Sabato 6 marzo 2021 In piazza per i lavoratori TEXPRINT

Riceviamo, partecipiamo ed invitiamo a partecipare al Presidio Piazza del Comune Prato

In piazza per i lavoratori TEXPRINT

In piazza per i lavoratori TEXPRINT

 

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Dal 18 gennaio gli operai della Texprint di Prato sono in sciopero. Dall’11 febbraio sono in presidio permanente, notte e giorno, davanti ai cancelli della fabbrica. Dalle loro voci abbiamo ascoltato la denuncia di condizioni intollerabili di sfruttamento: turni di dodici ore al giorno per sette giorni la settimana, paghe misere, negazione di tutti i piΓΉ elementari diritti. Abbiamo visto sui loro corpi i segni degli incidenti causati da un lavoro svolto senza riposi, con turni massacranti, senza sicurezza.
La loro denuncia puΓ² e deve accendere i riflettori sullo stato di salute dei diritti e della dignitΓ  del lavoro nel distretto tessile pratese. Le sempre piΓΉ frequenti inchieste della Magistratura e i risultati dei controlli portati avanti dall’Ispettorato del Lavoro, da anni fanno emergere un vero e proprio “sistema” di sfruttamento sistematico della manodopera (soprattutto migrante e richiedente asilo), nonchΓ© gli intrecci tra criminalitΓ  organizzate e imprenditoria.
Lo sfruttamento nel distretto tessile Γ¨ stato oggetto di ricerche istituzionali, osservatori, studi universitari, provvedimenti speciali (pensiamo al progetto Lavoro Sicuro della Regione Toscana e ai controlli interforze), inchieste giudiziarie. E’ un sistema di cui possiamo dire di sapere molto. Ma che, nonostante gli sforzi, continua a riprodurre come un cancro le sue metastasi sul territorio ed il nostro tessuto sociale.
Non chiudere gli occhi, non rimanere indifferenti di fronte a questa realtΓ  Γ¨ un dovere civico. Per le istituzioni Γ¨ un dovere politico. Non Γ¨ accettabile che le lancette dei diritti, nella Prato del 2021, siano ferme agli inizi dello scorso secolo. Per questo motivo esprimiamo il nostro sostegno ai lavoratori della Texprint in sciopero che non rivendicano altro che “8×5”: lavorare otto ore per cinque giorni la settimana e il rispetto dei contratti nazionali.
Non dobbiamo dimenticare mai una cosa: siamo di fronte a un sistema di cui a fare le spese, da anni, nel silenzio, sono stati e continuano ad essere i lavoratori impiegati in queste filiere della produzione dell’abbigliamento.
Chi tiene ai diritti e alla dignitΓ  del lavoro non puΓ² che essere dalla parte di questi lavoratori che hanno scelto di rompere il silenzio e intraprendere una strada, tutta in salita, per il riconoscimento dei propri diritti e della propria dignitΓ .

Da: SiCobas Prato – Firenze

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