Venerdi 7 Ottobre 2022 – Jam session al k100!

Jam session al k100!

Jam session al k100!

Si torna tutti sul palco, si torna ad improvvisare, si torna a volare! Ore 21.30!

PORTA IL TUO STRUMENTO
Sul palco troverai microfoni, batteria, ampli per chitarra, ampli per basso e basso elettrico. Porta quello che vuoi!

COME SALIRE SUL PALCO
Non ci sono prenotazioni: arrivi, aspetti la fine del pezzo in esecuzione, alzi la mano, e sali!

COSA SUONARE
Potete fare quello che volete: intere cover, gorgheggi a caso, riff famosi, inventare su scale mai tentate… Il motto è “no virtuosismi, sì presobenismi”: non importa essere dei draghi, anche con poco può sempre nascere qualcosa di bellissimo!… Poi bhé se siete dei draghi viene ancora meglio!

Salite sul palco e divertitevi!

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Ciao Rossella!

Apprendiamo con dolore che la Compagna Rossella ci ha lasciati pochi giorni fa.

La ricordiamo bene, col suo piglio critico e generoso allo stesso tempo… Quante volte abbiamo viaggiato insieme per raggiungere manifestazioni di ogni tipo in tutta Italia, quante volte abbiamo cenato alla stessa tavola nelle più svariate occasioni. E in particolare vogliamo ricordare il tuo instancabile sostegno alla causa del popolo palestinese.

Ci mancherai Rossella!

I compagni e le compagne del Cantiere sociale Camilo Cienfuegos

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24 e 25 Settembre torna il sempre atteso torneo del Calcio al razzista!

24 e 25 Settembre torna il sempre atteso torneo del Calcio al razzista!

Torna il sempre atteso torneo del Calcio al razzista!

Torna il sempre atteso torneo del Calcio al razzista!

Quest’anno all’interno di una due giorni dedicata allo sport popolare e l’integrazione.
Questo il programma, ancora in corso di aggiornamento #staytuned

Sabato 24
Dalla provincia di Milano a quella di Firenze, quando lo sport popolare fa la differenza.

Ore 18:30 ne parliamo con Paolo Marelli compagno e regista del documentario CAP20100 e la “famiglia” del Centro Storico Lebowski
Ore 20.00 Cena
Ore 21.30 Proiezione del documentario CAP20100
A seguire dj set

Domenica 25
UN CALCIO AL RAZZISTA, due giorni sul calcio popolare
Ecco il programma ludico ricreativo:

Ore 12.00 Ritrovo e inizio torneo di calcio a 5 presso il campo del Circolo Dino Manetti
(via baracca 2/A, San Piero a Ponti)

Ore 13.30 (più o meno) Pranzo con penne al sugo di pecora o al pomodoro… poi si continua a giocare!
Ore 18.00 Premiazioni (solite cose: 1°/2°/3° posto, capocannoniere e miglior portiere)

Preparate gli scarpini, lasciate a casa la dignità e pronti per il fischio d’inizio!

***

Ulteriori info:

Documentario CAP20100 – sinossi:

Un intreccio di alcune vicende personali e collettive che offrono una riflessione su tematiche quali l’accessibilità allo sport, le periferie, la condizione dei migranti, il calcio femminile e il ruolo dei tifosi all’interno del movimento del calcio popolare. Questo è CAP20100, un documentario nel quale la realtà di un Campionato autogestito viaggia parallela all’esperienza di 4 squadre a 11 che in totale auto gestione partecipano ai campionati ufficiali.
La strutturale mancanza di fondi e spazi è il comune denominatore a cui queste esperienze cercano di dare una risposta tramite una fitta rete di relazioni. Stessa rete che permette di fronteggiare un’emergenza inaspettata quanto drammatica, grazie a numerose iniziative solidali, mettendo in evidenza come il valore di questi progetti vada ben oltre il rettangolo di gioco.

 

Il progetto del documentario CAP20100 spiegato dal regista Paolo Marelli.

“Da tempo coltivavo il sogno di documentare le esperienze di progetti di calcio popolare sul territorio milanese. L’opportunità è giunta grazie all’incontro e al lavoro fondamentale di Gian Marco Duina e l’associazione AltroPallone con l’obiettivo di raccontare e analizzare il fenomeno del calcio popolare a Milano.
Sul territorio milanese tutte le squadre di calcio popolare ad ora esistente sono nate o sono passate dal Campionato Popolare, quindi il parallelo tra queste due realtà separate ma simili mi è sembrato logico.
La struttura è corale. Tra Campionato e le squadre avevo a disposizione oltre 200 persone.
Mi sembrava, dunque, più coerente scegliere la collettività e che fosse il calcio popolare stesso il protagonista, dando ai personaggi un ruolo simbolico più che specifico e personale.
Ho voluto mostrare le periferie della metropoli milanese, la loro vitalità ma anche la bellezza nascosta. Le luci, i palazzi che a un primo sguardo possono apparire grigie, tristi e brutte, racchiudono una grandissima energia inespressa e a volte e anche messa a tacere da chi mostra solo il lato più di tendenza della metropoli.
Non potevo immaginare però che il percorso di ricerca venisse interrotto in maniera così netta da un evento che ha sconvolto le vite di tutti noi. Durante l’emergenza Covid le reti esistenti hanno permesso una rapida risposta in forma di aiuto solidale nelle strade e nei quartieri. Di fronte la difficoltà della pandemia sono nati progetti solidali che hanno coinvolto tutte le realtà di calcio popolare.
Il concetto “Cap20100“ rimanda sia al codice di avviamento postale di Milano, e alla situazione con il diritto di residenza da parte di alcuni migranti protagonisti della storia, ma è anche l’acronimo di Campionato Antirazzista Popolare.
L’importanza di fare rete esplicita la vera ricchezza di tutti questi progetti che creano reti sociali fondamentali come mostrato durante uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.”

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Fontesanta 2022 – Brigata Sinigaglia sempre presente

Fontesanta 2022

Fontesanta 2022

C’è chi decise di tradire mettendosi al servizio dell’occupazione nazista e di repubbliche fantoccio complici dei peggiori eccidi che la nostra storia ricordi, di torturare, di sparare dai tetti della nostra città contro civili inermi.
C’è chi decise di combattere per la libertà e la giustizia , per l’uguaglianza , in clandestinità , nelle città come nei boschi,convinto che solo assumendosi il peso della lotta si può sperare, oggi come ieri, in una società migliore .
Abbiamo raccolto il loro testimone e al loro fianco continueremo a camminare verso la libertà.

Sabato 10 Settembre:
Ore 15:30 – La vita all’interno delle brigate partigiane ” attività per bambini
Ore 20:30 – Cena popolare
Ore 22:00 – Concerto con Malasuerte Fi sud (in acustico)

Domenica 11 Settembre
Ore 11:00 – Resistenza ieri e oggi . L’esempio di Fontesanta , le lotte di oggi e la strumentalizzazione del termine Resistenza.
Interviene Cristiano Armati
Ore 13:00 Pranzo popolare
Ore 14:00 letture e brani musicali tratti dal libro/cd “insorgiamo” di prossima uscita (con il Menestrello).

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Ancora fischia il vento!

Grazie a tutti e tutte per il weekend appena trascorso.
Un fine settimana di inizio settembre per noi molto intenso e significativo.
Venerdì compagni e compagne hanno partecipato numerosə alla “marcia per la pace” a Campi Bisenzio per ribadire ancora una volta che capitalismo e guerra sono profondamente correlati.
Non è possibile chiedere processi di pace e pacificazione senza smantellare l’apparato imperialista e il suo esercito, la Nato.
Sabato al Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos e domenica al Circolo Arci La Costituzione abbiamo festeggiato la Liberazione di Campi Bisenzio e di Sesto Fiorentino con due partecipatissime serate.
Grazie a tutti gli artisti e le artiste che hanno contribuito a riempire di resistenza e militanza questa due giorni.

Fiducia in questo Stato non ne abbiamo… L’antifascismo è nostro e non lo deleghiamo!
K100fuegos

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

Ancora fischia il vento!

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Comunicato stampa: L’accordo quadro è di fatto disatteso.

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Comunicato stampa: L’accordo quadro è di fatto disatteso. La Rsu prende atto e non concorda con il rinvio al 5 settembre. La Rsu ex Gkn: “le istituzioni smettano di farsi prendere per stanchezza. Da subito assemblee dei lavoratori per stabilire il da farsi”

[Campi Bisenzio, 31 agosto 2022] Si è appena concluso il tavolo MISE sulla vertenza ex-Gkn, nel giorno in cui, come da accordo quadro, si sarebbe dovuto discutere e chiudere il piano industriale più volte indicato dalla proprietà di QF, nella figura del proprietario Francesco Borgomeo.
Ancora una volta si registra un nulla di fatto, con lo spostamento a un ulteriore incontro al MISE per la mattina di lunedì 5 settembre per i necessari chiarimenti, ad oggi mancanti, sul piano industriale e sulle prospettive di reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio.
“La Rsu ha preso atto e non concorda con il rinvio del tavolo, soprattutto su queste basi” sottolinea in una nota l’RSU ex Gkn. “Oggi, 31 agosto, QF diventa il soggetto reindustrializzatore dell’ex Gkn ma lo fa senza fornire un piano industriale, finanziabilità del progetto e altre evidenze. Il gioco ci pare evidente ed è quello di portare la società di fatto sull’orlo del baratro e del fallimento per poi costringere INPS e Ministero a concedere fondi pubblici – che siano ammortizzatori o altri incentivi.
Il futuro industriale dello stabilimento di Firenze è in mano ai lavoratori/ lavoratrici. Che le istituzioni smettano di farsi prendere per stanchezza ed inizino ad avere un proprio piano. Come collettivo di fabbrica affermiamo che non viviamo sotto ricatto e mai ci vivremo. Sapremo prenderci le nostre responsabilità e salvaguardare il futuro industriale del nostro stabilimento: da subito assemblee dei lavoratori per stabilire il da farsi”.
“L’atteggiamento avuto oggi al tavolo da parte dell’azienda non è solo deludente, è irresponsabile e ha fatto perdere tempo” conclude l’RSU. “Ha fatto perdere otto mesi a famiglie che oggi vengono gettate in uno degli autunni peggiori degli ultimi trent’anni dal punto di vista del carovita”.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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Venerdì 2 Settembre a Campi Bisenzio: liberiamoci dalla guerra!

Come in molti avevano previsto, l’invasione russa dell’Ucraina non si è risolta in breve tempo ma assume tutti i contorni di una guerra che durerà a lungo e che continuerà a portare i suoi frutti malati, fatti di bombardamenti, vittime civili, violenze, distruzione. Una guerra di cui i politici e i giornalisti cercano di nascondere le cause profonde, descrivendo Putin come un macellaio impazzito di recente e accusando chiunque non si arruoli al 100% nella retorica bellicista e antirussa di essere al soldo dello stesso presidente russo.

Non è questa la sede per fare delle analisi storico-politiche approfondite, ma è sotto gli occhi di tutti coloro che abbiano un minimo di onestà intellettuale il fatto che le rivolte di Piazza Maidan siano state un colpo di stato e che l’Occidente e la NATO stiano cercando di avanzare e di limitare il più possibile la Russia, in ripresa dopo la crisi profonda seguita alla caduta dell’URSS. L’ingresso di buona parte delle repubbliche ex sovietiche nella NATO (alleanza militare nata nell’immediato dopoguerra proprio in funzione antisovietica), con relativo dispiegamento militare (costruzione di basi, invio di soldati ed armamenti pesanti), rappresenta una sorta di accerchiamento e di sbarramento che i russi non possono accettare.

Ciò non ci porta certo a prendere le parti della Russia, nonostante le atrocità di cui si è macchiata la NATO in questi decenni e nonostante il fatto che la sua funzione originaria sia venuta meno da 30 anni. La Russia non rappresenta certo per noi un polo socialista ma neanche progressista a cui guardare con simpatia come militanti, lavoratori, proletari. Non lo è per la struttura economico-politica dello stato russo e non lo è per i rapporti politici che legano il blocco di potere putiniano alla destra europea e del nostro paese. E’ difficile non vedere come il governo russo rappresenti per le destre c.d. “sovraniste” (per loro sì!) un punto di riferimento e anche una fonte di grandi finanziamenti (vedi le varie inchieste su Lega Nord, Rassemblement National, Forza Nuova, la FPO austriaca, ecc).

Per non rimanere schiacciati tra Stati Uniti e Russia, per non subire e pagare le loro guerre, è necessario capire che l’attuale conflitto avviene sull’onda lunga della crisi del 2008, del 2011, della crisi pandemica e dei cambiamenti climatici. Ogni giorno diventa sempre più forte lo scontro economico, per chi ripaga il debito, per chi usufruisce dell’enorme liquidità finanziaria, per il controllo dei mercati in regime di sovrapproduzione, per le fonti energetiche, materie prime, industria estrattiva, porti, per gli spazi vivibili con la crescente desertificazione.

Tale scontro economico è tra chi sta in alto e chi sta in basso nella società, tra noi e loro, tra chi domina l’economia e chi ne è dominato. Ma lo scontro attraversa e divide anche coloro che dominano l’economia e che si spartiscono il mondo. Tra questa guerra “verticale” e guerra “orizzontale” c’è un rapporto stretto: tanto più veniamo arruolati nello scontro tra capitali, tanto meno riusciamo a difenderci dalla guerra che il capitale muove nei nostri confronti.

Solo così possiamo uscire dal vicolo cieco in cui ci stanno cacciando Biden, Draghi (e chi ne sosteneva il governo), Jhonson e compagnia, contestando radicalmente la politica guerrafondaia in atto e sabotando l’economia di guerra. Fermando l’invio di armi in Ucraina come in altre decine di teatri bellici, uscendo dalla NATO, pretendendo la fine delle servitù militari e la riconversione dell’industria bellica. Non certo sventolando bandiere della pace e bandiere dell’Ucraina, non certo invocando la fine delle ostilità mentre si vendono mine antiuomo e missili anticarro. A proposito vogliamo sottolineare, un’altra volta, l’ipocrisia di chi fa convegni sulla pace e poi definisce la Leonardo Spa un “fiore all’occhiello del nostro territorio”. E’ bene ricordarlo sempre, Leonardo, Thales e le altre fanno affari d’oro con questa guerra come con le altre, di cui alcuni esempi sono la guerra sporca di Erdogan contro i kurdi, quella di Israele contro i palestinesi e dell’Arabia Saudita contro gli yemeniti. Alla faccia della difesa della democrazia!

Senza contare che i miliardi di euro con i quali vengono finanziate le guerre vanno ad approfondire i tagli alla spesa sociale in un momento di crisi terribile come questo, con l’inflazione che galoppa e le famiglie che si impoveriscono a vista d’occhio.

In ultimo la questione ambientale: se la tutela di quel che rimane del pianeta e la “transizione ecologica” sono diventate irrinunciabili, la guerra ne è l’antitesi esatta, con la devastazione e il ritorno a combustibili fossili e industria bellica che porta con sé.

Forti di questi contenuti il 2 Settembre saremo in piazza a Campi Bisenzio dietro lo striscione “Il nemico è in casa nostra. Guerrafondai, padroni, governi, non pagheremo noi la vostra guerra”, e invitiamo tutti e tutte coloro si riconoscano nei valori del pacifismo, dell’anticapitalismo, dell’antifascismo e dell’internazionalismo a fare altrettanto.

Concentramento alle ore 21.00 in piazza Dante.

CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, LOTTA DI CLASSE INTERNAZIONALISTA!
BASTA SPESE MILITARI E INDUSTRIA BELLICA! BASTA PROFITTI SPORCHI DI SANGUE!

I compagni e le compagne del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio
Collettivo d’Ateneo Firenze

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Liberazione 2k22

Iniziativa di Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos e Circolo Arci La Costituzione

Liberazione 2k22

Liberazione 2k22

► Sabato 3 e domenica 4 settembre il Cantiere Sociale Camilo Cienfueagos e il circolo Ex Macelli organizzano una 2 giorni per celebrare la Liberazione di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

► Due date, una sola iniziativa.

► Esiste un filo conduttore che lega la resistenza partigiana sui monti alla lotta di liberazione nelle città.
Le notizie dei massacri e delle battaglie infondevano rabbia e coraggio alle città che a loro volta, attraverso gli scioperi e a un clima di insoburdinazione crescente contro guerra e carovita, alimentavano il movimento di resistenza.
Da tutti i comuni della piana i giovani lasciavano famiglia, scuola, lavoro per unirsi alle formazioni partigiane.
Campi, Calenzano, Sesto, Signa, Prato, ogni città può vantare il proprio contributo alla resistenza.
E non è un caso se la mappa delle città liberate è un susseguirsi di date sul calendario in un unico movimento di convergenza e insorgenza.

► Con questa due giorni oltre a celebrare la resistenza vogliamo prendere coscienza di un fatto compiuto.
Le ragioni che portarono quella generazione a combattere sui monti sono le stesse che ci fanno trovare oggi spalla a spalla nelle lotte che animano la piana: contro la costruzione delle grandi opere inutili, con i lavoratori Si Cobas del distretto tessile, gli operai Gkn, nella solidarietà contro la repressione e al fianco del popolo Curdo e Palestinese.

► Pensiamo che il miglior modo di rendere omaggio alla memoria dei partigiani sia approfondire quel percorso di convergenza e insorgenza che continua, nella resistenza che continua.

► Sabato 3 settembre
Al cantiere sociale k100 a Campi Bisenzio
H20,00 Cena di frattaglie
H22,00 hip hop night
DjSet CRAZYKID
LIVE SHOW CASE:
– LINK aKa K!Dust
– NANO 3
– MASTER G (STATO BRADO CREW)
– ASSO(DIVIETO)
– STOPPA(KANI TOSCANI)
– ROMANTICISMO PERIFERICO

► Domenica 4 settembre
Circolo ex Macelli di Quinto Basso
H19,00 spettacolo teatrale “Partigiane della libertà” di @attricecontro
H20,30 musica, immagini e racconti della resistenza

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Documento approvato dall’assemblea permanente dei lavoratori ex Gkn

Condividiamo dal Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Dal 19 gennaio, data dell’accordo quadro, l’azienda non ha presentato di fatto un piano industriale dettagliato e indagabile, né ha chiarito le modalità con cui avverrà l’investimento in Qf. Abbiamo presentato al Mise la cronistoria di tutti gli incontri mandati a vuoto: 31 marzo, 20 aprile, 27 aprile, 31 maggio, per non parlare degli incontri interni.

Il consorzio che in teoria dovrebbe nascere in questa settimana non è un passaggio né concordato con noi, né condiviso né tanto meno chiaro. Nè a noi, né, ci permettiamo di dire, al tavolo istituzionale. Abbiamo appreso solo venerdì scorso che si tratterà di un consorzio “non a scopo di lucro” e che avverrà un’entrata nel cda di Qf di rappresentanti di società terze che, almeno, saranno finalmente disvelate.

Il punto non è che delle società non possano consorziarsi “senza scopo di lucro” per attività di rappresentanza o di ricerca. Il punto è che nessuno di questi passaggi chiarisce quanto andiamo chiedendo da tempo: quali sono i presupposti di continuità aziendale, quali sono i vincoli contrattuali, societari e solidali tra gli investitori e Qf, i dettagli del piano industriale che ad oggi è solo “una fotografia dall’alto”, la finanziabilità del progetto, la linea di credito, le commesse, la solidità di prospettiva, la linea di approvvigionamento delle materie prime, il bacino di reclutamento della figure professionali mancanti, le tappe per tornare al saldo occupazionale, ecc. ecc.

Questi elementi non solo sono indispensabili per poter avviare una trattativa seria, serena e professionale tra le parti sociali sul cronoprogramma e gli aspetti della reindustrializzazione. Ma sono anche elementi chiave da esplicitare per chiunque voglia accedere a fondi pubblici e a un tipo di ammortizzatore sociale.

Il fatto che l’Inps non abbia ancora autorizzato il pagamento della cassa integrazione ordinaria e che il Mise abbia richiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico con l’azienda dimostra che tali elementi non mancano solo al collettivo di fabbrica, alla Rsu o alle organizzazioni sindacali. Mancano a tutti i soggetti che hanno firmato l’accordo quadro del 19 gennaio.

I passaggi chiave dovevano essere: proposte vincolanti entro il 31 marzo, trattativa sul piano industriale, closing con vendita della società all’investitore in piena continuità occupazionale e di diritti entro agosto. Tali passaggi sono stati fatti saltare unilateralmente dall’azienda, rassicurando che comunque gli investitori sarebbero entrati in Qf. Oggi invece ci troviamo con un consorzio, non a scopo di lucro, e con ancora forti elementi di incertezza.

Il ritardo e lo stallo derivano da questo contesto. E da nient’altro. Invece di prenderne atto, l’azienda ha preferito percorrere la via “solita”, che conosciamo fin troppo bene: dipingere i lavoratori come pericolosi intransigenti, sostenere e diffondere la leggenda metropolitana dello stabilimento inagibile. Ha in pratica giocato a creare tensione e divisione, predicando a parole invece trasparenza e disponibilità.

Ancora all’ultimo incontro abbiamo sentito il dottor Borgomeo affermare che è tutto pronto ma mancano solo due elementi per dare il via al progetto: l’agibilità dello stabilimento e la cassa integrazione che non viene concessa. Ancora una volta si invertono causa ed effetto: la cassa integrazione non viene concessa perché non c’è chiarezza sul progetto, non il contrario. E lo stabilimento è perfettamente agibile. Il punto è che i lavoratori non hanno alcuna intenzione di smantellarlo senza chiarezza sulla sua reindustrializzazione.

Se c’è qualcosa che rende inagibile lo stabilimento è la lentezza e l’immobilismo aziendale. Sia chiaro che non solo siamo noi ad avere fretta, ma abbiamo proposto a ripetizione e nel tempo tutti gli elementi di trattativa per fare un passo in avanti. Oggi questi elementi di trattativa sono diventati per noi richieste categoriche per raggiungere un nuovo punto di equilibrio che ristabilisca quella cosiddetta fiducia, che mai come in questa vicenda è stato termine usato, abusato e inflazionato.

Lungi da quanto sostenuto, la nostra vicenda è tutt’altro che conclusa. E’ ancora tempo di attivismo, impegno e solidarietà di tutto il territorio, delle sue competenze e intelligenze solidali. Fuori da ogni attendismo, iniziamo a costruire un’azienda socialmente integrata, dove professionalità e diritti continuino ad alimentarsi a vicenda. Le istituzioni, di fronte al prolungarsi di questo stato di incertezza, non attendano oltre e trovino tutti gli strumenti necessari a intervenire dentro Qf.

Noi non creiamo problemi, da sempre forniamo proposte e soluzioni. Eravamo al lavoro, ci è stato tolo e da quel 9 luglio non facciamo altro che parlare e proporre vie per tornare al lavoro. Se l’azienda è realmente interessata a un passo avanti, si metta realmente a discutere e sottoscrivere accordi, pancia a terra, su tutti gli aspetti ad oggi non chiari o non definiti:

1. Nuovo accordo di implementazione dell’accordo quadro del 19 gennaio, visto come è stato largamente disatteso. Qualsiasi annuncio e mossa societaria dovrebbe essere fatta a seguito del tavolo al Mise, dell’accordo tra le parti e della restituzione pubblica del tavolo tecnico tra istituzioni e azienda.

2. Avvio del processo di entrata di Invitalia e /o di altri soggetti pubblici in Qf.

3. Commissionare a Artes, a università toscane, con il contributo della regione il progetto di creazione del competence center nella palazzina nord dell’azienda, con l’idea di concedere l’uso della palazzina nord a un soggetto di ricerca pubblico e locale ai fini di creare un polo di ricerca utile a Qf e al territorio, per continuare a identificare le migliori soluzioni di prodotto. E’ da tempo che insistiamo su questa proposta e se fosse stata presa seriamente in considerazione, oggi saremmo un bel passo avanti.

4. Nel nuovo accordo, chiarimento dei meccanismi di closing e di vincoli degli investimenti. Nello stesso accordo o subito dopo calendarizzare discussione sul cronoprogramma dettagliato della reindustrializzazione

5. Definizione quantitativa dei passaggi di ripresa produzione (inizio 2023) e di pieno regime (2024), sia con date certe ma anche con la chiarezza di quale è l’ammontare di ore di lavoro associate ai vari passaggi (prima produzione-pieno regime)

6. Chiarezza, codificata nell’accordo di cui sopra, su: i dettagli del piano industriale”, la finanziabilità del progetto, quali sono i vincoli contrattuali e societari tra gli investitori e Qf, la linea di credito, le commesse, la solidità di prospettiva, la linea di approvvigionamento delle materie prime, il bacino di reclutamento della figure professionali mancanti e non, le tappe per tornare al saldo occupazionale ecc. ecc.

7. Vista la tendenza di Qf a esternalizzare momenti decisionali e funzioni produttive, rinuncia all’utilizzo degli appalti in Qf. Pulizie e logistica siano reinternalizzate. Questo sia a causa della lunga cassa integrazione, sia perché per l’ennesima volta Qf ci ha mostrato come lo strumento appalto sia solo finalizzato a peggiorare la qualità del lavoro, a esternalizzare i centri di decisione e a comprimere il costo del lavoro. Dopo cinque mesi, ancora non sono partite le pulizie interne e non abbiamo visto uno straccio di capitolato.

8. Il cronoprogramma non può riguardare solo lo smantellamento dello stabilimento ma deve comprendere tutto ciò che è necessario al pieno ritorno alla funzionalità dello stabilimento: lavori edili e ripristino funzioni “infrastrutturali” (server, magazzino, docce, mensa, ufficio spedizioni, ufficio finanze, reparto industrializzazione, servizi informatici ecc. ecc. ecc.)

Documento approvato dall'assemblea permanente dei lavoratori ex Gkn

Documento approvato dall’assemblea permanente dei lavoratori ex Gkn

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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La lotta non si arresta: presidio sotto la prefettura di Firenze 19 Luglio ore 18

SIcobas USB la lotta non si arresta

SIcobas USB la lotta non si arresta

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