniti e dal Partito Democratico.

La campagna elettorale delle politiche del 2018 è stata caratterizzato da un’escalation di violenza (pochi giorni prima di Firenze, Luca Traini se ne andava in giro indisturbato per la città di Macerata a sparare su donne e uomini di colore), che affonda le radici in un clima di odio che ormai da anni caratterizza il dibattito pubblico, alimentato dalla retorica del decoro e della sicurezza.

Ci riferiamo agli slogan come “prima gli italiani” portate avanti da gruppi di estrema destra come Forza Nuova, mutuati e portati alla ribalta dal nostro ministro dell’interno Matteo Salvini; le ronde di Casapound, che continua ad agire indisturbata grazie alla connivenza di questura e istituzioni, nonostante la strage di piazza Dalmazia sia stata compiuta proprio da un loro militante; il decreto sicurezza Minniti-Orlando che di fatto ha aperto la strada al decreto sicurezza di Salvini; il coprifuoco per i migranti dei Cas a Firenze dalle 20 alle 8, applicato dal prefetto Laura Lega, con il complice silenzio di Nardella.

Il 10 marzo 2018, la città di Firenze ha risposto con una grande mobilitazione per dire no alla discriminazione e al razzismo, per opporsi alla deriva securitaria con cui la politica specula sulle vite delle donne, dei migranti, degli esclusi e degli emarginati sociali.
Ad un anno di distanza, il clima di odio e di intolleranza continua ad aumentare, complice il governo Lega-5 stelle che del razzismo fa la sua bandiera e di un’opposizione che non fa altro che rincorrere la destra declinando i temi in maniera totalmente reazionaria.

Fra aprile e settembre 2018, i casi di violenza razzista documentati sono stati 66 (contro i 15 dello stesso periodo 2017), e l’ondata sembra non arrestarsi: aggressioni contro migranti sono all’ordine del giorno. Ed è per questo che scenderemo di nuovo in piazza il 5 marzo: per ricordare Idy Diene, Samb Modou, Diop Mor e tutte le vittime dell’odio razzista.

Ricordare non basta!

E’ necessario lottare tutti i giorni per opporsi a qualsiasi forma di razzismo e fascismo!

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Domenica 3 Marzo 2019 Carnevale al K100

Anche quest’anno al K100, per i piccoli ma soprattutto per i grandi, arriva il carnevale!

Arriva il carnevale!

Arriva il carnevale!

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Venerdì 1 Marzo 2019 E Cantavano Le canzoni – Rino Gaetano e Stefano Rosso

E Cantavano Le canzoni - Rino Gaetano e Stefano Rosso

E Cantavano Le canzoni – Rino Gaetano e Stefano Rosso

…E cantavano le Canzoni
– Omaggio A Rino Gaetano e Stefano Rosso –

L’associazione Altro Teatro e società musicale Michelangelo Paoli.

Ore 20:30 cena
Ore 22:30 concerto

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Domenica 24 Febbraio 2019 Laboratorio Bimbi: Reciclando Il Carnevale

Dalle 16 alle 19 Laboratorio di riciclo creativo per la creazione di maschere di carnevale.

Laboratorio Bimbi: Reciclando Il Carnevale

Laboratorio Bimbi: Reciclando Il Carnevale

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Venerdì 22 Febbraio 2019 Serata punk Nikotina Alano Bittercocks

Serata punk Nikotina Alano Bittercocks

Serata punk Nikotina Alano Bittercocks

Nikotina punk HC heroes dal 1995
Roccia (voce), Cincirinella (chitarra) “membri fondatori”, Andrea (basso), Savo (batteria) “gia’ del gruppo dal 1999 al 2001”.
Dal 1995 Punk alla GBH, Adolescents e Misfists, pochi giri di molto Punk.
https://www.facebook.com/NikotinaFirenzePunk/

Alano punk ‘n roll Novoli dal 2001
Francesca (voce) Leonardo (chitarra) Massi “il vena” (batteria) Matteo (basso). Street punk dalla periferia di Firenze. Ramones, e punk italiano ’90.
https://www.facebook.com/thealano/

Bittercocks Firenze punkrock
Glauco (chitarra, voce), Emiliano (basso, voce), Nicola (batteria, voce). I Bitter sono il punk Fiorentino. Ramones, GBH e Gigi…
https://www.facebook.com/Bitter-Cocks-165029897174405/

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Martedì 19 Febbraio 2019 Solidarietà al movimento fiorentino sotto processo – Presidio

Siamo tutti colpevoli di lottare

Siamo tutti colpevoli di lottare

PROCESSO CONTRO IL MOVIMENTO FIORENTINO, IL 19 FEBBRAIO 2019 ORE 9.30 PRESIDIO SOTTO IL TRIBUNALE DI FIRENZE IN OCCASIONE DEL PROCESSO D’APPELLO!

Con la sentenza di primo grado per il Processo contro il movimento fiorentino i giudici hanno condannato 67 compagni e compagne a pene tra i 6 mesi e i 2 anni, per un totale di oltre 60.

L’inchiesta, iniziata nel 2009 a partire dalle mobilitazioni studentesche e ben presto allargatasi ad altri ambiti e alla maggior parte delle realtà militanti del territorio fiorentino, è stata costruita attorno alla presunta esistenza di un’Associazione a Delinquere.

Prima il 4 maggio e poi il 13 giungo 2011 furono emesse 35 misure cautelari con un arresto in carcere, altri ai domiciliari e obblighi di firma.

In primo grado è caduta l’accusa di associazione a delinquere e i giudici hanno assolto i compagni e le compagne imputate per questo reato: è caduto tutto il teorema giudiziario alla base del processo e montato dal PM Coletta e dal GIP Rocchi. Rimane però il fatto che questo capo d’accusa abbia permesso la costruzione di un’inchiesta di questo tipo con intercettazioni e pedinamenti, che hanno riguardato un lasso di tempo molto lungo dando modo di monitorare e controllare l’attività politica dei compagni per due anni e giustificare pesanti misure cautelari.

I reati su cui sono state emesse le condanne riguardano fatti di piazza e avvenimenti specifici. I giudici partivano dalle richieste del PM Coletta per un totale di quasi 72 anni di carcere. Nonostante sia caduta l’accusa di Associazione a Delinquere il totale degli anni di condanna però si avvicina di molto alle richieste iniziali.

Da una parte i giudici disconoscono l’impianto del processo, dall’altro hanno colpito duramente episodi che secondo loro hanno rappresentato momenti di innalzamento del livello dello scontro come la contestazione a Daniela Santanchè all’Università di Novoli e le manifestazioni di solidarietà successive ai primi arresti del 4 maggio che criticavano le decisioni dei magistrati e mettevano in discussione la legittimità stessa delle decisioni istituzionali.

Alla luce di quanto stiamo vivendo a 10 anni di distanza pensiamo sia opportuno rivendicare il nostro protagonismo nelle lotte contro le politiche fasciste e razziste, contro le riforme della scuola, dell’università e del lavoro dei governi di allora e sottolineare quanto i motivi che ci spinsero ad organizzarci e scendere in piazza allora siano validi ancora oggi.

Manifestare la solidarietà ai compagni imputati in questo processo vuol dire difendere la legittimità di quelle posizioni.

Manifestare la solidarietà ai compagni imputati in questo processo vuol dire affermare che la lotta è una scelta ma anche una necessità. Significa esser consapevoli che alla lotta corrisponde un prezzo da pagare, ma è l’unico modo per riprenderci un presente e un futuro in cui le nostre vite non valgono solo nella misura in cui sono compatibili e produttive per questo sistema di guerra, sfruttamento e disuguaglianza.

Il 19 febbraio ci sarà l’udienza in cui i giudici della corte d’appello torneranno ad esprimersi, tra gli altri, anche sull’accusa di associazione a delinquere in virtù del ricorso presentato dal PM Coletta.
Solidarietà a chi lotta! Il movimento fiorentino non si processa!

Leggi anche:
Sulle condanne nel processo contro il movimento fiorentino

Dopo le cariche al corteo studentesco oggi tutti in piazza. Le sentenze del processo contro il movimento fiorentino slittano al 18 novembre.

Il 7 Ottobre 2016 le sentenze del processo contro il movimento fiorentino

Processo contro il movimento fiorentino. Il 7 Ottobre 2016 la sentenza!

Ieri a Firenze è scesa in piazza la solidarietà: 3000 persone hanno attraversato il centro storico…

Contro la repressione: estendere la solidarieta’, rilanciare la lotta!

Processo contro il movimento fiorentino – comunicato unitario

Processo contro il movimento fiorentino: i tempi si allungano

Inizia il processo al movimento fiorentino

Sul processo contro il movimento fiorentino e la Solidarietà

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Sabato 16 Febbraio 2019 Manifestazione Nazionale a Roma – Libertà per Ocalan e per tutte e tutti i prigionieri politici

Libertà per Ocalan

Libertà per Ocalan

Difendiamo il Rojava per la libertà e la pace in Medio Oriente

Sono 20 anni che il leader del popolo curdo Abdullah Ocalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento.
Dal 2011 gli è negato l’incontro con i suoi legali e dal 2015 lo Stato turco impedisce ogni qualsivoglia contatto.
Solo qualche giorno fa, per pochi minuti ha potuto riabbracciare il fratello, stante la pressione esercitata nel mondo dall HungerStrike di migliaia di curde/i, in particolare nelle carceri turche dove la deputata HDP Leyla GÜVEN è giunta al 70° giorno di sciopero insieme a centinaia di detenute/i con l’intento di “porre fine all’isolamento di Ocalan”.
Dietro tanta ferocia c’è la volontà di screditare la sua personalità , di impedire la diffusione delle sue idee all’opinione pubblica: Ocalan, nonostante le condizioni terribili di detenzione e di isolamento, non ha mai rinunciato alla speranza per una risoluzione politica dei conflitti in MedioOriente, ed in modo particolare della questione curda.

I suoi scritti hanno delineato le basi teoriche per l’avvio della rivoluzione in Rojava, per la liberazione dei curdi ezidi a Shengal , per la democratizzazione in Turchia. Nella Siria del Nord ha ispirato la nascita di un sistema democratico multietnico basato sulla parità di genere, dove le curde e i curdi insieme agli altri popoli della regione non solo hanno combattuto la minaccia globale dello Stato Islamico portandolo alla sconfitta, e pagando un prezzo elevato in termini di vite umane, ma hanno favorito nei territori liberati la diffusione di un modello amministrativo laico, democratico ed egualitario.
Ciò rappresenta una speranza di cambiamento per tutti i popoli della regione e per l’intero Medio Oriente. Per questa ragione l’esperimento del Confederalismo Democratico nella Siria del Nord- Rojava va difeso e sviluppato.

Il numero di persone nelle prigioni turche è arrivato a 260.000. Organizzazioni per i diritti umani denunciano violazioni crescenti contro i prigionieri. L’isolamento è una delle più pesanti di queste violazioni.

E’ davanti agli occhi del mondo intero, quanto il regime di Recep Tayyip Erdoğan sta facendo in termini di repressione nei confronti del popolo curdo e di tutte le istanze democratiche in Turchia e in Medio Oriente.
Favorendo così la diffusione del nazional-fascismo, del sessismo e del fanatismo religioso.
Occupando interi territori in Medio Oriente, distruggendone la storia e l’identità culturale, provocando genocidi ed esodi di massa di intere popolazioni, anche attraverso l’appropriazione dei fiumi Tigri ed Eufrate- patrimoni dell’umanità- irregimentati con dighe per lo sfruttamento elettrico a danno della sparizione di civiltà millenarie , come la città di Hasankyef.
Catastrofi umanitarie, di cui Afrin invasa, saccheggiata e occupata dai turchi e alleati jadisti è la dimostrazione della barbarie del regime di Erdogan, che, complici le superpotenze,sta oltremodo dispiegando le forze armate per invadere i cantoni di Kobane e Jazeera allo scopo di disperdere la rivoluzione del Rojava e decimare i combattenti curdi.
La libertà di Abdullah Öcalan è indispensabile.Per molti anni lo Stato turco ha tenuto colloqui con lui per la risoluzione della questione curda.
Egli infatti è in grado di svolgere un ruolo chiave essendo il leader che gode della fiducia di milioni di persone in Medio Oriente:
porre fine al suo isolamento significa dare una prospettiva di pace e di democrazia a tutti quei territori martoriati da decenni di guerra,distruzioni e milioni di profughi.

Libertà per Ocalan e per tutte e tutti i prigionieri politici
Difendiamo il Rojava per la libertà e la pace in Medio Oriente
16 febbraio manifestazioni a Roma e Strarburgo

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Blitz alla Leonardo/Finmeccanica complice dei massacri in Medio Oriente

Video:  https://www.facebook.com/CpaFirenzeSud/videos/252620112296536

Blitz di compagni e compagne internazionalisti/e per denunciare la complicità italiana nella guerra dell’esercito di Erdogan, dopo l’invasione di Afrin, saccheggiata e occupata dai turchi e alleati jihadisti, in queste settimane, complici le superpotenze, l’esercito turco sta dispiegando le forze armate per invadere i cantoni di Kobane e Jazeera allo scopo di attaccare la rivoluzione del Rojava e decimare i combattenti curdi.

Gli affari della Leonardo in Turchia

La Leonardo opera con l’esercito Turco per forniture di elicotteri dal 2016 con il gruppo Augusta Westland. Elicotteri che oggi sono operativi nei cieli del Kurdistan, della Turchia e nel Nord della Siria, contro le forze di autodifesa popolare YPG/YPJ.

Da circa due anni attraverso le partecipate Thales-Alenia Space e Telespazio ha contribuito a realizzare il primo satellite militare messo in orbita dalla difesa Turca per essere utilizzato nelle missioni militari contro la resistenza Kurda.

Quelle stesse operazioni che nel corso del 2017 hanno causato la distruzione indiscriminata di tutte le principali città a maggioranza Kurda nel sud-est del paese, e che hanno fornito appoggio aereo alle milizie islamiste impegnate nella distruzione delle città di Afrin e nell’operazione di pulizia etnica in tutto il cantone.

Per La libertà di Ocalan e a fianco dei prigionieri in sciopero della fame

Sono 20 anni che il leader del popolo curdo Abdullah Ocalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento. Dal 2011 gli è negato l’incontro con i suoi legali e dal 2015 lo Stato turco impedisce ogni qualsivoglia contatto. Solo qualche giorno fa, per pochi minuti ha potuto riabbracciare il fratello, stante la pressione esercitata nel mondo dall #HungerStrike di migliaia di curde/i, in particolare nelle carceri turche dove la deputata HDP Leyla GÜVEN è giunta ad oltre 90 giorni di sciopero insieme a centinaia di detenute/i con l’intento di “porre fine all’isolamento di Ocalan.

Libertà per Ocalan e per tutte e tutti i prigionieri politici!
Difendiamo il Rojava per la libertà e la pace in Medio Oriente.

LEONARDO S.P.A. COMPLICE DELL’AGGRESSIONE TURCA!

Il pullman da Firenze
https://www.facebook.com/events/1220202968136951/

Il Corteo Nazionale a Roma sabato 16 Febbraio
https://www.facebook.com/events/382212749259863/

Cantiere Sociale K 100 Fuegos (Campi Bisenzio); CPA Firenze Sud; Rete dei Collettivi Fiorentini; Collettivo Politico Scienze Polititiche; Collettivo Krisis Scienze Umanistiche

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