Damiano, un compagno di Rho, ci ha lasciato improvvisamente nella notte

Damiano

Damiano

Ieri abbiamo ricevuto una di quelle notizie che mai avremmo voluto ricevere: Damiano, un compagno di Rho, ci ha lasciato improvvisamente nella notte. L’abbiamo conosciuto quasi per caso pochi anni fa e da allora le nostre strade si sono incontrate più volte: quando con la sua band folk, i Ciapa No, ha suonato al K100 in un benefit per Firenze Antifascista, e in tante altre occasioni in cui ci siamo ritrovati accanto in piazza, al fianco dei lavoratori in lotta. Manco a dirlo, era già venuto più di una volta a sostenere gli operai GKN. Militante instancabile del Si Cobas, compagno della Corte Popolare di Rho, grande intrattenitore, era un vero piacere passare del tempo in sua compagnia.

E’ una grande perdita per la famiglia, gli amici, il gruppo, il collettivo e il sindacato. A tutti loro vanno le nostre più sentite condoglianze.

Ci mancherai Damiano!

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio

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La commedia e’ finita

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Con grosso nostro stupore – si fa per dire – l’incontro fissato stamattina dove dovevamo ricevere le informazioni sul piano di reindustrializzazione è saltato nella notte. Senza che noi sapessimo nulla e senza spiegarci il perchè. Lo si riconvochi subito in mattinata, con le stesse caratteristiche.

Oggi probabilmente arriverà anche la riapertura della procedura di licenziamento. Fatta proprio sotto le feste e dopo che l’avvocato dell’azienda aveva detto qualche giorno fa: “Nessuno ha licenziato 430 persone e nessuno in questo momento ha voglia di licenziarle”

Evidentemente vi piacciono i piani ben riusciti: un territorio ipnotizzato dal termine “reindustrializzazione”, una azienda che distrugge il territorio ma che scrive letterine di dialogo, un Ministero che giunge sempre dopo, un Governo che non si muove, la Lega di Giorgetti che guarda caso invitava alla propria scuola di formazione colui che oggi assiste l’azienda.

Abbiamo chiesto a più riprese di sapere:
– cosa vende Gkn? Il capannone, il ferro a rottame, le commesse, il terreno, il rame nei fili elettrici, i topi di Capalle, la società? Senza questa basilare informazione, qualsiasi discussione è fuffa.
– qual è il piano di reindustrializzazione approntato dall’advisor? Se si sono trovate delle manifestazioni di interesse, le si sarà selezionate sulla base di un piano. Quale?
– chi sono questi compratori?

Guarda caso queste informazioni, appena si è lì per lì per conoscerle, svaniscono o non si presentano.

Abbiamo chiesto i seguenti passaggi basilari:
– prima si discute del mandato di vendita. Se si vende il capannone e non la società, il processo di reindustrializzazione è inverosimile e potenzialmente falso. Poi si discute del piano di continuità produttiva e occupazionale. Si deve eseguire la vendita della società in regime di continuità produttiva, occupazionale e con gli stessi diritti acquisiti
– si può fare un preliminare di vendita e legare l’accensione di eventuali ammortizzatori alla riorganizzazione della produzione, non alla sua cessazione.
– chiediamo il ponte pubblico a garanzia di qualsiasi transizione e se i compratori si rivelano farsa, la nazionalizzazione del sito. Noi continueremo ad elaborare il piano di ripartenza dell’assemblea permanente e delle intelligenze solidali del territorio.

Gkn non ha mai acceso un ammortizzatore quando era in produzione perchè non lo riteneva opportuno. Guarda caso ora vorrebbe un ammortizzatore per la cessazione d’attività. Gkn ha commesse e volumi e potrebbe far ripartire lo stabilimento in qualsiasi momento e condurre la cessione d’azienda in continuità. Non lo fa ma pretende che siano i soldi pubblici a farla risparmiare.

Noi non sappiamo se avremo la forza di toglierci di dosso questa ragnatela di parole vuote che state facendo cadere su questa vertenza. E’ una ragnatela pesante e ben sperimentata. Ma una cosa non smetteremo mai di fare: dire a questo paese la verità. E chiedere a tutti di insorgere.

La commedia e' finita

La commedia e’ finita

#insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Domenica 5 Dicembre 2021 – Pranzo Resistenze fiorentine

Pranzo sociale di solidarieta resistenze fiorentine!

Pranzo Resistenze fiorentine

Pranzo Resistenze fiorentine

La cassa sociale contro disoccupazione e precarietà riparte più forte di prima.
Lo farà inaugurando le nuove modalità di percorso con un pranzo di autofinanziamento

Domenica 5 dicembre alle ore 12:30 presso il K100fuegos in via Chiella n4 a Campi Bisenzio.

MENÙ
– Crostini misti
– Polenta al sugo di daino/alternativa veg
– Lenticchie portafortuna e contorni prelibati
– Dolce
– Acqua e vino buono
Contributo: €12 a persona

Saranno osservate tutte le misure cautelative ma senza obbligo di Green pass.

Partecipate e sottoscrivete

Si prega di prenotare inviando un messaggio a 3383010616 entro sabato (specificando se vegetariani)

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Domenica 5 Dicembre 2021 GKN prossima assemblea di tecnici e ricercatori solidali per costruire un’alternativa.

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5 dicembre dalle h 10 alle h 15.30, presso il presidio Gkn: assemblea di solidali, ingegneri, economisti, ricercatrici e ricercatori, di tutte le competenze e intelligenze collettive: per un piano pubblico di ripartenza di Gkn, per il polo pubblico della mobilità sostenibile, per la nazionalizzazione di Gkn sotto la supervisione dell’assemblea permanente dei lavoratori.

Per partecipare scrivere al numero del collettivo di fabbrica, spiegando ruolo, competenza con cui si chiede partecipare, se si vuole semplicemente assistere, se si chiede di intervenire: 3478646481

Noi non aspettiamo il rilancio, noi siamo il rilancio. #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Sabato 27 novembre 2021 Tekoşer, Il Partigiano Orso

Prenotazioni chiuse: raggiunto il numero massimo di posti per cena, non possiamo quindi garantire che ci saranno posti liberi per la proiezione.

Tekoşer, Il Partigiano Orso

Tekoşer, Il Partigiano Orso

Ogni tempesta inizia con una singola goccia

18:30 presentazione “orso” scritti dalla Siria del nord est con Alessandro Orsetti

19:30 situazione attuale in Kurdistan e campagne di solidarietà: facciamo il punto con un compagno del Ctk

20:00 cena tradizionale curda. Prenotare tramite messaggio al 3387039311 – Prenotazioni chiuse, raggiunto numero massimo di posti.

21:30 proiezione “Tekoser il partigiano orso” con la presenza del regista Dario Salvetti.
Anteprima

Un documentario di Dario Salvetti
Una produzione Maguey.
Con Alessandro Orsetti, Giovani Rasoti, Davide Grasso, Maria Edgarda Marcucci, Lele, Sara Giannotti.
Interventi di Radio Wombat Firenze.
Illustrazioni di Giulio Peranzoni
Riprese di Marzia De Luca, Antonok Firenze, Dario Salvetti.
Con le fotografie di Giacomo Sini.
Riprese drone Marco Majonchi
Montaggio di Dario Salvetti.
Aiuto montaggio Antonok Firenze.
Color grading Duccio Brunetti.
Montaggio e postproduzione audio: Abi Alberto Battocchi
Colonna sonora: il rumore della tregua – Fango, Mercoledì di festa. Kendal Maniš-Marşi Rojava, War Mezmaka, Rossofuoco e Max Collini – Guernica.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Con le nostre teste NON sulle nostre teste. Segue il documento che abbiamo condiviso con l’assemblea nazionale…

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Con le nostre teste NON sulle nostre teste.

Questo è il documento che abbiamo condiviso con l’assemblea nazionale che si è tenuta questa domenica presso il presidio Gkn. E’ articolato in tre punti che potrebbero essere sintetizzati così:

1. Allerta, siamo dentro a un nuovo calcolo. Siamo di nuovo sotto ricatto e sotto attacco. Sarà necessario prepararsi a passare il letargo natalizio ed eventualmente a un “nuovo 18 settembre” in data da valutare.
2. Lo sciopero generale e generalizzato rimane una necessità. Tuttavia non va concepito come una singola data o una mera convocazione. E’ un percorso, un processo, di convergenza delle lotte.
3. Il 5 dicembre si terrà una riunione di tutte le intelligenze e le competenze per il manifesto del polo pubblico per la mobilità sostenibile e per il piano industriale collettivamente elaborato per la ripartenza di Gkn. #insorgiamo

Ecco il documento completo:

1. Un patto di difesa di Gkn. Stiamo appiccicati, teniamoci pronti

Gkn è di nuovo pesantemente sotto attacco: l’azienda ha di fatto annunciato la riapertura della procedura di licenziamento a dicembre. I 75 giorni della procedura cadrebbero in pieno inverno e in due mesi particolarmente difficoltosi per il presidio e per la mobilitazione. Questo è il nuovo calcolo dell’azienda.
L’azienda spaccia le proprie mosse come segno di buona volontà e dialogo. Vuole preparare il terreno psicologico per presentare i nuovi licenziamenti come conseguenza dei “no” incassati dal collettivo di fabbrica e dall’assemblea permanente dei lavoratori. E’ una finzione scenica. Dalla vittoria dell’articolo 28 ad oggi non è mai iniziata nessuna trattativa. Non ci sono “no”: semplicemente non c’è alcuna discussione in corso. Tutto ciò che l’azienda fa e ha fatto, lo fa perché costretta dalla mobilitazione o dalla sentenza del tribunale.

La solidarietà verso Gkn è stata formata sin dall’inizio da due processi: da un lato l’afflusso di energie verso il centro della lotta – sostenendo cioè il presidio, la cassa di resistenza e le iniziative di lotta lanciate dalla Gkn – e uno di espansione della lotta, con i vari Insorgiamo tour e con la presenza dei lavoratori Gkn nelle diverse piazze e di solidarietà alle diverse vertenze.
Con l’arrivo di dicembre, il primo processo torna a essere centrale. C’è nuovamente da puntellare il presidio, rafforzarlo, sostenere la cassa di resistenza e soprattutto tenersi pronti alla massima mobilitazione quando e dove la vertenza lo richiederà. Ad un certo punto si potrebbe porre la necessità di un nuovo 18 settembre.

Il nostro è un grido di allarme e allerta. E’ necessario un patto di difesa di Gkn da parte di tutte le realtà sociali, sindacali e politiche che ritengono questa esperienza una punta avanzata da difendere a tutti i costi. Bisogna tornare a dare priorità all’aiuto al presidio e tenersi pronti a generare la massima mobilitazione.

2. Il percorso dello sciopero generale e generalizzato

L’allargamento della mobilitazione è e rimane comunque esigenza vitale per Gkn. Lo è in verità per tutte le vertenze in corso. Solo cambiando i rapporti di forza si può scrivere un finale diverso per questa vicenda.

Noi non possiamo che ripetere che lo strumento principe per allargare la mobilitazione, per collegare le lotte e i movimenti in corso, è lo sciopero generale e generalizzato. Ne esisterebbero tutte le condizioni rivendicative e programmatiche: salari, pensioni, morti sul lavoro, manovra finanziaria, dl concorrenza, gestione pandemica, situazione di istruzione e sanità pubblica, crisi nell’automotive ecc.

E’ vero: nel paese non esiste un fermento generalizzato e univoco. Esistono ancora larghissime sacche di passività, alternate ad alcuni importanti segnali di risveglio. Unificare tali segnali di risveglio sarebbe però il passaggio necessario per generalizzarli e trasformali in un movimento che faccia da volano per lo sciopero generale. Se quindi lo sciopero generale non è immediatamente praticabile, è comunque necessario dichiararlo come obiettivo e lavorare alla sua preparazione. Come dimostra la piazza del 16 ottobre, esistevano tutte le possibilità dopo la manifestazione del 18 settembre, di rilanciare un ulteriore momento centrale di lotta da parte della direzione Cgil creando la consapevolezza e la fiducia diffusa per iniziare azioni di lotta. Oggi la Cgil usa il tema della preparazione dello sciopero come leva per rinviarlo a una data indefinita.

Di fatto oggi pesa su tutta l’azione della Cgil il veto dei vertici della Cisl, un sindacato che non ha fatto nemmeno un minuto di sciopero contro lo stesso Jobs Act. E pesa una impostazione governista che si sforza di vedere un piano di dialogo con il Governo che semplicemente non esiste. Ci si culla nell’illusione di contrattare i soldi del Pnrr. Ma non solo sono in grossa parte a debito e regalati a pioggia alle aziende, non solo sono un evidente volano di un nuovo giro di ristrutturazioni e privatizzazioni, ma in generale in un sistema iniquo tale immissione di liquidità non può che risolversi in una ulteriore divaricazione delle disuguaglianze sociali.

Esiste quindi un problema di linea sindacale. Ma il problema non si riduce solo a questo. Ogni fine ha bisogno di propri mezzi. Per uno sciopero generale che penetri in profondità nella società, che sia dia efficacia e continuità, il protagonismo dal basso è fondamentale. Una struttura organizzativa costruita e forgiata dal riflusso non può convertirsi in uno strumento di organizzazione della lotta. Anche laddove si arrivasse alla convocazione di uno sciopero, rimarrebbe il problema di come farlo vivere realmente nella società e di come dargli seguito ed efficacia. L’autunno caldo non fu solo una serie di scioperi, cortei, ma uno sconvolgimento radicale del modo di fare sindacato e delle strutture di base su cui l’azione sindacale si poggiava.

Lo sciopero generale e generalizzato quindi non si risolve attraverso una mera convocazione di data, né in un singolo atto. E’ un processo, un percorso, che riparta dal 18 settembre, dal 30 ottobre a Rome, da tutte le vertenze in corso e dalle lavoratrici e ai lavoratori che hanno dato vita all’11 ottobre.
Un processo che deve accompagnare e relazionarsi con il fermento crescente nella società, con la convergenza delle mobilitazioni, la creazione di un modello sindacale differente. E non è un processo che si limita solo ai luoghi di lavoro: diventa altrettanto fondamentale il ruolo delle mobilitazioni studentesche, ambientali, di genere, nel creare un clima di mobilitazione sociale che alimenti la fiducia della classe.
E proprio per questo tale processo non può né impiccarsi ai tempi della discussione parlamentare della manovra né alla fretta di partorire una data prima di natale. Pur non escludendo una accelerazione, dobbiamo al contrario iniziare a ipotizzare che questo percorso scavalli la pausa natalizia.
In tutto questo Gkn continuerà ad avanzare provando a legare dialetticamente le proprie necessità ai percorsi di convergenza. Continuerà nel limite della necessità del presidio a presenziare a iniziative esterne, come ad esempio il nuovo Insorgiamo tour nei circoli e nei teatri.

3. Il tema della nazionalizzazione e del polo pubblico della mobilità sostenibile

Noi abbiamo indicato le soluzioni più semplici: Gkn ci rimetta al lavoro, la fabbrica può ripartire in qualsiasi momento. In seconda battuta sia Stellantis a ridarci le commesse o a favorire il subentro di un competitor che rilevi la fabbrica di semiassi di Campi Bisenzio. E’ evidente tuttavia che Gkn non ha né intenzione né credibilità per tornare a produrre qua. Ed è altrettanto evidente che la chiusura di Gkn rientra in un processo di ulteriore ridimensionamento di Stellantis.

A questo punto sosteniamo la necessità di varare un piano produttivo di continuità occupazionale, prevedendo di ripartire con gli stessi posti di lavoro e gli stessi diritti. Tale piano deve essere la base con cui Invitalia verifica futuri compratori. Ma anche laddove tali compratori si palesassero, è necessario l’intervento pubblico a ponte verso altre soluzioni.

Tuttavia sia Gkn sia il Governo giocano oggi con il concetto di “reindustrializzazione”: è un termine ambiguo che vuol dire tutto e nulla. Se il tema è quello di impiantare una produzione completamente nuova, è evidente che questo può avvenire solo con una nazionalizzazione dello stabilimento.

Allo stesso tempo non intendiamo una nazionalizzazione alla Ilva o alla Alitalia. Il movimento per la nazionalizzazione di Gkn può essere solo un movimento dal basso, fatto di reti volontarie e professionali, militanti e accademiche. Partorire oggi un piano di ripresa della fabbrica, all’interno del piano per un polo pubblico della mobilità sostenibile, diventa quindi strumento fondamentale per la nostra lotta. La nostra è una chiamata alla mobilitazione di tutte le competenze solidali presenti nella società. Invitiamo tutti i soggetti in grado di contribuire a questo piano, dagli economisti del Sant’Anna, passando per il gruppo di ingegneri che ci ha affiancato, arrivando alla rete di imprese recuperate e coinvolgendo chiunque ritenga di avere le competenze necessarie, di natura ingegneristica, produttiva, ambientale a dare vita il 5 dicembre a una assemblea specifica per il piano industriale di ripartenza di Gkn e per il polo pubblico della mobilità sostenibile.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Siamo ancora qua!

Era il 2002, la spinta alla lotta per un’alternativa possibile era chiara e determinata.
Dopo 19 anni per noi lo è ancora, diciannove anni dove il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos é stato mezzo e strumento di lotta per trasformare la condizione collettiva e produrre un senso comune diverso .
Dopo 19 anni di antifascismo, lotta dal basso, resistenza, internazionalismo e socialità siamo ancora qua.

¡Aqui no se rinde nadie!
Le compagne e i compagni del K100fuegos

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Domenica 21 novembre 2021 FILM “Sorry we missed you” di Ken Loach

Sorry we missed you

Sorry we missed you

Ore 20:00 Cena a base di polenta, peposo e sugo di formaggi

Ore 21:30 Proiezione del film di Ken Loach
SORRY WE MISSED YOU
un film partecipe e accurato, che ci impone il confronto co la realtà dei precari, dei più deboli, dei nuovi schiavi

——
Regista: Len Loach
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Paese: Gran Bretagna, Francia, Belgio
Durata: 100 min
Data di uscita: 02 gennaio 2020
Distribuzione: Lucky Red

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Insorgiamo per il futuro

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Insorgiamo per il futuro

Insorgiamo per il futuro

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Sabato 20 Novembre 2021 Scendiamo in piazza

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Sabato 20 Novembre 2021 Scendiamo in piazza

Sabato 20 Novembre 2021 Scendiamo in piazza

Il 19 novembre sarà giornata di sciopero nazionale della scuola. A Firenze lo sciopero studentesco avverrà il 20, sabato mattina: h 9.30 da Piazza San Marco. E questa è la locandina del loro sciopero. Che sarà il 20, anche per convergere insieme a Gkn.

E Gkn tornerà in piazza per dire che nessuno deve osare fare ripartire la procedura di licenziamento, che ci vuole una legge antidelocalizzazioni e che Gkn deve diventare patrimonio collettivo per il futuro di tutti. Saremo insieme, studenti e lavoratori, per regalarci un altro piccolo pezzo di storia. Saremo insieme come percorso verso lo sciopero generale e generalizzato.

Perché lo sciopero della scuola e la vertenza Gkn sono entrambi lotte per il futuro. Per chi è studente e domani sarà lavoratore, per chi è lavoratore ed è genitore di studenti, per chi sta perdendo il lavoro, per chi lo dovrà cercare, per chi ha visto distrutta la propria socialità con la pandemia, per chi ha visto spazzata via la propria fabbrica con lo sblocco dei licenziamenti.

E voi, che siate antifascisti dell’ANPI, di Fridays for future, attivi nelle lotte contro le nocività nella piana, lavoratrici e lavoratori di altre aziende in crisi o oberati dai ritmi di lavoro di aziende in piena ripresa, che siate pensionati con la minima o esodati dalla Fornero, semplici cittadini, genitori di questi studenti, disoccupati, precari, lavoratori del pubblico impiego sottoposti alle provocazioni di Brunetta. Si, insomma, voi, impegnati a modo vostro per il futuro. Si, proprio voi, non avete bisogno di questa solitudine. Questa è anche la vostra piazza. Convergete e #insorgiamo

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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