Venerdì 21 Dicembre 2018 rompiamo il silenzio contro la guerra e la repressione in solidarietà con la resistenza curda!

Appello per una giornata di mobilitazione

Appello per una giornata di mobilitazione

Appello per una giornata di mobilitazione

La stretta repressiva del regime di Erdogan non sembra avere limiti. Nonostante lo stato d’eccezione permanente in cui si vive in Turchia, dove ormai i requisiti minimi di una democrazia formale sono saltati da tempo, il partito di governo AKP, in vista delle amministrative del prossimo marzo e per far fronte ad una crisi economica sempre più pesante, utilizza le sue carte più micidiali: repressione e guerra!

Ad essere nuovamente colpiti -con arresti quotidiani- non sono solo i militanti e amministratori del partito d’opposizione kurdo-turco HDP, ma anche lavoratori, sindacalisti, attivisti per i diritti umani e delle donne, il movimento LGBTQ, studenti, accademici e giornalisti dei media di opposizione. In questo contesto la scure repressiva colpisce ancora più forte nelle aree del Kurdistan Bakur (sotto occupazione turca), mentre alla stretta repressiva interna corrisponde all’esterno il rilancio di una politica di espansione, aggressione e saccheggio, con cui Erdogan cerca di accreditarsi come attore determinante sul piano internazionale.

Il principale nemico da abbattere per i progetti del dittatore, dentro e fuori i suoi confini, è il movimento kurdo con il suo progetto di liberazione sociale.

Non basta ad Erdogan aver invaso con migliaia di miliziani jihadisti armati e affiancati dall’esercito turco il Cantone di Afrin, nel Rojava. Adesso, anche grazie al complice silenzio internazionale, torna a minacciare l’autogoverno kurdo nel nord della Siria con l’obiettivo di estendere la sua presenza turca ad est dell’Eufrate per proseguire le politiche di occupazione forzata, sostituzione etnica e distruzione.

Con il beneplacito degli Usa e delle altre potenze internazionali presenti in Siria, l’esperienza rivoluzionaria del Rojava è dunque nuovamente sotto attacco, mentre si intensificano anche i bombardamenti nel Kurdistan del sud (in territorio Irakeno). Solo pochi giorni fa, l’aviazione turca ha colpito il campo profughi di Maxmur, da anni organizzato e autogestito dal movimento di liberazione e autodifeso dalla resistenza del PKK, e la regione di Shengal, anch’esso territorio liberato dalla barbarie dell’ISIS grazie al PKK e le milizie di autodifesa yezide.

L’obiettivo è chiaro: annientare l’esperienza del movimento di liberazione curdo, esempio di convivenza fra i popoli, emancipazione della donna, gestione del potere e del territorio sottratta alle logiche di profitto e sfruttamento capitalistico e coloniale ispirate dal PKK e dal suo leader Ocalan.
Non è un caso che si sappia più niente delle condizioni di Ocalan, ormai da oltre 20 anni rinchiuso in un carcere di massima sicurezza e sottoposto da più di 2 anni all’isolamento totale. Lo stato turco cerca di annientare, isolare e spezzare così la forza dirompente delle sue idee di liberazione, cercando di indebolire la resistenza kurda dentro e fuori le carceri.

Da inizio novembre invece, centinaia di prigionieri/e politici hanno dato inizio a scioperi della fame a catena per chiedere la fine dell’isolamento di Ocalan e denunciare tortura e repressione. La lotta è uscita dalle mura delle carceri, diffondendosi nelle città e nelle province turche, proteste e scontri si sono accesi in tutto il paese, mentre la deputata HDP Leyla Guven, sostenuta da 30 prigionieri/e del PKK, dopo oltre 42 giorni di sciopero è determinata a non interrompere lo sciopero della fame finché lo stato turco non allenterà la repressione sui kurdi e l’isolamento di Öcalan. La solidarietà alla sua lotta si è estesa anche in tutta Europa, dove centinaia di kurdi e solidali si sono uniti alle mobilitazioni e per chiedere la fine delle politiche di guerra condotte dalla Turchia in tutto il Kurdistan occupato.

Rispondiamo all’appello della Comunità Curda Toscana e alziamo la voce contro guerra, repressione tortura e isolamento.

Venerdì 21 dicembre giornata di mobilitazione con volantinaggi e presidio in Piazza della Signoria dalle ore 17 alle 19.30
https://www.facebook.com/events/751859678502618/

Rompiamo il silenzio e denunciamo pubblicamente Erdogan e lo stato turco!

Solidarietà a chi resiste contro fascismo e repressione!

Per la libertà di Ocalan e di tutte/i i prigionieri/e politici!

Fuori il PKK dalle liste antiterrorismo!

Comunità Kurda Toscana, CPA Fi-Sud, Rete antirazzista fiorentina, Da Rifredi ad Afrin, Comitato Kurdistan Aysel Kurupinar, Collettivo Politico Scienze politiche, Collettivo Scienze Umane Krisis, Rete dei Collettivi Fiorentini, Studenti di Sinistra, IAM, Potere al Popolo Firenze, PRC Firenze, Gruppo consiliare FirenzeRiparteaSinistra, PerUnaltracittà,Cantiere Sociale K100 Fuegos

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