Conferenza stampa congiunta di Firenze Antifascista e Comunità senegalese

Firenze Antifascista e la Comunità Senegalese dichiarano irricevibili le affermazioni diffuse a mezzo stampa secondo le quali i due momenti di piazza previsti per sabato 16 aprile sarebbero in contrapposizione tra loro.
L’appuntamento della mattina sarà un momento in cui si esprimerà il protagonismo della comunità senegalese stanca delle continue aggressioni e a cui Firenze Antifascista prenderà parte con piena legittimità.
L’appuntamento del pomeriggio sarà un momento in cui, partendo dal quel “particolare”, e cioè dall’aggressione subita da un lavoratore senegalese sui Lungarni da parte di due agenti della squadra antidegrado, la Firenze Antifascista manifesterà la sua opposizione a quel “generale” fatto di sgomberi, pestaggi, sfratti, zone rosse, piazze a numero chiuso, piazze chiuse e daspo urbani per sottolineare l’importanza e l’urgenza di un dibattito collettivo e popolare sulla città che vogliamo: una città a misura di “abitante” e non di “cliente” o turista.
Per rimarcare quest’unione d’intenti Firenze Antifascista e la Comunità senegalese questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa congiunta in Palazzo Vecchio.

Conferenza stampa congiunta di Firenze Antifascista e Comunità senegalese

Conferenza stampa congiunta di Firenze Antifascista e Comunità senegalese

Conferenza stampa congiunta di Firenze Antifascista e Comunità senegalese

Conferenza stampa congiunta di Firenze Antifascista e Comunità senegalese

Firenze Antifascista

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Non ciò che è semplice, ma ciò che è necessario. Abbiamo detto “continuità” e continuità sia. Che fatica che ti chiedo, assemblea nazionale 15 maggio.

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

1. La continuità di Insorgiamo, l’allargamento della convergenza sono una responsabilità collettiva.

2. L’abbiamo fatto, l’abbiamo rifatto, lo possiamo rifare. Se e quando, lo decidiamo insieme.

3. Fuori dall’emergenza, dentro l’urgenza. Fuori dall’emergenza imposta dalla loro crisi, dentro l’urgenza del cambiamento. Non sappiamo quanto tempo abbiamo.

4. La guerra e l’inflazione si impongono prepotentemente nella nostra vita. Tuttavia dovremo continuarli ad affrontare in modo “radicale”, andando alla radice dei processi che ne sono causa e quindi praticando l’intero spettro della nostra agenda di mobilitazione.

5. A seconda del momento, del luogo, dello spazio e del soggetto , ci sarà di volta in volta un “questo”, un prevalente, un punto che acquisisce una maggiore urgenza. Ma nel nostro metodo c’è ormai un punto di non ritorno: la mobilitazione è “per questo, per altro, per tutto”.

6. Ambiente o lavoro, morire di fame o di inquinamento, accettare il precariato o la disoccupazione, pace o condizionatore? Il sistema ti chiarisce come possa tenerti perennemente in bilico sul ricatto. Il nostro è un mondo privo di tale ricatto.

7. Giustizia climatica è giustizia sociale, giustizia sociale è pieno sviluppo armonioso della società, in tutte le sue espressioni, compresa la capacità di pianificare un futuro, di costruire comunità solidali, di diritti civili, dignità e pace.

8. Dove si tenta il cambiamento, si indurisce la risposta della conservazione. Si moltiplicano i casi di repressione, diventa soffocante il clima di conformismo. Coltivare lo spiraglio che abbiamo aperto il 25-26 diventa ancora più vitale.

9. Individualismo, qualunquismo, ma anche personalismi, frantumazione, divisioni di natura burocratica, sono un lusso che non possiamo più permetterci.

10. Ci siamo regalati un futuro non scritto. Ed ora siamo messi tutti a verifica sulla capacità di scriverlo.

Assemblea nazionale 15 maggio.

Assemblea nazionale 15 maggio.

#insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Sabato 16 aprile 2022 Corteo – Basta abusi, sciogliere le squadre antidegrado!

Ore 15.30 Lungarno degli Acciaioli.

Sabato 16 aprile ore 15.30 Ponte Vespucci la Firenze Antifascista scende in piazza!

PER QUESTO…
Nella Firenze in cui attorno alla “cultura del decoro” é stata costruita la retorica sulla sicurezza l’azione di alcune unità speciali, come il reparto “antidegrado” della municipale (!) non può sfociare in altro che in abusi e violenza. È successo alla stazione qualche anno fa. È successo la settimana scorsa a pochi metri da ponte vecchio. È solo questione di quando si ripeterà, non del se si ripeterà. Chiedere lo scioglimento di questo reparto non risolve il problema della deriva securitaria e “antidegrado” ma è una prima rivendicazione. Se anche questa volta ad essere stato colpito é un lavoratore senegalese la questione va ben oltre.

PER ALTRO…
Con la retorica del decoro si esercita politica classista e repressiva rispetto a ció che risulta incompatibile: tra daspo urbani e zone rosse, fino alla recentissima istituzione del “minidaspo” di 48 ore, la repressione è sempre più legata alla volontà di “ripulire” lo spazio pubblico da tutto ciò che non è in linea con il modello della città vetrina, ad uso e consumo di chi se la può permettere. Aumento degli affitti, sfratti, svendita del patrimonio pubblico e abitativo, privatizzazione delle piazze, spazi pubblici ad uso e consumo di “clienti” e non di “abitanti” è un modello di città classista, a cui opporre resistenza e contro cui combattere. Il risultato di questo livello repressivo è un progressivo incremento della militarizzazione degli spazi, soprattutto in centro dove ormai è impossibile percorrere più di qualche decina di metri senza incontrare una divisa, il tutto accompagnato da una retorica di “legalità” e “sicurezza”. La stessa campagna contro gli spazi sociali occupati va in questo senso. Ma cos’è davvero la sicurezza? Sicurezza per chi? E come la si costruisce? Un quartiere, una piazza, una via vissuta e con legami di solidarietà è più “sicura” di un quartiere, una piazza, una via vuoti.

PER TUTTO…
Questo contesto é il risultato di precise scelte politiche per cui, la sempre maggiore arbitrarietá concessa alle istituzioni cittadine in materia di “ordine e sicurezza” produce una serie di provvedimenti e ordinanze che restringono sempre di piú il campo delle libertà individuali e collettive. La necessità di stretta repressiva è direttamente connessa all’aggravamento generale delle condizoni di vita come diretta conseguenza delle politiche del Pd, che fa la guerra sul fronte esterno inviando armi all’ucraina e sanzioni alla Russia e sul fronte interno.
La manifestazione di sabato 16 aprile parte necessariamente dalla solidarietá al lavoratore senegalese aggredito dalla squadretta antidegrado e dalla necessità di scioglimento di quel reparto.
Da quel “particolare” guarda peró al “generale” e alla volontà di creare le condizioni perché si inizi ad imporre l’idea di una città diversa.
Una cittá che rifugga l’idea di uno spazio urbano gestito ad uso e consumo del profitto e della rendita dove la “sicurezza” sia elemento di difesa di questi interessi e offesa verso chi li mette in discussioni.
Una città che rifiuti e di opponga a privatizzazioni, sgomberi, sfratti, delocalizzazioni e sfruttamento a cui contrapporre l’elemento della solidarietá come motore di trasformazione delle relazioni e della gestione dello spazio urbano.

La manifestazione arriverá sotto le finestre di Palazzo Vecchio perché nessuno deve provare a giocarsi la solita carta delle “mele marce”.
Noi non dimentichiamo le foto segnaletiche dei lavoratori senegalesi in san lorenzo che hanno preceduto la strage di piazza dalmazia ad opera di Casseri di Casa Pound.
Non dimentichiamo le altre azioni squadriste del reparto antidegrado contro tutti gli “incompatibili” di questa città.
Tutto questo ha un mandante che siede in Palazzo Vecchio. Ad essere marcio é tutto l’albero.
Adesso basta!

Fuori i fascisti e i razzisti dalla città

Fuori i fascisti e i razzisti dalla città!

Firenze Antifascista

 

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Venerdì 15 Aprile 2022 Torna la serata Jam al K100

Torna la serata Jam al K100, versione benefit per contribuire al crowdfunding per la costruzione della nuova casa del Presidio!

k100 jam session

k100 jam session

Niente scalette prestabilite, solo ispirazione! Portate il vostro strumento o le vostre corde vocali, e lasciatevi travolgere dalla musica!
Jam aperta a tutti, bastano poche note per divertirsi!

Venerdi 15 ore 22.00
Sul palco troverete:
– Batteria
– Ampli chitarra
– Ampli basso
– Microfoni
Porta il tuo strumento e divertiti!

Cena ore 20.00, per fissare telefonare al n. +393282827607

Qui le informazione sul Progetto e le Indicazioni per donare:
https://www.produzionidalbasso.com/project/firenze-si-parco-no-aeroporto-una-nuova-casa-per-il-presidio/
Puoi donare anche usando il seguente IBAN:
IT14O0501802800000017158338
Conto intestato ad ORTOCOLLETTIVO NATURA E’ APS
SI PARCO-NO AEROPORTO

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Comunicato Rsu Qf ex Gkn

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Venerdì scorso Francesco Borgomeo, come proprietario della QF ex Gkn ha inviato sul canale di comunicazione aziendale una lettera ai dipendenti. Dopo nemmeno un’ora venivamo contattati dalla stampa per chiedere di commentarla. Abbiamo scelto di non farlo per rispetto delle comunicazioni aziendali interne, per etica della trattativa, ma soprattutto per il vincolo di riservatezza che ci è sempre stato chiesto rispetto alla bozza di piano industriale. Il giorno dopo la “lettera di Borgomeo” è apparsa su stampa e servizi televisivi con tanto di commenti, facendo emergere il dubbio che quella lettera, più che ai dipendenti e nonostante l’incipit con cui si apriva, fosse stata destinata a un pubblico più ampio.

Come Rsu e assemblea dei lavoratori abbiamo avanzato nelle sedi opportune domande puntuali e attinenti alla bozza di piano industriale. Ed è in tali spazi formalizzati che attendiamo un confronto serio e costruttivo sulla reindustrializzazione di uno stabilimento con più di 300 famiglie di lavoratori in cassa integrazione coinvolte, non certo il palcoscenico dove spettacolizzare la comunicazione interna aziendale.

Per questo chiediamo ufficialmente la convocazione immediata del comitato di proposta e di verifica per chiarire i dubbi, le perplessità e per rispondere alle relative domande. Senza queste risposte, la bozza di piano industriale rimane non verificabile o indagabile.

Non è uno show mediatico dove ci si divide tra scettici ed ottimisti, fiduciosi e diffidenti. Questo è un rapporto tra le parti sociali dove si è tenuti a garantire scadenze, dimostrare impegni e codificarli in accordi e prospettive chiare e soprattutto esigibili. A riguardo, e su pieno mandato dell’assemblea dei lavoratori che si è riunita lunedì mattina, ci teniamo a specificare il seguente:

1. Si è svolto un incontro al Mise il 24 marzo. Il 31 marzo è stata la volta del comitato di proposta e di verifica su nostra richiesta. In entrambi casi abbiamo fatto domande che sono attualmente senza risposta. Abbiamo verbalizzato la nostra posizione il 5 di aprile con una comunicazione scritta a tutti i soggetti del tavolo. E lì abbiamo ripetuto le nostre domande

2. Il vincolo di riservatezza nei confronti dei lavoratori e dell’RSU sarebbe dovuto decadere il 31 di marzo e per questo il 5 di aprile abbiamo chiesto esplicitamente che venisse meno. Ribadiamo che non è possibile mantenere il tavolo nella riservatezza, mentre contemporaneamente si diffondono sulla stampa i dettagli della bozza di piano industriale, unilateralmente…

3. il 31 di marzo è avvenuta di fatto una modifica unilaterale dell’accordo quadro da parte dell’azienda. Il 31 infatti era il momento in cui l’azienda doveva rendere note le proposte vincolanti dei soggetti reindustrializzatori in vista del closing di agosto. Da quel che abbiamo capito, non ci sono proposte vincolanti né closing. Sarà Qf a svolgere direttamente la reindustrializzazione con l’entrata in società di nuovi soci. Spariscono così passaggi delicati come la cessione di ramo d’azienda e il closing, ma spariscono anche le scadenze che ci eravamo dati per mettere a verifica la tempistica della reindustrializzazione. Noi non siamo affezionati a un meccanismo invece che all’altro. Ma è stata proprio Qf a delineare quale dovesse essere il percorso di reindustrializzazione che poi insieme abbiamo normato, chiarificato e codificato nell’accordo quadro.

4. Ciò che ci è stato presentato il 24 e il 31 marzo è una bozza di piano industriale che sarebbe completamente insufficiente come base per firmare una cassa di transizione. Lo abbiamo dichiarato in più occasioni. I dettagli su cui abbiamo chiesto luce sono strettamente connessi al tipo di prodotto e processo industriale che ci è stato presentato. Senza tali risposte, il piano non è verificabile, approfondibile e indagabile.

5. L’azienda ha dichiarato l’esposizione del piano ai dipendenti il 19 aprile. I casi sono due: o si pensa di esporre in quella sede i necessari approfondimenti, quindi anticipando e scavalcando un Tavolo ministeriale. O ancora una volta il 19 verremo messi a conoscenza soltanto di informazioni generiche ed essenziali, ma di cui siamo a conoscenza sin dal 24 di marzo.

6. Secondo le nostre considerazioni, la data del 20 aprile per la convocazione del Tavolo istituzionale al Mise è tardiva. Il 17 aprile scade la cassa integrazione ordinaria, che fu prorogata d’urgenza il 18 marzo sera a due giorni dalla scadenza del 20 marzo. E il 21 aprile è convocato l’esame congiunto della cassa di transizione. Ci ritroveremmo così per la terza volta in pochi mesi a dover trattare un ammortizzatore in fretta, furia e urgenza. E questo nonostante abbiamo più e più volte specificato l’indisponibilità di questa rappresentanza sindacale a lasciarsi trascinare in una discussione dell’ultimo minuto “prendere o lasciare” sull’ammortizzatore sociale. Per di più non stiamo parlando di un ammortizzatore qualsiasi. Stiamo parlando di ben 24 mesi di cassa di transizione, da vincolare a un piano industriale dettagliato e chiaro. Ed è impensabile che l’analisi, la discussione e l’approfondimento di tale piano, sia demandata a una sola sessione al Mise.

7. Per questo, su mandato dei lavoratori, la Rsu ha chiesto di convocare con urgenza ed entro questa settimana il comitato di proposta e di verifica. E ci riserveremo di decidere, in assenza delle dovute premesse di serietà e professionalità della discussione, se accettare o meno la convocazione al Mise del 20 di aprile.

8. Siamo assolutamente favorevoli a informare territorio e stampa dello stato della fabbrica e della vertenza. Ma tale informazione e rapporto con la stampa non può essere “selettiva”. Con territorio e stampa, si parli di tutto: dello stato della fabbrica, dell’officina ferma al 9 di luglio, si risponda a domande sulla copertura finanziaria dell’operazione, si renda noto quali sono stati gli accordi intercorsi su Melrose ecc.Si spieghi perché si usa la retorica del “green” per la produzione di attuatori e motori elettrici per un settore dove già oggi si usa tale tecnologia.

9. Abbiamo più volte specificato alla direzione aziendale che la retorica sul “riprendere i lavoratori che vanno via” risulta sospetta e poco chiara proprio a coloro che rimangono. Se c’è da fare formazione, impratichirsi con le nuove macchine, come si pensa di farlo se il personale continua ad andare via. Alcuni dei dipendenti che risultano nelle competenze mappate, hanno continuato ad andarsene anche in questo mese di aprile. L’azienda invece che lanciare il messaggio “andate pure via, tanto poi tornate” dovrebbe interrogarsi su come fermare l’emorragia in atto.

10. Ci è stato detto che Qf sarà una bellissima storia da raccontare. Ma la storia qua c’è già. E non è da raccontare, è da continuare a fare. La storia è quella di un metodo e di un precedente virtuoso per l’intero paese. E’ la storia di fabbriche a guardia del territorio e territori a guardia delle fabbriche, di comunità solidali, unite, orgogliose e consapevoli, volenterose di sviluppare professionalità e competenze in armonia con giustizia climatica e sociale. Noi non abbiamo una messianica o fatalista “fiducia nel futuro”. Il futuro ce lo siamo sempre costruito con il nostro lavoro, con i nostri corpi, la nostra testa, e la chiarezza e cortei da migliaia di persone nel momento in cui il nostro lavoro e i nostri diritti sono stati messi in discussione. Così è e così sarà.

#insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Giovedì 14 Aprile 2022 – Fermiamo il riarmo, presidio alla Leonardo – via delle Officine Galileo 1 – Campi Bisenzio

Fermiamo il riarmo

Fermiamo il riarmo

L’invasione russa dell’Ucraina ha scatenato una corsa al riarmo che riporta indietro l’Europa di decenni, come se l’aumento della produzione e del commercio di armi potesse rappresentare la soluzione del conflitto. Come se aumentare gli arsenali potesse portare la pace che a parole tutti dichiarano di volere.
L’Italia ha deciso di aumentare il proprio bilancio militare fino a spendere oltre 25 miliardi in un anno, dei quali una buona parte per l’acquisto di nuovi sistemi di armamento.
I guadagni delle industrie produttrici di armi vedono un’impennata:
Leonardo Finmeccanica +15%
Thales Group +17%
Rheinmetall +31%
E’ questo il nuovo modello di sviluppo europeo? Quello che doveva puntare alla cosiddetta riconversione ecologica?
La guerra è un grande affare per i fabbricanti di armi e la pace non sarà mai un obiettivo per chi trae potere e guadagni dallo scatenarsi di guerre e massacri.
Saremo di fronte allo stabilimento di Leonardo per dire

NO AL RIARMO
NO ALL’AUMENTO DEL BILANCIO MILITARE
FERMIAMO LA PRODUZIONE DEGLI STRUMENTI DI DISTRUZIONE

Firenze contro la guerra

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Non è questa la città che vogliamo!

Sta girando in queste ore su diversi canali un video che ritrae due prodi agenti in borghese della polizia municipale mentre fermano un pericoloso venditore ambulante, reo, udite udite, di aver disturbato i clienti di un ristorante vicino Ponte Vecchio.
Un Sindaco che tratta qualsiasi dinamica come un problema di ordine pubblico, atteggiandosi a sceriffo, facendosi portavoce presso il governo della richiesta di sempre maggiori strumenti di repressione, non puó che determinare un clima del genere.

Tutto ciò che non risulta compatibile con il concetto di “decoro” viene identificato come elemento da allontanare: lo stesso concetto che ha portato alla chiusura del sagrato di Santo Spirito e di altre piazze, alle “zone rosse”, degli sgomberi degli spazi sociali, la stessa logica che sottende al daspo che esso sia allo stadio o esteso a tutta la città.
Siamo ansiosi di sapere cosa dirà il Sindaco di questo ennesimo e eroico intervento: immagini, suoni, urla e atteggiamenti troppo simili a quelle che ripresero l’uccisione di Riccardo Magherini ad opera dei Carabinieri per non riaprire quella ferita in una città che non ha mai smesso di ricordarlo.

Immagini molto simili a quelle che portarono alla morte di George Floyd e portarono anche a Firenze centinaia di persone sotto il consolato statunitense: oggi Nardella non si indigna?
I soliti agenti della squadretta antidegrado che, non paghi di sequestrare la merce ai venditori ambulanti e multare chi osa sedersi su un sagrato, si sentono legittimati ad aggredire lavoratori indifesi, certi dell’impunità che gli verrà fornita dallo scudo della “legalità” di cui Nardella ama tanto parlare.
La solita squadretta antidegrado responsabile del pestaggio di un altro lavoratore ambulante alla stazione di Santa Maria Novella.
A Nardella qualcuno spieghi che non siamo nella Kiev di Zelensky e dei battaglioni neonazisti…

Basta abusi in divisa!
La squadra antidegrado dev’essere sciolta!
Chiudiamo mandando un abbraccio al lavoratore ambulante aggredito e la nostra solidarietà al ragazzo e alla ragazza che sono intervenuti e probabilmente hanno impedito che le conseguenze fossero ben peggiori.

Nei prossimi giorni seguiranno aggiornamenti per una pronta e necessaria risposta.

Non è questa la città che vogliamo!

Non è questa la città che vogliamo!

Firenze Antifascista

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Sabato 9 aprile 2022 Cuba tra bloqueo e pandemia

Cuba tra bloqueo e pandemia

Cuba tra bloqueo e pandemia

Ore 18:30 Incontro e dibattito sulla situazione cubana.
Il bloqueo, il più lungo della storia, continua a vessare il popolo cubano anche durante una pandemia globale.
Nonostante ciò la politica cubana, che ha sempre fatto della salute uno dei suoi capi saldi, ha reagito alla crisi pandemica con un intenso lavoro di ricerca per lo sviluppo di un vaccino anti Covid-19 pubblico e gratuito e con un’assistenza sanitaria di prossimità su tutto il territorio.
Mentre il mondo capitalista blocca l’ingresso a Cuba di medicine ed attrezzature salvavita il popolo cubano, attraverso la brigata medica, esporta anche in Italia supporto concreto nelle fasi più critiche della pandemia.

Un vero esempio d’internazionalismo a cui bisogna rispondere con il supporto alle campagne per la fine del bloque stesso.

Ne parleremo con:
Mirta Granda Aberhof – Ambasciatrice di Cuba in Italia
Claudia Morgate Donato – Consigliere politico ambasciata di Cuba
Cuba MAMBI – gruppo di azione internazionalista
e un contributo video di Fabrizio Chiodo – ricercatore e collaboratore del Finley institute Havana

Ore 20:30 cena di finanziamento per la carovana Banda dell’Emilia Rossa
Ore 22:00 concerto della Banda popolare dell’emilia rossa.

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Venerdì 8 Aprile 2022 Sta iniziando la quarta giornata di resistenza allo sgombero di viale corsica81!

Rioccupata Corsica 81

Rioccupata Corsica 81

Sta iniziando la quarta giornata di resistenza allo sgombero di viale corsica81. Gli sbirri, sempre più innervositi, cercano di disturbare e attaccare il gruppo che sta resistendo sul tetto. Intanto il presidio permanente formatosi in strada sin da martedì, è ogni giorno più numeroso. È la comune di Rifredi, luogo di socialità, di lotta, di contrapposizione al deserto sociale che vorrebbero imporre. La comune che rompe l’isolamento, quello spazio dove chiunque voglia passa a fare due chiacchiere, a portare cibo, a bere e mangiare in compagnia, a discutere del futuro che ci aspetta, a cantare, a sostenere i resistenti del tetto, ad insultare le guardie o a guardarsi un bel film.
La polizia e i carabinieri somigliano sempre di più ad esercito straniero che invade un territorio che non conosce. Frustrati nel vedere il vicinato che sostiene e rifornisce il presidio. Sconfortati dalla tenacia della resistenza e nel sentirsi sempre più spesso cantare “avete solo collleghi, solo colleghi”.
Come ci scrisse Orso dal Rojava, è solo sconfiggendo la solitudine e la rassegnazione che si può fare la differenza. La Firenze indomabile sta facendo la differenza. Nuovi legami si stringono, pratiche e idee ieri ritenute difficili, sembrano adesso la normalità. È tempo di riscatto, di porre fine al nulla che avanza, di essere tempesta.
Oggi in tribunale verrà discusso l’aggravamento delle misure cautelari per glii/le arrestat* del 19Marzo. A chi è sottoposto a restrizioni della libertà per aver difeso Corsica81 va tutto il nostro sostegno. Da parte nostra, il presidio di oggi sarà ancora più vivo, con spettacoli di teatro, letture e molto altro.

Non abbiamo paura del futuro, è il loro futuro che ha paura di noi.

P.s. l’area cani autogestita è ancora libera e sotto il controllo della libera comune di Rifredi. Ieri è stata presidiata per alcune ore dalle truppe in divisa ma adesso è libera ed aperta come è sempre stata.

libera comune di Rifredi

Libera comune di Rifredi

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Giovedì 7 Aprile 2022 Corsica resiste!

Rioccupata Corsica 81

Rioccupata Corsica 81

Buongiorno! La digos inizia ad essere irritata e ha provato tutta la notte a disturbare i compas sul tetto. Ma non saranno né pioggia né intimidazioni a fare scendere i nostri che continueranno a resistere! Oggi hanno anche chiuso la nostra area cani a tutte le persone del quartiere ! Ricordiamogli che anche quella è parte di casa nostra e la difenderemo.

Alle 17 assemblea e pizzata
Alle 18.30 passeggiata contro le speculazioni per le vie del quartiere
A seguire pizzata e proiezione al presidio!

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