Venerdì 24 settembre, ore 21, Assemblea pubblica del Gruppo di Supporto verso lo sciopero generale!

al presidio permanente allo stabilimento Gkn

Assemblea pubblica del Gruppo di Supporto verso lo sciopero generale!

Assemblea pubblica del Gruppo di Supporto verso lo sciopero generale!

1) Punto sulla situazione Art. 28 e ritiro licenziamenti
2) Nuovo scenario e punto della situazione
3) Campagna di massa per rilanciare la mobilitazione verso lo sciopero generale

Interverrà il Collettivo di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze e il Gruppo di Supporto “Insorgiamo con i lavoratori Gkn”

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Vinto il ricorso per condotta antisindacale

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Ci dicono che abbiamo vinto il ricorso per condotta antisindacale. Vedremo le conseguenze pratiche. La palla ripassa ancora più pesante al Governo. Non osate far ripartire quelle lettere. Cambiate La legge subito.

La mobilitazione continua perché non c’è salvezza fuori dalla mobilitazione. E perché ci sono trent’anni di attacchi al mondo del lavoro da cancellare.

Stiamo imparando tante cose in questa lotta. Iniziamo anche a masticare qualcosa di finanza. E quindi, fossimo un azionista PLC Melrose inizieremmo a pensare che forse i nostri soldi non sono proprio in buone mani. Inizieremmo a diversificare il portafoglio. È una semplice opinione, sia chiaro.

Noi non siamo azionisti del resto. Siamo gli operai Gkn. E questo è quanto. Noi non giochiamo in borsa. Facciamo semiassi. E insieme a tutti voi, noi #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Non osate far partire quelle lettere.

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1. Non osate far partire quelle lettere.
2. Melrose non ha più nessuna credibilità. Decida lo Stato italiano se vuole associarsi a questa clamorosa perdita di credibilità.
3. Decretazione d’urgenza della sospensione delle procedure di licenziamento in corso (della 223) per noi e per le altre vertenze.
4. Se il Governo non propone un dl antidelocalizzazioni, chiediamo di farlo salire dal Parlamento. Il pool di giuslavoristi che ha risposto al nostro appello ha preparato un testo che rispecchia gli 8 punti approvati dall’assemblea operaia.
Qua ulteriori info e l’appello:

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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“Fa paura! ” – La partenza del corteo #Insorgiamo del 18/9

“Fa paura”…

"Fa paura! " - La partenza del corteo #Insorgiamo del 18/9

“Fa paura! ” – La partenza del corteo #Insorgiamo del 18/9

(Avevamo in mente un post, due parole più lucide a freddo. Avevamo le nostre foto – quelle fatte a modino – da scaricare e condividere. Ma non riusciamo a non vedere e rivedere questo video in loop.
Eravamo appena partiti. Eravamo su 4 corsie del viale più grande della città. E si, facevamo paura.)

Insorgiamo con i lavoratori GKN

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GKN Sul corteo Corteo nazionale a Firenze del 18 Settembre 2021

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Insorgiamo - Corteo nazionale a Firenze

Insorgiamo – Corteo nazionale a Firenze

Buongiorno, questa è la testa del corteo che ha appena svoltato dalla via che costeggia il binario 16 di Santa Maria Novella. Quando la testa sarà arrivata in santissima Annunziata la coda è ancora ferma e piantata al binario 16 e non riesce a muoversi.E in tanti, tantissimi, ci aspettano ai lati della strada, a Piazza Beccaria, per unirsi al lato del corteo anche solo per un chilometro.
Qualsiasi siano i numeri che ne vogliate dedurre ad oggi in Italia non c’è stato niente di paragonabile.
È sicuramente il corteo più grosso dalla crisi pandemica.
Ci sono stati in questo periodo presidi di 500 no vax che hanno impegnato la discussione pubblica per settimane. Sappiamo che non sarà così per questo corteo. La nostra non è una lamentela. È la constatazione consapevole della partita che stiamo giocando.
E infine, che crediate ai 10.000 della questura o alla nostra stima, le manifestazioni non si pesano solo quantitativamente, come patate al chilo.
Questo era un corteo chiamato dall’assemblea permanente di una fabbrica di medie dimensioni, con la risposta principalmente spontanea e autorganizzata di chi è venuto da fuori. E questo già di per sé è storia. Vi siete fatti un gran favore, unendovi alla lotta.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Domenica 19 Settembre 2021 Nessun rimorso – Genova 2001-2021

Iniziativa CONFERMATA ma SPOSTATA Il tempo non ci aiuta ma i compagni si!

Causa maltempo su Campi Bisenzio l’iniziativa di oggi con (Z)ZeroCalcare, Zapruder e Supporto Legale si svolgerà presso la GKN in Via Fratelli Cervi Campi Bisenzio (di fronte ai Gigli)

NESSUN RIMORSO - Genova 2001-2021

NESSUN RIMORSO – Genova 2001-2021

GENOVA 2001-2021
Una giornata per ricordare, riflettere e confrontarci a 20 anni dal G8 di Genova

16:00 presentazione dell’antologia di fumetti NESSUN RIMORSO con Zerocalcare di ZONA ROSSA con un redattore della rivista Zapruder e con i compagni di Supporto Legale

19:30 Cena

21:30 proiezione di IN CAMPO MEMICO a cura di Supporto Legale

——
L’iniziativa si svolgerà all’aperto!

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Sabato 18 settembre 2021 Insorgiamo – Corteo nazionale a Firenze

Firenze, Fortezza da Basso 18 settembre h 15.00

Insorgiamo - Corteo nazionale a Firenze

Insorgiamo – Corteo nazionale a Firenze

Abbiamo chiesto un percorso che passi per i viali. E se questo a chi è fuori di Firenze, forse dice poco, basti dire che i viali sono stati chiesti circa 20 anni fa. Quando in campo c’era un movimento internazionale che diceva che un altro mondo è possibile.

E oggi noi siamo chiamati a dire che per questa vertenza un altro finale è possibile.

Che questa volta no, questa volta no, questa volta no. Non osate far partire quelle lettere e ritirate i licenziamenti.

Nè permetteremo alle istituzioni di deresponsabilizzarsi dalla distruzione di 500 posti di lavoro. Nè di fare un dl delocalizzazioni finto per fare uno spot elettorale. Nè di distruggere questa fabbrica con le finte promesse di reindustrializzazione o con la lenta agonia degli ammortizzatori.

Noi non abbiamo scelta. Stiamo facendo serenamente tutto ciò che possiamo per difendere la nostra famiglia.

Dove per famiglia non vanno intesi solo i nostri parenti, le nostre figlie e figli, i nostri partner. Per noi è famiglia tutta questa fabbrica e il territorio attorno. Sono famiglia i disoccupati, precari, le finte partite iva. E’ famiglia chi ha un lavoro ma non un vero stipendio e chi per raggiungere uno stipendio decente deve ammazzarsi di lavoro.

La nostra famiglia l’ha capito ed è insorta a nostra difesa.

E noi vi continuiamo a chiamare a insorgere. Ognuno con le proprie istanze, le proprie rivendicazioni, consapevoli che per vincere qua bisogna cambiare i rapporti di forza nel paese. E se i rapporti di forza cambiano, cambiano per tutti.

Noi non abbiamo scelta, voi sì. Voi tutti avete una scelta: potete vivere questa nostra vertenza come una delle tante crisi che ci sono e che ci saranno o decidere che questa volta la misura è colma per tutti. Che questa volta no.

E allora, noi resistiamo se voi spingete. E se voi spingete, noi resistiamo. Preparate i pullman, contate le macchine, annullate qualsiasi impegno. Fate girare la parola, condividete i messaggi. Diventate un fiume in piena e che i viali di Firenze ne siano gli argini.

Di sabati ce ne saranno tanti, di cose da fare ce ne saranno tante, di metalmeccanici licenziati ce ne sono stati tanti e purtroppo tanti ancora ce ne saranno.

Ma di occasioni per scrivere un pezzetto di storia, ne capitano poche nella vita.

E se alla fine di tutto questo nostro percorso, l’unica cosa che avremo ottenuto sarà fargli tornare la paura di toccare la nostra famiglia, avremo comunque ottenuto qualcosa.

#insorgiamo

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Il green pass come strumento classista di repressione e controllo

Con l’introduzione e l’ormai sicura prossima estensione del green pass, vediamo ancora una volta il governo procedere sulla strada dell’incapacità di gestire la pandemia se non con misure coercitive e repressive. Il green pass, così come il lockdown, le zone rosse e il coprifuoco, colpisce e restringe in maniera significativa la libertà di movimento, di associazione, di ricreazione delle persone, ripercorrendo i passi fatti fin dai primi momenti dove l’azione di governo si è rivelata contraddittoria nella salvaguardia della salute pubblica, con misure e decreti legge volti più che altro a tutelare gli interessi del capitale e mantenere la produzione attiva. A questo punto non si tratta più di mera incapacità ma di una precisa volontà politica.

L’adozione di uno strumento amministrativo come surrogato dell’obbligo vaccinale non mostra appunto un’interesse per la salute pubblica ma al solito scarica sul singolo la responsabilità di un vaccino fino a poco tempo fa sperimentale tramite la firma obbligatoria del consenso informato, senza il quale non viene somministrata alcuna dose e non è possibile ottenere la carta verde. Lo stesso disinteresse viene mostrato anche attraverso i prezzi dei tamponi tenuti volutamente alti, la durata ridotta della validità del pass in caso di guarigione da covid, fino a certe dichiarazioni che vorrebbero negare le cure a chi è sprovvisto di certificazione.

Il governo Draghi, come quello di Conte, si autoassolve puntando esclusivamente sulla campagna vaccinale e paventando nuove chiusure, mentre poco o nulla viene fatto per cambiare strutturalmente quei settori chiave che, affiancando i vaccini, consentirebbero di gestire la pandemia in maniera più egualitaria e corrispondente ai bisogni dei proletari: sanità pubblica, scuola e trasporti.
Ricordiamo come negli ultimi decenni il sistema sanitario nazionale ha subito tagli e privatizzazioni indiscriminate con conseguente riduzione drastica dei presidi sanitari territoriali e posti letto negli ospedali, senza investire un euro in assunzione di personale né in acquisti di macchinari. L’istruzione pubblica non ha avuto una sorte migliore: gli edifici scolastici continuano a cadere a pezzi, le cosiddette classi pollaio continuano ad esistere (in aperta contraddizione con le attuali prescrizioni sanitarie) e le assunzioni del personale scolastico continuano ad essere insoddisfacenti, anzi si cerca di distogliere l’attenzione da questi problemi catalizzandola sul personale sprovvisto di green pass. Lo spauracchio anche qui è il ritorno alla dad (e ai suoi effetti drammatici di cui spesso abbiamo parlato e scritto). In università invece già adesso è possibile accedere, seguire lezioni e dare esami solo se muniti di certificazione verde, con un’evidente limitazione del diritto allo studio. Infine nulla è stato fatto neanche per mettere in sicurezza i trasporti ed è evidente come questi, anch’essi ormai quasi completamente privatizzati, siano ormai inadeguati alle reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori e rappresentino invece un’opportunità di profitto e sfruttamento per le aziende private, con la complicità di comuni e amministrazioni pubbliche che svendono il loro patrimonio.

I comportamenti individuali sono nuovamente nell’occhio del ciclone (ricordate i “runner” e la “malamovida”?), additati e colpevolizzati e resi vittima di una campagna propagandistica messa in atto dal governo per screditare la (fasulla) libertà di scelta. Le limitazioni introdotte vanno a creare una divisione artificiosa tra le classi popolari e tra i lavoratori, con lo scopo di indebolire fin da subito l’opposizione allo sblocco dei licenziamenti, alla chiusura totale di alcuni stabilimenti, a questa gestione della crisi. A questo proposito è emblematica la vicenda delle mense dove ad un tratto queste vengono equiparate ai ristoranti, col risultato che nelle stesse aziende si va a dividere e a togliere spazi di aggregazione e socialità a lavoratori che fino ad un attimo prima hanno lavorato fianco a fianco nei reparti produttivi. Non a caso Confindustria spinge molto per l’introduzione completa del green pass nel mondo del lavoro nel tentativo evidente di dividere il fronte dei lavoratori e di spianarsi la strada per una probabile ristrutturazione senza precedenti. Particolarmente vergognoso è il fatto che ad insistere adesso sulla necessità di applicare l’obbligatorietà del green pass nei posti di lavoro sia proprio Confindustria e il suo presidente Bonomi, che ricordiamo viene da quella Confindustria Lombardia che durante il primo lockdown ha esercitato pressioni fortissime sulle istituzioni al fine di mantenere gli stabilimenti in produzione, con il risultato che tutti ricordiamo in Val Seriana e in tutta la regione lombarda: un’ecatombe di parecchie migliaia di morti.

Le contraddizioni di questa norma che nulla hanno a che fare con la salute pubblica però sono molte e si creano nei casi in cui il pass è obbligatorio ad esempio solo per alcune categorie di lavoratori, solo nei viaggi a lunga percorrenza (mentre probabilmente è proprio nei trasporti locali che si verificano più situazioni di forte assembramento) o solo ai tavoli e non ai banconi di bar, pub e ristoranti. Discutibile e contraddittoria continua ad essere la comunicazione pubblica che è stata fatta sulle esclusioni ed estensioni dell’utilizzo dei vaccini per varie categorie di persone, con salti in avanti e repentine marce indietro. Contraddittoria è la decisione di non pagare più la quarantena ai contatti dei casi positivi, addirittura con effetto retroattivo al 1 Gennaio di quest’anno. Di fatto quindi non solo la protezione dal virus è considerata risultato esclusivamente dei comportamenti individuali, ma diventa anche necessario avere mezzi economici sufficienti per sostenere periodi di isolamento e quarantena, con evidenti possibili ripercussioni sulla circolazione del virus stesso. Anche in questo aspetto si nota il carattere fortemente classista della sanità e della nostra società in generale.
Contraddittoria se non addirittura criminale è stata anche la gestione a livello internazionale: il fatto dei vaccini venduti all’asta al miglior offerente e di fatto negati a paesi meno ricchi (che rischiano di diventare giganteschi laboratori e focolai di varianti potenzialmente in grado di eludere la protezione sviluppata dall’azione vaccinale) è semplicemente inaccettabile. I contratti stipulati tra UE e cd “big pharma”, che hanno consentito a queste multinazionali di fare profitti stellari senza dover rispondere di alcun “effetto collaterale”, secretati e privi di penali in caso di mancate consegne, fanno gridare allo scandalo.

In questo scenario il dibattito viene schiacciato sensibilmente verso i due estremi: a favore o contrari ai vaccini, cercando così di escludere ogni giudizio critico e di opposizione, allineando chi si pone in antagonismo con questa gestione e questa politica classista ai deliri complottisti dei teoremi no-vax. Chi critica o si oppone a questa macelleria sociale, chi propone un’uscita a sinistra dalla crisi causata dalla pandemia, o viene completamente oscurato o buttato nel calderone dei negazionisti e degli sciamani.

Come scrivevamo pochi mesi fa, il rischio che ogni autunno, ad ogni inizio di ondata influenzale, si ritorni ad adottare le restrizioni, a colpevolizzare il singolo e a reprimere il dissenso, appare più che reale.
Rivendichiamo quindi il diritto ad una sanità pubblica efficiente e capillare sul territorio, all’abolizione dei brevetti nello sviluppo di farmaci e vaccini e a una loro produzione completamente pubblica escludendo categoricamente i soggetti privati e all’abolizione del green pass, strumento classista e repressivo.

Coerentemente con quanto scritto, alle nostre iniziative, che per adesso si svolgeranno all’aperto, non chiederemo il green pass, ma predisporremo dei banchini con strumenti di diagnosi e protezione (misura della temperatura, gel e mascherine) e chiederemo a tutti la massima responsabilità delle proprie azioni durante gli eventi.

I compagni e le compagne del Cantiere sociale Camilo Cienfuegos

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TEXPRINT aggiornamenti

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8x5 lavoratori di tutte le etnine unitevi

8×5 lavoratori di tutte le etnine unitevi

Il tavolo con il Comune di Prato, alla presenza dell’Assessore Mangani, ci sarà. Giovedì alle 12:00. Hanno capito che questo movimento non si ferma con sgomberi, botte e arresti? Probabile.
Quello che è sicuro che è giovedì ci vorranno risposte concrete alle richieste dei lavoratori: riconoscimento delle residenze anagrafiche e percorsi per il riconoscimento dei permessi di soggiorno per sfruttamento, prima di tutto.

A Prato, ancora una volta, la democrazia è stata sospesa. Ieri mattina la Questura ha vietato al sindacato la conferenza stampa (!) in Piazza del Comune. Da venerdì, giorno dello sgombero dei lavoratori in sciopero della fame, la piazza è sotto occupazione militare da parte di polizia, carabinieri, GDF e municipale tra gli occhi increduli e le proteste della cittadinanza. Vietato entrare agli operai. Va tutto bene?

Il 2 e 3 ottobre sarà il momento del primo #8x5meeting. Due giorni aperti alla cittadinanza per discutere di sfruttamento, filiere delle moda, segregazione della forza lavoro, diritto alla salute e molto altro. Sarà il primo convegno sullo sfruttamento dove ci saranno gli sfruttati a parlare. Che strano, vero?

L’11 ottobre sarà #scioperogenerale. E sarà sciopero anche e soprattutto nel distretto dello sfruttamento.

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L’altro 11 settembre

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L’11 settembre 1973 il presidente della Repubblica del Cile, Salvador Allende, veniva vigliaccamente ucciso.

Appena eletto, nel 1970, intraprese un vastissimo programma di riforme per trasformare il Cile in un paese socialista: tutti i gangli del tessuto economico-sociale di interesse strategico vennero nazionalizzati, come ad esempio la produzione e distribuzione di energia elettrica, i trasporti ferroviari, aerei e marittimi, le telecomunicazioni, l’industria, le miniere, le aziende agricole e le banche.

Naturalmente niente di tutto questo poteva essere tollerato né dagli elementi reazionari cileni né dagli Stati Uniti.

Asserragliatosi nel palazzo presidenziale che fu fatto bombardare dall’aeronautica, resistendo eroicamente fino all’ultimo con il fucile in mano, trovò la morte il “compagno presidente”.

Poco prima di morire, e poco prima che il Cile piombasse nella barbarie di Pinochet, del clero e degli USA, Allende pronunciò un celebre discorso alla nazione, ed è con alcune di quelle parole che lo vogliamo ricordare:

“È possibile che ci annientino, ma il domani apparterrà al popolo, apparterrà ai lavoratori. L’umanità avanza verso la conquista di una vita migliore. […] Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi. Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.”

“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano”

L’11 settembre 1973 il presidente della Repubblica del Cile, Salvador Allende, veniva vigliaccamente ucciso

L’11 settembre 1973 il presidente della Repubblica del Cile, Salvador Allende, veniva vigliaccamente ucciso

L’11 settembre 1973 il presidente della Repubblica del Cile, Salvador Allende, veniva vigliaccamente ucciso

L’11 settembre 1973 il presidente della Repubblica del Cile, Salvador Allende, veniva vigliaccamente ucciso

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