Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos salutano Massi

Le compagne e i compagni del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos salutano Massi nel silenzio di una comunità che si stringe, nel pensiero e nel ricordo di tenere rumorose e scomposte risate.
Ti salutiamo ai nostri cancelli, gli stessi dietro cui spesso cercavi rifugio, una sigaretta e un po’ di accoglienza; gli stessi dove quel senso di comunità si è perso, dove sei stato lasciato solo.

Agli ultimi, gli storti, gli sbagliati… a quelli come noi!

Che la terra ti sia lieve.

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Venerdì 15 ottobre 2021 Serata benefit Autistici/Inventati

Serata benefit Autistici/Inventati

    Serata benefit Autistici/Inventati

Ore 19.00 Apertura

Ore 20.00 Cena sociale a prezzi popolari

Ore 21.30 Inizitiva
A partire dalla presentazione del libro Cyber Bluff (Eris Edizioni) proveremo a ragionare di strumenti di comunicazione, di come sono stati usati negli anni dai movimenti, dei limiti, delle possibilità e dei problemi connessi all’utilizzo degli strumenti informatici nell’ambito dell’autogestione e dell’autorganizzazione.

https://www.erisedizioni.org/prodotto/cyber-bluff-ginox/

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FATE GIRARE: Questi qui sono alcuni dei picchiatori pagati dalla azienda Dreamland di Prato…

Condividiamo da Si Cobas Firenze

Questi qui sono alcuni dei picchiatori pagati dalla azienda Dreamland di Prato per aggredire gli operai che manifestavano pacificamente davanti alla fabbrica. Tutto davanti agli occhi della polizia immobile. Nessuno ha provato a fermarli. E sono stati lasciati liberi di risalire nelle macchine e scappare.
Questo succede a Prato a chi denuncia lo sfruttamento.
Alla Dreamland l’Ispettorato del Lavoro a Luglio aveva già verificato lavoro nero e turni di 12-14 ore al giorno. Multa pagata, e il giorno dopo è tornato tutto come prima.
Il lavoratore che aveva fatto denuncia è finito in ospedale ed ha perso la memoria per le botte ricevute alla testa.
Le aziende del tessile di Prato sfruttano perché vengono lasciate sfruttare. Le squadracce picchiano perché vengono lasciate picchiare chi alza la testa. Era già successo alla Texprint. Prima ancora alla Gruccia Creation. Le istituzioni di questa città sono responsabili di questa ennesima violenza.

Qui le immagini: https://www.facebook.com/SiCobasFirenze/posts/1016306658941507

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Firenze, il Collettivo di Fabbrica allo sciopero generale del sindacalismo di base

Firenze, il Collettivo di Fabbrica allo sciopero generale del sindacalismo di baseL’intervento del Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze a chiusura dello sciopero generale del sindacalismo di base ieri a Firenze.

Insorgiamo, perché questo autunno ha bisogno di tutte le nostre forze, le nostre energie, per ribaltare i rapporti di forza in questo Paese. È un occasione per chiunque lotti per un domani migliore.

Insorgiamo con i lavoratori GKN

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Lunedì 11 ottobre 2021 Corteo a Firenze per lo Sciopero Generale

Condividiamo da Ogni giorno e’ il primo Maggio

Corteo a Firenze per lo Sciopero Generale

Corteo a Firenze per lo Sciopero Generale

I sindacati di base della Toscana:
Confederazione Cobas, Usb, Cub, Usi Cit, Cobas Sanità Università e Ricerca, Sicobas, Sgb, Unicobas;
Organizzano uniti le iniziative di piazza a Firenze, per lo SCIOPERO GENERALE del 11 OTTOBRE 2021

Donne e uomini, organizzazioni sindacali, politiche e sociali, movimenti, collettivi, comitati; espressione della sinistra anticapitalista della nostra regione, sono invitati a partecipare.

CORTEO A FIRENZE
Da Piazza Puccini
Alle ore 10.00

SCIOPERIAMO E MANIFESTIAMO
contro lo sfruttamento dei padroni,
per un futuro di dignità ed uguaglianza!!!

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Vergognoso e gravissimo attacco alla sede nazionale della nostra organizzazione sindacale.

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Siamo appena tornati da una manifestazione a Roma dove ogni operaio Gkn era guardato a vista da almeno tre poliziotti. Colpisce dalle immagini invece la facilità con cui un gruppo di fascisti riesce a raggiungere la sede della Cgil nazionale.

Indipendentemente dalla nostra opinione sul tema, noi non abbiamo nessuna intenzione di dedurre dall’azione di un gruppo di fascisti una generale condanna di chi nei luoghi di lavoro nutre dubbi e contrarietà sull’uso e sullo strumento del green pass. Mentre si lascia mano libera ai fascisti, da troppo tempo si prova a criminalizzare il dissenso tra la nostra classe.

I fascisti tentano di inserirsi in un clima, generato a nostro parere da Confindustria e Governo, in cui si è provato a scaricare tutte le contraddizioni della gestione pandemica nei luoghi di lavoro sulle spalle del movimento sindacale.

Non dobbiamo solo difendere le nostre sedi. Dobbiamo per questo riprenderci le piazze. Dobbiamo rimettere al centro il dualismo tra chi licenzia e chi viene licenziato, tra chi sfrutta e viene sfruttato, tra chi delocalizza e chi difende le fabbriche, tra chi lotta per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e nella società e chi in nome del profitto mette a rischio ogni giorno le nostre vite.

Fuori i fascisti dalle nostre sedi e dalla società, riprendiamoci le piazze. Fuori dall’angolo in cui ci vogliono. Contro le crisi aziendali, per una legge sulle delocalizzazioni, contro una ripresa fatta di precariato, inflazione e bassi salari, contro le morti sul lavoro, contro le politiche pensionistiche. La più grande organizzazione dei lavoratori dichiari lo sciopero generale.

Se non ora, quando?

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Le veline e i comunicati relativi alla giornata di ieri hanno usato parole come “svolta” o “spiraglio”….

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Le veline e i comunicati relativi alla giornata di ieri hanno usato parole come “svolta” o “spiraglio”. Sono termini completamente prematuri, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore delle ipotesi, abusati. Mettiamo le cose in chiaro:

1. Gkn Melrose non può riaprire la procedura di licenziamento in questo preciso istante. Non è una concessione di Melrose. E’ un dato di fatto.

Non può farlo perché deve espletare procedure derivanti dal decreto del Tribunale di Firenze. E per quanto ci riguarda non lo sta facendo nemmeno correttamente. E forse su questo anche loro hanno perso ogni sicurezza. Capita a chi è arrogante di diventare di colpo titubante.

Dicendo che la procedura di licenziamento non è all’ordine del giorno, quindi, l’azienda non dice ad oggi nulla di concreto. Quanto dura questo “giorno”?

2. Siamo quindi alle parole: generiche, gratuite, poco chiare. Mentre scriviamo non abbiamo nemmeno visto il verbale della seduta di ieri. E, comunque, in ogni caso: pur sempre solo parole.
Il che sarebbe insufficiente in generale. Nel caso specifico, siamo alla parola d’onore da parte di chi onore non ne ha mai dimostrato.

Gkn Melrose è stata condannata tre volte in due anni per condotta antisindacale. Ha fornito informazioni non corrette ai tavoli di trattativa. Ha negato alla Regione Toscana di essere un’azienda in crisi. Melrose ha seriamente sostenuto che i licenziamenti non erano all’ordine del giorno il 7 luglio e che improvvisamente lo erano il giorno dopo.

3. Cosa garantisce di non essere di fronte all’ennesimo espediente, utile a far passare il tempo necessario a poter riaprire la procedura di licenziamento? O magari utile a far calare la pressione dell’opinione pubblica verso la possibilità che il Governo decreti d’urgenza sulle delocalizzazioni? Nulla. Anzi, anche qualcosa meno di nulla.

4. Intanto l’azienda rimane in liquidazione, i nostri account bloccati, la produzione ferma, l’azienda non rispetta gli incontri che dovrebbe tenere da accordistica interna, non ci incontra nella sede aziendale e non svolge incontri in presenza. In pratica nulla. Anzi, molto meno di nulla.

5. E’ stato dato risalto alla nomina di un advisor e alla presenza di Invitalia per cercare il compratore. E’ normale che l’azienda non abbia nulla in contrario. Ma esattamente che cosa è disposta a vendere? Capannone, macerie, terreno, macchinari, commesse?

Questo non è dato saperlo. Anzi, è lecito ipotizzare che voglia vendere solo capannone e qualche macchina da rottamare. Se così fosse lo Stato, quindi, sarebbe ridotto a piazzista immobiliare del fondo finanziario, nel giubilo generale.

Nessuno pensi in ogni caso di infilare la vertenza Gkn nel tritacarne delle voci sul “compratore” dove sono state disperse e distrutte, a suon di promesse, quasi tutte le vertenze nel nostro paese.

6. Gkn Melrose continua a non rispondere alle nostre domande su dove siano stati delocalizzati i volumi, sui contratti tra stabilimento e cliente. Il tema della tracciabilità dei semiassi è stato oggetto anche di un esposto alla procura. Torneremo sul tema con un post specifico.

7. Intanto la nostra legge contro le delocalizzazioni è in Parlamento. Servirà a quel che servirà. La notizia però è che dopo due mesi di voci e dibattiti pasticciati, la legge è lì e le scuse stanno a zero.

Se questa legge fosse esistita prima, Melrose non avrebbe acquisito il nostro stabilimento e ora noi saremmo al lavoro. Se questa legge fosse approvata, Melrose sarebbe tenuta a seguire per legge un percorso chiaro e ordinato di elaborazione di un piano di continuità produttiva e di vendita dello stabilimento.

8. Non abbiamo quindi nessuna garanzia, scritta, legislativa, contrattuale che Gkn Melrose non stia solo cercando il momento opportuno per far ripartire i licenziamenti. Per questo, ancora oggi, non c’è nessuna garanzia e nessuna salvezza al di fuori della mobilitazione.

Non c’è uno spiraglio, ma una crepa nel muro dell’azienda determinata dalle mobilitazioni. Il tempo non deve servire a chiudere la crepa ma a far crollare il muro.

L’immobilismo è uno dei tanti modi per chiudere Gkn Firenze. Forse il più subdolo e pericoloso.

Noi invece #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Un testo lungo e necessario, approvato dall’assemblea dei lavoratori per fare il punto della situazione

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Un testo lungo e necessario, approvato dall’assemblea dei lavoratori per fare il punto della situazione

1. Articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, Contratto Nazionale, accordi interni: questi sono i testi che hanno permesso di annullare la procedura di licenziamento iniziata da Melrose-Gkn il 9 luglio.

Questi testi sono conquiste delle mobilitazioni passate. E senza l’assemblea permanente dei lavoratori, a sua volta, la vittoria dell’articolo 28 sarebbe servita a poco: l’azienda sarebbe con tutta probabilità già stata svuotata dei macchinari e ridotta a uno scheletro. Ma a sua volta l’articolo 28 ci ha dato solo tempo.

E questo tempo senza un intervento legislativo del Governo sarà sprecato. Noi non lo stiamo chiedendo o supplicando. Noi lo stiamo rivendicando. E la rivendicazione, senza mobilitazione, non è nulla. Si torna sempre lì: fuori dalla mobilitazione, non c’è salvezza.

2. Ai tavoli negoziali, a cui Melrose è stata obbligata dal Tribunale di Firenze, la proprietà si è presentata mantenendo l’azienda in liquidazione. Le motivazioni addotte per la chiusura dello stabilimento di Firenze sono aleatorie, generiche e contraddittorie. Abbiamo risposto e risponderemo in sede negoziale e non stiamo qua a riportare le nostre argomentazioni. Lo stabilimento viene chiuso sulla base di previsioni tendenziali che si realizzerebbero nel 2025. E involontariamente c’è stata la conferma che sarebbe in equilibrio nel 2022. La fretta di chiudere nasconde ragioni tutte dettate da meccanismi finanziari. Con tutta evidenza Melrose riaprirà la procedura di licenziamento appena possibile.

3. Si affacciano periodicamente le voci sull’eventuale presenza di un compratore. Invece di prestarsi a questi pettegolezzi da trattativa, i giornali raccontino come sono andate quasi tutte le precedenti vertenze: si annusa la possibilità di un compratore, la fabbrica smobilita in sua attesa e sul più bello il compratore svanisce. O peggio ancora: il compratore arriva dando disponibilità ad assumere solo parte dei lavoratori. I lavoratori vengono divisi, parte accetta il ricatto e dopo un po’ di tempo anche quella parte viene nuovamente licenziata. Non accetteremo nessuna ipotesi che non preveda il totale riassorbimento della forza lavoro e il mantenimento dei diritti acquisiti. E anche in caso di compratore privato sarà necessario un ponte pubblico a garanzia della serietà del compratore.

Ma prima del compratore, il problema è il venditore. Che cosa è disponibile a vendere Melrose? Lo stabilimento, i macchinari, le commesse? Se Melrose cedesse tutto questo, è evidente che non solo ci sarebbe la possibilità di subentrare ma anche rapidamente di recuperare le quote di mercato che Gkn sta perdendo. Ma ci pare chiaro come Melrose tema che il tanto vituperato stabilimento di Firenze torni sul mercato. E quindi farà di tutto per distruggerlo e rivenderne semplicemente lo scheletro. Anche per giungere a una reale vendita, quindi, c’è bisogno di uno strumento legislativo.

4. Abbiamo chiesto disponibilità a chiunque volesse e potesse a presentare la nostra legge anti-delocalizzazioni in Parlamento. A giorni la presenteremo. E dopo, per quanto ci riguarda, non ci saranno più alibi né scuse. Contemporaneamente continuiamo a chiedere la decretazione d’urgenza da parte del Governo dell’inapplicabilità della legge 223 (procedura di licenziamento collettivo) al caso Gkn e la sospensione di tutte le 223 per le altre vertenze. Chiediamo anche che vengano decretati tempi più lunghi per aprire le procedure di licenziamento collettivo per le aziende condannate per condotta antisindacale. Detto in altre parole: non osate riaprire e far riaprire la procedura di licenziamento.

5. Sin dal primo istante ci è stato chiaro quanto il nostro caso fosse il risultato di processi ben più ampi, di finanziarizzazione dell’economia, di precarizzazione e di attacchi decennali al mondo del lavoro e di una difficoltà generale di mobilitazione dei lavoratori. Per questo, per essere onesti con noi stessi e con tutti quelli che si sono uniti alla lotta, abbiamo detto sin dall’inizio che per vincere in Gkn bisognava cambiare i rapporti di forza nel paese. E che se cambiavano questi rapporti di forza, cambiavano nell’interesse di tutti. Ed è per questo sin dall’inizio abbiamo fatto appello ad insorgere, a estendere la mobilitazione.

6. La manifestazione del 18 settembre ha dimostrato che questo è possibile. E dopo il 18 settembre, abbiamo assistito a una manifestazione di 50mila persone a Milano per la giustizia climatica. Come noi, quella piazza rifiuta ogni contrapposizione tra rivendicazioni sociali e ambientali. Avete provato a usare la transizione climatica per giustificare i licenziamenti nell’automotive. E avete ottenuto solo la nostra saldatura con le lotte per il clima.

7. Qualcosa dunque nel paese sta accadendo. C’è chi prova a valutarlo, pesarlo, definirlo. Noi abbiamo invece chiaro che qualsiasi cosa esso sia, è nella sua crescita che risiede la chiave per salvare il futuro della nostra fabbrica e del nostro territorio. E ci è altrettanto chiaro che tale prospettiva di crescita è divergente al patto sociale prospettato da Bonomi.

8. Parteciperemo allo sciopero generale del sindacalismo di base dell’11 ottobre. Questa del resto per noi non è una novità. I lavoratori Gkn hanno sempre aderito a scioperi, anche quando non convocati dalle proprie organizzazioni sindacali di appartenenza. Attraverseremo quella piazza mantenendo le nostre critiche verso le modalità con cui si è giunti a questo sciopero, ma convinti altrettanto che sia un generoso tentativo di risvegliare la mobilitazione nel paese. L’11 ottobre ha senso non come una tappa in sé, ma come parte di un percorso verso uno sciopero generale e generalizzato nel paese.

9. Non esiste futuro in un paese dove la ripresa è basata sulla precarietà del lavoro, dove chi lavora è comunque povero per via dei bassi salari, dove ogni giorno ci sono mediamente tre morti sul lavoro, dove il diritto alla pensione è oramai un puro miraggio, dove una fabbrica può essere acquisita e chiusa da un fondo finanziario mentre il Governo si professa impotente. Per questo noi insorgiamo per il futuro. E nel fare questo è naturale incontrarsi con chi questo futuro lo rappresenta, con i lavoratori di domani. Abbiamo avuto un continuo flusso di studenti a venire a darci una mano al presidio. Ora che sono ricominciate le scuole e le università, abbiamo avuto e avremo assemblee congiunte: che la prossima data di mobilitazione della Gkn coincida con una data di sciopero studentesco. In questa nostra vicenda è arrivata l’ora dell’unità tra studenti e lavoratori.

10. Questa non è una lotta di piccolo cabotaggio. Non abbiamo mai avuto bisogno di usarla per ragioni di polemica interna all’organizzazione sindacale. C’è chi oggi in Cgil si preoccupa delle ricadute congressuali di questa nostra lotta. Che pena.

Al nostro fianco ci sono e ci sono stati delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori di svariate organizzazioni sindacali e di ogni tipo di categoria e area della Cgil. L’hanno fatto per la naturale comprensione di come questa lotta possa segnare il futuro di tutti. E oggi ci rivolgiamo con franchezza a loro.

Guardiamo in faccia la realtà. Una realtà che chiunque stia vede e capito: dopo una fase iniziale, questa nostra lotta non è stata più né seguita né accompagnata dalla Cgil. Ci piacerebbe dire il contrario, ma così non è. E troppi fatti ormai lo dimostrano. Forse più di uno tra i nostri dirigenti aveva pensato, sperato o calcolato che avremmo ceduto firmando la cessazione d’attività. E forse più di uno pensa che non ci sia altro da fare che cedere.

C’è un unico filo che ci collega alle piazze per la giustizia climatica, alle mobilitazioni studentesche, alle altre vertenze come Alitalia, Texprint, Gianetti, Whirlpool, ecc, ma anche alla lotta contro il lavoro precario, per un salario minimo e per l’abbassamento dell’età pensionabile. Se segui questo filo e lo tiri, ci porta tutti nella stessa piazza. E il mezzo per raggiungere questa piazza si chiama sciopero generale. Ma non ci sarà alcuno sciopero generale di massa se non saranno le lavoratrici e i lavoratori del paese a chiederlo, a viverlo, a prepararlo.

Per noi un autunno di lotta non è una scelta. E’ un obbligo. Voi invece cosa scegliete di fare? E soprattutto siete sicuri di avere realmente ancora una scelta? E’ l’ora di rivolgere insieme a tutte le nostre organizzazioni e a chi le dirige una domanda banale: sciopero generale, se non ora, quando? #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Fermiamo le delocalizzazioni e lo smantellamento del tessuto produttivo!

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Non l’abbiamo particolarmente pubblicizzato perché, come tutti sappiamo, le raccolte di firme spesso lasciano il tempo che trovano. Ma la lotta operaia, quando avanza consapevole, sa usare ogni canale, ogni strumento, ogni mezzo senza contemporaneamente esserne fascinata o usata.
In poco tempo e senza sforzi particolari, la petizione su change con gli 8 punti anti-delocalizzazioni elaborati dal gruppo di giuslavoristi progressisti e democratici e votati dall’assemblea dei lavoratori Gkn ha passato le 40.000 firme. A questo punto aiutateci a sfondare le 50.000 e non ne parliamo più.
Facciamolo così, in scioltezza e di botto.
#insorgiamo

https://www.change.org/p/fermiamo-le-delocalizzazioni-e-lo-smantellamento-del-tessuto-produttivo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Domenica 3 Ottobre 2021 torna la gnoccata! partecipa – diffondi – sostieni!

Torna la gnoccata: partecipa - diffondi - sostieni!

Torna la gnoccata: partecipa – diffondi – sostieni!

A chiudere col botto la settimana di festa di ORTO COLLETTIVO
https://www.facebook.com/ortocollettivo/posts/842250786478831

domenica 3 la GNOCCATA coi prodotti contadini che sostiene il Presidio No Inc-No Aero.
Ovunque, in mille modi, tutt@ #insorgiamo

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